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Museo dei Cappuccini
Via V. Veneto 27
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INFORMATIONS GéNéRALES :

Musée :Museo dei Cappuccini
Type: DIVERS
adresse : Via V. Veneto 27

Organizzazione generale e realizzazione: COMUNICARE ORGANIZZANDO

Catalogo: Editore Gangemi

Costo del biglietto: € 8,00 intero - € 6,00 ridotto

Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00

Ultimo ingresso 30 minuti prima

Per informazioni: tel. 0642014995

Martedì 26 giugno 2012 alle ore 18.30 presso il celebre Convento dei Frati Minori Cappuccini di Via V.

Veneto a Roma, verrà inaugurato il Museo dei Cappuccini con un percorso di visita che, attraverso opere d’arte di grande pregio, paramenti liturgici di preziosa fattura, antichi testi manoscritti e semplici oggetti di uso quotidiano, metterà in luce la spiritualità di un Ordine religioso basato su un intenso misticismo, un semplice e sobrio stile di vita, una costante vicinanza al popolo e un forte e dolce spirito di fraternità. Un percorso scientifico ben definito, che mette in luce tutti gli aspetti fondamentali della cultura dei Frati Minori Cappuccini, un luogo che consente al visitatore di interagire con gli oggetti, grazie anche a mirate tecnologie multimediali e interattive: un canale di lettura che si è ritenuto necessario nella definizione del progetto per un percorso di didattica attiva e partecipata.


Eccezionalmente esposta l’opera di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio “San Francesco in meditazione”. Le otto sale del museo, ricavate all’interno del Convento, mostrano altrettante sezioni che risalgono alle origini del luogo, ne ripercorrono la storia e presentano la vita di coloro che s’ispirano alle testimonianze esemplari dei Santi cappuccini.


L’apertura del Museo dei Cappuccini è promossa dalla Provincia Romana dei Frati Minori Cappuccini in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno - Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e si avvale del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

Il progetto complessivo è a cura di Alessandro Nicosia, la curatela scientifica è di Marco Pizzo che si è avvalso di un prestigioso comitato scientifico composto da Padre Carmine Antonio De Filippis, Ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Romana, Padre Armando Ambrosi, Superiore della Fraternità di Roma – Immacolata Concezione della B.V.M., Padre Rinaldo Cordovani, Archivista della Provincia Romana, Padre Yohannes Teklemariam, Responsabile del Museo Cappuccino del Collegio Internazionale dell’O.F.M.

Cap., Sandra Costa, Docente di storia dell’arte all’Université Pierre-Mendès de Grenoble, Johan Ickx, Archivio Storico della Segreteria di Stato Vaticana, Claudio Strinati, Storico dell’arte e Dirigente Generale di Staff presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Marco Pizzo, Istituto per la storia del Risorgimento italiano - Museo Centrale del Risorgimento, Emanuele Martinez, Istituto per la storia del Risorgimento italiano - Museo Centrale del Risorgimento.

La realizzazione del Museo è a cura di Comunicare Organizzando.
Il Museo e le Sezioni
Il Museo, proprio perché nasce con l’intento di far conoscere la spiritualità dei Frati Minori Cappuccini, ne ripercorre, tra le altre cose, la storia, presentando la vita di Santi cappuccini esemplari come, ad esempio, San Felice da Cantalice, San Crispino da Viterbo, San Giuseppe da Leonessa, ma anche figure contemporanee di vastissima risonanza pubblica come San Pio da Pietrelcina, stimmatizzato per 50 anni e Padre Mariano da Torino, primo predicatore multimediale.


Otto le sale e le sezioni del Museo.

La prima sezione è dedicata al Convento, commissionato dalla famiglia Barberini nel 1626 ed ultimato nel 1631, come esteso complesso conventuale con la chiesa dedicata all’Immacolata Concezione e secondo il progetto dall’architetto cappuccino Fra Michele da Bergamo.

La seconda sezione presenta L’Ordine, uno tra i più diffusi nel mondo, abbinando ai quadri dei Padri Generali e ai documenti d’archivio, alcuni approfondimenti sui santi e sui conventi cappuccini della Provincia Romana.

La terza sezione, La Santità Cappuccina, entra nello specifico della spiritualità cappuccina attraverso le immagini e le storie di alcuni santi dell’Ordine. La quarta sezione, la più ampia del museo per estensione, mette in evidenza la Cultura e spiritualità attraverso l’esposizione di vesti e oggetti di uso liturgico e quella di manufatti di uso quotidiano.

Questa sezione è inoltre arricchita da alcuni approfondimenti didattici, quali il tema del crocifisso, e del “crocifisso sanguinante”. La quinta sezione si vuole concentrare sul “San Francesco del Caravaggio”, opera realizzata dal grande artista appositamente per il Convento dei Cappuccini.

Come afferma Claudio Strinati “il Caravaggio per tutta la vita si interessa alla figura di S.

Francesco in una serie di opere che segnano la sua intera carriera.

Ma l’attenzione particolare verso il mondo dei cappuccini risulta chiara dalla testimonianza del collega pittore Orazio Gentileschi il quale, in una deposizione in Tribunale nell’anno 1603, durante un processo intentato in Roma dal pittore Giovanni Baglione contro il Caravaggio e altri per reati di diffamazione, raccontò al giudice di avere prestato, qualche tempo prima, al Caravaggio una veste di cappuccino affinché il Caravaggio se ne potesse servire.

Se ne potrebbe dedurre che il Caravaggio avesse dipinto o stesse per dipingere subito prima o subito dopo quella data del 1603 uno o più quadri di soggetto, appunto, francescano e cappuccino in particolare.

La storia, però, non dice con esattezza quale fosse o quali fossero questi quadri.

Ma è possibile che tra questi dipinti di soggetto francescano ci sia proprio il sublime quadro della chiesa dei Cappuccini in Roma.

[…] E’ qui raffigurato il momento della compiuta trasfigurazione spirituale del Santo che, prendendo in mano il teschio e inginocchiandosi sulla nuda terra, formula il gesto supremo di deporre il teschio stesso sulla base della Croce rappresentata in scorcio per darle la maggiore evidenza possibile nello spoglio ambiente, quasi una caverna, dove si compie l’evento”.
Attraverso la sesta sezione, I Cappuccini nel XX secolo, dove è presente un particolare focus dedicato al Venerabile Padre Mariano da Torino, e la settima, I Cappuccini nel mondo, il percorso espositivo giunge fino ai nostri giorni mostrando qualcosa dell’attività spirituale, culturale, missionaria e artistica che ha caratterizzato l’Ordine nel XX secolo: vengono presentati documenti, materiali e opere d’archivio di alcuni religiosi cappuccini propagatori del Vangelo, che hanno utilizzato antichi e nuovi strumenti, tecniche e forme di comunicazione. A chiusura del percorso espositivo, l’ottava sezione introduce al luogo conclusivo e di grande suggestione che chiude la visita del museo: la Cripta-Cimitero.

Opera d’arte singolare, realizzata verso la prima metà del 1700, la Cripta nacque dall’esigenza pratica di fare posto ai nuovi defunti nel piccolo cimitero del convento e quindi trovare una giusta collocazione per le ossa dei frati riesumati.

La geniale composizione diventa occasione eccellente per l’annuncio tutto positivo del senso cristiano della vita umana e dell’approdo di questa alla risurrezione.


Il Museo si presenta anche quale nuovo centro per la conservazione del patrimonio storico artistico dei Cappuccini di Roma e del Lazio.

Le sale espositive, infatti, sono state ideate non solo per accogliere ed esporre i materiali artistici, ma anche per la loro conservazione.

A questo scopo, un’importante campagna di restauri ha anticipato l’apertura del Museo, riportando al loro originario splendore diverse tipologie di opere d’arte, di volumi e di documenti, ma soprattutto di oggetti liturgici e di manufatti cappuccini di uso comune, fortemente caratterizzati da quello spirito di “produzione propria e povera” specifica dell’Ordine. Espressione di un’esperienza ricchissima, quella di quasi 500 anni di vita cappuccina, questo Museo, oltre che conservativo, pensa e si proietta nel futuro e si concepisce come “laboratorio propositivo” in ricerca e in divenire.

Esso spera in esposizioni, iniziative culturali e suggestioni spirituali finalizzate, nel dialogo comune, all’affermazione anche oggi del primato dell’umano.


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