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Teatri di Roma
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AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA
Viale Pietro de Coubertin, 30


dal 03/02/2016 al 06/03/2016
Gigi Proietti: Cavalli di battaglia NUOVE DATE PREZZI
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Gigi Proietti a Roma con Cavalli di battaglia: il 3 febbraio 2016 e il 6 marzo 2016 all'Auditorium Parco della Musica.

A grande richiesta dopo il sold out delle sette date estive, della data di Capodanno e delle date del 2 e 3 gennaio 2016, nuove repliche straordinarie, mercoledi 3 febbraio e domenica 6 marzo 2016, per lo spettacolo di Gigi Proietti nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Gigi Proietti ritorna con Cavalli di battaglia, uno spettacolo che raccoglie i suoi intramontabili successi. Un'occasione unica, dunque, per vedere in scena l’artista poliedrico, da sempre in grado di contaminare i più diversi generi in un'unica performance. Parti recitate si alterneranno a parti cantate e saranno accompagnate da un gruppo musicale diretto dal M° Mario Vicari e da Marco Simeoli e Claudio Pallottini, affezionati attori che oramai da diversi anni collaborano con Gigi. Anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell'artista, sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la vis comica.
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il 13/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
Piergiorgio Milano - "Pesadilla"
PREZZI
Teatro Studio Borgna ore 21:00

direzione e coreografia
Piergiorgio Milano

interpretazione
Piergiorgio Milano, Nicola Cisternino

collaborazione alla scrittura coreografica
Nicola Cisternino

collaborazione alla drammaturgia
Elsa Dourdet / Florent Hamon

disegno luci
Simone Fini

creazione sonora
Florent Hamon

tecnica audio e luci
Luca Carbone

produzione e diffusione
Giovanna Milano

In Pesadilla, Piergiorgio Milano racconta la ricerca dell’equilibrio precario tra un sogno ad occhi aperti e una vita ad occhi chiusi. Pesadilla… significa incubo. Comincia da una situazione quotidiana e si sposta verso un universo assurdo.
Il protagonista rappresenta un uomo comune, intrappolato nei suoi sogni, nel tentativo disperato di rimanere sveglio e nel continuo insuccesso dei suoi tentativi per riuscirci.
Lo spettacolo racconta con affilata e grottesca ironia l’imbruttimento esistenziale di una società che si barcamena sul filo dell’isteria. In un limbo sospeso tra insonnia, sonnambulismo e narcolessia Pesadilla ricalca le storture della vita moderna tratteggiando con un linguaggio metaforico gli stress e le fatiche esistenziali procurate da deformità quotidiane, impertinenze tecnologiche e frenesie urbane.
Pesadilla è uno spettacolo di movimento che esce dagli schemi. Rotolate, scivolate, risalite in arco, dissociazione, cadute, linee, densità, tensione, forme, acrobazie, arresti itantanei, sospensioni, animalità feroce e divertente, gesto, equilibrio, immobilità...
La danza contemporanea viene utilizzata insieme a poetiche proprie del circo contemporaneo, del teatro fisico e della comicità clownesca.
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il 14/02/2016
Silvia Ronchey "Immagini contro Dio"
L’iconoclastia condivisa tra Oriente e Occidente
PREZZI
L’iconoclastia condivisa tra Oriente e Occidente', '<a href=http://www.romeguide.it/teatri/index.php?m=menu&codt=11>Silvia Ronchey "Immagini contro Dio"
L’iconoclastia condivisa tra Oriente e Occidente</a> <br>AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA<br> 14/02/2016 - 14/02/2016<p>Per prenotazioni:<br>Cooperativa IL SOGNO a r.l.<br> Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA<br> Tel. 06.85301758 - Fax 06.85301756<br> email: <a href=mailto:service@romeguide.it>service@romeguide.it</a></p>', ' http://www.romeguide.it/teatri/index.php?m=menu&codt=11 http://www.myspace.com', 3)"> Invia a MySpace!
Silvia Ronchey

tutte le lezioni sono introdotte da
Paolo Di Paolo e Igiaba Scego

Silvia Ronchey è professore ordinario di Civiltà bizantina, insegna Filologia classica e Civiltà bizantina all'Università di RomaTre.

Dopo avere visto i martelli dell’ISIS abbattersi sulle statue di gesso del museo di Mosul è difficile ammetterlo, ma la più massiccia e vandalica distruzione di statue nella storia dei conflitti religiosi della civiltà mediterranea non si deve all’Islam.
Di peggio fecero i condottieri cattolici della Quarta Crociata che nel 1204 conquistarono Costantinopoli. La disputa sulla liceità della rappresentazione del sacro accomuna, insomma, tutte le religioni monoteiste e riguarda – eccome - anche la nostra cultura.
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il 17/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
Compagnia Zappalà Danza - "Instrument 1 - "
PREZZI
Sala Petrassi ore 21:00

coreografie e regia
Roberto Zappalà

musica originale (dal vivo)
Puccio Castrogiovanni

danzatori
Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania

ai marranzani (scacciapensieri):
Puccio Castrogiovanni

testi
Nello Calabrò

luci e costumi
Roberto Zappalà

direttore tecnico
Sammy Torrisi

management
Maria Inguscio

Dopo dieci anni di assenza dalla scena romana, la Compagnia Zappalà Danza torna con uno spettacolo straordinario e travolgente che ha avuto un centinaio di repliche in tutto il mondo.
Instrument 1 è la prima tappa del progetto Instruments di Roberto Zappalà con cui il coreografo ha indagato alcuni strumenti inusuali e in genere difficilmente utilizzati in forma solistica, per renderli protagonisti in scena.
Il progetto è dedicato al marranzano (scacciapensieri), strumento musicale normalmente associato alla tradizione siciliana e spesso alla mafia. Per questa produzione Puccio Castrogiovanni, uno dei leader del gruppo musicale Lautari, ha esplorato lo strumento in un’affascinante ricerca, portandolo a ritmi e sonorità innovativi e di grande impatto.
Il musicista durante lo spettacolo utilizza vari tipi di marranzani, di diversa provenienza. In scena, insieme a Castrogiovanni i sette danzatori della Compagnia Zappalà Danza, tutti uomini, che interpretano con vigore una Sicilia senza confini, in cui la tradizione e il moderno non vedono una netta distinzione ma si incrociano, si ritrovano, si fondono.
Con Instrument I Roberto Zappalà ha anche avviato re-mapping sicily, un percorso con cui il coreografo intende rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico.
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dal 21/02/2016 al 23/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
NTGent / les ballets C de la B - "En avant, marche!"
PREZZI
Sala Petrassi ore 21:00

regia
Frank Van Laecke e Alain Platel

composizione e direzione musicale
Steven Prengels

creato e interpretato da
Chris Thys, Griet Debacker, Hendrik Lebon, Wim Opbrouck, Gregory Van Seghbroeck (tuba bassa)
Jan D’Haene (tromba)
Jonas Van Hoeydonck (tromba)
Lies Vandeburie (flicorno)
Niels Van Heertum (euphonium)
Simon Hueting (corno)
Witse Lemmens (percussioni)
Steven Prengels (direttore d’orchestra)
e la Banda della Scuola Popolare della Musica di Testaccio

drammaturgia
Koen Haagdorens

soundscape eseguito da
KMV De Leiezonen sous la direction de Diederik De Roeck

assistenti alla regia
Steve De Schepper, Katelijne Laevens

luci
Carlo Bourguignon

suono
Bartold Uyttersprot

scene
Luc Goedertier

costumi
Marie ‘Costume’ Lauwers

Per En avant, marche!, i registi Frank Van Laecke e Alain Platel, in collaborazione con Steven Prengels, si sono ispirati alla tradizione delle fanfare. In scena quattro attori e sette musicisti accompagnati dalla Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.
In questa nuova produzione Van Laecke e Platel affrontano il fenomeno della banda nella prospettiva del “microcosmo”, un collettivo di individui che si fa metafora della società. Prengels costruisce una tavolozza musicale ampia per uno spettacolo in cui l’azione scaturisce quanto più possibile dalla musica.
“La morte è passata”: con questa frase, tratta da L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, i registi hanno spinto al parossismo lo spirito comunitario generalmente associato alle fanfare. Van Laecke e Platel evocano l’opera di Pirandello attraverso la figura di un suonatore di trombone che a causa di una malattia deve separarsi dal suo strumento, recidere tutti i legami intimi con il mondo e orchestrare la propria dipartita.
En avant, marche! è dunque la storia di un addio ma anche di un passaggio di consegne, quello tra l’uomo malato e il suo giovane successore. Questo passaggio fa sì che il tempo e la caducità sembrino non avere più alcun effetto.
Forse è questa suggestione di immortalità a commuoverci nel suono avvolgente degli strumenti a fiato e a giustificarne la presenza in commemorazioni, funerali, inaugurazioni e altre celebrazioni.
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il 23/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
María Muñoz / Mal Pelo - "Bach"
PREZZI
Teatro Studio Borgna ore 21:00

creazione e performance
María Muñoz

musiche
Il Clavicembalo Ben Temperato di Johan Sebastian Bach

eseguite da
Glenn Gould

assistente alla regia
Leo Castro

collaborazione artistica
Cristina Cervià

immagini video
Núria Font

tecnico in tour
August Viladomat

foto
Jordi Bover

Maria Muñoz è una delle più carismatiche protagoniste della scena coreografica e della danza contemporanea spagnole. Nel 1989 ha fondato con Pep Ramis la compagnia Mal Pelo, che basa il suo lavoro su una costante ricerca di linguaggi diversi.
Nel 2001 i due fondano L’animal a l’esquena, un centro per la creazione multidisciplinare che promuove la sperimentazione e lo scambio di idee tra direttori, musicisti, video artisti, teorici e danzatori.
In Bach il discorso scenico è articolato attraverso il corpo e la musica di Bach. Questo pezzo è l’inizio di un lavoro molto più lungo. Un avvicinamento al Clavicembalo ben temperato in cui la danzatrice e coreografa abbina la danza di alcuni preludi con il ricordo di alcune fughe danzate in silenzio.
La presenza della performer si sviluppa all’interno di un puro lavoro di movimento. “La poesia del movimento non viene da qualcosa di esterno…Quando danziamo, siamo in un dialogo costante con l’interno – il nostro discorso interiore – e l’esterno – ciò che stiamo componendo.
La musica è una grande fonte di ispirazione... Bach è stata un’esperienza completamente diversa, senz’altro l’approccio più puro e spoglio al rapporto tra musica e danza; una sfida che ha richiesto anni, il desiderio di danzare guancia a guancia con la musica di Bach”.
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il 26/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
Sol Picó - "W.W. (We Women) "
PREZZI
Sala Petrassi ore 21:00

regia
Sol Picó

drammaturgia
Roberto Fratini

creato e interpretato da
Julie Dossavi, Minako Seki, Shantala Shivalingappa e Sol Picó

musiche composte e interpretate dal vivo da
Adele Madau, Lina León e Marta Robles

assistente alla regia
Verónica Cendoya

scene e coordinamento tecnico
Joan Manrique

luci
Sylvia Kuchinow

suono
Stéphane Carteaux

produzione
Pia Mazuela, Núria Aguiló Sol

fotografie
David Ruano, Erin Bassa

photographer
Carmen Escudero

video
Mayo Films

In W.W. (We Women) Sol Picó, altra grande protagonista della scena coreografica spagnola, si interroga sulla condizione della donna, arricchendo il proprio punto di vista con la prospettiva di figure femminili provenienti da tutto il mondo.
Partendo dalle diverse discipline praticate dalle artiste con cui lavora e dalle origini e l’eredità di ciascuna, Sol Picó traccia un ritratto della donna contemporanea. Queste artiste, alcune delle quali hanno dovuto rompere gli schemi dominanti nella loro cultura di origine, hanno stili, tecniche e linguaggi diversi talvolta sconosciuti alle altre ma tutte sollevano gli stessi interrogativi e cercano le stesse risposte.
In W.W. (We Women) le coreografe e danzatrici Sol Picó, Julie Dossavi, Minako Seki, Shantala Shivalingappa, accompagnate dalla musica eseguita dal vivo da Adele Madau, Lina León e Marta Robles, portano in scena una riflessione collettiva sull’essere donne nel XXI secolo.

“Vogliamo abitare la terra, questa terra, ma non più per far da concime come avviene da quattromila anni. Non ci conosce, e non può conoscerci, ma questo sarà il suo errore mortale: perché rinchiuse nel buio del suo harem, o isolate nei nostri ghetti miserabili o lussureggianti, abbiamo avuto il tempo di spiarlo, di osservarlo, il nostro carceriere, il nostro padrone. Oh sì, ti abbiamo individuato: sappiamo tutto di te: tu sei il pagliaccio, il marziano. Guardatelo, guardate come si nasconde!”.
La città delle donne, Fellini
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il 27/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
David García Aparicio - "MIS (Movimento d’Insurrezione Sonora)"
PREZZI
Teatro Studio Borgna ore 21:00

in collaborazione con il
Conservatorio di Santa Cecilia

e con
la classe di composizione jazz e improvvisazione
di Paolo Damiani

in collaborazione con
l’Accademia Nazionale di Danza, biennio coreografico

Il MIS (Movimento d’Insurrezione Sonora) è un collettivo che esplora il rapporto tra improvvisazione musicale e diverse espressioni artistiche come la danza e la pittura. Lo spettacolo diretto da David García Aparicio per Equilibrio 2016 è il frutto di un workshop di improvvisazione musicale e coreografica, curato da David García Aparicio per la musica e da Sol Picó per la danza.
Il workshop, dela durata di una settimana, si propone di introdurre gli alievi al’uso del’improvvisazione come strumento creativo e ala conoscenza del metodo di lavoro e dei segni del collettivo di improvvisazione musicale MIS (soundpainting e conduction), presentando diverse tecniche di improvvisazione musicale e life composing e analizzando il rapporto tra musica e movimento.
Nel suo processo creativo, MIS utilizza musica jazz e musica classica contemporanea, elaborando con uguale rigore concetti e idee provenienti da musicisti e compositori come John Coltrane, Walter Thomson, John Zorn, Frank Zappa, John Cage, Arnold Schoenberg, Art Ensambe of Chicago etc.
Il workshop è rivolto a tutti i musicisti classici e jazz, essendo focalizzato su concetti di improvvisazione nela musica jazz e su concetti di improvvisazione nela musica classica e contemporanea.
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il 28/02/2016
Antonio Paolucci - San Pietro PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

L’Anno Giubilare ha il suo fuoco nella Basilica di San Pietro. Di questo monumento, luogo identitario della Chiesa, visibile centro della Cristianità, parlerò analizzandolo nella sua storia, nei pontefici e negli architetti che gli hanno dato immagine, nelle opere d’arte che la rendono celebre. Il percorso inizierà dalla Piazza, dal Colonnato del Bernini, dall’Obelisco, meridiana di Roma.
Entrerò poi nella Basilica, sosterò di fronte alla Pietà di Michelangelo, al San Pietro in trono, al Baldacchino bronzeo del Bernini, alla gloria della Cattedra nell’abside. Saranno protagonisti del mio viaggio la tomba dell’Apostolo Pietro, le grandi statue e i sepolcri che popolano le pareti della immensa chiesa.
Parlerò delle porte di bronzo che aprono l’accesso alla Basilica e della Scala Regia che porta al luogo nel quale i papi ricevevano i sovrani della terra, sosterò di fronte alla statua di Costantino a cavallo, capolavoro, anch’esso, di Gian Lorenzo Bernini. Concluderò il mio viaggio nella Cappella Sistina, nel luogo dove vengono eletti i papi, di fronte agli affreschi che raccontano la Storia della Salvezza e il destino di tutti e di ognuno.

Antonio Paolucci
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il 28/02/2016
EQUILIBRIO. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
Àngels Margarit / cia. Mudances - "Capricis (Capricci)"
PREZZI
Sala Petrassi ore 21:00

regia e coreografia
Àngels Margarit

musica
24 Capricci di Niccolò Paganini

creatione e interpretazione
Eneko Alcaraz, Fatima Campos, Mireia de Querol i Duran, Miquel Fiol, Isabel Lopez Perez, Joan Palau, Palau i Manel Salas Dory Sanchez

luci e scene
Cube.bz

costumi
Ariadna Papio

assistente ai costumi
Carla Guillem

assistenti coreografi
Lara Navarro (Institut del Teatre) e Vera Bilbija

voice work
Celeste Alías

tecnico del suono
Marc Aces

video
Núria Font

fotografia
Ros Ribas e Marga Parès

Àngels Margarit è una delle protagoniste della danza contemporanea spagnola. Danzatrice e coreografa ha sviluppato uno stile personale basato sulla ricerca di un linguaggio poetico e sull’interesse per lo spazio, elemento essenziale del suo lavoro.
Capricis (Capricci) si basa sui 24 Capricci di Paganini, brevi composizioni per violino di carattere estremamente virtuosistico che evocano un’ampia gamma di emozioni. E’ uno spettacolo con uno spiccato elemento ludico.
La danza prende come soggetto la struttura musicale dei 24 Capricci, reinterpretandola ed elaborandola con l’intento di renderla visibile, scolpendola attraverso i corpi o disegnandola nello spazio.
Al di là del virtuosismo della composizione, i ventiquattro studi offrono una straordinaria proposta scenica in cui i danzatori interpretano il pezzo ciascuno secondo il proprio stile; un pezzo modulare e flessibile che può essere creato o ricreato per circostanze specifiche, trasformando ogni performance in un capriccio.
La coreografia prende come soggetto la partitura, interpretandola per creare la dimensione scenica del pezzo. L’idea è di disegnare la musica, tradurla o visualizzarla nello spazio tracciandola nelle azioni e nei movimenti dei danzatori, tanto nello spazio performativo quanto nello spazio fisico dei corpi stessi.
La coreografia disegna la musica ed evoca vari movimenti che scaturiscono dalla struttura musicale di ciascun capriccio.
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il 06/03/2016
The Artist in America: la quieta rivoluzione di Ornette Coleman PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Ritratti di jazz
a cura di
Stefano Zenni

Artista considerato naif e istintivo, Ornette Coleman ha cambiato i connotati alla musica d’oggi (e non solo al jazz). In questa lezione ripercorriamo la sua carriera, ma soprattutto proviamo a capire come le sue idee hanno trasformato la nostra idea di linguaggio musicale: con il senso del blues, della danza e una profonda urgenza emotiva.
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il 13/03/2016
Amedeo Feniello "Una Jihad italiana" PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

Invasioni e scorribande saracene attorno all’anno mille

Tutte le lezioni sono introdotte da Paolo Di Paolo e Igiaba Scego
Amedeo Feniello è professore presso l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo

Dopo la conquista siciliana da parte degli arabi nel IX secolo, l'Italia si trasforma in un terreno di Jihad: dal Mezzogiorno fino a Roma, dalla costa veneta a quella ligure, la Penisola viene colpita da un'incessante serie di incursioni che sconvolge il mondo di quel tempo.
Una fase storica dai risvolti poco conosciuti (come ad esempio la storia originalissima dell'Emirato di Bari), una fase di tremenda tensione che durerà per decenni e che consoliderà la nostra diffidenza per tutto quanto arrivi dall'Oriente.
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il 13/03/2016
Un Poco Loco di Bud Powell PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Viaggio nel capolavoro
a cura di
Stefano Zenni

Il 1 maggio 1951 Bud Powell registrò in trio per la Blue Note un brano dal titolo in spagnolo solo apparentemente leggero: Un Poco Loco, “Un po’ pazzo”. Presto salutato come uno dei dischi più significativi del suo autore, Un Poco Loco nacque in studio in circostanze particolari. Esula dalle formule più ovvie del be-bop, e anzi si spinge in territori del tutto nuovi. Ne seguiamo nota dopo nota la genesi e lo sviluppo.
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il 20/03/2016
Anna Ottani Cavina - Villa Medici PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

Nei luoghi che nell’antichità ospitavano gli Horti di Lucullo, il cardinale Ferdinando de’ Medici fece erigere, nel Cinquecento, la magnifica villa sul Pincio (intervento dell’architetto Bartolomeo Ammannati). Residenza fastosa degli ambasciatori del Granducato di Toscana presso la corte pontificia, ricca di opere d’arte antica integrate nella fabbrica rinascimentale, la villa ha conosciuto più tardi una seconda vita.
Passata ai francesi e divenuta la sede dell’Académie de France à Rome, dal 1803 Villa Medici ha ospitato nei suoi atelier e nei suoi giardini superbi (7 ettari che includono il bosco-‘ragnaia’ destinato alla caccia) molti grandi artisti di Francia: Ingres, Horace Vernet, Hector Berlioz, Carpeaux, Bizet, Gounod … Artisti che, nelle loro opere, hanno eternato l’incanto della villa medicea e la scoperta folgorante di Roma.
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il 03/04/2016
Bix Beiderbecke: lirismo cool e maledetto PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Guida all'ascolto
a cura di
Stefano Zenni

Figura tragica e lirica al tempo stesso, Bix Beiderbecke è stato “primo” in moli ambiti: il primo grande solista di jazz, il primo “lirico”, il primo genio maledetto, il primo musicista cool. Celebrato dal cinema e della letteratura, Bix - un emblema dell’Età del jazz racconta da Francis Scott Fitzgerald - merita una conoscenza più ravvicinata come musicista, per scoprirne grandezze e fragilità.
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il 10/04/2016
Claudio Strinati - Palazzo Farnese PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

A Roma le meraviglie dei luoghi svelano un universo di stili unico al mondo; passeggiare per le sue vie e le sue piazze è come sfogliare il più ricco manuale della storia dell'arte occidentale: archi e scalinate, colonne e obelischi, ville e giardini, palazzi e chiese, fontane e monumenti, riflessi della gloria di imperatori, principi e papi, testimoni del genio di artisti raccontano in filigrana storie e avventure di una capitale.
Sarebbe troppo pretendere così di imprigionare la città eterna in un unico ritratto, per esauriente e acuto che sia, se non in un insieme di segni che offrono sempre nuove possibilità di lettura. Dopo il lusinghiero favore del ciclo di lezioni delle scorse stagioni si è deciso di riproporre un'altra serie di percorsi di approfondimento, attraverso un ventaglio di incontri con alcuni dei medesimi studiosi dell precedenti edizioni, che volentieri ritornano all'Auditorium a parlare di nuovi argomenti, e altri intellettuali italiani importanti, noti in ambito internazionale e impegnati in diversi campi della ricerca.
Per arricchire di nuove tessere uno straordinario mosaico di cultura, perché i cittadini siano messi nella condizione di aspirare alla bellezza, invitati ancora al piacere della scoperta, alla dolcezza del vivere, le lezioni di questo ciclo sono dedicate a quella straordinaria stratificazione di cultura che è la città stessa di Roma riproposta qui attraverso il racconto delle sue “fabbriche” più importanti, i grandi cantieri architettonici e urbanistici che ne hanno determinato la sua fisionomia nei diversi secoli.
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il 17/04/2016
Da Jacob Gershovitz a John Zorn. Il jazz e la cultura ebraica PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Oltre la musica
a cura di
Stefano Zenni

Cosa hanno in comune George Gershwin, Benny Goodman, Gene Krupa, Stan Getz, Shelly Manne, John Zorn? Sono tutti di cultura ebraica, un mondo che ha plasmato in profondità la musica americana, incluso il jazz. Come mai proprio gli ebrei hanno compreso la musica nera meglio di tutti? E i neri ne sono stati influenzati? Benevenuti nel meeting pot americano.
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il 24/04/2016
Luca Molà - "L’arte contro la guerra" PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

Doni e diplomazia tra Repubblica di Venezia e Corte Ottomana

Tutte le lezioni sono introdotte da Paolo Di Paolo e Igiaba Scego
Luca Molà è professore di Early Modern Europe all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole

Le guerre tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Ottomano, culminate con la battaglia di Lepanto, furono episodi limitati all’interno di un rapporto basato invece sugli scambi reciproci. Venezia riuscì ad arginare l’espansionismo turco nel Mediterraneo non solo con le armi, ma anche grazie al fascino esercitato dalle sue manifatture di lusso: drappi di seta, gioielli, vetri di Murano furono diplomaticamente usati contribuendo a garantire a lungo la pace e creando un gusto estetico comune.
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il 08/05/2016
Moanin’: breve trattato sull’hard bop PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Guida all’ascolto
a cura di
Stefano Zenni

Non c’è dubbio che l’hard bop, lo stile di jazz che ha dominato gli anni Cinquanta e parte degli anni Sessanta, sia ancora oggi il riferimento del grosso della produzione contemporanea. La musica energica di Art Blakey, Horace Silver, Clifford Brown, Cannonball Adderley, intrisa di blues, tradizione, swing e felicità compositiva, continua a trascinarci e a divertirci.
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il 15/05/2016
Alla ricerca del suono: la parabola di Keith Jarrett PREZZI
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Teatro Studio Borgna ore 11:00

Ritratti di jazz
a cura di
Stefano Zenni

Da giovane talento a sperimentatore, da icona del pianoforte a divo ascetico, Keith Jarrett ha attraversato quarant’anni di carriera entusiasmando e facendo discutere. E’ tempo di riscoprire - al di là delle celebrazioni - la varia, fervida irrequietezza di un virtuoso che ha attraversato i territori più diversi.
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il 15/05/2016
Franco Purini - Eur PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

L’Eur è il più importante intervento urbano effettuato a Roma nel Novecento. L’allora E42, la sede dell’Esposizione Universale che doveva celebrare il regime fascista vent’anni dopo il suo inizio, ebbe una gestazione lunga e difficile. Dopo una serie di contrasti con Giuseppe Pagano, Marcello Piacentini, coordinatore di tutta l’operazione, riuscì a imporre una soluzione che mediava tra un forte riferimento alla tradizione classicista e un’apertura, piuttosto contenuta, all’innovazione.
La realizzazione dell’E42, interrotta dalla guerra, riprese e si concluse, con significative modifiche, in occasione delle Olimpiadi del 1960. Dopo aver percorso la storia dell’Eur, anche se essa è già abbastanza nota, si cercherà di far conoscere un aspetto meno evidente ma estremamente significativo di questo quartiere, vale a dire gli interni dei suoi edifici. Essi costituiscono uno straordinario sistema di spazi monumentali che rappresentano, per così dire, il negativo degli esterni.
Spazi nei quali la presenza di elementi architettonici dal disegno essenziale e armonico, della luce, di materiali pregiati, di murali e di opere plastiche dà vita a un vasto e prezioso mondo di forme ancora da esplorare nella sua completezza e nei contenuti estetici che propone.
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il 22/05/2016
Franco Cardini - La “terza ondata” PREZZI
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Sala Sinopoli ore 11:00

L’assedio di Palmyra e altre storie d’Oriente

Tutte le lezioni sono introdotte da Paolo Di Paolo e Igiaba Scego
Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale nell'Istituto Italiano di Scienze Umane

L'assedio dell'ISIS a Palmyra è un esempio dei danni irreparabili ai quali è esposto un patrimonio naturale e monumentale che appartiene a tutta l'umanità. Esiste poi, soprattutto, una tragedia umana che ormai coinvolge vittime, profughi, persone che hanno perduto tutto e che conserveranno un indicibile carico di paura e di odio. Chiediamo aiuto alla storia: quali errori e quali crimini sono stati commessi e da chi per aver potuto scatenare tutto questo? E quali i rimedi?
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