IL TEMPIETTO DEL BRAMANTE
Cooperativa IL SOGNO
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Indirizzo: Nel cortile di S. Pietro in Montorio P.zza S. Pietro in Montorio, 2

Orari

Periodo invernale (ora solare): Mar-dom ore 9.30-12.30/14.00-16.00 Chiuso Lunedì

Periodo estivo (ora legale): Mar-dom ore 9.30-12.30/16.00-18.00 Chiuso lunedì

Collegamenti : BUS 44  75  710  870

Ingresso: gratuito

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DESCRIZIONE
Uno dei gioielli dell'architettura del primo Rinascimento (Bramante 1499-1502).   La cappella perfettamente circolare è realizzata a misura del cortile della chiesa. Notate le perfette proporzioni e gli ordini classici ispirati agli edifici dell'antica Roma. Nel Medioevo, non di rado le tombe dei santi erano circolari, cosicché i pellegrini potessero identificarle facilmente e venirvi a pregare, come tuttora accade nei paesi arabi. Attualmente, il Tempietto è un luogo alla moda dove celebrare matrimoni.
STORIA DELL'ARTE

C ommissionato dal Re di Spagna, è un tempietto di piccole dimensioni, sopraelevato, ripreso dagli antichi tempi peripteri circolari e monumentali romani (i cosiddetti martiria , perché edificati in onore a martiri). Ha un corpo cilindrico (dal quale possiamo dedurre l'ammirazione rinascimentale per la perfetta forma circolare), scavato da nicchie di alleggerimento e circondato da un colonnato tuscanico, sopra al quale corre una trabeazione decorata con triglifi e metope a tema liturgico di origine greca.

L'interno della cella ha un diametro di circa 4 metri e mezzo, cosicché non rimane spazio per le celebrazioni liturgiche: questo probabilmente significa che il tempietto fu costruito non con funzioni di chiesa, ma come un vero e proprio monumento celebrativo, in questo caso del martirio di S. Pietro (il Gianicolo , dove sorge il tempietto, era tradizionalmente considerato il luogo dove il santo aveva subìto la crocefissione).

Nel progetto originario il cortile, ora quadrato, era circolare e sottolineava la centralità del tempio.

Il significato di centralità dell'esperienza religiosa veniva così amplificato dallo spazio architettonico circostante, in cui si combinavano ancora elementi architettonici classici che davano un'importanza di "exemplum" all'insieme.

Anche in questo progetto del Bramante torna come riferimento il numero perfetto che configura la pianta circolare con 2 peripteri da 16 pilastri (vedi S.Maria della pace).

Le paraste scaturiscono anch'esse dalla centralità del progetto in quanto sono dimensionate mediante la proiezione dal centro; quelle anteriori le colonne sono più piccole,quelle posteriori più larghe.

La cupola, realizzata in conglomerato cementizio (alla maniera degli antichi), ha un raggio pari alla sua altezza, e all'altezza del tamburo su cui si appoggia; in questo ha un chiaro rapporto con il Pantheon (nel quale la cupola -anch'essa una semisfera- è alta la metà esatta

TOPOGRAFIA

Il contesto della chiesa di S. Pietro in Montorio del Tempietto

 

La chiesa di S.Pietro in Montorio sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, l'apostolo Pietro fu crocifisso sulla croce capovolta a testa in giù, sebbene la storia ritenga che il martirio di S.Pietro sia avvenuto nel circo di Caligola e Nerone nell'ager Vaticanus (corrispondente all'attuale fianco sinistro della basilica Vaticana). L'appellativo "Montorio" è corruzione di Mons aureus o "Monte d'oro", per la marna gialla che compone la collina e che era detta anche "mica aurea". La chiesa fu fondata nel Medioevo per i monaci celestini (dell'Ordine di Celestino V), nel XII secolo passò ai Benedettini ed alla fine del Quattrocento fu affidata ai frati Francescani da papa Sisto IV. I frati, a seguito della definitiva acquisizione e conseguentemente al diffondersi della notizia che la chiesa contenesse la memoria del martirio di S.Pietro, provvidero a far abbattere il vecchio edificio per costruirne uno nuovo. La nuova chiesa fu eretta così inizialmente per munificenza del re di Francia Luigi XI e, successivamente, ad opera dei reali di Spagna Ferdinando V ed Isabella di Castiglia, per essere consacrata il 6 giugno 1500. Architetto della ricostruzione fu Baccio Pontelli. I bombardamenti avvenuti durante i combattimenti avvenuti a difesa della Repubblica Romana nel 1849 danneggiarono seriamente la chiesa, distruggendo il quattrocentesco campanile (che fu poi interamente ricostruito), parte dell'abside e il tetto. La chiesa presenta un'elegante facciata a timpano a due ordini con rosone gotico, preceduta da una doppia rampa di scale che conduce al bellissimo portale ligneo. L'interno, a navata unica terminante in un'abside poligonale, è scandito da tre campate: le prime due coperte da volte a crociera, corrispondenti a due cappelle semicircolari; la terza con volta a vela, fiancheggiata da due nicchioni  che ripropongono l'andamento di un transetto. La chiesa conserva notevoli opere d'arte di Daniele da Volterra, di Giorgio Vasari, di Sebastiano del Piombo e di Gian Lorenzo Bernini. Sotto l'altare maggiore, non ricordata da alcuna lapide come avveniva per tutti i giustiziati, è sepolta Beatrice Cenci . Fino al settembre 1789, all'interno della chiesa era conservata, in una teca, la testa di Beatrice, decapitata in piazza di ponte S.Angelo l'11 settembre 1599: dopo 190 anni Jean Maccuse, soldato francese, profanò la teca e, dopo essersi divertito a prendere a calci la disgraziata testa di una delle donne più belle di Roma, andò via con il misero resto in tasca. Il francese, colpito da una terribile maledizione, da quel momento in poi non ebbe più pace: scherzo del destino, alla fine la sua testa andò ad ornare la teca di un sultano in Africa. Alla destra della chiesa, attraverso un cortiletto si accede al chiostro formato da una serie di arcate murate (12 e 10 nei lati lunghi e 5 in quello corto) e da un portico di tre arcate rette da pilastri. Al centro del chiostro si innalza il bellissimo Tempietto del Bramante (nella foto a destra), sorto proprio sul luogo dove la leggenda vuole che sia stato crocifisso S.Pietro: difatti, nella cappella sotterranea si può vedere il foro nel quale sarebbe stata piantata la croce del martirio e inoltre, sull'altare, una statua di S.Pietro del Cinquecento opera di allievi del Bernini. Il Bramante realizzò, nel 1502, quello che molti considerano il primo vero edificio rinascimentale di Roma su commissione di Ferdinando e Isabella di Spagna, in adempimento, secondo la tradizione, di un voto fatto per ottenere un erede. La forma circolare del Tempietto riecheggia quella dei martyria cristiani, le cappelle dedicate al culto dei martiri: dodici colonne doriche sostengono la trabeazione con metope, sormontata a sua volta da una balaustra, oltre la quale si eleva la cupola col tamburo contornato da nicchie e con calotta a nervature lisce. Il Tempietto fu restaurato nel secolo scorso, come ricorda una lapide commemorativa situata nel cortile del chiostro, all'inaugurazione del quale, il 25 maggio 1999, assistette il re di Spagna Juan Carlos. A fianco del chiostro è situato l'edificio dell'Accademia di Spagna di Belle Arti, risultante dalla trasformazione dell'antico convento francescano. La piazza antistante la chiesa fu sistemata nel 1605 grazie agli aiuti economici del re Filippo III di Spagna, arricchita da una colonna sormontata dalla Croce (nella foto a sinistra), qui posta nel 1657 con lo scopo di delimitare l'area del sagrato della chiesa. La colonna, dopo una temporanea sistemazione presso la Fontana Paola avvenuta nell'Ottocento, fu risistemata nella posizione attuale nel 1941. La piazza era ornata anche da una fontana seicentesca detta La Castigliana, realizzata per volontà di Filippo III con gli emblemi del regno di Castiglia: distrutta dai cannoni francesi nel 1849, fu sostituita dalla cosiddetta Fontana del Trullo proveniente dalla piazza del Popolo , ulteriormente trasferita poi in piazza Nicosia , dove tuttora risiede

 

Siti :

Dalla voce omonima in

•  Roma SPQR

•  Wikipedia

•  Romasegreta .

Il testo e la pagina web son curati e rivisti da Alessandra Pignotti.
FOTO
Le Photo sono tratte da:

www.fotografiediroma.it

 www.erboristeriaedaltro.com

www.rositour.it

www.architectureweek.com .

La grafica della pagina e delle foto attuali è concepita da Alessandra Pignotti.

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