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dal 07/02/2012 al 12/02/2012
Il Corsaro Nero PREZZI
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Il Corsaro Nero
di Emilio Salgari regia Pierpaolo Sepe
con Marco Foschi, Francesco Ferrieri, Giovanni Granatina, Mario Pietramala, Federica Rosellini, Diego Sepe, Nicola Sisti Ajmone
Da stasera ingresso libero per tutti i capitoli de "Il Corsaro Nero" lo spettacolo è diviso in 4 capitoli 7 febbraio ore 17.00 I capitolo 8 febbraio ore 17.00 II capitolo 10 febbraio ore 17.00 III capitolo a seguire incontro su SALGARI ore 18.30 | Teatro Argentina Sala Squarzina ingresso libero con Matteo Lo Presti e Antonietta Bello 11 febbraio ore 19.00 IV capitolo 12 febbraio dalle ore 16.00 maratona dei 4 capitoli con intervalli di 20" tra un capitolo e l'altro.
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dal 14/02/2012 al 26/02/2012
Toni Servillo legge Napoli PREZZI
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testi di Salvatore di Giacomo, Eduardo de Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Enzo Moscato

con Toni Servillo

testi

Lassammo Fa' Dio, Salvatore di Giacomo
Vincenzo De Pretore, Eduardo de Filippo
A Madonna d'e' mandarine, Ferdinando Russo
E' sfogliatelle, Ferdinando Russo
Fravecature, Raffaele Viviani
A sciaveca, Mimmo Borrelli
Litoranea, Enzo Moscato

produzione Teatri Uniti

Napoli, città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione, prende vita nella voce di Toni Servillo. Un viaggio nelle parole di Napoli, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo, fino alla voce contemporanea di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.
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dal 28/02/2012 al 11/03/2012
Un tram che si chiama desiderio PREZZI
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di Tennessee Williams
traduzione Masolino D'Amico
regia Antonio Latella
scene Annelisa Zaccheria
costumi Fabio Sonnino
con Laura Marinoni e Vinicio Marchioni

produzione emilia romagna teatro fondazione

"La debolezza è sublime, la forza spregevole. Quando un uomo nasce, è debole ed elastico. Quando muore è forte e rigido. Quando un albero cresce, è flessibile e tenero; quando diviene secco e duro, esso muore. La durezza e la forza sono le compagne della morte. La flessibilità e la debolezza esprimono la freschezza della vita. Perciò chi è indurito, non vincerà." (LAO-TZE,epigrafe al Giullare Pamfalon di Leskov) Quando leggo le parole di Tennessee Williams, accade qualcosa di raro che a me è successo poche volte; oltre ad ascoltarle e farle diventare parte della mia mente e dei miei pensieri, le parole si vedono, si materializzano, diventano cose, persone ma soprattutto ferite. Sono lì davanti a te come in un film proiettato su di una grande pagina, o su di uno schermo improvvisato con una tenda delle nostre madri; si muovono con un'apparente normalità, protette da abiti bianchi, da magliette troppo strette o troppo sudate, dietro ad occhiali da bravo ragazzo. Eppure basta un nulla che quelle ferite camuffate riprendono a sanguinare, a perdere inchiostro, lasciando macchie indelebili che con fatica ridanno senso alle parole, o meglio, un solo significato riconoscibile. Non c'è un solo personaggio nei testi di T. Williams che non sia ferito, rotto, spezzato. A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere. Vacillano, in un mondo affollato da tante note di un piano sempre suonato da dite nascoste, da tanto sudore, da tanto fumo, da tante urla, da tante stanze troppo piccole e troppo piene, da tanto alcool, da tanto sud, da tanto Mississipi e soprattutto da tante cose del vivere quotidiano: eppure nonostante la miriade di oggetti che si prendono lo spazio, sembra sempre che il nulla sia il luogo dell´anima. Quel vuoto pieno d´ombre Wim Wenders lo racconta in modo unico nel suo film "Lo stato delle cose" dipingendo una natura morta di oggetti, che io oserei chiamare una natura morta del realismo. Ed è proprio il sovrabbondante realismo che trovo in Williams, che mi fa subito pensare ad una dimensione dove il reale è natura morta, dove il realismo, per la troppa realtà, perde la sua concretezza diventando memoria di uno stato; è come un oggetto rotto che nonostante la riparazione non sarà mai più quell'oggetto, ma solo la memoria di quella cosa. Ed è in questa memoria che i nostri personaggi si muovono, quasi come se le cose fossero un labirinto necessario allo stare nel mondo e a ricordarsi ciò che si era. Immagino un luogo dove le cose vivono di una propria luce, sono le cose che illuminano i corpi, fantasmi di una memoria, mostruose nel loro esserci state e nel loro esserci anche dopo la morte. Le cose sopravvivono al tutto. Le cose ci sopravvivono. Antonio Latella
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dal 13/03/2012 al 01/04/2012
Nora alla prova da Casa di Bambola PREZZI
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di Henrik Ibsen
adattamento e regia Luca Ronconi
con Mariangela Melato Riccardo Bini, Giovanni Crippa, Barbara Moselli, Orietta Notari, Luciano Roman, Irene Villa

scene e costumi Margherita Palli

produzione Teatro Stabile di Genova

Mariangela Melato torna a lavorare con Luca Ronconi e si cala nel personaggio della protagonista del dramma di Ibsen Casa di bambola. Nello spettacolo che il regista Luca Ronconi ha voluto intitolare Nora alla prova, Mariangela è Nora, ma è anche un'attrice che porta questo personaggio sul palcoscenico. È la donna-personaggio che rivendica la propria indipendenza fisica ed etica, ma è anche l'interprete di un universo drammaturgico, quello di Ibsen, che conosce molto bene e i cui interrogativi, pertanto, può cercare di scandagliare in diverse strade. Nello spettacolo, Mariangela è anche Kristine, l'amica d'infanzia che Nora elegge a sua confidente, trovando nell'insieme di questi due personaggi la completezza di un carattere femminile "moderno". Con questo doppio personaggio, Nora e Kristine, Mariangela Melato e Luca Ronconi mettono insieme il loro primo Ibsen e giocano da par loro in una forma sfumata di "teatro nel teatro", condivisa sotto il segno della contemporaneità. Attenzione al titolo: Nora alla prova da Casa di bambola di Henrik Ibsen, per cancellare subito ogni ipotesi di voler relegare la storia di Nora nel passato, come se fosse un momento arcaico della lotta per la liberazione della donna. Allora, quando nel 1879 Casa di bambola (Et dukkehjem) fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque proprio per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma se tutto questo ha fatto di Casa di bambola il dramma forse più noto del norvegese Henrik Ibsen (1828-1906), che lo scrisse in Italia ispirandosi a un caso reale, non lo relega affatto in un passato ottocentesco. Non solo, infatti, la sua descrizione di una persona che, prima di essere femmina, moglie e madre, vuole essere donna, possiede ancora una forte carica di attualità; ma soprattutto, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l'avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei sembra felice in questa sua gabbia famigliare. La scoperta di se stessa da parte di Nora avviene però in modo imprevisto. Ad aprirle gli occhi, è la reazione di Helmer davanti alla ipotesi di un ricatto, che Nora si trova a subire per un prestito contratto alcuni anni prima, falsificando la firma del padre per salvare la vita del marito. L'uomo pensa solo a se stesso e alla propria reputazione sociale. E, anche se alla fine, grazie anche all'intervento dell'amica Kristine, il ricatto non ci sarà, Nora non può più ormai tornare indietro e decide, quindi, di abbandonare la famiglia in cerca della sua vera identità e, come dice lei stessa ad Helmer, per «scoprire chi ha ragione, io o la società»
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dal 10/04/2012 al 29/04/2012
The coast of utopia_la sponda dell'utopia PREZZI
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di Tom Stoppard
regia MarcoTullio Giordana
con (cast in via di definizione) Alessio Boni, Valentina Cervi, Michela Cescon, Luigi Diberti, Jasmine Trinca

scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Sartori

produzione Teatro di Roma, Teatro Stabile di Torino, Zachar Produzioni

prodotto da Michela Cescon

"The Coast of Utopia" di Tom Stoppard è una trilogia (Viaggio-Naufragio-Salvataggio) scritta nel 2005 e rappresentata solo a Londra, New York e Tokyo: negli Stati Uniti ha vinto il maggior numero di Oscar teatrali mai assegnati. La trilogia ripercorre 33 anni di storia Russa (1833-1863), i protagonisti sono l'anarchico Michael Bakunin, il rivoluzionario scrittore e filosofo Alexander Herzen, il critico letterario Vissarion Belinsky e lo scrittore Ivan Turgenev. Stoppard racconta i loro sogni utopici e le loro storie private, le loro passioni, gli innamoramenti, le delusioni, i dolori, con una levita' e una profondita' che ha fatto paragonare l'opera alle grandi commedie di Cechov. La storia intreccia un grande fallimento ideologico con gli altrettanto grandi fallimenti personali. Un susseguirsi di emozioni, colpi di scena, battute fulminanti, dialoghi ironici e anche momenti struggenti, sempre con un ritmo vivacissimo nonostante la lunghezza (ciascuna parte dura due ore e mezzo). E' una comunita' in viaggio quella raccontata da Stoppard, l'azione comincia nella campagna russa, continuando a Mosca, per poi seguire i protagonisti nel loro esilio europeo tra Parigi, Londra e l'Italia. Un cast di 39 attori accompagnerà il regista nella messa in scena del capolavoro di Stoppard e, aggiungendo l'apparato tecnico e artistico dell'allestimento, il progetto arriverà ad avere il contributo di 66 persone
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dal 04/05/2012 al 20/05/2012
La commedia di Orlando PREZZI
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liberamente tratto da Orlando di Virginia Woolf
regia e drammaturgia Emanuela Giordano
scene e costumi Giovanni Licheri e Alida Cappellini
musiche originali eseguite dal vivo Bubbez Orchestra

con Isabella Ragonese, Erika Blanc e con Claudia Gusmano, Laura Rovetti, Peppe Bisogno

produzione compagnia enfi teatro

Virginia Woolf è figlia diretta di Shakespeare. È unica nel miscelare invenzione, gioco, umorismo e profondità. Virginia, grazie a Orlando, compie un viaggio fantastico, in cui il protagonista, come Ulisse, non si pone limiti al desiderio di sperimentare, di agire, di conoscere, alla ricerca forse dell'impossibile, alla ricerca di una vita piena ed appagata. La lettura della commedia è talmente stratificata che possiamo permetterci di godere del divertimento, del guizzo iridescente senza per questo rinunciare ai tanti sensi, ai miti, alle suggestioni che ci vengono suggeriti: il mito dell'immortalità, del ciclo stagionale della morte e della rinascita, del ricongiungimento nell'unità originaria dei due generi, maschile e femminile, partecipi di uno stesso enigma esistenziale. Orlando, infatti, intuizione geniale della Woolf, è l'unico eroe moderno che racchiude in se la parte maschile e quella femminile di noi tutti, perché la ricerca della felicità ci riguarda allo stesso modo e forse proprio una maggiore conoscenza dell'altro può essere la chiave che ci aprirà di nuovo le porte del "paradiso". Orlando, attraversa quindi quattro secoli di passioni travolgenti e cupe delusioni, tutte legate alla percezione della vita come un'opera, unica, preziosa e irripetibile. Orlando assolve a questa "missione" come nessun altro. È per questo forse che il romanzo della Woolf è tuttora un caposaldo della letteratura, un libro in cui tutti, grandi e piccoli, uomini e donne, possono ritrovare una ragione di emozione, di corrispondenza, di grande divertimento. Ci teniamo ad aggiungere che forse solo una donna, per secoli precario soggetto di una vita frammentaria, dissipata nella quotidianità, eterna spettatrice, poteva immaginare una così sulfurea e fiammeggiante eroina per la quale l'autrice rivendica, e noi con lei, il diritto ad un lieto fine (oh finalmente!)
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Prezzo dei biglietti - Cral e gruppi convenzionati
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poltrona 22.00
palchi platea, I e II ordine 20.00
palchi III, IV e V ordine 14.00
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Argentina (prezzo singolo ingresso) 12.00
India (prezzo singolo ingresso) 6.00
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Biblioteca Quarticciolo (prezzo singolo ingresso) 3.00

N.B. Ai prezzi degli Abbonamenti va aggiunto il 10% quali spese di Agenzia.
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