Vincent van Gogh
Campagna senza tempo – Città moderna

Complesso del Vittoriano
08/10/2010 - 20/02/2011
Prorogata fino al 20 febbraio
INDIVIDUALI,
VISITE GUIDATE:
SPECIALE GRUPPI ,
  SCUOLE

Per prenotazioni / Reservation :

GENTI E PAESI
Via Adda, 111 - 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301755 Fax +39/0685301757
Email: info@gentiepaesi.it



Condividi Il Complesso del Vittoriano riporta a Roma dopo ben ventidue anni il genio assoluto di Vincent van Gogh, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte e nell’immaginario collettivo dell’uomo moderno.

Oltre 110 opere tra importanti dipinti, splendidi acquarelli e preziose opere su carta, illustrano l’intera straordinaria carriera del maestro olandese seguendo un percorso scientifico innovativo e affascinante, che analizza per la prima volta le due inclinazioni contraddittorie, che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti dei suoi dipinti: il suo amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, e il suo legame con la città, centro della vita moderna e del suo rapido movimento.

© COMUNICARE ORGANIZZANDO

Bissare il successo della mostra sul Caravaggio, questo l'obiettivo non tanto segreto di "Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo - Città moderna" grande mostra dedicata al tormentato genio del colore in esposizione al complesso del Vittoriano dall' 8 ottobre al 6 febbraio del prossimo anno.

Una mostra che, già nel titolo, rivela la chiave di lettura scelta per ripercorrere un tratto dell'arte e della vita di Van Gogh poco esplorato, quella sorta di ambiguità nel collocarsi al mondo che si svela, ad esempio, nella doppia identità degli autoritratti in cui si ritrae, alternativamente, nei panni di "gentiluomo di città" e di contadino. Universi contrapposti, la campagna fissa e immutabile, e la città centro del movimento e del cambiamento, tra cui l'artista oscilla, nell'impossibilità dolorosa di una scelta definitiva.

In mostra settanta capolavori tra dipinti, acquarelli e opere su carta del maestro olandese, tutte opere scelte tra quelle che meglio illustrano il tema della mostra, come "I piantatori di patate" (e i bellissimi disegni di contadine chine al lavoro), "Il viadotto"), "gli Orti a Montmartre", e oltre trenta opere dei grandi artisti che gli furono di ispirazione – tra i quali Millet, Pissarro, Cézanne, Gauguin e Seurat.

www.comune.roma.it

ORARI
Dal Lunedì al Giovedì: 9.30-19.30
Venerdì e Sabato: 9.30-23.30
Domenica: 9.30-20.30
La biglietteria chiude un'ora prima e dopo quell’ora non sarà possibile accedere.

VISITING HOURS
Mon/Thu 9.30 –19.30;
Fri/Sat 9.30 – 23.30;
Sun 9.30 – 20.30
Entrance is allowed up until one hour before closing.
PREZZI
Intero: € 12.00 + € 2.00 diritti di prevendita
Ridotto: € 8.50 + € 1.00 diritti di prevendita. Persone soggette a riduzione: under 18, over 65, studenti con tessera o tassa universitaria, militari, giornalisti, CRAL convenzionati
Gratuito per i bambini sotto i 7 anni e per le persone con handicap superiore al 70% muniti di tessera sanitaria

Per ulteriori informazioni sulla vendita dei soli biglietti rivolgersi direttamente agli organizzatori della mostra

VISITE GUIDATE
NB: la nostra organizzazione non effettua la vendita dei soli biglietti. Per informazioni sulla vendita dei soli biglietti rivolgersi direttamente agli organizzatori della mostra

Condividi Pittore di paesaggi traboccanti di luce e di vibranti ritratti, Vincent van Gogh era un artista impetuoso e appassionato che, all’occorrenza, dimostrava un altezzoso disprezzo per le convenzioni. 

Nonostante i più vedano Van Gogh come un artista maledetto e guardino alle sue opere come al prodotto stupendo della sua follia, egli era, invece, un uomo di grande cultura, un pensatore raffinato che parlava perfettamente varie lingue e che aveva studiato per diventare mercante d’arte. La sua sorprendente memoria visiva gli permetteva di ricordare fin nei minimi dettagli dipinti o stampe già visti e dalle sue lettere apprendiamo quanto importante sia stata questa conoscenza storico-artistica per lo sviluppo del suo personale stile.  Sin dall’inizio della sua esperienza di pittore, egli si avvicinò ai maestri del recente passato, come Eugene Delacroix, Charles Daubigny, Jean-François Millet. Rembrandt era il suo modello, ma riteneva vitale anche l’incontro con i colleghi artisti e il dibattito sui temi legati alla contemporaneità, come Camille Pissarro e Paul Cézanne, Paul Gauguin e Georges Seurat. Proprio a testimonianza di questa fitta rete di rapporti e dell’importanza cruciale di queste fonti di studio ed ispirazione per Van Gogh, viene presentata in mostra una selezione accurata e puntuale di opere di questi ed altri artisti, cui il maestro olandese fece riferimento.

Pur spesso tormentato da profondi dubbi, in parte originati dalla malattia, Van Gogh era anche un uomo molto ambizioso con una percezione estremamente chiara della propria opera nel suo insieme e del ruolo che avrebbe ricoperto nella storia dell’arte.

Queste posizioni apparentemente contraddittorie caratterizzano gran parte della vita e della produzione artistica di Vincent. Ad esse si ispira questa importante esposizione, che analizza l’opera del grande pittore olandese approfondendo due aspetti fondamentali della sua identità artistica: l’amore per la campagna, vista come un ambiente fisso e immutabile, e l’attaccamento alla città, centro del movimento frenetico e della vita moderna.

Van Gogh costruisce, da un lato, un’immagine idealizzata della vita rurale, dimostrando così di credere che la natura e la vita dei contadini, dura ma onesta, fossero valori senza tempo; questo concetto trova chiara espressione nei suoi ritratti di coltivatori, nelle immagini del lavoro nei campi, che segue il ritmo regolare e rassicurante delle stagioni, nelle descrizioni della campagna olandese e francese, come, ad esempio, nell’imponente La semina delle patate dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal e nei bellissimi disegni di contadine chine al lavoro, in prestito dal Kröller-Müller Stifting.

D’altro canto, anche la città era importante per il pittore dal punto di vista visivo, perché  era il luogo dell’esperienza contemporanea, in cui era possibile venire a contatto con i più recenti sviluppi in campo artistico e progredire nella propria carriera. Non solo, in città il progresso dell’industria stava cambiando per sempre il destino dell’uomo e fu proprio lì che l’artista imparò a esprimere il sentimento della modernità, come in Strada con sottopassaggio (Il viadotto), dal  Guggenheim Museum.

Questa dicotomia ispirò a Van Gogh un importante numero di dipinti, disegni ed acquerelli.  L’artista esplorò in modi molto affascinanti il suo universo di immagini; egli, infatti, non ritraeva pedissequamente ciò che aveva davanti agli occhi, ma ne offriva spesso un’interpretazione originale e dipingeva esattamente ciò che voleva che l’osservatore vedesse. I suoi ritratti e paesaggi non sono tanto una traduzione spontanea della sua esperienza visiva quanto piuttosto un repertorio di avvincenti composizioni consapevolmente costruito.

Van Gogh era fermamente convinto di dover realizzare un’opera radicalmente moderna, che però resistesse ai mutamenti del tempo per poter essere per sempre attuale.  Se, da un lato, egli ammirava la pittura di paesaggio tradizionale della Scuola di Barbizon di metà Ottocento, dall’altro, negli anni ottanta del secolo, intendeva occupare una posizione di avanguardia in campo artistico.

In Olanda si unì ai giovani membri della Scuola de L’Aia, come Mauve e Van Rappard, rappresentati in mostra, dipingendo il paesaggio olandese, ma esplorò anche gli ambienti proletari della città in continua espansione. Nel 1886 si trasferì a Parigi e qui scoprì le opere degli Impressionisti e dei colleghi più giovani, che avevano trovato un modo sorprendentemente moderno di ritrarre la campagna, utilizzando colori intensi e una nuova pennellata. Tra i loro soggetti vi erano anche i nuovi prodotti della tecnica e scene di vita moderna e di svago nella capitale francese e nei dintorni.  Le loro opere proponevano temi, stili e tecniche che Vincent van Gogh studiò a fondo insieme ad altri pittori conosciuti a Parigi.  Poi, nel periodo trascorso nel sud della Francia, egli seppe fondere l’esperienza olandese e quella parigina per articolare ulteriormente la propria visione in modo autonomo ed originale.

Van Gogh scelse uno specifico repertorio di temi e immagini con l’intento di presentare al tempo stesso valori eterni e situazioni contemporanee. Il suo ritratto della campagna come luogo immutabile non si basava sulla semplice osservazione e sul resoconto di quanto aveva visto, era piuttosto il risultato della sua vasta cultura artistica e delle precise idee che intendeva trasmettere.  Per celebrare l’intima felicità della vita rurale, ad esempio, egli dipinse casette col tetto di paglia, ignorando consapevolmente che quelle dimore erano in realtà baracche miserabili, cadute in disuso già ai suoi tempi. L’artista non era interessato tanto a ritrarre la verità oggettiva, quanto, piuttosto, a divulgare quelli che, a suo parere, erano i valori della vera vita di campagna.

Anche la città moderna fu descritta da un punto di vista ben specifico.  Van Gogh si dedicò di rado alla rappresentazione delle vie affollate o delle pittoresche piazze di Parigi; preferiva ritrarre le stradine dei sobborghi, all’epoca in rapido sviluppo, come negli Orti a Montmartre dal Van Gogh Museum e dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, inondati di luce purissima, o la gente a passeggio nei parchi pubblici, raffigurata, ad esempio, nella tela dalla Collection Noro Foundation. 
Sia che esplorasse le periferie di Parigi, meta dei cittadini in cerca di quiete e divertimenti nel fine settimana, sia che dipingesse moderne strutture industriali, Van Gogh interpretava i propri soggetti alla luce di considerazioni politico-sociali, all’epoca ritenute decisamente moderne, e vi aggiungeva la propria personale interpretazione. Anche dopo aver lasciato Parigi, nel 1888, l’artista continuò a cercare immagini peculiari della città moderna, ma anche della vita rurale, anzi, cominciò persino a combinarle nella stessa composizione con risultati straordinari, come nel Seminatore dall’Hammer Museum di Los Angeles, in cui un seminatore si staglia in giallo su un campo di un blu ricco e profondo, mentre sullo sfondo spiccano le sagome nette delle ciminiere di moderne fabbriche, o nelle vorticose pennellate, tanto tipiche del maestro olandese, dei Cipressi con due figure femminili, capolavoro assoluto dal Kröller-Müller Stifting.

Questa cornice concettuale offrì a Van Gogh l’opportunità di esplorare anche il ritratto e lo studio di figura. All'inizio della sua carriera il pittore si dedicò a raffigurare l'immagine del contadino "ideale": ispirato ai modelli di Millet e alle teorie contemporanee sulla frenologia, il suo contadino della regione del Brabante aveva un aspetto brutto e rozzo, la fronte bassa e le labbra grosse, come a evocare vita difficile e duro lavoro. Quasi intraprendendo uno studio antropologico di questo ceto sociale, Van Gogh intendeva diventare lo specialista indiscusso nel campo, come ben testimoniano in mostra le teste di contadino dell’Art Gallery of New South Wales di Sydney e del Saint Louis Museum of Art. 

Tuttavia presto si rese conto che a Parigi, dove sperava di far carriera, queste teste brutali dai colori scuri non erano molto apprezzate e passò, quindi, ad interessarsi del ritratto “moderno”.  Il pittore sperimentò l’uso del colore e della pennellata in numerosi autoritratti, in cui si raffigura alternativamente in vesti di gentiluomo o di contadino, a seconda del ruolo che voleva assumere in quel momento, come mostrano in mostra i due Autoritratti dal Van Gogh Museum; raffigurò, invece, il mercante d’arte Alexander Reid, nella splendida tela dalla Glasgow Art Gallery and Museum, nei panni del cittadino per eccellenza, moderno e sofisticato, e, nelle speranze dell'artista, intenzionato a promuovere la sua opera in tutto il Regno Unito. 

Più tardi, nel Midi francese, Van Gogh giunse all’idea che questi ritratti dovessero essere moderni, ma anche eterni. Consolidare la posizione di artista moderno e al tempo stesso realizzare opere intramontabili erano due aspetti che egli riteneva essenziali per il suo successo. Nello straordinario Ritratto di Madame Roulin con la figlioletta dal Philadelphia Museum of Art è evidente il rimando ad una classica Madonna con Bambino, ma lo stile è decisamente attuale. Van Gogh reinterpretò persino Le quattro età dell'uomodi Daumier nell’eccezionale tela dall’Art Institute of Chicago: alla composizione originale egli aggiunse su un lato uno sfondo di alberi in fiore e sull'altro una fabbrica dalle ciminiere fumanti, evocando così ancora una volta la città e la campagna, l'antico e il nuovo.
Pur lavorando in modo veloce e spontaneo, l’artista aveva una chiara idea dell'immagine e del messaggio che intendeva trasmettere; sia la scelta del tema che la forma della composizione, ispirate alla sua conoscenza della realtà, erano deliberate e mai casuali.  Van Gogh rifiutava l'idea della pittura d’invenzione, eppure non rifuggiva dalla costruzione delle immagini.  Specialmente nell’ultimo periodo, a St. Rémy e a Auvers-sur-Oise, diede sempre maggiore spazio all’invenzione in composizioni ispirate a diverse fonti visive e artistiche. La fusione di aspetti moderni e tradizionali fu stimolata dal suo straordinario uso del colore e da una tecnica pittorica assolutamente sorprendente per l’epoca e ricca ancora oggi di grandissimo fascino.

Per prenotazioni / Reservation :

GENTI E PAESI
Via Adda, 111 - 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301755 Fax +39/0685301757
Email: info@gentiepaesi.it

Vincent van Gogh, Fosso, 1884
Matita, penna e inchiostro con lumeggiature in bianco opaco e verde su carta velina, 42,3 x 34,5 cm
Van Gogh Museum, Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)
Vincent van Gogh, Orti a Montmartre, 1887
Olio su tela, 96 x 120 cm
Stedelijk Museum, Amsterdam
Jean François Millet
I raccoglitori di fieno, 1850
Olio su tela, 56, 5 x 65 cm
Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures
Lascito Antonin Marmontel, 1907
Paul Gauguin
Lavandaie al Canal Roubine du Roi, 1888
Olio su tela, 75,9 x 92,1 cm
The Museum of Modern Art, New York, The William S. Paley Collection
Vincent van Gogh, Vialetto nel giardino pubblico, 1888
Olio su tela, 72,3 x 93 cm
Kröller-Müller Museum, Otterlo
Vincent van Gogh, Cipressi con due figure femminili, 1889
Olio su tela, 91,6 x 72,4 cm
Kröller-Müller Museum, Otterlo
Vincent van Gogh, I bevitori o Le quattro età dell’uomo (da Daumier), 1890
Olio su tela, 59,4 x 73,4 cm
The Art Institute of Chicago, Chicago, Joseph Winterbotham Collection
Vincent van Gogh, Il ponte di Langlois, 1888
Matita, cannuccia/penna d’oca e inchiostro bruno su carta scurita, 30,7 x 47 cm
Staatsgalerie Stuttgart, Graphische Sammlung
Vincent van Gogh, La semina delle patate, 1884
Olio su tela, 70,5 x 170 cm
Von der Heydt-Museum, Wuppertal

Ai margini di un bosco (1882)
Olio su tela montato su pannello, 35 x 50 cm

Albicocchi in fiore (1888)
Olio su tela, 54 x 65 cm

Autoritratto (1887)
Olio su cartone, 42 x 34 cm
Rijksmuseum, Amsterdam - Donato da Mrs. F.W.M. Bonger-van der Borch van Verwolde, Almen

Autoritratto (1886)
Olio su tela, 38,8 x 30,3 cm

Autoritratto (1887)
Olio su tela, 42 x 30 cm

Bruciatore di sterpi con la moglie (1883)
Acquerello, 20 x 36 cm

Campi fuori della casa di cura (1889)
Carboncino (o matita), pennello e inchiostro bruno, 49,8 x 64,9 cm

Campo con nubi temporalesche (1881)
Matita, gesso nero acquerellato con lumeggiature in bianco, 46 x 49 cm

Capanne a Saintes-Maries-de-la-Mer (1888)
Grafite, cannuccia e inchiostro bruno su carta Ingres, 305 x 470 mm

Chiatta con due figure che caricano torba (1883)
Olio su tela montato su pannello, 54,5 x 72,5 cm

Cipressi con due figure femminili (1889)
Olio su tela, 91,6 x 72,4 cm

Contadina che lega un fascio di grano (1885)
Gessetto acquerellato su carta, 44,4 x 56,4 cm

Contadina che raccoglie patate (1885)
Gessetto nero acquerellato in grigio su carta velina, 39,7 x 45,3 cm

Contadina che raccoglie un fascio di grano (1885)
Gessetto su carta, 55,1 x 43,4 cm

Contadine che zappano in un campo innevato (1890)
Olio su tela. 49,5 x 64 cm

Contadine che zappano patate (1885)
Olio su tela, 31,5 x 42,5 cm

Contadine che zappano patate, affiancate (1885)
Olio su tela su pannello, 31,5 x 42,5 cm

Contadino che fabbrica un cesto (1885)
Olio su tela, 41 x 33 cm

Dietro la Schenkweg - L'Aja (1882)
Matita, penna e inchiostro nero con lumeggiature a gouache bianca su carta marrone, 27 x 43,5 cm

Donna che avvolge un filo (1884)
Acquerello su carta, 33 x 41 cm
Kuboso Memorial Museum of Arts, Izumi - Prestito prolungato da una collezione privata

Donne che attraversano i campi (1890)
Olio su carta, 30,3 x 59,7 cm
San Antonio, Collezione del McNay Art Museum - Lascito di Marion Koogler McNay

Donne che riparano reti (1882)
Olio su carta su pannello, 42 x 62,5 cm

Dr. Gachet (1890)
Incisione su carta, 18 x 15 cm

Due signore al cancello di un parco ad Asnières (1887)
Olio su tela, 31,5 x 23 cm

Essiccatoio per il pesce (1882)
Penna, matita, inchiostro d?India, rialzato di bianco, 259 x 449 mm

Falegnameria e lavanderia (1882)
Matita, penna e inchiostro nero con lumeggiature a gouache bianca su carta marrone, 27 x 43,5 cm

Fattoria (1890)
Olio su tela, 38 x 45 cm

Fattorie vicino Auvers (1890)
Olio su tela, 50,2 x 100, 3 cm

Fosso (1884)
Matita, penna e inchiostro con lumeggiature in bianco opaco e verde su carta velina, 42,3 x 34,5 cm

Funerale a Nuenen in inverno (1883)
Inchiostro su carta, 16 x 25,5 cm

Giardino pubblico con prato appena falciato e salice piangente (1888)
Olio su tela, 60,5 x 73,5 cm

Giardino pubblico con prato appena falciato e salice piangente (1888)
Olio su tela, 60,5 x 73,5 cm

Gruppo di case coloniche (1883)
Acquerello, 26 x 37 cm

I bevitori o Le quattro età dell'uomo (da Daumier) (1890)
Olio su tela, 59,4 x 73,4 cm

Il giardino della canonica di Nuenen (1884)
Olio su carta montato su tavola, 25 x 57 cm

Il Moulin de Blute-Fin (1886)
Matita nera e acquarello, 31 x 23,5 cm

Il ponte di Langlois (1888)
Matita, cannuccia/penna d?oca e inchiostro bruno su carta scurita, 30,7 x 47 cm

Il seminatore (1888)
Olio su tela, 33,7 x 40,6 cm
Hammer Museum, Los Angeles, The Armand Hammer Collection - Dono del Dr. Armand Hammer

Interno di ristorante (1887)
Olio su tela, 45,5 x 56 cm

La palude (Un acquitrino) (1881)
Grafite, penna e inchiostro nero su carta controfondata color crema, 46,8 x 59,3 cm

La semina delle patate (1884)
Olio su tela, 70,5 x 170 cm

La vecchia torre della chiesa a Nuenen (1884)
Olio su tela applicata su tavola, 47,5 x 55 cm

Montagne a Saint-Rèmy con casolare scuro (1889)
Olio su tela, 71,8 x 90,8 cm
The Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection - Dono, Justin K. Thannhauser, 1978

Montmartre: dietro il Moulin de la Galette (1887)
Olio su tela, 81 x 100 cm

Mulino a Gennep (1884)
Olio su tela, 60 x 78,5 cm
Hertogenbosch, Noordbrabants Museum - Prestito a lungo termine del Netherlands Institute for Cultural Heritage (ICN)

Olivi (1889)
Olio su tela, 54 x 65 cm

Orti a Montmartre (1887)
Olio su tela, 96 x 120 cm

Paesaggio con covoni di grano e mulini a vento (1885)
Gessetto su carta, 44,5 x 56,5 cm

Paesaggio invernale con la vecchia torre di Nuenen (1883)
Matita e inchiostro su carta, 20,7 x 28,8 cm

Panificio (1882)
The Hague, Collection Gemeentemuseum

Persone che passeggiano in un parco (1886)
Olio su tela, 37,5 x 45,5 cm

Ponte sulla Senna ad Asnières (1887)
Olio su tela, 53 x 73 cm

Ragazzo con scopa (1882)
Matita su carta

Ritratto di Alexander Reid (1887)
Olio su tavola, 42 x 33 cm

Ritratto di Madame Roulin con la figlioletta (1888)
Olio su tela, 92,4 x 73,5 cm
Philadelphia Museum of Art - Lascito di Lisa Norris Elkins, 1950

Sponda dell'Oise a Auvers (1890)
Olio su tela, 73,3 x 93,7 cm
Detroit Institute of Arts - Lascito di Robert H. Tannahill

Stazione di Rijnspoor (1882)
Matita (su griglia quadrata), penna e inchiostro e tracce di pastello su carta vergata, 23,8 x 33,3 cm
Collezione Gemeentemuseum Den Haag, L?Aja - Dono di Fl. Bremmer, 1985

Strada chiusa con case (1890)
Carboncino, penna e inchiostro su carta, 44 x 55 cm

Strada con palo del telefono e gru (1888)
Matita, penna, inchiostro su carta, 24 x 32 cm

Strada con sottopassaggio (Il viadotto) ( 1887 (?))
Olio su cartone montato su tavola, 32,7 x 41 cm
The Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection - Dono Justin K. Thannhauser, 1978

Strada parallela ai bastioni di Parigi (1887)
Matita, acquerello trasparente e opaco, gessetti colorati, pennellate azzurre, penna e inchiostro blu su carta controfondata, 39, 7x 53,8 cm

Tessitore e bambino su seggiolone (1884)
Acquerello su carta, 30,5 x 43
Kuboso Memorial Museum of Arts, Izumi - Prestito prolungato da una collezione privata

Testa di contadina (1884)
Olio su tela, 43,8 x 34,6 cm
Saint Louis Museum of Art - dono di Charles H. Yalem, per scambio e grazie a fondi elargiti

Testa di contadina ( 1884 ? 1885)
Acquerello su carta,? 26.4 x 19.8 cm

Testa di contadina ( 1884 - 1885)
Olio su tela, 32,5 x 23,5 cm

Testa di contadina (1884-1885)
Acquerello su carta,? 26.4 x 19.8 cm

Testa di contadina (1884-1885)
Olio su tela, 32,5 x 23,5 cm

Testa di contadino (1884)
Olio su tela, 39,4 x 30,2 cm
Sidney, Collezione Art Gallery of New South Wales - Acquistato dalla Art Gallery of New South Wales? Foundation nel 1990

Testa di contadino (1884)
Olio su tela, 39,4 x 30,2 cm
Sidney, Collezione Art Gallery of New South Wales - Acquistato dalla Art Gallery of New South Wales? Foundation nel 1990

Uomo che avvolge un filo (1884)
Acquerello opaco su carta controfondata, incollato su carta velina, 44,8 x 35,4 cm

Uomo che avvolge un filo (1884)
Acquerello opaco su carta controfondata, incollato su carta velina, 44,8 x 35,4 cm

Vecchia Arlesiana (1888)
Olio su tela, 58 x 42 cm

Veduta di Amsterdam dalla Stazione Centrale (1885)
Olio su pannello, 18 x 24 cm

Verso sera (1885)
Olio su tela applicata su pannello, 53, 3 x 92,6 cm

Vialetto nel giardino pubblico (1888)
Olio su tela, 72,3 x 93 cm

Altri Artisti

Anton Mauve
Casa su sentiero sabbioso, 1885 ca.
Olio su tela, 37 x 50,5 cm
Rijksmuseum, Amsterdam
Dono di Mr. & Mrs. Drucker-Fraser

Théophile de Bock
Veduta di un bosco, 1880-1890
Olio su tela, 46 x 38 cm
Rijksmuseum, Amsterdam

Anton van Rappard
Donna che ripara reti, 1884
Olio su tela, 52,5 x 65,5 cm
Collezione Centraal Museum Utrecht

Georg Hendrik Breitner
Lavandaie sulla Veste a Rotterdam, 1882
Acquerello su carta, 525 x 325 mm
Collezione privata

Jean François Millet
I raccoglitori di fieno, 1850
Olio su tela, 56, 5 x 65 cm
Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures
Lascito Antonin Marmontel, 1907

Jean François Millet
L'acciarino: riposo a metà giornata, 1858
Matita nera e pastello, 36,5 x 45,9 mm
Musée des Beaux-Arts de Reims, Reims

Jean-François Millet
Il seminatore, 1865
Pastello e carboncino su carta velina grigio-brunastra, 36 x 43 cm
French & Company, New York

Jean-François Millet
La grande pastorella, 1862
Incisione su carta, 362 x 275 mm
Galerie Paul Prouté, Parigi

Jean-François Millet
La partenza per il lavoro, 1863
Incisione su carta, 590 x 465 mm
Galerie Paul Prouté, Parigi

Jean-François Millet
Contadino che raccoglie il fieno, 1855
Incisione su carta, 200 x 240 mm
Galerie Paul Prouté, Parigi
Jean-François Millet
Donna che carda la lana, 1855-1856
Incisione su carta, 362 x 236 mm
Galerie Paul Prouté, Parigi

Charles-François Daubigny
Orto a Auvers-sur-Oise, 1852 ca.
Olio su tela, 14,5 x 21 cm
Collezione privata, Francia

Charles-François Daubigny
Chiaro di luna sull’Oise, 1870 ca.
Olio su tela, 30 x 50 cm
Francia, Collezione privata

Charles-François Daubigny
Le Buisson (Il boschetto), 1855
Incisione su carta da J. Ruysdael, 330 x 390 mm
Collezione Musée Daubigny, Auvers-sur-Oise

Charles-François Daubigny
Albero con corvi, 1867
Incisione su carta, 183 x 278 mm
Collezione Musée Daubigny, Auvers-sur-Oise

Charles François Daubigny
Orto a Auvers-sur-Oise, 1852 ca.
Olio su tela, 14,5 x 21 cm
Francia, Collezione privata

Paul Cézanne
Paesaggio a Auvers-sur-Oise, entrata di una fattoria, 1873
Incisione e acquatinta su carta, 130 x 110 mm
Musée Camille-Pissarro, Pontoise

Paul Cézanne
Strada ad Auvers-sur-Oise, ca. 1873-1874
Olio su tela, 55,2 x 46,2 cm
National Gallery of Canada, Ottawa
Acquistato nel 1946

Armand Guillaumin
Lavori al Pont National, 1874
Olio su tela, 50,2 x 61,2 cm
Association des Amis du Petit Palais, Ginevra

Georges Seurat
Sobborgo, 1882-1883 ca.
Olio su tela, 34,2 x 40,5 cm
Musée d’Art Moderne de Troyes
Donazione Pierre et Denise Lévy

Maximilien Luce
Parigi vista da Montmartre, 1887
Olio su tela, 54 x 65 cm
Association des Amis du Petit Palais, Ginevra

Paul Gauguin
Fattoria La Groue, Osny, 1883
Olio su tela, 38 x 46,25 cm
The Kelton Foundation

Paul Gauguin
Stalla vicino Dieppe II, 1885
Olio su tela, 74 x 59 cm
The Kelton Foundation

Paul Gauguin
Il campo Lollichon e la chiesa di Pont Aven, 1886
Olio su tela, 71,3 x 92 cm
Collezione Pérez Simón, Messico

Paul Gauguin
L’abbeveratoio, 1886
Olio su tela, 59,5 × 72,5 cm
Shimane Art Museum

Paul Gauguin
Lavandaie al Canal Roubine du Roi, 1888
Olio su tela, 75,9 x 92,1 cm
The Museum of Modern Art, New York
The William S. Paley Collection

Paul Gauguin
La guardiana di maiali, 1889
Olio su tela, 73,3 x 92,1 cm
Shizuoka Prefectural Museum of Art

Paul Gauguin
Stalla vicino Dieppe II, 1885
Olio su tela, 74 x 59 cm
The Kelton Foundation

Paul Signac
Scambio ferroviario a Bois-Colombes, 1886
Olio su tela, 33 x 47 cm
Leeds Museums & Galleries - Leeds Art Gallery

Paul Gauguin
Ritratto di Mejier De Haan con Mimi, 1889
Pastello nero, pennello e acquerello su carta, 162 x 198 mm
The Kelton Foundation

Camille Pissarro
Fabbrica a Pontoise, 1874
Incisione su carta, 73 x 115 mm
Musée Camille-Pissarro, Pontoise

Camille Pissarro
Crepuscolo sopra i covoni, 1879
Acquatinta su carta, 115 x 117 mm
Musée Camille-Pissarro, Pontoise

Camille Pissarro
Veduta di Pontoise, 1885
Incisione e acquatinta su carta, 224 x 159 mm
Musée Camille-Pissarro, Pontoise

Camille Pissarro
Contadina che porta dei secchi, 1889
Incisione e acquatinta su carta, 149 x 110 mm
Musée Camille-Pissarro, Pontoise

Camille Pissarro
Nell’orto, 1878
Olio su tela, 47 x 56 cm
Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti,
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

J. A. La Vieille da Jean François Millet
Il lavoro nei campi
in L'Illustration 5 (february 1853), p.92-93
Courtesy Koninklijke Bibliotheek, The Hague

J. A. La Vieille da Jean François Millet
"Mezzogiorno/Il riposo”
in L'Illustration 62 (1873), p.57
Courtesy Koninklijke Bibliotheek, The Hague

J. A. La Vieille da Jean François Millet,
"La fine della giornata"
in L'Illustration 61 (1873), p. 156
Courtesy Koninklijke Bibliotheek, The Hague

Charles Maurand da Honore Daumier
"Le quattro età dei bevitori" (Le quattro età dei bevitori; I bevitori)
in De Hollandsche Illustratie 2-4 (1865/66), p. 32
Courtesy Koninklijke Bibliotheek, The Hague

Lettere originali

Lettera di Vincent van Gogh ad Anthon van Rappard, Hague, 5 marzo 1883, Collezione privata, Musée des lettres et manuscrits, Parigi

Lettera di Vincent van Gogh ad Arnold Koning, Arles, 29 o 30 maggio 1888, Collezione privata, Musée des lettres et manuscrits, Parigi

Lettera di Vincent van Gogh ad Arnold Koning, Arles, attorno al 22 gennaio 1889, Collezione privata, Musée des lettres et manuscrits, Parigi

Lettera di Vincent van Gogh a Joseph Ginoux, Saint-Rémy-de-Provence, attorno al 2 febbraio 1890, Collezione privata, Musée des lettres et manuscrits, Parigi

Lettera di Vincent van Gogh ad Albert Aurier, Saint-Rémy-de-Provence, 9 o 10 febbraio 1890, Collezione privata, Musée des lettres et manuscrits, Parigi

 

Libri

Alphonse Daudet, Aventures prodigieuses de Tartarin de Tarascon (Paris: E. Dentu, 1873), Bibliothèque nationale de France, Parigi

Pierre Loti Madame Chrysanthème. (Paris, Calmann-Lévy 1888)
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Jules Michelet, L’Amour (Paris: L. Hachette, 1870)
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Alfred Sensier, La vie et oeuvre de J.-F. Millet (Paris: Paul Mantz, 1881)
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Edmond de Goncourt, Chérie (Paris: G. Charpentier, 1884)
Koninklijke Bibliotheek, L’Aja

Edmond de Goncourt and Jules de Goncourt, Manette Salomon (ristampa Paris: Charpentier, 1881)
Koninklijke Bibliotheek, L’Aja

Guy de Maupassant, Bel-ami (Paris: Victor-Havard, 1885)
Koninklijke Bibliotheek, L’Aja

Émile Zola, Le ventre de Paris (Paris: Charpentier, 1873)
Koninklijke Bibliotheek, L’Aja

La Revue indépendante, septembre 1890 (reprint Slatkine) (volume), 21,8 x 13,8 x 3,4 cm, Bibliothèque nationale de France, Parigi

Mercure de France, janvier 1890 (reprint Slatkine) (volume), 22 x 14 x 3 cm
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Le Moderniste illustré, avril-mai 1889 (reprint) (volume), 36 x 26,5 x 2 cm
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Vincent Van Gogh, Lettres à Emile Bernard. [Lettre à Paul Gauguin, de 1888.
Recueil des publications sur Vincent Van Gogh faites depuis son décès par Emile Bernard],
Paris, A. Vollard (volume), 1911, 26,4 x 20,7 x 3,2 cm
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Octave Mirbeau, L'Echo de Paris, 30 janvier 1894 (volume), 1894, 64 x 44 x 0,5 cm
Bibliothèque nationale de France, Parigi

Les Hommes d'aujourd'hui, consacré à Vincent Van Gogh, texte et illustration d'Emile Bernard,
29 x 20,4 cm
Centre de recherche et de documentation, Musée Jardin Maurice Denis, Saint Germain en Laye

Mercure de France, avril 1893 (Texte d'Emile Bernard sur Vincent Van Gogh), 23 x 14,5 cm
Centre de recherche et de documentation, Musée Jardin Maurice Denis, Saint Germain en Laye

La Plume, n° 57, 1er septembre 1891 (article d'Emile Bernard sur Vincent Van Gogh), 25 x 17 cm
Centre de recherche et de documentation, Musée Jardin Maurice Denis, Saint Germain en Laye

Catalogue de la 7ème Exposition des Indépendants, Paris, 1891, 18,2 x 12 cm
Centre de recherche et de documentation, Musée Jardin Maurice Denis, Saint Germain en Laye

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