Agenzia DOLCI SOGNI by Coop. Soc. IL SOGNO a r.l.
Autorizzato Prov. Roma R.U. 1333 del 02/04/2012
 
MÉTODO DO PAGAMENTO

Hot?is a partir de 20 euros.
Reserva on-line

ou ligue para +39 06 8530 1758
 
 

. Romeguide - La guida di Roma  
  telefono 06.85301758 - fax 06.85301756 - EmailEmail: ilsogno@romeguide.it
Coop. soc. IL SOGNO arl - Viale Regina Margherita 192 - 00198 ROMA
. a melhor guia de Roma
ONDE DORMIR divisore TOURS DE ROMA divisore EXPOSIçõES divisore MúSICA divisore TEATRO divisore VATICANO divisore VISITAS GUIADAS divisore GRUPOS ESPECIAIS
spazio
QHAPAQ ÑAN, IL GRANDE CAMMINO DELLE ANDE
MUCIV – Museo delle Civiltà
dal 2021-05-11 al 2021-08-22
spazio

Dall´11 maggio IILA – Organizzazione internazionale italo-latino americana presenta a Roma una mostra interdisciplinare dedicata al Qhapaq Ñan, Il grande cammino delle Ande. Dal passato al presente, la mostra attraversa storia, antropologia, artigianato, archeologia, saperi ancestrali, cooperazione tra i Paesi, turismo comunitario e sostenibile, arrivando all´arte contemporanea.
 Il Qhapaq Ñan è il sistema viario andino creato dagli Incas sulla base di infrastrutture preincaiche, le cui ramificazioni arrivano a toccare sei Paesi dell´America del Sud: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perù, per un totale di oltre 30.000 chilometri. Questo Cammino attraversa una delle aree geografiche più estreme al mondo, che va dai 6.000 metri delle vette delle Ande, passando per aridi deserti e foreste pluviali, fino a raggiungere le coste.
 La mostra è un viaggio inedito e approfondito che mette in evidenza le tracce lasciate dalla cultura preincaica e incaica che hanno attraversato il Qhapaq Ñan. Grazie a questa infrastruttura così straordinaria gli Incas garantivano il flusso di idee, poteri, merci e cosmologie all´interno del territorio, vasto 5 milioni di km2, dando un carattere unitario all´Impero.
La mostra è l´occasione per scoprire una selezione di reperti archeologici del MUCIV - Museo delle Civiltà, la collezione preistorico-etnografica Luigi Pigorini, con oggetti provenienti dai luoghi di origine del Qhapaq Ñan di diverse epoche precolombiane, selezionati da Donatella Saviola:oggetti rituali posti a corredo delle sepolture andine, che risultano essere la testimonianza dei costanti scambi intercorsi tra le numerose civiltà, da quelle pre-incaiche agli Inca. Inserito nell´elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell´UNESCO nel 2014, il Qhapaq Ñan è stato oggetto di studio nei più svariati ambiti (archeologico, ingegneristico, storico, antropologico). Considerato un potente mezzo di comunicazione tra i popoli, ancora oggi continua a compiere, come ha fatto per secoli, la sua funzione di connettore tra le comunità e veicolo di scambi economici e culturali, proprio come le grandi vie consolari dell´Impero Romano.
«È importante ricordare questo splendido modello di integrazione, valorizzarlo e riproporlo in chiave moderna, ad esempio realizzando le infrastrutture viarie necessarie a collegare agevolmente i Paesi della Regione. Lo hanno fatto gli Incas, possiamo e dobbiamo farlo anche oggi, in un momento in cui l´aggregazione è fondamentale per affrontare le sfide globali» ha evidenziato la Segretario Generale dell´IILA Antonella Cavallari.
 La mostra è stata curata da Rosa Jijón, curatrice indipendente ex Segretario Culturale IILA in collaborazione con Nuria Sanz, coordinatrice del Progetto di Candidatura del Qhapaq Ñan del Centro del Patrimonio Mondiale, UNESCO - Parigi, José de Nordenflycht, storico e critico d´arte e Donatella Saviola, americanista del Museo delle Civiltà - Museo Preistorico ed etnografico Luigi Pigorini, e allestita negli spazi dello stesso. Come sottolinea Rosa Jijón:
«La cooperazione fra i popoli è un´eredità del Qhapaq Ñan, la comunicazione e l´interscambio e la collaborazione che favorì questo sistema di cammini deve essere un esempio per il mondo che ci aspetta. Affrontiamo l´incertezza, la paura e le restrizioni, questo pianeta fragile ha bisogno della nostra attenzione e di una permanente coesione per non distruggerlo e per non distruggerci».  LA MOSTRA  
La mostra è un progetto corale, le cui voci sono presentate in maniera complementare, arricchendosi e generando un discorso plurale come quello che è stato necessario per la candidatura a Patrimonio Mondiale dell´UNESCO. Il lavoro collettivo portato avanti dalle sei Segreterie Tecniche del Qhapaq Ñan, dall´UNESCO e dai protagonisti coinvolti, - che sono inoltre ambasciatori e guardiani della grande rete viaria -, è evidente nella sezione dedicata ai Paesi. «Ora più che mai - afferma Sanz, - è opportuno ricordare le buone pratiche di collaborazione internazionale in materia di patrimonio culturale. In un momento di pandemia universale come quello che stiamo affrontando, risulta essenziale ravvivare lo spirito collaborativo che trascende i confini politico-amministrativi della sovranità nazionale. Progetti come questo rafforzano la fiducia verso forme di multilateralismo, portatore di esempi concreti di solidarietà, utili per affrontare la costruzione, non più di una storia condivisa, ma di uno sviluppo sociale e culturale futuro».  
Il Qhapaq Ñan è senza dubbio una delle grandi imprese umane del mondo antico e oggi continua a tessere legami tra le modalità ancestrali e contemporanee del pensare e sperimentare il mondo andino. A dimostrazione di quanto il Qhapaq Ñan sia un patrimonio vivo, che coniuga passato, presente e ricchezza simbolica, l´arte contemporanea fa da contrappunto ai saperi ancestrali, mostrando come questi, insieme alla cosmovisione andina, abbiano ispirato opere di artisti contemporanei. José de Nordenflycht, curatore della sezione contemporanea, uno dei principali esperti di questo patrimonio in relazione alla produzione contemporanea, ha invitato sei artisti visivi: Gracia Cutuli (Argentina), Joaquín Sánchez (Bolivia), Cecilia Vicuña (Cile), Gabriel Vanegas (Colombia), Estefanía Peñafiel Loaiza (Ecuador), Mariano León (Perù), affidando loro il compito di proporre modi diversi di percorrere i tratti di questo itinerario culturale, permettendo al visitatore di vivere attraverso i sensi un´esperienza utile a completare l´informazione scientifica, basata sui registri visibili archeologici, antropologici e storici. Come afferma José de Nordenflycht nel suo testo curatoriale “Rappresentare, Interpretare e Attivare il Cammino Principale Andino”: «Se l´azione fisica del camminare implica una trasformazione del luogo e dei suoi significati, la sua deriva immaginaria è configurata dal visitatore, affinché il fatto stesso di aver visitato la mostra lo inviti per un attimo a sentirsi compagno di viaggio di numerosi uomini e donne delle Ande. Non c´è dubbio che questa mostra non sia una semplice operazione di immagazzinamento di informazioni e di contenuti su un lontano cammino nelle Ande.
I sei artisti hanno lavorato sul concetto di “impronta”. Le loro opere nascono dall´esigenza di lasciare una traccia, come la rovina è un´impronta terminale, per non rimuovere o dimenticare ma sfruttare questi luoghi per ricordare sempre che le rovine non sono semplici macerie».  Arricchisce questo panorama sulla cultura e sui popoli del Qhapaq Ñan il lavoro di Claudio Pérez, fotografo documentarista cileno che presenta “Qhapaq Ñan ATACAMA” un lavoro antropologico e geografico che trova la sua origine nell´osservazione della resistenza culturale di questi territori e che mostra in modo multidisciplinare parte del percorso attuale del Cammino Inca. 

COOPERATIVA IL SOGNO
Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA
Tel. 06/85.30.17.58 Fax 06/85.30.17.56
Email: service@romeguide.it

Email:
Tel.(Opcional):

*A ser confirmado por telefone
.
N. PaxCheck-in

Mais informações

A reserva é sujeito a confirmação

Per prenotazioni:
Cooperativa Sociale
IL SOGNO a.r.l.
Viale Regina Margherita, 192
00198 ROMA
Tel. 06.85301758
Fax 06.85301756
service@romeguide.it

spazio
Invia a MySpace! Condividi su MySpace!
Condividi
Eventos em Roma

 Eventos da semana
 Eventos nos próximos meses
 Eventos Especiais para as Crianças
 Festivais e feiras em Lazio

Procurando um evento em Roma
Ttulo do evento
Palavra-chave
Local