ROMA SPARITA
Un tour di Roma sulle tracce dei monumenti scomparsi

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arcodiportogallo.jpgARCO DI PORTOGALLO

Conosciuto anche come arcus de Trofoli o de Tripolis e arcus triumphalis , e a volte attrribuito a Marco Aurelio . scavalcava la via Lata , odierna via del Corso, presso l'incrocio con via della Vite. Prende il nome dalla allora residenza dell'ambasciatore del Portogallo , palazzo Fiano, a cui si appoggiava. Fu demolito nel 1662 . Era costruito in blocchi di peperino e travertino , con l'attico in laterizio (mattoni). Le colonne, con capitelli compositi che inquadravano il fornice unico furono in parte eliminate, insieme alla trabeazione, tra il 1550 e il 1565 . Alcuni pannelli con rilievi datati all'epoca di Adriano o Antonino Pio , provenienti dall'arco demolito, sono collocati nei Musei Capitolini . L'arco stesso sarebbe invece databile all'età tardo-antica, forse all'età di Aureliano , costituendo uno degli accessi monumentali al suo tempio del Sole.

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settinzonio.jpgIL SETTIZONIO

L'imponente edificio, lungo quasi 100 metri, sorgeva nella valle tra Celio e Palatino , lungo la via Appia e, secondo le fonti, l'imperatore volle con quest'opera impressionare coloro che da sud giungevano a Roma , in particolare i suoi conterranei dell' Africa romana. Verosimilmente costituiva una sorta di quinta scenografica dell'agglomerato sud dei palazzi severiani. Il nome fa pensare ad una struttura a 7 piani, pur se dalle stampe, anche le più antiche, ne sono visibili soltanto 3. Comunque l'edificio era già in rovina alla fine dell' VIII secolo e quel che ne restava divenne una delle fortezze baronali da cui nel medioevo si dominava quel che restava di Roma. Crollata la sezione centrale, le due parti delle rovine erano dette Septem solia maior e Septem solia minor . I resti della struttura dovettero entrare nel sistema di fortificazioni dei Frangipane , se la vedova di Graziano Frangipane che ospitò lì presso nel 1223 , nella Torre della Moletta, il suo amico e maestro Francesco d'Assisi era detta Jacopa de' Settesoli . Nel 1241 vi si tenne il primo conclave della storia che elesse Celestino IV . La distruzione e il prelievo di materiali proseguirono nei secoli. La demolizione definitiva si deve a Sisto V.

The Septizodium (also called Septizonium or Septicodium ) was a building in ancient Rome . It was built in the year 203 AD by Emperor Septimius Severus . The origin of the name "Septizodium" is unclear; the Septicozium was probably named for the seven planetary deities or for the fact that it was originally divided into seven parts. The building had no known practical purpose and was probably meant to be a decorative façade . The Septizodium was located at the place where the Via Appia leads to the Palatine . In August 1241, after the death of Pope Gregory IX , the 10 cardinals who were able to get into Rome through the lines of Emperor Frederick II 's army, come together in the ramshackle palace of the Septizodium. The 2-months long conclave was arduous, not only because of the deep political crisis but the physical hardships. There was a frightful heat and the rain leaked through the roof of the chamber of the cardinals, mingled with the urine of Matteo Orsini 's guards on the rooftiles (Abulafia 1988, p 350). One of the cardinals fell ill and died. The new pope, Celestine IV was also very worn out, and died after 16 days of his election. In 1588, under the reign of Pope Sixtus V , the eastern facade of the building was demolished; no trace of it remains today.

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LE TERME DI COSTANTINO

Inaugurate sul Quirinale da Costantino intorno al 315 , ma forse iniziate sotto Massenzio , verso sud poggiano su un terrazzamento artificiale delle pendici del colle a monte dei Mercati di Traiano (corrispondente all'attuale Villa Aldobrandini ). Furono restaurate nel 443 dal prefetto urbano Petronio Perpenna Magno Quadraziano e probabilmente ancora sotto Teodorico . I resti in alzato delle terme, rappresentati da stampe e disegni cinquecenteschi furono distrutti con la costruzione di Palazzo Rospigliosi e con l'apertura di via Nazionale . Da queste terme provengono le statue dei Dioscuri poste attualmente alla base dell' obelisco del Quirinale nella omonima piazza.

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ponterotto.jpgPONTE ROTTO

Il ponte Emilio (pons Aemilius) o ponte Rotto, il primo in muratura di Roma, oltrepassava il Tevere poco più a valle dell'antico ponte Sublicio. Viene di solito attribuito ai censori Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore, nel 179 a.C., che ne avrebbero realizzato i piloni, ma, sulla base di passi di Plutarco e di Tito Livio e di una raffigurazione monetale, dovrebbe essere invece attribuito a Manlio Emilio Lepido, in connessione con la realizzazione della via Aurelia, intorno al 241 a.C.. Nel 179 a.C. fu ricostruito in occasione del rifacimento del vicino porto fluviale. Nel 142 a.C. i censori Publio Cornelio Scipione Emiliano e Lucio Mummio sostituirono all'originaria passerella lignea delle arcate in muratura. Il ponte fu restaurato sotto Augusto nel 12 a.C.. Il ponte nel Medioevo e in età moderna
Nel Medioevo sono attestati anche i nomi di "Ponte di Lepido" (pons Lepidi) o "Ponte Lapideo"' (pons Lapideus), dalla metà dell'VIII secolo come "Ponte Maggiore" (pons Maior) e nel 1144 come "Ponte dei Senatori" (pons Senatorum). Nella guida di Roma del 1763 di Giuseppe Vasi ("Itinerario istruttivo per ritrovare le antiche e moderne magnificenze di Roma") è citato come "ponte di s.Maria, detto Rotto" e se ne riportano le precedenti denominazioni come "ponte Senatorio" o "ponte Janiculense". Subì danni dalle piene del fiume a varie riprese (1230, 1422) e sotto papa Giulio III nel 1552 le arcate vennero completamente ricostruite ad opera di Nanni di Baccio Bigio. Un'ulteriore alluvione lo distrusse nuovamente nel 1557. Un'ennesima ricostruzione ebbe inizio nel 1573 sotto papa Gregorio XIII, ad opera dell'architetto Matteo di Castello e fu ultimata nel 1575, come si evince dalla lapide murata sull'arcata superstite. La grande alluvione del 1598 fece sparire tre delle sei arcate e il ponte non fu più ricostruito, assumendo la denominazione di Ponte Rotto. Tra il 1853 e il 1887 delle passerelle metalliche sorrette da funi collegarono il troncone di ponte alla riva sinistra del fiume (su progetto dell'ingegnere Pietro Lanciani). Successivamente la passerella venne eliminata e le due arcate più vicine alla riva vennero distrutte in occasione della costruzione dei moderni argini del fiume. Attualmente resta una sola delle tre arcate cinquecentesche superstiti, che poggia sugli originali piloni del II secolo a.C..

Pons Aemilius

Pons Aemilius, today Ponte Rotto.The Pons Aemilius (today Ponte Rotto) is the oldest Roman stone bridge in Rome, Italy. Initially constructed in 179 BC with stone pillars and a wooden superstructure, the Tiber bridge was fitted in 142 BC wholly with stone arches. The single arch left today in mid-river has lent the bridge also the name Ponte rotto ('Broken bridge').

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Meta_Romluli.jpgLA META ROMULI
Analoga alla Piramide Cestia, la cosiddetta "Meta Romuli", considerata nel Medio Evo la tomba di Romolo, esistette sino al 1499 nel rione di Borgo. Essa venne demolita per l'apertura della nuova strada di Borgo Nuovo.

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porto_di_ripetta.jpg
Torre-della-scimmia.jpg
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ponterotto.jpg
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piazza_barberini.jpg
PORTO DI RIPETTA TORRE FRANGIPANE O DELLA SCIMMIA ARCO DI PORTOGALLO SETTINZONIO PONTE ROTTO META ROMULI PIAZZA BARBERINI

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Le immagini della Roma scomparsa negli acquarelli di Ettore Roesler Franz
(www.ettoreroeslerfranz.com)


Villa Ludovisi presso Porta Salaria con le Mura Aureliane a destra.
Oggi è la zona compresa tra Via Campania e Via Boncompagni presso P.zza Fiume.
1886.

Case medioevali in Via di S.Bonosa attigue alla Torre degli Anguillara.
Sullo sfondo si nota la cupola di S.Carlo ai Catinari.
1885.

Il Tevere da Ponte Sisto. Sulla sinistra i giardini della Farnesina.
Al centro un barcone.Sullo sfondo la cupola di S.Pietro ed il Campanile di S.Spirito in Sassia.
A destra palazzo Falconieri. 1886.
La Torre della Contessa Matilde sull'Isola Tiberina con il Ponte Fabricio a destra. Albucci in riva al Tevere ai Prati di Castello . Sullo sfondo la cupola di S.Carlo al Corso.
1893.

Ragazzo con tacchino sulle spalle al Foro Romano.

Il Tevere nei pressi di Settebagni a Roma con la cupola di S.Pietro sullo sfondo.

Porto di Ripa Grande tra Ponte Rotto e la Salara. Al centro una paranza con due marinai.
1884.

S. Giorgio al Velabro con l' Arco di Giano.
Fontana dell'Acqua Paola a Ponte Sisto in Via Giulia.
1878.

I Prati di Castello con sullo sfondo Monte Mario.
1887.
Barca sul Tevere dopo Ponte Milvio con la cupola di S.Pietro sullo sfondo.

Il Porto di Ripetta dai Prati di Castello con le chiese di S.Girolamo degli Schiavoni , S.Rocco e S.Carlo al Corso.
Sulla destra le vecchie case di Via Leccosa.
1886.

Via del Campanile in Borgo con il Campanile della Chiesa di S.Maria in Traspontina
Sullo sfondo il Passetto di Borgo. 1883.

L'Arco dell'Annunziata con la Torre e la fortezza degli Anguillara alla Lungaretta.
Oggi è l'ingresso di Trastevere a Piazza Sonnino.
1883.

Obelisco agli eroi di Dogali davanti alla Stazione Termini.
Ponte Sisto sul Tevere . A sinistra vecchie case in Via Giulia . A destra il Palazzo ed il giardino della Farnesina.
Scorcio delle Terme di Caracalla con la cupola di S.Pietro sullo sfondo.
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