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IL SALOTTO DI PULCINELLA
Via Urbana, 11 - 00184 ROMA
Tel. 06 4823339
WWW

IL SALOTTO DI PULCINELLA
Situato nell’elegantissima via Urbana 11 del quartiere Monti strada antica utilizzata per portare i massi di travertino al Colosseo per la sua costruzione.

Ottima location in una strada ricca di ristoranti, bar e negozi artigianali a due passi dalla metro Cavour e dalla stazione Termini raggiungibile a piedi in cinque minuti, la qual cosa è particolarmente vantaggiosa per gli uomini d’affari che dopo un meeting aziendale o una riunione debbono tornare a casa con i treni ad alta velocità che dalla Stazione Termini partono per Firenze, Napoli.

Milano ecc…

Una storia fantastica!
Il Salotto di Pulcinella nasce nel 2015, per volere di Vincenzo De Vivo, cantante, amante del Teatro e della Canzone Napoletana, nei locali di un ex ristorante nato nei primi del 900.
Negli anni prima e dopo la guerra, di rimpetto all’ex ristorante (oggi Il Salotto di Pulcinella), c'era il famoso Teatro Manzoni dove andava in scena la rivista con Petrolini, Anna Magnani, Rascel, Macario e il grande Totò.

Questi artisti erano frequentatori del ristorante antistante il teatro.
Oggi le mura del Salotto di Pulcinella, se potessero parlare, come si dice a Napoli, ci racconterebbero come e cosa mangiavano, le curiosità, i loro incontri a cena con impresari, accordi di paghe, malumori, gioie, speranze, in pratica la loro vita di quell’epoca.

Intorno agli anni ‘60, iniziò il declino e il teatro ormai fatiscente abbassò il sipario per sempre.
Il Teatro fu utilizzato dal giornale Il Messaggero di Roma fino al 1999 per stampare il quotidiano della capitale, distruggendo tutto per fare spazio alle rotative e ai serbatoi dell’inchiostro e i locali vennero impiegati per lo stoccaggio delle balle di carta.
Rimase chiuso per diversi anni e si sperava in una rinascita del teatro, ma la proprietà, passata ad un costruttore, ne decise le sorti, facendolo diventare un lussuoso palazzo di abitazioni private e conservando, sì, la memoria, ma del Messaggero e non del povero teatro dimenticato.
Nel frattempo il ristorante continuava la sua vita fino a che nel 1992 fu ristrutturato dai fratelli Vincenzo e Mario De Vivo e divenne ristorante Pulcinella.
La particolarità del locale fu: la gestione verace napoletana fatta dai due fratelli, la semplicità degli arredi, il bianco delle pareti, e tre tele giganti, meravigliose.

La prima ritrae la Napoli del 600. La seconda un Vesuvio in eruzione illuminato da una luna stupenda.

Grazie al gioco delle luci, la luna e la lava sembrano vere.
La terza, Napoli dell'Ottocento, raffigurante il maschio Angioino dal titolo le Guarrettelle, di Filippo Falciatore, pittore della metà dell’ottocento.
Tutto ciò , diede al locale un'anima Napoletana particolare, sia per le specialità gastronomiche che per le cene spettacolo e la musica rigorosamente napoletana.

Fu frequentato da una clientela nota, Napoletana e non solo.

Anche le anime degli artisti del teatro di rimpetto, continuavano a frequentare il nuovo ristorante PULCINELLA.

Dopo tredici anni di attività ristorativa il ristorante venne chiuso per poi rinascere come PICCOLO TEATRO IL SALOTTO di PULCINELLA.

Le anime di questi artisti continuavano a frequentare il ristorante, ma nello stesso tempo entravano anche nel cuore di Enzo, stimolando la sua fantasia creativa, senza uscire più.

Gli artisti in coro con Toto’ in prima fila gli dicevano: fallo diventare un piccolo teatro, lui gli rispondeva: ma è piccerillo, e loro: nù fà nient, non importa che è Piccerillo, Enzù è a fantasia c’adda essere grande assaie.