| Roma nel Rinascimento |
| Il seguente testo è tratto dalla pubblicazione "PASSEGGIATE ROMANE", edita a cura dell'Azienda di Promozione Turistica di Roma e distribuita gratuitamente presso il Centro Visitatori dell' A.P.T. in via Parigi, 5 |
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Durante il Medio Evo, la città di Roma fu abbandonata a causa del trasferimento della corte papale ad Avignone, in Francia. L'assenza del pontefice provocò di conseguenza un crisi economica che costrinse la popolazione ad abbandonare la città. Questa, ridotta in miseria, divenne in breve un ammasso di rovine dove pascolavano greggi e bovini. Ma dopo il 1418, anno in cui papa Martino V ristabilì la sede pontificia a Roma, la città cominciò a rinascere e, alla fine del XV secolo, tornò a essere la grande capitale di un tempo. L'itinerario comincia dai Musei Vaticani, all'interno dei quali è possibile visitare la Cappella Sistina, uno dei monumenti più famosi e visitati del mondo. Voluta alla
fine del XV secolo da papa Sisto IV dal quale prende il nome, la
cappella è l'esempio più emblematico del mecenatismo papale durante il
Rinascimento.
La piazza è dominata dalla chiesa più grande del mondo: la Basilica di San Pietro. La cupola è opera di Michelangelo che progettò anche la pianta della chiesa rinascimentale, ricostruita su quella paleocristiana per volontà dell'architetto papale Donato Bramante che fece distruggere l'antica basilica.
Da San Pietro, attraversando Ponte Vittorio Emanuele II, è possibile andare a pranzo da Lilli, tipica trattoria romanesca, in Via Tor di Nona 26 (06 6861916). In Via del Governo Vecchio 28 si trova invece Da Giovanni, frequentatissimo alimentari specializzato in pizza ripiena! Nei pressi di
Piazza Navona si trova la bellissima chiesa di Santa Maria della Pace
con la facciata barocca di Pietro da Cortona. In realtà fu costruita per
volontà di Sisto IV, lo stesso papa che fece edificare la
Cappella Sistina, alla fine del XV secolo.
In Piazza Pasquino c'è la statua di Pasquino, la più celebre "statua parlante" di Roma. Sul torso della scultura antica, da secoli si affiggono frasi satiriche, le cosiddette "Pasquinate", scritte da anonimi cittadini o celebri poeti come Pietro Aretino e Gianbattista Marino. Le statue parlanti erano almeno sei. Si conoscono ancora Madama Lucrezia in Piazza San Marco; Marforio nel cortile del Palazzo Nuovo in Campidoglio; il Facchino in Via Lata, l'Abate Luigi in Piazza Vidoni e il Babuino in Via del Babuino. Attraversando Corso Vittorio Emanuele, si giunge nel rione Regola, dove si dispiegano altre strade rinascimentali. Via di Monserrato, che prende il nome dal santuario spagnolo di Montserrat, si chiamava anticamente Via di Corte Savella dalle carceri e i tribunali sui quali aveva giurisdizione la famiglia dei Savelli. Lungo la via, molti sono i palazzi eretti tra il Quattrocento e il Cinquecento tra i quali la Casa di Pietro Paolo della Zecca, il Palazzo Incoronati al n. 152, Palazzo Ricci al n. 25 e quello al n. 117. Frequentato nel Rinascimento da prostitute, l'edificio fu restaurato nel 1870 dal proprietario che, criticato per aver voluto modernizzare troppo la facciata, fece incidere sull'architrave la frase "Trahit sua quemque voluptas" (Ciascuno è mosso dal proprio piacere), intendendo così rivendicare il diritto di agire liberamente. Via del Pellegrino è un tratto del rettifilo medievale che univa la zona del portico d'Ottavia a Ponte Sant'Angelo. Riordinata nel XV secolo dai papi Sisto IV e Alessandro VI, la strada ha ancora alcune facciate di palazzi dipinti nel XVI secolo (n. 64-66). Al n. 58 abitò Vannozza Cattanei, amante del cardinale Rodrigo Borgia, poi papa Alessandro VI, dal quale ebbe i figli Lucrezia e Cesare, detto il Valentino. In fondo alla via, verso Campo de' Fiori, sulla destra si apre un vicolo chiuso che conduce in una corte molto pittoresca, l'Archetto degli Acetari, riprodotta in numerosi dipinti e stampe.
Titolare della chiesa di San Lorenzo in Damaso e nipote del defunto papa Sisto IV, il Riario costruì il suo palazzo con i soldi vinti al gioco del dado ai danni di Franceschetto Cybo, figlio del papa Innocenzo VIII. L'edificio, straordinariamente imponente per essere la residenza di un cardinale, è stato costruito su disegno di un ignoto architetto. Il progetto è attribuito oggi ad Andrea Bregno coadiuvato probabilmente da Donato Bramante che ideò l'elegante cortile (vedi itinerario n.17).
Via Giulia prende il nome da papa Giulio II che la fece aprire, su progetto di Bramante, all'inizio del Cinquecento, per istituirvi le sedi dei palazzi del potere.
Fu realizzato nel 1603 per unire, scavalcando la strada, Palazzo Farnese con alcuni edifici collocati di fronte. In questo tratto di strada si svolsero alcune feste romane tra le quali il "palio de barberi e cavalli" nel 1638. Per oltrepassare il Tevere si percorre Ponte Sisto, le cui origini risalgono al II secolo dopo Cristo. Il ponte attuale, sottoposto fino al 1999 ad un intervento di ristrutturazione e di consolidamento, fu eretto, nella seconda metà del XVI secolo, sulle fondamenta di quello antico, dal pontefice Sisto IV della Rovere, dal quale prese il nome. In occasione del Giubileo del 1475, il ponte doveva infatti congiungere le due sponde del fiume permettendo al rione Trastevere di avere una diretta comunicazione con il resto della città. Nel 1879 fu ampliato con le nuove passerelle laterali in ghisa, sospese su mensoloni. A Trastevere, da Piazza Trilussa, si arriva in Via della Lungara passando sotto Porta Settimiana. Nata, nel III secolo, come arco onorario dell'imperatore Settimio Severo, la porta fu poi inglobata nella cinta muraria di Aureliano e ampliata nel XV secolo. L'aspetto attuale si deve al papa Pio VI. In Via Santa Dorotea 19 avrebbe abitato la Fornarina, amante di Raffaello. La donna, immortalata nel celebre dipinto conservato nella Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, avrebbe dimorato anche in un'altra casa in Via del governo Vecchio 48, come ricorda l'iscrizione nell'androne. In Via di Porta Settimiana 8 si trova Romolo (06 5818284), uno dei più caratteristici ristoranti di Trastevere. Il locale, con giardino interno, fu il preferito dal poeta Trilussa. L'itinerario rinascimentale non può che concludersi a Villa Chigi detta la Farnesina in Via della Lungara 230. Capolavoro
architettonico di Baldassarre Peruzzi, la dimora suburbana fu costruita
all'inizio del XVI secolo per il ricco banchiere senese Agostino Chigi.
All'interno si conservano affreschi dello stesso Peruzzi, di Sebastiano
del Piombo, di Sodoma e Raffaello. E' un luogo straordinario la cui
visita non si può assolutamente perdere. Lungo Via della Lungara si trova il Carcere di Regina Coeli, istituito alla fine del XIX secolo e il cui nome deriva dalla preesistente chiesa di Santa Maria Regina Coeli. Si tramanda che non vi siano romani "de Roma" che almeno una volta non abbiano sceso "er gradino der Coeli", vale a dire il gradino che conduce all'interno del carcere. Per concludere la serata si può cenare a La scala, divertente bistrot dove si può ascoltare anche musica live, Via della Scala 60 (06 5803763). Orari musei e monumenti: Musei Vaticani e Cappella Sistina, Viale del Vaticano Orario 8.45 - 15.45, chiusi domenica. Ingresso a pagamento. Villa Farnesina alla Lungara, Via della Lungara 230, orario 9.00 - 13.00, chiusa domenica. Ingresso a pagamento. PASSEGGIATE ROMANE A CURA |