Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM)
Viale delle Belle Arti, 131 00196 Roma

Per informazioni e prenotazioni:

Cooperativa IL SOGNO
Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA
Tel. 06/85.30.17.58 - Fax 06/85.30.17.56
Email: service@romeguide.it

COME ARRIVARE
ORARIO

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La Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea è oggi un  museo con due anime.

Da un lato ha un legame con il passato dovuto al suo stretto rapporto con la storia culturale dello Stato unitario italiano, del quale riflette le vicende compresa la fase preparatoria che corrisponde alla prima metà dell'Ottocento.

Dall'altro ha sempre guardato al presente, fin da quando è stata istituita, nel 1883, con la missione di occuparsi dell'arte "vivente".

In quanto organismo statutario, la nascita della Galleria risale al 1883; appartiene dunque al significativo momento storico in cui il nuovo Stato unitario pone mano alle fondamenta istituzionali del paese e manifesta anche per lo sviluppo di un'arte ‘nazionale' attenzione adeguata e tempestiva.

La sede attuale - dopo il primo trentennio svoltosi nel Palazzo delle Esposizioni costruito da Pio Piacentini proprio nel 1883 - è, dal 1915, il monumentale ma arioso edificio di Cesare Bazzani realizzato per l'esposizione che celebrava il cinquantenario dell'Unità d'Italia nel 1911 nell'area, già suburbana fuori Porta del Popolo ma che da tale evento esce urbanizzata, denominata Valle Giulia.

La collezione viene allora sistemata seguendo un criterio di presentazione per scuole regionali, ammettendo tuttavia anche opere di grandi artisti stranieri presentate in esposizioni italiane. Le opere infatti vengono acquistate alle grandi esposizioni nazionali e alla Biennale internazionale di Venezia e rappresentano il meglio delle tendenze allora ammesse all'ufficialità: molto verismo, simbolismo, decadentismo neorinascimentale, con qualche accenno al clima delle secessioni.

Si aggiungono alcuni importanti doni o lasciti di protagonisti dell'Ottocento appena trascorso prevalentemente esponenti di scuole meridionali, come Morelli, Palizzi, Celentano.

Negli anni che vanno dalla fine della prima, alla fine della seconda guerra mondiale, il panorama delle collezioni contemporanee accentua la fisionomia nazionale e regionale e anche le acquisizioni per l'Ottocento si dirigono su quelle scuole e quegli artisti ‘nazionali' prediletti dalla critica del momento, orientata verso l'intimismo romantico: macchiaioli, divisionisti, Medardo Rosso. L'edificio viene ampliato dallo stesso Bazzani nel 1933-34, ma i nuovi spazi a monte ospitano, fino al 1945, soltanto i cimeli della mostra del Decennale del Fascismo.

La grande stagione della Galleria, che presto acquisirà lo status autonomo di Soprintendenza, si apre con la direzione di Palma Bucarelli (1910-1998) durata oltre trent'anni, dagli anni di guerra al 1975. In stretto collegamento di indirizzi metodologici con la scuola universitaria romana, prima di Lionello Venturi, poi di Giulio Carlo Argan, la Galleria va acquistando prestigio internazionale grazie ad una museografia di grande respiro che si esprime con esposizioni di straordinario rilievo e attualità (Picasso, Mondrian, Pollock, per non ricordarne che alcune), acquisti di opere di maestri internazionali del ventesimo secolo (Mondrian, Modigliani, Moore, Pollock, per esempio) e di artisti italiani di punta (Burri, Colla, Capogrossi, Fontana, Manzoni, i cinetici), e con un riordinamento delle collezioni, negli anni Sessanta, che colpisce per l'abbondanza e, perfino, per l'apparente completezza.

Con l'uscita di scena della Bucarelli e paradossalmente con la nascita del nuovo Ministero per i Beni Culturali che priva la Galleria di alcuni strumenti di autonomia per le acquisizioni, equiparandola alle altre soprintendenze, inizia un ventennio caratterizzato da un forte declino sul versante della promozione dell'attualità, compensato tuttavia da una meritevole politica di acquisizioni volte a recuperare le maggiori lacune nel settore dell'Ottocento preunitario (la pittura storica romantica e purista con esempi di Palagi, Koch, Gastaldi, Ciseri, Franchi) e a ricevere tempestivamente in dono serie di opere dei maestri italiani del ventesimo secolo (Balla, De Chirico, Guttuso soprattutto); senza dire delle acquisizioni di nuovi musei: case-museo di collezionisti del XIX e XX secolo (musei Praz e Boncompagni) e atelier di artisti del XX secolo (musei Manzù e Andersen).

Un primo segno di rinnovata attenzione al contemporaneo veniva espresso nel 1995 dal Ministro Paolucci con l'acquisto di un gruppo di opere degli anni Ottanta di esponenti della Transavanguardia e, nei confronti della generazione degli anni novanta, dalla Soprintendente Pinto con l'iniziativa promozionale denominata "Partito preso", che aggiorna formule di incoraggiamento a giovani artisti in uso all'epoca della gestione Bucarelli.

La Galleria nazionale d'arte moderna di Valle Giulia acquisisce così lo status di "museo madre", vale a dire di museo del XIX e del XX secolo.

© Soprintendenza alla Galleria nazionale d'arte moderna

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COME ARRIVARE

Tram: 3 e 19, viale delle Belle Arti
Autobus: 88 - 95 - 490 - 495, M, piazzale del Fiocco
Metropolitana: linea A - fermata Flaminio
Ferrovia: linea Roma-Viterbo - capolinea p.le Flaminio

Orari di apertura

Da martedì a domenica ore 8.30 - 19.30; lunedì chiuso.

L'ingresso è consentito fino a 40 minuti prima della chiusura.

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Per informazioni e prenotazioni:

Cooperativa IL SOGNO
Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA
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