I LUOGHI DELLA CULTURA

Il seguente testo è tratto dalla pubblicazione "PASSEGGIATE ROMANE", edita a cura dell'Azienda di Promozione Turistica di Roma e distribuita gratuitamente presso il Centro Visitatori dell' A.P.T. in via Parigi, 5

L’itinerario ha inizio in Piazza di Spagna dove, al n. 26, si trova la casa nella quale visse per pochi mesi John Keats prima di morirvi, di tubercolosi, il 23 febbraio 1821. Nella piccola abitazione, «come vivere dentro un violino», dirà successivamente Alberto Savinio, Keats abitò con il suo amico pittore Joseph Severn che gli fu accanto sino alla morte. Nella Keats-Shelley Memorial House sono anche conservati documenti relativi ai poeti romantici inglesi, come Percy B. Shelley e George Byron.

Da piazza di Spagna si raggiunge facilmente l’Antico Caffé Greco in Via Condotti 86, celebre ritrovo di artisti e letterati, italiani e stranieri presenti a Roma nel XIX secolo. Fondato dal greco Nicola della Maddalena nel 1760, il locale raggiunse la fama successivamente quando cominciò a proporre un caffè migliore, servito in piccole tazze. Molto apprezzato dagli stranieri fu inoltre il servizio che consentiva di ricevere la posta in una caratteristica scatola di legno collocata vicino all’ingresso. Tra i più celebri frequentatori del Caffè si ricordano Liszt, Gounod, Stendhal, Heine, Wagner, Schopenauer, Twain, Gogol’, Trilussa e D’Annunzio.

Il locale, che conserva ancora l’aspetto ottocentesco, è oggi proprietà degli eredi della famiglia Gubinelli Grimaldi che lo gestisce dal 1873.

Cliente del Caffè fu anche Giacomo Leopardi (Recanati i 798-Napoli 1837) che soggiornò a Roma nel 1822-23, in Palazzo Mattei di Giove, in Via Caetani 32, ospite dello zio Carlo Teodoro Antici. Durante il secondo soggiorno, nel 1831-32, Leopardi visse invece tra Via delle Carrozze e Via dei Condotti poiché l’abitazione dello zio era troppo disordinata e sporca per lui. Leopardi, che non amò né Roma né i romani, rimase però ovviamente colpito dalle rovine classiche e dalle opere scultoree che esaltavano il mondo antico.

Fu così che, dopo aver visitato lo studio dello scultore Pietro Tenerani, scrisse le liriche Sopra un bassorilievo antico sepolcrale e Sopra il ritratto di una bella donna.

Vale la pena ricordare che Nikolaj Vasiljevic Gogol’ (Sorocincy, Ucraina 1809-Mosca 1852)

compose la maggior parte delle Anime morte a Roma, secondo la tradizione proprio al Caffè Greco, dove soggiornò più volte fra il 1836 e il 1848 e dove divenne amico del Belli. Nella città papale Gogol’ scrisse anche il racconto Roma rimasto incompiuto e pubblicato contro il suo volere nel 1841. Una lapide in Via Capo le Case ne commemora il soggiorno.

Numerose sono a Roma le memorie relative a Giuseppe Gioacchino Belli, il più grande cantore della città, nato nel i 791 e morto nel 1863. Lapidi si trovano nella sua casa natale in Via Monterone 76 e nell’abitazione di via del Corso 391, dove risiedette sino alla morte della madre nel 1807. lI poeta abitò inoltre in Piazza San Lorenzo in Lucina 35 e in Via Capo di Ferro 28. Il suo studio, presso il principe Stanislao Poniatowsky, fu in Via della Croce 78/A mentre la sua tomba si trova nel Cimitero del Verano.

Via Condotti termina in Largo Goldoni che prende il nome dal celebre scrittore Carlo Goldoni (Venezia i 707-Parigi 1793) giunto a Roma nel i 758, all’apice della carriera. Soggiornò nella casa di Pietro Poloni tra Via del Corso e Via Condotti, dove compose la commedia Gli innamorati.

In Via del Corso 20, vicino a Piazza del Popolo, si trova il Museo di Goethe, allestito nei locali di una piccola pensione, Casa Moscatelli, dove il poeta alloggiò durante i soggiorni romani. La casa era abitata anche da altri viaggiatori tedeschi tra i quali Johann Heinrich Tischbein che ritrasse Goethe in un celebre quadro con la campagna romana sullo sfondo.

Wolfgang Johann Goethe (Francoforte sul Meno 1749-Weimar 1832) giunse a Roma perla prima volta nel 1786, in incognito, con il nome di Jean Philippe Moeller e vi rimase fino al 1787 anno in cui partì per Napoli e la Sicilia. Ritornato a Roma nel 1788, per rimanerci solo pochi mesi, il poeta ripartì per la sua terra dopo aver affermato «Lasciare questa capitale del mondo, della quale sono stato cittadino per tanto tempo, e senza speranza di ritorno, dà un sentimento che a parole non si può esprimere. Nessuno lo può comprendere se non chi l’abbia provato». A Roma Goethe, che forse vi giunse per scappare dal suo incarico di funzionario dello Stato di Weimar e dalla sua compagna, Charlotte von Stein, trovò anche l’amore di Faustina Antonini, giovane fanciulla conosciuta in un’osteria di Via Monte Savello 78.

Nel Museo di Roma in Trastevere, in Piazza Sant’Egidio, è stato ricostruito lo studio del poeta e giornalista romano Carlo Alberto Salustri più noto con lo pseudonimo Trilussa, nato in Via del Babuino il 26ottobre 1871.

Nel museo sono anche conservati scritti autografi di Gioacchino Belli al quale è dedicato un monumento nella piazza omonima di Trastevere.

Se si ha tempo a disposizione si consiglia di raggiungere il complesso monastico di Sant’Onofrio al Gianicolo, nel cui convento visse, gli ultimi anni della sua vita, Torquato Tasso (Sorrento i 544-Roma 1595). Luogo incantevole e suggestivo, fu visitato anche da Giacomo Leopardi che, in una lettera indirizzata al fratello Carlo, scrisse: «fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l’unico piacere che ho provato a Roma».

Nel Museo Tassiano (per visitarlo è sufficiente citofonare all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, tel. 066828121) si conservano manoscritti del poeta, antiche edizioni dei suoi libri, la maschera mortuaria e la lapide tombale proveniente dalla chiesa di Chiesa di Sant’Onofrio dove Tasso è sepolto nella prima cappella a sinistra. La quercia, all’ombra della quale il poeta, solo e depresso, amava riposare durante le sue passeggiate, si trova oggi lungo la passeggiata del Gianicolo, presso la Piazzetta dell’Anfiteatro.

Sempre fuori dal centro, presso Porta San Sebastiano, a ridosso della Piramide Cestia, si trova

il Cimitero Acattolico, luogo di riposo per tutti gli stranieri non cattolici, morti a Roma dalla fine del XVIII secolo. Numerose sono le tombe, tra le quali quella di Keats, con il semplice epitaffio «Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua» e il sepolcro dell’unico figlio di Goethe, August (1789-1830), nato dalla relazione del poeta con Christiane Vulpius, musa ispiratrice dell’Erotikon. Sulla tomba è collocato solo un ritratto in marmo, senza nome, accompagnato dalla sola indicazione di «Goethe filius».

Informazioni pratiche: Keats-Shelley Memorial House, Piazza di Spagna 26, aperta dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, chiusa sabato e domenica (tel. 066784235).

Museo di Goethe, Via del Corso 18, aperto dalle 10.00 alle 18.00, chiuso martedì (tel. 0632650412).

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