I funerali di Papa Giovanni Paolo II 08/04/2005 (cronaca e foto)
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tratto da www.repubblica.it
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tratto da www.ansa.it |
Come alle 10 il suono delle campane a morto aveva annunciato l'inizio della cerimonia funebre, così alla fine sono state ancora le campane a martello della basilica vaticana a dire che il rito funebre si era chiuso.
La bara del Papa viene riportata nella basilica di san Pietro. Prima viene esposta alla folla che applaude un'ultima volta. Ora il Papa sarà sepolto nelle grotte vaticane. Il rito delle esequie è durato poco più di due ore e mezza. Il feretro, portato a spalla da 12 "sediari pontifici" è stato preceduto da una processione dei cardinali, che è stata chiusa dal cardinale decano, Joseph Ratzinger.
Migliaia di cattolici indiani pregano per Giovanni Paolo II nelle chiese di tutto il subcontinente e davanti al maxischermo installato a Calcutta per seguire le esequie, che si svolgono in queste ore a Roma. Lo riporta l'agenzia di stampa 'Press Trust of India'.
Sono oltre 50 mila i fedeli italiani e stranieri che stanno seguendo a Tor Vergata i funerali di Giovanni Paolo II sui maxischermi allestiti dal comune di Roma. Lo rende noto la Protezione civile del Campidoglio. Nella zona sono stati censiti oltre 400 pullman e diverse centinaia di automobili.
I patriarchi, gli arcivescovi maggiori e i metropoliti delle chiese orientali cattoliche hanno intonato le litanie con le suppliche orientali. Il suggestivo rito ha concluso le suppliche. Prima c'era stata quella letta da card. Ratzinger, poi quella del cardinale Camillo Ruini, vicario per la diocesi di Roma, con la supplica della Chiesa di Roma.
Sono ormai diecimila i fedeli accorsi in piazza San Giovanni. Per distribuire le ostie durante l'eucarestia, dalla Basilica sono usciti 40 sacerdoti scelti tra i capigruppo delle varie delegazioni straniere presenti nella piazza.
Circa 15mila persone, il dato è della questura di Napoli, stanno seguendo in piazza del Plebiscito in diretta dal maxischermo i funerali del Papa. Nel Duomo di Firenze i fedeli sono oltre 3.000. Centinaia di persone si sono raccolte nella cattedrale di San Lorenzo a Genova. Seguitissime le dirette dal Duomo di Milano, da piazza Maggiore a Bologna, e dalle principali città italiane.
A mezzogiorno in punto le sirene delle navi ormeggiate nel porto di Palermo hanno suonato per un minuto, a conclusione della messa per i funerali del Papa.
Alla fine della comunione, i fedeli hanno ripreso a urlare 'Santo, Santo', e anche 'Santo subito'.
Un'altra donna, una ragazza, è stata portata via su una barella a causa di un malore. La ragazza proveniva dalla parte sinistra di piazza San Pietro ed è stata trasportata fuori attraverso il corridoio creato apposta per le emergenze tra via della Conciliazione e l'obelisco.
Migliaia di fedeli sono radunati davanti alla Basilica di San Paolo, all'Ostiense, dove sono allestiti due maxischermi per seguire i funerali di Giovanni Paolo II. Numerose sono le bandiere polacche ma folta anche la rappresentanza di nomadi che hanno esposto alcuni striscioni con la scritta 'Grazie Papa'.
A Cracovia, la città nella sud della Polonia dove Karol Wojtyla visse 40 ani prima di salire al soglio pontificio, ottocentomila persone hanno seguito sui maxi-schermi i funerali.
"Giovanni Paolo II ha lasciato a tutti una testimonianza mirabile di pietà, di vita santa e di paternità universale". Così si conclude il "Rogito per il pio transito di sua Santità Giovanni Paolo II" che è stato letto questa mattina prima della chiusura della bara di Karol Wojtyla dal maestro delle celebrazioni pontificie, monsignor Piero Marini.
Il rogito che è stato poi inserito in un tubo metallico, sigillato con il sigillo dell'Ufficio delle cerimonie liturgiche del Sommo Pontefice. Il tubo è stato poi messo nella bara, insieme alla borsa con le medaglie coniate durante il pontificato.
Il rogito ripercorre tutta la vita di Karol Wojtyla e dà le indicazioni sulla morte del pontefice.
Hanno suonato a lutto per 30 minuti le campane delle chiese in Bosnia Erzegovina dopo l'inizio dei funerali del Papa Giovanni Paolo II. Bandiere a mezz'asta nel paese, dove è stato proclamato un giorno di lutto nazionale.
Alcune centinaia di persone, fra le quali diversi turisti stranieri, stanno seguendo i funerali del Papa trasmessi su un maxi schermo a Trafalgar Square, nel centro di Londra.
Piove e fa freddo e certamente le avverse condizioni meteorologiche non incoraggiano lunghe soste all'aperto.
I canali pubblici e privati di tutto il mondo, compresi quelli arabi, stanno trasmettendo, in diretta, le esequie di Giovanni Paolo II. Unica importante eccezione, la Russia.
L'offertorio è stato aperto da una coppia polacca, con i vestiti tradizionali. La processione è stata seguita poi da altre coppie dei vari continenti, mentre una suora ha chiuso il rito dei doni.
Secondo i dati della Protezione Civile del Comune di Roma sono più di 30mila i fedeli che stanno assistendo ai funerali di Papa Giovanni Paolo II da Tor Vergata. A questa cifra i vanno ad aggiungere i romani che in massa stanno raggiungendo Tor Vergata dalle aree vicina.
Sono state circa 300 le persone soccorse da questa mattina alle 8; oltre 3.000 in totale da quando i pellegrini hanno cominciato il loro afflusso a Roma. Circa 170 i codici verdi, una cinquantina quelli bianchi, una ventina i gialli. Sette i ricoveri.
"Damose da fa...volemose bene". Così recita uno dei tanti striscioni esposti dai fedeli in Piazza San Giovanni. Sono le parole dette da Papa Giovanni Paolo II durante un'udienza con i romani e oggi le ricorda Danilo, 30 anni di Ciampino che con affetto ha dipinto di suo pugno un telo bianco con caratteri rossi.
Una donna di circa 60 anni è stata colta da ischemia in piazza del Popolo mentre seguiva in diretta sul maxischermo le esequie di Giovanni Paolo II. I volontari della protezione civile l'hanno trasportata nell'ospedale da campo, allestito nella piazza, dalla Croce Rossa Italiana. Dopo circa mezz'ora la donna è stata portata nell'ospedale San Giacomo.
"Santo subito, Santo subito" è il grido che si è levato dalla folla al termine dell'omelia. Una richiesta accompagnata da un battimani e che si è propagata come un'onda dall'inizio alla fine del colonnato.
L'omelia del cardinale Ratzinger è stata interrotta tredici volte dagli applausi.
Sarebbero almeno seicentomila le persone che partecipano ai solenni funerali di Giovanni Paolo II. E' la stima di alcuni funzionari della questura di Roma che valutano in centomila le persone all'interno di piazza S.Pietro e cinquecentomila quelle tra via della Conciliazione e le strade laterali.
Giovanni Paolo II "sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice". E' la conclusione dell'omelia del cardinale Ratzinger.
"Per tutti noi - ha detto - rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un'ultima volta ha dato la benedizione Urbi et orbi . Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del Suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore".
Tra i fedeli che hanno scelto il maxischermo del Colosseo, circa 2.000 secondo le forze dell'ordine, ci sono molti turisti "delusi" per la chiusura del monumento.
"Il limite imposto al male è la Divina Misericordia": sono le ultime riflessioni del Papa, tratte dal suo libro, e ricordate da Ratzinger. "Il Papa ha sofferto e amato in comunione con Cristo, e per questo il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio è stato così eloquente".
Sbraitava tra la folla durante le esequie di Karol Wojtyla ed è stato immediatamente allontanato dalle forze dell'ordine. In visibile stato di ebbrezza, un uomo ha cominciato a dare in escandescenze durante la liturgia. Tempestivo l'intervento degli addetti alla vigilanza che lo hanno prelevato portandolo al di fuori del colonnato dove sono in corso gli accertamenti del caso, in attesa di recuperare i suoi documenti e il suo bagaglio rimasti sulla piazza.
Il Papa "non ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per sè; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all'ultimo momento". Lo ha ricordato il cardinale Joseph Ratzinger nell'omelia per i funerali di Giovanni Paolo II.
"Il Santo Padre è stato poi sacerdote fino in fondo, perchè ha offerto la sua vita a Dio per le sue pecore e per l'intera famiglia umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa e soprattutto nelle difficili prove degli ultimi mesi. Così è diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che ama le sue pecore", ha detto ancora Ratzinger nell'omelia.
"E' realmente andato ovunque ed instancabilmente per portare - ha detto il cardinale Ratzinger nel corso dell'omelia - frutto, un frutto che rimane. 'Alzatevi, andiamo!', è il titolo del suo penultimo libro. 'Alzatevi, andiamo!' con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi. 'Alzatevi, andiamo!' dice anche oggi a noi".
Il cardinale Ratzinger ha ricostruiro nella sua omelia la vita del Papa, a cominciare dal passato di giovane operaio sotto la minaccia nazista. "Lavorando in una fabbrica
chimica, circondato e minacciato dal terrore nazista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi!". Il decano dei cardinali ha poi ringraziato "in modo speciale i giovani, che Giovanni Paolo II amava definire futuro e speranza della Chiesa", oltre naturalmente a tutti i capi di Stato e a tutti i fedeli.
Una donna dello Sri Lanka, incinta di due mesi, si è sentita male nel corso della messa funebre. Accompagnata da un'amica che è partita con lei nella notte da Verona per raggiungere la capitale, ha avuto un giramento di testa e inizialmente ha cercato di riprendersi sedendosi su una delle pile di acqua sistemate contro le transenne. Dopodichè è intervenuto un medico del corpo italiano di soccorso Ordine di Malta, il quale verificando che la pressione stava calando, ha richiesto una barella rigida via radio e ha condotto fuori dalla piazza con il personale infermieristico la donna, che sarà tenuta sotto controllo in una delle postazioni dislocate intorno a San Pietro.
Nelle ore dell'afflusso a San Pietro che hanno preceduto le esequie del Papa sono stati effettuati un centinaio di interventi di soccorso. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile.
Come Pietro obbedì al comando di Gesù: "seguimi", anche Giovanni Paolo II ha obbedito alla stesso comando rivoltogli. Comincia così l'omelia del cardinale Joseph Ratzinger, decano del Collegio cardinalizio, che presiede la celebrazione dei funerali di Giovanni Paolo II. "'Seguimi' - le parole del cardinale Ratzinger - dice il Signore risorto a Pietro, come sua ultima parola a questo discepolo, scelto per pascere le sue pecore. 'Seguimi', questa parola lapidaria di Cristo può essere considerata la chiave per comprendere il messaggio che viene dalla vita del nostro compianto ed amato Papa Giovanni Paolo II, le cui spoglie deponiamo oggi nella terra come seme di immortalità, il cuore pieno di tristezza, ma anche di gioiosa speranza e di profonda gratitudine".
Dalle 10.30 le navette di Trambus hanno smesso di portare i fedeli nella zona di piazza San Pietro. Lo si apprende dal centro operativo comunale della Protezione civile. A partire dalla stessa ora le navette potranno invece trasportare i fedeli che lo vorranno fuori dall'area del Vaticano.
Circa un milione di fedeli sta assistendo alla cerimonia da poco cominciata in piazza San Pietro. Non tutti sono riusciti ad arrivare in Piazza San Pietro e in via della Conciliazione dove, fonti della sicurezza, hanno calcolato che vi siano al momento circa 300 mila persone. Altri fedeli stanno attraVersando i ponti sul Tevere per raggiungere l'area della basilica. Il resto dei fedeli si trova davanti ai maxischermi allestiti nei punti nevralgici della città comprese le basiliche.
E' leggermente rallentato l'afflusso dei fedeli nell'area attrezzata di Tor Vergata: alle 10,30 sui prati davanti ai maxischermi ci sono poco più di undicimila persone. Seguono in silenzio la cerimonia in diretta da San Pietro.
L'omelia del cardinale Joseph Ratzinger per la messa funebre di Giovanni Paolo II sarà pronunciata in italiano ma è stata tradotta anche in inglese e polacco. Ed è ora stata distribuita ai fedeli su piazza San Pietro. La messa è in parte in latino e parte in italiano. La prima lettura è stata letta in spagnolo. La seconda lettura in lingua inglese.
Le forze dell'ordine hanno disposto la chiusura del varco di Porta Angelica.
Viaggiatori ed operatori aeroportuali stanno seguendo in diretta all'aeroporto di Fiumicino il rito dei solenni funerali di Karol Wojtyla. Un maxischermo è stato allestito nel settore partenze internazionali, alla confluenza tra i terminal dei voli intercontinentali e di quelli internazionali, dalla società di gestione Aeroporti di Roma.
Sono 140 i cardinali che stanno concelebrando la Messa funebre presieduta dal decano del Collegio cardinalizio Joseph Ratzinger. Sono entrati in processione mentre sul sagrato aveva già preso posto, con la sua sedia a rotelle, il cardinale Andrea Deskur, l'amico che Giovanni Paolo II andò a trovare al Policlinico Gemelli, dov'era ricoverato, all'indomani della sua elezione a Papa.
Un lungo applauso ha accompagnato l'immagine dei due maxischermi collocati al Circo Massimo al passaggio della bara di Giovanni Paolo II. Le migliaia di presenti sono tutte in piedi per seguire la messa.
Sono oltre 6 mila i fedeli che stanno affollando piazza San Giovanni per assistere davanti a due maxischermi ai funerali del Papa. La folla preme contro le transenne che la dividono dalla Basilica, dove stanno entrando soltanto alcune decine di fedeli per una breve visita e qualche fotografia. Molti fedeli sono in arrivo in piazza San Giovanni provenienti da piazza San Pietro.
E' iniziato il corteo funebre con la bara di Giovanni Paolo II. La bara, portata a
spalla da 12 'sediari pontifici' è a forma di parallelepipedo, di colore chiaro con un croce scura con la M di Maria nella parte bassa del coperchio. Su di essa è stato aperto un Vangelo. E' stata collocata al centro del sagrato. Il canto d'ingresso ha aperto la messa funebre. I fedeli hanno accolto la bara con un lungo applauso.
Arrivata la delegazione statunitense: il presidente George W. Bush con la moglie Laura e il padre, l'ex presidente Bill Clinton e il segretario di Stato Condoleeza Rice. Poco prima era arrivato John Kerry.
Arrivati a piazza San Pietro anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Franca.
"Invitiamo i pellegrini a non andare più verso Piazza San Pietro e via della Conciliazione perchè sono già sature". E' questo l'appello rivolto dal Comune di Roma ai fedeli che stanno cercando di raggiungere città del Vaticano. Le autorità hanno invitato i fedeli a recarsi, anche utilizzando la metropolitana, verso le zone dove sono stati installati i maxischermi: piazza del Popolo, Circo massimo e Colosseo.
Il premier palestinese Abu Ala è giunto a San Pietro, accompagnato da Nehmer Ammad, rappresentante palestinese in Italia. Subito dopo è giunto anche il re di Giordania con la moglie Ranja. Infine il presidente iraniano Mohammad Khatami.
Il principe Carlo, il premier britannico Tony Blair con la moglie Cherie sono stati accolti dal Prefetto della Casa pontificia monsignor Harvey e quindi accompagnati alla zona riservata ai capi di Stato e di governo.
Gremite piazza San Giovanni e piazza San Paolo, dove sono stati allestiti maxischermi.
Le delegazioni straniere e i rappresentanti della Chiesa, arrivati in Piazza San Pietro per partecipare alle esequie di Giovanni Paolo II stanno prendendo posto per assistere alla messa. Sulla destra del sagrato guardando la basilica, prenderanno o posto in prima fila i regnanti. Dietro di loro saranno i Capi di Stato e di governo, quindi verranno i ministri degli Esteri e a seguire gli ambasciatori con il rango di capi missione. A sinistra del sagrato siederanno i vescovi, gli abati e i parroci di Roma; si prevede però che questo gruppo sia talmente numeroso da occupare anche un'altra area della piazza. Davanti a tutti in ogni caso si disporrà la famiglia pontificia.
Arriva in piazza San Pietro la delegazione di Stato spagnola. Ci sono il re di Spagna Juan Carlos e la regina Sofia, e il premier Jose Luis Zapatero.
Re Assad di Giordania è arrivato in piazza San Pietro. Completo scuro, accompagnato dalla moglie, anche lei in vestito nero e con un velo nero sulla testa, il sovrano Giordano sta prendendo posto per assistere ai funerali.
Nella piazza ormai del tutto gremita spiccano le numerosissime bandiere polacche, ma anche quelle di Spagna, Argentina, Francia, Germania, Italia e anche una bandiera degli Stati Uniti.
Tra la distesa di bandiere di tutte le nazionalità, a piazza San Pietro è stato da poco srotolato uno striscione con su scritto: "Santo subito", a testimoniare la devozione nei confronti di un Papa che molti fedeli vorrebbero già sugli altari.
Il presidente francese Jacques Chirac è stato accolto sul sagrato della Basilica dal Prefetto della casa pontificia monsignor James Harvey, che lo ha accompagnato personalmente alle poltrone riserrvate ai capi di Stato, dove siede accanto al re del Belgio, Alberto.
"Va tutto benissimo". Il prefetto di Roma, Achille Serra, sta seguendo dal suo studio l'afflusso dei fedeli nella zona di San Pietro, in costante contatto con tutti gli enti impegnati nell'organizzazione dei funerali. Al momento non si segnalano particolari criticità.
Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, apre la fila dei patriarchi e capi delle Chiese cristiane, alla destra dell'altare. Il Primate anglicano Rowan Williams chiude la fila.
Al termine del funerale, la bara di Giovanni Paolo II sarà riportata dentro la basilica di San Pietro e, tramite la 'porta di santa Marta', fatta uscire all'interno della città del Vaticano. Il corteo con il feretro compirà un tragitto breve, poche centinaia di metri, per portare la bara all'interno delle grotte vaticane, attraverso l'ingresso di largo Braschi, fino a giungere al luogo della tumulazione.
Nell'area di San Pietro ci sono circa 350 mila persone, di cui 70 mila sono nella piazza. Intanto inizia lentamente a riempirsi il palco che ospita le autorità che assisteranno alle esequie di Giovanni Paolo II. Tra i primi ad arrivare nello spazio che si trova sul sagrato della Basilica l'ex rabbino capo Eli Toaff, uno dei due viventi nominati dal Papa nel suo testamento. Pochi minuti fa è arrivato anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che si è intrattenuto a lungo con il presidente polacco Aleksander Kwasniewski.
Prima che il corpo del Papa fosse chiuso nella cassa, è stato posto sul suo viso un velo di seta bianca. Il velo è stato disteso sul volto del Papa dal maestro delle cerimonie monsignor James Harvey e dal segretario particolare di Giovanni Paolo II, monsignor Stanislao. Prima della chiusura della bara il cardinale camerlengo, Edoardo Martinez Somalo, ha pronunciato una preghiera, che costituisce una novità nel rito delle esequie di un papa. Nella bara sono state poste anche le monete del pontificato, in oro e argento, e un tubo di metallo contenente il Rogito, redatto dal maestro delle cerimonie, nel quale si racconta la vita del Papa.
Quasi tutta la città è deserta, senza auto, con pochissimi romani in giro che hanno deciso di sfidare questa giornata straordinaria. Vista dall'alto Roma non sembra più la stessa. Ma quando le telecamere delle forze dell'ordine, installate sugli elicotteri che dalle prime ore di questa mattina sono diventati il raccordo essenziale per garantire l'attuazione di un piano di sicurezza senza precedenti, riportano nelle sale operative le immagini di piazza San Pietro e delle zone dove si stanno concentrando migliaia e migliaia di fedeli, lo scenario cambia improvvisamente. Vista dall'alto via della Conciliazione, piazza San Pietro, tutte le vie accanto sono un fiume di persone che aumenta, tranquillamente, con il passare dei minuti.
Il presidente dell'Ucraina Viktor Yushenko è arrivato in piazza San Pietro, ed era in lacrime.
Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, è giunto a piazza San Pietro.
La salma del Papa è stata deposta in una cassa di legno di cipresso. La cassa è stata chiusa alla presenza del camerlengo cardinale Edoardo Martinez Somalo, dell'ex segretario di Stato Angelo Sodano, dell'arciprete della basilica vaticana Francesco Marchisano, del vicario di Roma Camillo Ruini, del decano Joseph Ratzinger, del prefetto della casa pontificia mons. James Harvey e di una rappresentanza dei canonici della basilica di san Pietro. Era presente anche il segretario del Papa monsignor Stanislao.
Da pochi istanti è arrivato in Vaticano per prendere parte ai funerali di Giovanni Paolo II anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Presenti anche quasi tutti i componenti del governo italiano, il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta. Poco dopo, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
Sono stati circa seimila i pellegrini di tutte le nazionalità che questa notte sono stati ospitati nei tre centri di accoglienza allestiti dal Comune di Roma. Più di cinquemila persone hanno dormito nell'area attrezzata, in collaborazione con il dipartimento nazionale della Protezione Civile, a Tor Vergata. Cinquecentottanta pellegrini sono stati invece ospitati nei padiglioni della Fiera di Roma. In 350 hanno invece passato la notte all' interno dell' istituto sperimentale delle Fs in via Ippolito Nievo. Infine un'ottantina di pellegrini ha dormito in un tendone allestito dalla protezione civile a Castel Sant'Angelo.
L'area della Basilica di San Pietro, comprese le vie limitrofe, è ormai piena. Lo fanno notare fonti della Protezione civile sottolineando che potranno entrare solo coloro che sono già in fila. Le stesse fonti, quindi, ricordano a tutti gli altri fedeli che vogliono assistere ai funerali del Papa, che ci sono a disposizione maxischermi in diverse piazze della città.
Ultimi arrivi nei tre aeroporti della Capitale delle delegazioni che prendono parte ai funerali di Karol Wojtyla. Oltre alle massime autorità polacche, in nottata era giunto all'aeroporto di Fiumicino il Presidente della Repubblica di Taiwan, Chen Shui Bian.
L'ultimo arrivo è stato quello del Presidente siriano Bashar al-Assad, il cui aereo in volo speciale proveniente da Damasco è atterrato poco dopo le 8.10. Al-Assad, che è accompagnato dalla giovane moglie signora Assma
E' arrivato in piazza San Pietro anche il rabbino capo di Roma Elio Toaff, che il Papa ha citato nel suo testamento spirituale. "Ho vissuto ieri un momento di
grandissima commozione. Oggi sono qui consapevole di provare insieme al dolore della sua perdita la soddisfazione di saperlo in pace e tranquillità", ha detto Toaff, arrivando nella piazza.
Momenti di tensione in via della Conciliazione per la massa di persone che preme per entrare sul sagrato di piazza San Pietro. La folla di fedeli che spinge per entrare alla destra della piazza ha obbligato le forze dell'ordine ad aprire tutti gli ingressi e ha costretto decine di volontari della Protezione Civile a rinforzare con una catena umana le transenne, per evitare che cadessero in terra trascinando con sè i fedeli. A rinforzo dell'ordine pubblico è intervenuta anche una nutrita pattuglia di militari della Guardia di Finanza.
I sanitari della Croce rossa e del 118 hanno già dovuto far fronte a numerosi malori tra la folla in attesa di poter assistere ai funerali di Papa Giovanni Paolo II. Dopo una notte passata in piedi, molte persone, sopraffatte soprattutto dalla stanchezza, non hanno retto a sopportare la ressa dietro le transenne. Mentre quasi tutti i varchi di piazza San Pietro sono già aperti, in molti accusano malori, fortunatamente di lieve entità, e vengono portati fuori per essere soccorsi.
Rappresentanti delle prime delegazioni straniere hanno cominciato ad avvicinarsi a piazza San Pietro prima delle 07:00 di stamattina. Tra le prime, auto con le bandiere di Vanuatu, del Cile, della Germania. Il varco loro riservato è quello della Porta del Perugino, vicino Porta Cavalleggeri. Qui, oltre alle auto delle delegazioni, si sono già create file con altre vetture, tutte autorizzate.
Corso Vittorio Emanuele II, la lunga via che immette all'omonimo Ponte e a via della Conciliazione, è stato trasformato in un corridoio per i capi di stato e di governo che stamattina parteciperanno al funerale di Giovanni Paolo II. In una Roma deserta la via, chiusa al traffico privato, è tutto uno sfrecciare di auto blu e con i lampeggianti, mentre centinaia di agenti e militari delle forze dell'ordine sono allineati lungo i marciapiedi.
La folla che per tutta la notte ha bivaccato in via della Conciliazione e che è entrata nel primo emiciclo esterno di piazza San Pietro al grido di 'aprite, aprite, aprite', sta chiedendo a gran voce di poter entrare sul sagrato di San Pietro, mentre prosegue l'ingresso da parte dei fedeli che si trovano a Borgo a Santo Spirito.
Per accedere al sagrato di Piazza San Pietro ci sono rigorose e imponenti misure di sicurezza. Nessuno può sfuggire al passaggio dei metal detector usati dagli addetti alla sicurezza. Neanche tre vescovi celebranti, entrati sul sagrato dall'ingresso di destra.
Oltre 6 mila pellegrini di varia nazionalità sono già pronti a Tor Vergata ad assistere sui maxischermi ai funerali di Giovanni Paolo II. Lo riferisce il centro operativo comunale e la Protezione Civile.
Piazza Cavour e Piazza Risorgimento sono stati trasformati in due grandi camping. Ci sono tende ovunque, sacchi a pelo, zaini, e soprattutto polacchi che dormono o che si stanno appena svegliando.
Situazione tranquilla alla stazione Termini, che si va lentamente riempiendo di pellegrini che giungono da ogni parte d'Italia per i funerali del Santo Padre. Due treni speciali da Napoli e Torino carichi di fedeli sono attesi a minuti. Personale delle Ferrovie dello Stato e delle forze dell'ordine, insieme a volontari della Protezione Civile del Comune di Roma stanno convogliando i gruppi che mano mano arrivano verso gli autobus che attendono fuori il piazzale e verso la metropolitana.
Anche 40 suore del Verbo Incarnato, provenienti da ogni parte del mondo, hanno trascorso la notte all'addiaccio, dormendo in sacco a pelo. Il loro abito blu si confonde tra la folla dei pellegrini polacchi, connazionali di Papa Wojtyla, che hanno trascorso la notte dormendo e cantando.
I funerali di Papa Giovanni Paolo II saranno telestrasmessi in diretta in Giappone per due ore dalla rete televisiva pubblica Nhk sul suo canale satellitare. E' un fatto senza precedenti per il Giappone, dove i cattolici, 450.000, sono un'esigua minoranza tra la popolazione di 127 milioni.
In buon ordine, non senza qualche tensione fuori dal colonnato, dove in tanti gridano 'Aprite!', sta lentamente affluendo la folla di pellegrini e di prelati dentro le aree dedicate di Piazza San Pietro, allestite per la cerimonia funebre del Santo Padre.
Nella parte anteriore si stanno accomodando i prelati, che si dirigono verso il settore loro assegnato. Subito dietro ora stanno arrivando famiglie con bambini e persone handicappate che vengono sistemate nei punti migliori.
Alle ore 7.11 è stato aperto verso la piazza San Pietro anche il varco di Borgo Santo Spirito e primi gruppi di fedeli si stanno infilando nel colonnato alla sinistra dell'altare.
Per tutta la notte Piazza San Pietro è stata un cantiere aperto. I camion hanno scaricato transenne e bagni chimici. Gli addetti alle pulizie hanno spazzato l'intera area destinata ad ospitare i funerali del Pontefice. Intanto si sono susseguite tutta la notte le ricognizioni del massimo responsabile del massimo responsabile della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso. Gli uomini della sicurezza hanno vigilato sia nell'area della piazza che nelle strade limitrofe.
I primi fedeli ad entrare in piazza
San Pietro, alle ore 6.50, sono stati i disabili entrati alla testa del Colonnato. In un primo tempo erano stati previsti per i portatori di handicap in carrozzella 150 posti, ma le autorità hanno fatto sapere che tutti coloro che verranno accompagnati in carrozzella troveranno posto ai lati di tutti gli ordini previsti sul grande sagrato di Piazza San Pietro.
Due minuti dopo le ore 7 è stato aperto l'ingresso in piazza San Pietro da via della Conciliazione. La folla di pellegrini viene fatta passare uno per volta in due file separate controllate dalle forze dell'ordine.
Testo completo
L'OMELIA DEL CARDINALE RATZINGER
Ansa
'''Seguimi' dice il Signore risorto a Pietro, come sua ultima parola a questo discepolo, scelto per pascere le sue pecore''. Cosi' inizia l'omelia dei funerli di Giovanni Paolo II, letta dal card. Joseph Ratzinger, decano del collegio cardinalizio.
Ecco il testo completo. '''Seguimi' - questa parola lapidaria di Cristo puo' essere considerata la chiave per comprendere il messaggio che viene dalla vita del nostro compianto ed amato Papa Giovanni Paolo II, le cui spoglie deponiamo oggi nella terra come seme di immortalita' - il cuore pieno di tristezza, ma anche di gioiosa speranza e di profonda gratitudine''.
''Questi sono i sentimenti del nostro animo, Fratelli e Sorelle in Cristo, presenti in Piazza S. Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi della citta' di Roma, popolata in questi giorni da un'immensa folla silenziosa ed orante. Tutti saluto cordialmente. A nome anche del Collegio dei Cardinali desidero rivolgere il mio deferente pensiero ai Capi di Stato, di Governo e alle delegazioni dei vari Paesi. Saluto le Autorita' e i Rappresentanti delle Chiese e Comunita' cristiane, come pure delle diverse religioni. Saluto poi gli Arcivescovi, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli tutti giunti da ogni Continente; in modo speciale i giovani, che Giovanni Paolo II amava definire futuro e speranza della Chiesa. Il mio saluto raggiunge, inoltre, quanti in ogni parte del mondo sono a noi uniti attraverso la radio e la televisione in questa corale partecipazione al solenne rito di commiato dall'amato Pontefice''.
''Seguimi - da giovane studente Karol Wojtyla a era entusiasta della letteratura, del teatro, della poesia. Lavorando in una fabbrica chimica, circondato e minacciato dal terrore nazista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi! In questo contesto molto particolare comincio' a leggere libri di filosofia e di teologia, entro' poi nel seminario clandestino creato dal Cardinale Sapieha e dopo la guerra pote' completare i suoi studi nella facolta' teologica dell'Universita' Jaghellonica di Cracovia. Tante volte nelle sue lettere ai sacerdoti e nei suoi libri autobiografici ci ha parlato del suo sacerdozio, al quale fu ordinato il primo novembre 1946. In questi testi interpreta il suo sacerdozio in particolare a partire da tre parole del Signore. Innanzitutto questa: ''Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perche' andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga'' (Gv 15, 16).
La seconda parola e': ''Il buon pastore offre la vita per le pecore'' (Gv 10, 11). E finalmente: ''Come il Padre ha amato me, cosi' anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore'' (Gv 15, 9). In queste tre parole vediamo tutta l'anima del nostro Santo Padre. E' realmente andato ovunque ed instancabilmente per portare frutto, un frutto che rimane. ''Alzatevi, andiamo!'', e' il titolo del suo penultimo libro. ''Alzatevi, andiamo!'' - con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi.
''Alzatevi, andiamo!'' dice anche oggi a noi. Il Santo Padre e' stato poi sacerdote fino in fondo, perche' ha offerto la sua vita a Dio per le sue pecore e per l'intera famiglia umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa e soprattutto nelle difficili prove degli ultimi mesi. Cosi' e' diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che ama le sue pecore. E infine ''rimanete nel mio amore'': Il Papa che ha cercato l'incontro con tutti, che ha avuto una capacita' di perdono e di apertura del cuore per tutti, ci dice, anche oggi, con queste parole del Signore: Dimorando nell'amore di Cristo impariamo, alla scuola di Cristo, l'arte del vero amore''.
''Seguimi! Nel luglio 1958 comincia per il giovane sacerdote Karol Wojty'a una nuova tappa nel cammino con il Signore e dietro il Signore. Karol si era recato come di solito con un gruppo di giovani appassionati di canoa ai laghi Masuri per una vacanza da vivere insieme. Ma portava con se' una lettera che lo invitava a presentarsi al Primate di Polonia, Cardinale Wyszy½ski e poteva indovinare lo scopo dell'incontro: la sua nomina a Vescovo ausiliare di Cracovia''.
''Lasciare l'insegnamento accademico, lasciare questa stimolante comunione con i giovani, lasciare il grande agone intellettuale per conoscere ed interpretare il mistero della creatura uomo, per rendere presente nel mondo di oggi l'interpretazione cristiana del nostro essere - tutto cio' doveva apparirgli come un perdere se stesso, perdere proprio quanto era divenuto l'identita' umana di questo giovane sacerdote. Seguimi - Karol Wojty»a accetto', sentendo nella chiamata della Chiesa la voce di Cristo. E si e' poi reso conto di come e' vera la parola del Signore: ''Chi cerchera' di salvare la propria vita la perdera', chi invece l'avra' perduta la salvera'''.
''Il nostro Papa - lo sappiamo tutti - non ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per se'; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all'ultimo momento, per Cristo e cosi' anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore e' ritornato in modo nuovo: l'amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualita', nuova attrazione all'annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso e' segno di contraddizione''.
''Seguimi! Nell'ottobre 1978 - prosegue l'omelia del card. Ratzinger - il Cardinale Wojtyla ode di nuovo la voce del Signore. Si rinnova il dialogo con Pietro riportato nel Vangelo di questa celebrazione: ''Simone di Giovanni, mi ami? Pasci le mie pecorelle!'' Alla domanda del Signore: Karol mi ami?, l'Arcivescovo di Cracovia rispose dal profondo del suo cuore: ''Signore, tu sai tutto: Tu sai che ti amo''. L'amore di Cristo fu la forza dominante nel nostro amato Santo Padre; chi lo ha visto pregare, chi lo ha sentito predicare, lo sa. E cosi', grazie a questo profondo radicamento in Cristo ha potuto portare un peso, che va oltre le forze puramente umane: Essere pastore del gregge di Cristo, della sua Chiesa universale. Non e' qui il momento di parlare dei singoli contenuti di questo Pontificato cosi' ricco. Vorrei solo leggere due passi della liturgia di oggi, nei quali appaiono elementi centrali del suo annuncio. Nella prima lettura dice San Pietro - e dice il Papa con San Pietro - a noi: ''In verita' sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, e' a lui accetto. Questa e' la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesu' Cristo, che e' Signore di tutti''.
''E, nella seconda lettura, San Paolo - e con San Paolo il nostro Papa defunto - ci esorta ad alta voce: ''Fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore cosi' come avete imparato, carissimi''.
''Seguimi! Insieme al mandato di pascere il suo gregge, Cristo annuncio' a Pietro il suo martirio. Con questa parola conclusiva e riassuntiva del dialogo sull'amore e sul mandato di pastore universale, il Signore richiama un altro dialogo, tenuto nel contesto dell'ultima cena. Qui Gesu' aveva detto: ''Dove vado io voi non potete venire''. Disse Pietro: ''Signore, dove vai?''. Gli rispose Gesu': ''Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai piu' tardi''.
''Gesu' dalla cena va alla croce, va alla risurrezione - entra nel mistero pasquale; Pietro ancora non lo puo' seguire. Adesso - dopo la risurrezione - e' venuto questo momento, questo ''piu' tardi''.
''Pascendo il gregge di Cristo, Pietro entra nel mistero pasquale, va verso la croce e la risurrezione. Il Signore lo dice con queste parole, ''...quando eri piu' giovane... andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingera' la veste e ti portera' dove tu non vuoi''. Nel primo periodo del suo pontificato il Santo Padre, ancora giovane e pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo. Ma poi sempre piu' e' entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre piu' ha compreso la verita' delle parole: ''Un altro ti cingera'...''.
E proprio in questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata intensita' annunciato il Vangelo, il mistero dell'amore che va fino alla fine''. ''Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della divina misericordia. Scrive nel suo ultimo libro: Il limite imposto al male ''e' in definitiva la divina misericordia'' (''Memoria e identita''', pag. 70). E riflettendo sull'attentato dice: ''Cristo, soffrendo per tutti noi, ha conferito un nuovo senso alla sofferenza; l'ha introdotta in una nuova dimensione, in un nuovo ordine: quello dell'amore... E' la sofferenza che brucia e consuma il male con la fiamma dell'amore e trae anche dal peccato una multiforme fioritura di bene'' (pag. 199). Animato da questa visione, il Papa ha sofferto ed amato in comunione con Cristo e percio' il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio e' stato cosi' eloquente e fecondo''.
''Divina Misericordia: Il Santo Padre ha trovato il riflesso piu' puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera eta' la mamma, tanto piu' ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: ''Ecco tua madre!''. Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l'ha accolta nell'intimo del suo essere - Totus tuus. E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo''.
''Per tutti noi rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si e' affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un'ultima volta ha dato la benedizione ''Urbi et orbi''.
''Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Si', ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guidera' adesso alla gloria eterna del Suo Figlio, Gesu' Cristo nostro Signore. Amen''.