IL MUSEO NAZIONALE ROMANO
PALAZZO MASSIMO ALLE TERME


Dopo 14 anni di lavori e di restauri ha finalmente aperto al pubblico il Palazzo Massimo alle Terme. Nel 1860 fu scelto come luogo per creare la stazione Termini il terreno occupato dalla villa Montalto-Peretti Massimo, proprietà del duca Mario Massimo di Rignano, commissario generale delle ferrovie. Cominciarono così gli espropri, e ai Massimo non restavano nel 1873 che 8000 metri quadrati oltre il palazzo che, costruito da Camillo Pistrucci sull'area della demolita villa di Sisto V, nel 1886 era ultimato.

Il gesuita Massimiliano Massimo trasformò il palazzo in istituto scolastico: nel corso dei lavori vennero alla luce tratti di un'antica strada romana che univa il Quirinale con la porta del Viminale ed un cippo che ricordava la gens Lollia: forse il destino dell'edificio era già assegnato. Infatti il complesso edificio improntato ad una certa austerità, non immune da moduli neorinascimentali è stato acquistato dal ministero dei Beni Culturali ed è divenuto la sede centrale del Museo Nazionale Romano, che prevede un'articolazione policentrica con gli altri siti già fruibili da tempo dell'aula Ottagona, ex planetario, dei locali delle Terme di Diocleziano e dello splendido Palazzo Altemps recentemente inaugurato. Finalmente, dal 27 giugno giorno della tanto attesa inaugurazione, sono aperte le porte dell'ex collegio e questo può essere considerato davvero l'evento culturale dell'anno.

Seguendo i criteri razionali della museologia moderna sono stati creati nuovi spazi espositivi nei quali un incredibili materiale archeologico è diviso per classi funzionali originarie, per complessi di provenienza, di scavo e di raccolta.

La struttura moderna ospita "Niobe", scultura di donna che cade all'indietro mostrando il volto e il seno mentre cerca di liberarsi delle frecce scagliatele da Artemide e Apollo. C'è l'ermafrodita addormentato, delicata figura femminile con gli attributi maschili, nata, così scrive Ovidio nelle "Metamorfosi" dall'unione di Hermes e Afrodite. E poi la "Fanciulla di Anzio", il "Discobolo Lacellotti"...

Le numerose sale visitabili si articolano secondo 4 piani espositivi: nel seminterrato sono esposti i tesori di numismatica e gioielleria romana, al piano terreno si trova ubicata la sezione di arte antica con pezzi unici di scultura e ritrattistica romana nonché di sculture originali greche di fase tardo repubblicana-tardo imperiale, il primo piano dedicato ancora alle sculture, questa volta unicamente di età imperiale, con i pezzi esposti secondo una ricercatezza finalizzata alla chiarificazione dell'evoluzione stilistica legata alle diverse fasi cronologiche.

Ma, sicuramente, è nelle sale del secondo piano che il pubblico avrà la sensazione di rimanere senza fiato: dopo anni di restauro saranno visibili gli splendidi affreschi della villa di Livia a Primaporta e dei sotterranei della villa della Farnesina: capolavori indubbiamente unici in grado di competere se non di superare la magnificenza delle pitture pompeiane.

La Cooperativa IL SOGNO non mancherà naturalmente a questo esaltante appuntamento ed ha preparato a cura di esperti archeologi una serie di visite guidate che proporranno di volta in volta la conoscenza accurata dei pezzi più importanti di Palazzo Massimo alle Terme e di seguito interessanti itinerari monografici per approfondire alcuni percorsi.


Per informazioni e prenotazioni visite guidate :
IL SOGNO
Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA - Tel. 06/85.30.17.58 - Fax 06/85.30.17.56

Email : ilsogno@romeguide.it