Salvador Dalì: un artista, un genio
Salvador Dalì: an artist, a genius
9 marzo / 1° luglio 2012
March 9, 2012 - July 1, 2012
Complesso del Vittoriano, Roma

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Condividi Il Complesso del Vittoriano dedica una mostra Salvador Dalì, il poliedrico artista spagnolo.

Dopo quasi sessanta anni dall’ultima retrospettiva, ritorna nella capitale una grande esposizione dedicata a Salvador Dalì, uno degli artisti più celebri di tutti i tempi.
La mostra, attraverso olii, disegni, documenti, fotografie, filmati, lettere, oggetti, vuole tessere il filo tra l’artista e il genio per restituire a tutto tondo il Salvador Dalì che ha saputo creare dalle sue eccentricità caratteriali e biografiche un universo affascinante e suggestivo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche. Viene qui presentato l’artista la cui pittura visionaria di sogni, incubi e ossessioni, è stata sempre alla ricerca di quel “meraviglioso” che André Breton, il teorico del Surrealismo, considerava il fine dell’arte, ma anche il genio con le sue invenzioni e l’uomo con le sue bizzarrie.

Pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo, Dalí era un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste.
Il suo peculiare tocco pittorico è stato spesso attribuito all'influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento.

Il talento artistico di Dalí ha trovato espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, e lo ha portato a collaborare con artisti di ogni tipo.

Dalí fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l'attenzione su di sé.
Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione del pubblico più delle sue opere.

La mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalì, propone un approccio inedito sulla figura dell'artista indagato in tutte le sue molteplici e diverse sfaccettature: pittore, disegnatore, pensatore, scrittore, appassionato di scienza, catalizzatore delle correnti delle Avanguardie, illustratore, orafo, cineasta e scenografo.  Si farà luce su un aspetto tutt'ora trascurato negli studi e nelle mostre daliniane: il rapporto dell'artista spagnolo con l'Italia.

L'Italia sarà infatti la costante, il filo rosso, l'elemento che terrà insieme  tutte le opere esposte.

Attraverso documenti, fotografie, disegni, lettere, progetti, oggetti lo si potrà seguire nei suoi viaggi per l'Italia, e rivivere gli incontri per ideare collaborazioni artistiche, come quello con Anna Magnani e con Luchino Visconti.

La mostra si pone il compito di tessere il filo tra l'artista e l'uomo per restituire a tutto tondo il genio Salvador che ha saputo creare dalle sue bizzarrie caratteriali e biografiche un universo affascinante e suggestivo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche.

Il percorso espositivo della mostra parte dalla sezione introduttiva che porta alla scoperta del Dalí artista tramite il Dalí uomo. Infatti la sua voce e la sua faccia, le sue trovate e le sue performance, sono tappe imprescindibili dell’itinerario della retrospettiva.

Nella prima sezione della rassegna si intende analizzare quanto l’attenzione di Dalì verso la pittura e la scultura del passato si configuri come un dialogo serrato con i grandi maestri del Rinascimento italiano. Un rapporto che, oltre al desiderio di emulazione, comprende anche una sotterranea lotta per una auspicata supremazia nel campo dell’arte mondiale. Ed è da notare come Dalì sostenga di poter essere accomunato a Raffaello come fosse una cosa naturale.

Nella seconda sezione viene presentato un gruppo di capolavori. Nei quadri, la perfetta tecnica pittorica dell’artista spagnolo racconta, con spietato realismo, un mondo onirico, inquietante, denso di suggestioni.

Nella terza sezione, prendendo spunto dall’inedito contributo scientifico realizzato in occasione della mostra sulla cronologia delle relazioni tra l’artista spagnolo e l’Italia, l’esposizione vuole infine raccontare il rapporto tra Dalì in vita e il nostro Paese.

Share Salvador Dalí was a prominent Spanish Catalan surrealist painter born in Figueres, Spain.
Dalí was a skilled draftsman, best known for the striking and bizarre images in his surrealist work. His painterly skills are often attributed to the influence of Renaissance masters.
Dalí's expansive artistic repertoire includes film, sculpture, and photography, in collaboration with a range of artists in a variety of media.

Dalí was highly imaginative, and also had an affinity for partaking in unusual and grandiose behavior. His eccentric manner and attention-grabbing public actions sometimes drew more attention than his artwork to the dismay of those who held his work in high esteem and to the irritation of his critics.

The Salvador Dalì  exhibition investigates the artist's complex personality and multifaceted genius. Organised together with the Gala-Salvador Dalí Foundation the show adopts a novel approach, giving insight into some aspects of Salvador Dalí which have not been shown before. Light will be shed on an aspect that has so far been ignored by exhibitions and research into Dalí, which is his relationship with Italy.

The exhibition will focus on a selection of outstanding paintings, around which a series of other items, including objects, illustrations, and theatre and cinema costumes, will examine every aspect of the Spanish painter's activities. Documents, photographs, drawings, letters, projects, and objects will all document his journeys through Italy, and his inspirational encounters, like those with Anna Magnani and Luchino Visconti.

The exhibition brings together the figure of the artist and that of the man, giving a complete overview of the genius Salvador, who with his temperamental and biographical eccentricity managed to create a fascinating, intriguing universe of sculptural and literary images that are quite unparalleled.

Condividi La mostra romana nasce dalla collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí e vuole ripercorrere il cammino umano e artistico del grande Maestro spagnolo proprio perché non si può prescindere dal raccontare il Dalì uomo per raccontare il Dalì artista. Con questo obiettivo la rassegna vuole presentare vari focus che, partendo da una sezione introduttiva su Dalì uomo e personaggio, spaziano dall’influenza dell’arte italiana sulla sua arte, all’esposizione di veri e propri capolavori, fino ad un’inedita sezione che, grazie al contributo scientifico realizzato in occasione della mostra, racconterà il rapporto tra Dalì e l’Italia.

Nella SEZIONE INTRODUTTIVAdell’esposizione a introdurre alla scoperta del Dalí artista, è anche Dalí uomo. La sua voce e la sua faccia, le sue trovate e le sue performance, sono tappe imprescindibili dell’itinerario della mostra. Proprio per questo, all’inizio del percorso espositivo, è possibile ammirare per la prima volta a Roma numerosi scatti che il grande fotografo russo-americano Philippe Halsman ha dedicato al pittore spagnolo: immagini divertenti, piene di ironia da cui emerge la genialità sia dell’autore che del soggetto inquadrato.

Vengono inoltre presentate in questa sezione delle vere e proprie installazioni nelle quali si potrà sentire la voce stessa di Dalì e si potranno osservare le sue innumerevoli e originali performance. La mostra romana è infatti scandita dal volto, dalla voce, dalle apparizioni di questo surrealista totale che già negli anni Trenta aveva capito l’importanza della cultura di massa, anticipando di gran lunga l’atteggiamento di Andy Warhol, il fare di se stesso l’oggetto stesso di una grande, interminabile opera d’arte. Diversi monitor conducono chi guarda dentro le sue invenzioni, i suoi travestimenti, le sue teatralizzazioni.

Nella PRIMA SEZIONE si vuole analizzarequanto l’attenzione di Dalì verso la pittura e la scultura del passato si configuri come un dialogo serrato con i grandi maestri del Rinascimento italiano, che è desiderio di emulazione, ma anche sotterranea lotta per una sempre agognata supremazia nel campo dell’arte mondiale.

Gala stava risvegliando il mio interesse per l’Italia” scrive Dalì in La vita segreta di Salvador Dalì, un’autobiografia in cui immaginazione e realtà si accavallano e si confondono proprio come fossimo dentro a un suo dipinto,identificando in quella che da sempre ha riconosciuto come la musa della sua pittura, la causa del suo innamoramento per il Bel Paese. Che per Dalì avviene su un doppio binario: il primo è un confronto con la classicità, l’altro la scoperta di elementi misterosi. Quello dello sguardo duplice, di una cosa che ne contiene un’altra, della doppia visione è, d’altra parte, una delle modalità fondamentali e anche più suggestive dell’arte daliniana.

Per Dalí guardare i maestri non è esercizio di ammirazione ma scontro, sfida, lotta, competizione alla pari. Lui vuole ardentemente essere Raffaello, Michelangelo. In un piccolo foglio autografo, che le curatrici hanno voluto in mostra, dà le votazioni allo stile, colore, invenzione, disegno dei grandi artisti del passato e inserisce anche il suo nome tra questi.

Ci sono Raffaello, con cui si inizia, e Michelangelo con cui idealmente si chiude. Il quadro più antico di questa rassegna è proprio il giovanile Autoritratto con il collo di Raffaello del 1921, in cui l’artista rivela fin da subito la sua volontà di iniziare un sottile colloquio con il pittore urbinate che non si rivela come un semplice esercizio di ammirazione fatto da uno studente dell’Accademia, ma come una vera e propria identificazione. “Mi ero lasciato crescere i capelli – ricorda lo stesso Dalì – ormai lunghi come quelli di una fanciulla, e guardandomi allo specchio amavo assumere l’espressione di malinconia, l’affascinante atteggiamento di Raffaello nell’autoritratto. Mi sarebbe piaciuto tanto somigliargli!”. E nei 50 segreti magici per dipingere aggiunge: “Ora dipingo, irresistibilmente, come Dalì, il che è già moltissimo, perché tra tutti i pittori contemporanei io sono colui che è maggiormente in grado di fare quel che vuole – e forse un giorno sarò considerato, senza essermelo prefisso, il Raffaello della mia epoca”. Ed è da notare come Dalì sostenga di poter essere accomunato a Raffaello anche senza la sua volontà, come fosse una cosa naturale.

Esposte, inoltre, tre tele, le più recenti di tutta la mostra, ideale sipario che chiude un confronto durato una vita, in cui Dalì rivisita Michelangelo. Queste immagini ispirate alla Pietà vaticana e al Giorno e la Notte delle Cappelle Medicee a Firenze, mostrano come per il pittore spagnolo guardare all’antico non significhi fare a meno del proprio lato visionario. L’Italia di Dalì ha sempre un passo doppio.

Nella SECONDA SEZIONEviene presentato un gruppo di capolavori di Salvador Dalì. Quadri dunque; perché a raccontare il mondo onirico, inquietante, denso di suggestioni, è la perfetta tecnica pittorica dell’artista spagnolo che, con spietato realismo, inquadra un mondo immaginario, oggi diventato patrimonio universale dello sguardo, eppure emerso dalla profondità di un inconscio che ha saputo fare del delirio e della propria paranoia un’indicibile forza.

Dalì nasce l’11 maggio 1904 a Figueres e muore nel 1989. Suo fratello maggiore, anch’egli di nome Salvador (nato il 12 ottobre 1901), muore a causa di una meningite nove mesi prima, il 1º agosto 1903. Il padre, Salvador Dalí y Cusí, è un avvocato e notaio appartenente alla classe media, la cui rigidità nell’applicazione della disciplina viene temperata dalla moglie, Felipa Domènech Ferrés, che incoraggia le aspirazioni artistiche del figlio. All’età di cinque anni Dalí viene condotto sulla tomba del fratello dai genitori, che gli dicono che lui è la sua reincarnazione, idea della quale finisce per convincersi. Dalí ha anche una sorella, Ana María, di tre anni più giovane di lui, che nel 1949 pubblicherà un libro sul fratello. Nel febbraio del 1921 la madre di Dalí muore per un tumore al seno. Dalí ha sedici anni; in seguito dirà che la morte della madre “è stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima.

A Barcellona entra ben presto in contatto con l’ambiente dell’avanguardia catalana, si fa cacciare dall’Accademia di Madrid dove si era iscritto nel 1922, perché non considera i suoi professori degni di giudicarlo. E scopre la pittura francese, la modernità: eccolo guardare al divisionismo in un quadro come Bagnanti, il cui soggetto è cézanniano, ma la resa è già quella di un universo in cui non c’è differenza tra solidi e liquidi, tra carni e sassi.

C’è poi la splendida fase realista in cui tutto sembra scolpito in un sole mediterraneo che rende il mondo incandescente ma contiene già quell’imbrunire, quegli incubi notturni a cui Dalí ci abituerà dopo poco. Capolavoro di questa fase è il Ritratto di ragazza del 1925 dove si intravede quel mare di Port Lligat che riappare in quel brano straordinario degli anni d’oro che è la Composizione surrealista con figure invisibili.

Il 1926 è la data del primo viaggio a Parigi e del confronto con Picasso: il cubismo si affaccia nell’Omaggio a Satie, qui esposto, dove è citato anche il nostro Grande Metafisico, Giorgio De Chirico. E che si tratti di una sfida tra giganti appare evidente nell’Accademia neocubista in cui Dalí spia le ‘gigantesse’ del collega andaluso, le fa sue, le trasfigura, ricordando l’Italia e il Mediterraneo.

Nel frattempo ha incontrato Gala, la sua musa, la donna con cui vivrà tutta la vita. Un’altra ossessione. Gala diventa albero in quel processo di trasformazione, putrefazione, decomposizione, ma anche costruzione e sovrapposizione di immagini e cose che lo affascina e lo cattura. Succede in un piccolo dipinto che mostra come la sapienza pittorica del nostro artista sia quella di un orafo abituato a incastonare pietre preziose. Anche la sua pittura è preziosa, impeccabile. Per dipingere in una minima dimensione con perfezione maniacale utilizza una lente di ingrandimento. L’effetto è quello monumentale dello Spettro del sex-appeal, un vero e proprio ossimoro.Gala è poi al centro dei suoi studi sulla ripetizione dell’immagine, sulla scienza, sull’atomo: la vede raddoppiata in un gioco di specchi nei dipinti stereoscopici.

Dalí affermava: “Ho sempre visto quello che gli altri non vedevano; e quello che vedevano loro io non lo vedevo”. Cercava l’estasi cioè quello “stato vitale sconvolgente durante il quale ogni segno e senso si capovolgono nel loro contrario, e le costruzioni estetiche razionali, morali hanno un cedimento”. Dopo la lite, per ragioni soprattutto politiche, con Breton e i colleghi surrealisti, alla domanda di un giornalista su cosa fosse stato il movimento rispose convinto: “Il Surrealismo sono io”. E la carrellata di capolavori qui esposti, dall’Autoritratto con la pancetta fino al Senso della malinconia, da Singolarità fino alla Figura e drappeggio in un paesaggio, tutto questo scorrere di misteri in spazi deserti, di ombre allungate, di cipressi che arrivano da Boecklin, di sciami di insetti, perle gigantesche che gli ha elargito lo sguardo su Vermeer, di orologi che non segnano un tempo reale, apparizioni, deliri geologici, fantasmi, vertigini, figure del sogno e del capriccio ma anche del terrore, rocce che si metamorfizzano anche in fattezze umanoidi, di frammenti di corpi come fossili preistorici su cui compaiono concrezioni materiche di ogni tipo, è davvero il frutto dell’immaginazione sfrenata e instancabile del più totale tra i surrealisti.

In mostra, esposti Impressioni d’Africa, ispirato proprio da un viaggio in Sicilia, e altri autentici capolavori come una straordinaria serie di dipinti e disegni surrealisti tutti realizzati in quel decennio magico per l’artista che ha inizio nel 1931: Il sentimento della velocità, Figura e drappeggio in un paesaggio, Gradiva ritrova le rovine antropomorfiche (fantasia retrospettiva), Il piano surrealista, Cortile Ovest dell’Isola dei morti (ossessione ricostitutiva da Boecklin), Coppia con la testa piena di nuvole, “Angelus” architettonico di Millet, Autoritratto con pancetta fritta, Eclissi e osmosi vegetali, Singolarità, La couple, lo Spettro del sex appeal,una perfezione di forme incastonate come un’antica miniatura, cesellate come in un lussuoso gioiello.

Nella TERZA SEZIONE,prendendo spuntodall’inedito contributo scientifico realizzato in occasione della mostra sulla cronologia delle relazioni tra l’artista spagnolo e l’Italia, l’esposizione vuole raccontare per la prima volta il rapporto tra Dalì in vita e il nostro paese.

Questo nesso, fino ad oggi quasi del tutto ignoto, rivive in mostra innanzitutto attraverso le rievocazioni dei suoi viaggi: tra Roma, Venezia e anche Bomarzo dove visita quei giardini popolati da mostri che sembrano venir fuori dalle rocce animate dei suoi dipinti. A questo proposito, in questa visione multipla, eccolo nelle immagini che lo vedono visitare, nel 1948, i giardini di Bomarzo e trovarvi un mondo di mostri e di figure fantastiche che appartengono al suo universo fin dai primi dipinti surrealisti. Di questa giornata in cui Dalì sembra quasi ritrovare le sue rocce che si trasformano in straordinarie figure della fantasia, è possibile vedere anche un filmato che è uno dei tanti che accompagnano il visitatore.

Si indaga, inoltre, non solo lo scambio fecondo con gli artisti del passato e suoi contemporanei, dall’ossessione per Raffaello e più tardi per Michelangelo fino alle suggestioni del mondo di Valori Plastici e di De Chirico, ma anche quello con registi, attori, industriali come Luchino Visconti, Anna Magnani, Alberto Alessi. Nel nostro paese Dalì collabora con Luchino Visconti a una messa in scena di Rosalinda o come vi piace di Shakespeare che debutta al Teatro Eliseo nel 1948. Questo avvenimento è ricostruito attraverso bellissime fotografie d’epoca, un album che apparteneva a Visconti, documenti vari, la corrispondenza tra i due e un paio di costumi originali. Ma non è questo l’unico contatto italiano ricostruito dalla mostra: c’è la casa di produzione Alessi per cui progetta un ‘oggetto inutile’; la Rosso Antico per cui realizza tre bottiglie differenti; il Teatro La Fenice che lo vede nelle vesti di scenografo di balletti; Anna Magnani con cui sogna di realizzare un film intitolato La carrettila de carne, “la vera storia di una donna paranoica innamorata di una carriola” ; c’è Federico Fellini a cui Gala propone di fare un film su Dalì e gli porta anche un giovane attore che dovrebbe recitare nella parte del maestro a cui, in questa circostanza, vengono messi dei bei baffi daliniani, ma c’è anche un sogno del regista italiano dedicato al pittore spagnolo. E poi ecco le mostre, le prime italiane, che gli danno la possibilità di vere e proprie performance come quando, in occasione dell’esposizione a Palazzo Rospigliosi, muore simbolicamente per poi rinascere in un cubo metafisico che viene portato in giro per la città da uomini incappucciati e da cui con grande effetto teatrale, l’artista esce magicamente in occasione della conferenza stampa. Qui è espressa tutta la sua volontà di costruire eventi intorno alla sua persona, in modo da creare interesse e curiosità. Dalì, in questo senso, ha messo in atto le più moderne strategie di marketing. Inoltre sono ricostruiti, sempre attraverso documenti, fotografie, lettere, le feste, gli inviti, le relazione dei coniugi Dalì in Italia, i luoghi dei loro soggiorni. Ci sono poi i libri pubblicati in Italia e i fascicoli usciti per la rivista “Tempo” dedicati alla figura di Don Chisciotte. Tra le ossessioni del pittore c’è proprio la figura di Don Quixote: le pregevoli illustrazioni del testo di Chervantes sono in mostra a raccontarla.

E’ esposta anche la Vespa della Piaggio su cui Dalí è intervenuto nel 1962: lo scooter, infatti, viene ribattezzato Dulcinea come la donna amata dal personaggio chervantiano. Segue una sezione dedicata all’attività pubblicitaria: le bottiglie realizzate per il liquore Rosso Antico, l’oggetto ‘surrealisticamente’ inutile progettato per Alessi, bottiglie di profumo, copertine di riviste e affiches sono sorprendenti elementi che raccontano la realtà così contemporanea di un artista a tutto tondo.

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Salvador Dalì
Angelus architettonico di Millet (1933)
olio su tela cm 73 x 60
Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
Salvador Dalì
Busto di donna retrospettivo (1970 (edizione dell'opera del 1933))
assemblage in bronzo dipinto con penne e oggetti in plastica e latta cm 74,5 x 67 x 28
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalì
Impressioni d'Africa (1938)
olio su tela cm 91,5 x 117,5
Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen
Salvador Dalì
Progetto per “Spellbound” (1945 ca.)
olio su cartone cm 88,8 x 113,1
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalì
Singolarità (1935 ca.)
olio e collage su tavola cm 40,5 x 50
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalì
Gradiva retrouve les ruines antropomorphes (Fantasie rétrospective) - Gradiva ritrova le rovine antropomorfiche (Fantasia retrospettiva) (1931-1932 ca.)
olio su tela cm 65 x 54
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
Salvador Dalí, Destino, White Telephone and Ruines - 1946. Oil painting on masonite, 25,5 x 30,2 cm. Courtesy Animation Research Library, Walt Disney Animation Studios, Burbank Salvador Dalì
Autoritratto con il collo di Raffaello (1921 ca)
olio su tela cm 40,5x53
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalì
Le spectre du Sex-Appeal (Lo spettro del sex appeal) (1934 ca.)
olio su tavola di legno cm 17,9 x 13,9
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalì
Autoritratto molle con pancetta fritta (1941)
olio su tela cm 61 x 51
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí
Salvador Dalí, Madonna of Port Lligat - 1950. Oil on canvas, 275,3x209,8 cm. Fukuoka Art Museum

“18th century Venice recreated for a great ball” in Vogue.  (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
27 Illustrazioni per “The Autobiography of Benvenuto Cellini”
  (1945)
inchiostro su carta cm 24,5 x 22,7
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
38 Illustrazioni per “The First Part of the Life and Achievements of the Renowned Don Quixote de la Mancha”
  (1945)
inchiostro a china su carta cm 30,9 x 32
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

50 Segreti magici per dipingere  
Collezione privata

50 Segreti magici per dipingere   (1995)
Collezione privata

50 Segreti magici per dipingere / 50 Secrets of Magic Craftsmanship   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Abiti del ballo Beistegui a Palazzo Labia   (1936)
Collezione privata

Abiti del ballo Beistegui a Palazzo Labia  
Roma-NewYork, Archivio Irene Brin, Courtesy La Centrale dell'Arte

Abito del buffone Pietra di Paragone disegnato da Salvador Dalì per lo spettacolo Rosalinda o Come vi piace  
Roma, Collezione Fondazione Tirelli Trappetti

Abito di Rosalinda disegnato da Salvador Dali per lo spettacolo Rosalinda o Come vi piace 
Roma, Collezione Fondazione Tirelli Trappetti

Album fotografico appartenuto a Visconti con foto di scena di Rosalinda o Come vi piace   (1981 ca.)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Alla ricerca della quarta dimensione
  (1979)
olio su tela cm 123,5 x 245,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Angelus architettonico di Millet
  (1933)
olio su tela cm 73 x 60
Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

Anna Magnani e Salvador Dalí si incontrano per progetto del film La carretilla de carne  
Roma, Archivio Dufoto

Appunti sui costumi di scena per Rosalinda o Come vi piace   (1948)
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Appunto con la lista dei personaggi e degli attori di Rosalinda o Come vi piace autografo di Visconti   (1948)
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Automobili della casa editrice Aldo Palazzi pubblicizzano il numero speciale della rivista Tempo dedicato a Salvador Dalí   (1964)
Aldo Palazzi Editore 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Autoritratto con il collo di Raffaello
  (1921 ca)
olio su tela cm 40,5x53
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Autoritratto molle con pancetta fritta
  (1941)
olio su tela cm 61 x 51
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Bagnanti di Llaner
  (1923)
olio su cartone su legno cm 73,8 x 101,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Bottiglie “Rosso Antico” illustrate da Dalí  
Roma, Archivio Dufoto

Salvador Dalì
Busto di donna retrospettivo
  (1970 (edizione dell'opera del 1933))
assemblage in bronzo dipinto con penne e oggetti in plastica e latta cm 74,5 x 67 x 28
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Cadaqués vista dalla torre di Capo Creus
  (1923 ca.)
olio su tela cm 98 x 100
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Calendario della Manifattura Ceramica Pozzi   (1973)
matita su carta cm 53 x 66
Omegna, Museo Alessi

Cartoline di Salvador Dalí alla contessa Pecci Blunt   (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Cataloghi delle Biennali di Venezia che hanno visto la partecipazione di Dalí   (1948)
Roma, Biblioteca Nazionale Centrale

Catalogo della Decima Triennale di Milano. Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne e dell'Architettura Moderna   (1948)
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Catalogo della mostra a Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1954)

Milano, Fondazione La Triennale di Milano

Catalogo della mostra tenutasi alla Julien Levy Gallery   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Catalogo realizzato in occasione dei dieci anni di attività della Galleria Obelisco, (1946-1955)  
Vaiano Cremasco, Archivi Farabola

Salvador Dalì
Composition avec tour (Bozzetto per sipario di scena di “Café de chinitas”)
  (1943 ca.)
olio su tela cm 60 x 90
Collezione privata

Salvador Dalì
Composizione con tre figure. “Accademia neocubista”
  (1926)
olio su tela cm 190 x 200
Montserrat, Museu de Montserrat, Donazione Josefina Cusí

Salvador Dalì
Composizione surrealista con personaggi invisibili
  (1936 ca)
olio su cartone cm 60,9 x 45,8
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Copertina del disco di Scarlatti illustrata da Dalí   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Couple au tête plein de nuages (Coppia con la testa piena di nuvole)
  (1937)
olio su tavola di legno cm 94 x 79 (figura sinistra); cm 87 x 66 (figura destra)
Rovereto, Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Deposito Fondazione Isabella Scelsi, Rovereto

Salvador Dalì
Court ouest de l'Ile des morts (Obsession reconstitutive d'après Böcklin) - Cortile ovest dell’Isola dei morti (Ossessione ricostitutiva da Boëcklin)
  (1934)
olio su tela cm 65,5x 53
La Coruña, Collezione Novagalicia Banco

Dalí davanti alle scenografie di Spellbound   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Dalí e il Don Chisciotte   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Dalí e Pirelli. Portfolio Pirelli 463  ( Dalí and Pirelli. Portfolio Pirelli 463)
1000 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Dalídodecaedro   (1959)
inchiostro a china su carta cm 31 x 23
Roma, Collezione Eros Renzetti

Dalídodecaedro   (1919)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Dalìdodecaedro
  (1959)
inchiostro a china su carta cm 31 x 23
Roma, Collezione Eros Renzetti

Dali para Alessi, album fotografico  (1963)
voll. I-II 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Dematerializzazione vicino al naso di Nerone
  (1947)
olio su tela cm 76,5 x 46
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Destino. Grande testa di dio greco
  (1946)
olio su masonite cm 31,7 x 26,7
Courtesy Animation Research Library, Walt Disney Animation Studios, Burbank

Salvador Dalì
Destino. Struttura triangolare con fontana riflettente
  (1946)
acquarello su cartoncino da stampa cm 27,3 x 30,3
Courtesy Animation Research Library, Walt Disney Animation Studios, Burbank

Salvador Dalì
Destino. Telefono bianco e rovine
  (1946)
olio su masonite cm 25,5 x 30,2
Courtesy Animation Research Library, Walt Disney Animation Studios, Burbank

Disegno tecnico pneumatico Pirelli Cinturato CN53  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Divano-labbra di Mae West
  (1938)
materiali vari cm 79 x 206 x 91,5
The Edward James Trust

Salvador Dalì
Donna nuda
  (1941 ca.)
matita su carta cm 57,9 x 78,9
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Due studi per “La vieillesse de Guillaume Tell”
  (1931 ca.)
inchiostro a china e matita su carta cm 24,8 x 18
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Eclipse et osmose végétals (Eclissi e osmosi vegetali)
  (1934)
olio su tela cm 65,5 x 53,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Eco geologica. La Pietà
  (1982)
olio su tela cm 100 x 100
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Elefante con obelisco
  (1946)
matita, inchiostro e acquarello su cartoncino cm 73,7 x 58,
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Ernesto Caballo<br>Il Cervino e la sua tavolozza  (1971)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Fabrizio Clerici e Salvador Dalì in occasione della mostra a Palazzo Pallavicini Rospigliosi. Alla parete la Madonna di Port Lligat   (1954)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Fantastic Memories 
Roma, Collezione Eros Renzetti

Fascicoli del Don Chisciotte nella rivista Tempo   (1964)
Aldo Palazzi Editore 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
FEATHER EQUILIBRIUM. Equilibrio intra-atomico di una piuma di cigno
  (1947)
olio su tela cm 78 x 97
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Federico Fellini e Salvador Dalí  
inchiostro su cartoncino cm 25 x 35 cm
Milano, Courtesy The Walt Disney Company Italia Srl

Federico Fellini, Gala e William Rothlein nei panni di Salvador Dalí  

Roma, Archivio Dufoto

Salvador Dalì
Figura e drappeggio in un paesaggio
  (1935)
olio su tela cm 55,5 x 46
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Francobolli  (1973)
Omegna, Museo Alessi

Francobolli con la riproduzione del Cristo di San Juan de la Cruz   (1965)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Gala con il cappello-scarpa di Elsa Schiaparelli ispirato da un disegno di Salvador Dalí   (1944)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Gala e Salvador Dalí all’inaugurazione della retrospettiva a Palazzo Pallavicini Rospigliosi  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Gala e Salvador Dalí all’inaugurazione della retrospettiva a Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1951)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Gala nel giardino di Villa Palagonia  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Gala, Salvador Dalí e Edward James a Roma   (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Gradiva retrouve les ruines antropomorphes (Fantasie rétrospective) - Gradiva ritrova le rovine antropomorfiche (Fantasia retrospettiva)
  (1931-1932 ca.)
olio su tela cm 65 x 54
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Salvador Dalì
Il cammino dell’enigma
  (1981)
olio su tela cm 140 x 94
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Il libro dei sogni  (con dedica di Salvador Dalì a Fabrizio Clerici / with dedication by Salvador Dalì to Fabrizio Clerici)
Roma, Collezione Eros Renzetti

Il libro dell’Apocalisse nella Sala del Trono al Vaticano   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Il piano surrealista
  (1937)
carboncino e pastello su carta cm 62,6 x 47,6
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Il piede di Gala. Dipinto stereoscopico
  (1975-1976 ca.)
olio su tela, opera stereoscopica a due elementi cm 60 x 60 ciascuno
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Impressioni d'Africa
  (1938)
olio su tela cm 91,5 x 117,5
Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen

Salvador Dalì
Inizio automatico di un ritratto di Gala
  (1933 ca.)
olio su compensato cm 14 x 16,2
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Invito al cocktail per la pubblicazione nel Tempo del Don Chisciotte illustrato da Salvador Dalí   (1964)
Aldo Palazzi Editore 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Invito all’inaugurazione della mostra a Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Invito alla Mostra di Salvador Dalí alla Galleria dell’Obelisco   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Invito di Carlos de Beistegui al ballo di Palazzo Labia a Venezia  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Jean Rouvier, Corrado Cagli e Salvador Dalí nella piscina di Villa Pecci-Blunt a Marlia   (1935)

Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Jean Rouvier, Corrado Cagli, la contessa Anna Laetitia Pecci-Blunt, Salvador Dalí, Peter Watson e un personaggio non identificato nella Villa Pecci-Blunt di Marlia  

L’editore Giancarlo Palazzi, Salvador Dalí e Sirio Musso, direttore artistico della rivista Tempo, a Port Lligat   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

La contessa Anna Laetitia Pecci-Blunt e Salvador Dalí nella piscina di Villa Pecci-Blunt a Marlia  

Salvador Dalì
La coppia
  (1933)
matita su carta cm 53,8 x 36
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

La Dama Spagnola e il Cavaliere Romano al Teatro La Fenice di Venezia   (1953)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

 La Divina Commedia  (1959)
inchiostro a china su carta cm 31 x 23
Roma, Collezione Eros Renzetti

Salvador Dalì
La Madonna di Port Lligat (prima versione)
  (1949)
olio su tela cm 49,5 x 38,3
Milwaukee, Collezione Haggerty Museum of Art, Marquette University, Dono di Mr. e Mrs. Ira Haupt

Salvador Dalì
La perla. Da l’Infanta Margarita di Velázquez
  (1981)
olio su tela cm 140 x 100
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

La settimana INCOM  (1948)
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Salvador Dalì
Le sentiment de vitesse (Il sentimento della velocità)
  (1931)
olio su tela cm 33 x 24
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Le spectre du Sex-Appeal (Lo spettro del sex appeal)
  (1934 ca.)
olio su tavola di legno cm 17,9 x 13,9
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Lettera del padre di Salvador Dalí al figlio   (1941)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Lettere di Salvador Dalì a Luchino Visconti   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Locandina di La Dama Spagnola e il Cavaliere Romano. Gala   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Locandina di Rosalinda o Come vi piace   (1951)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Luc Meynet e il suo angelo
  (1962)
inchiostro e tempera su carta cm 43 x 33
Cervinia, Collezione Cervino S.p.A.

Luchino Visconti guarda il bozzetto di Rosalinda o Come vi piace nella sua casa di via Salaria   (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Manifesto della mostra a Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1954)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Manifesto della mostra a Palazzo Pallavicini Rospigliosi  
Halsman Archive 
Roma, Archivio Storico Luce

Salvador Dalì
Nascita del bambin Gesù. Omaggio a Fra’ Angelico
  (1926 ca.)
collage e inchiostro su carta cm 13,5 x 8,7
Madrid, Collezione Fundación Federico Garcia Lorca

Object inutile, vase sur un probleme de topologie negative 
Collezione privata

Palma Bucarelli, Soprintendente alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, accoglie Salvador Dalì e sua moglie Gala, nel suo appartamento all'interno della Galleria dove ha organizzato un ricevimento in onore del maestro spagnolo  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Performance di Dalí a Venezia   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Perfume Dalí  (1938)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Peter Watson, Jean Rouvier e Salvador Dalí nella piscina di Villa Pecci-Blunt a Marlia   (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Presentazione alla stampa del numero speciale della rivista “Tempo”   (1964)
Aldo Palazzi Editore 
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Prima pagina del manoscritto La carretilla de carne   (1961)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Progetto per “Spellbound”
  (1945 ca.)
olio su cartone cm 88,8 x 113,1
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Pubblicazione della Collezione dell’Obelisco con dedica di Alberto Lattuada a Fabrizio Clerici  

Pubblicità “Rosso Antico” in Domenica del Corriere   (1964)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Pubblicità del libro Hidden Faces di Salvador Dalí   (1945)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Pubblicità della rivista Rhinoceros di Albert Skira e Salvador Dalí in New York Times  
Roma, Archivio Storico Luce

Salvador Dalì
Ritratto di mia sorella
  (1925)
olio su tela cm 92 x 65
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Ritratto di Nerone  
calco originale da scultura romana del I secolo d.C. 
Roma, Museo della Civiltà Romana

Ritratto di Nerone  
Roma, Museo della Civiltà Romana

Roberto Gagnor (sceneggiatore), Giorgio Cavazzano (disegnatore)<br>Tavole originali della storia Topolino e il surreale viaggio del Destino pubblicata in Topolino n. 2861 
inchiostro su cartoncino cm 25 x 35
Courtesy The Walt Disney Company Italia Srl, Milano

Rosalind’s costume designed by Dalí for the play Rosalinda o Come vi piace   (1954)
Vaiano Cremasco, Archivi Farabola

Rosalinda o Come vi piace 
Archivio Riccardo De Antonis, Roma 
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Rosalinda o Come vi piace  (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí a Port Lligat   (1959)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí a Roma  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí a Venezia   (1954)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí alla conferenza stampa della retrospettiva a Palazzo Pallavicini Rospigliosi  
1948 
Firenze, Raccolte Museali Fratelli Alinari - Archivio Clerici

Salvador Dalí davanti alla Assumpta corpuscularia lapislazulina il giorno dell’inaugurazione della mostra di Salvador Dalí al Casino dell'Aurora di Palazzo Pallavicini Rospigliosi  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí di fronte al gruppo scultoreo L’estasi di Santa Teresa di Bernini nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma   (1919)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí dipinge il Don Quixote a Port Lligat   (1957)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí dipinge Telefono bianco con rovine per il film di Walt Disney Destino  
Roma, Archivio Dufoto

Salvador Dalí e Charles Chaplin a Roma  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí e Gala al ballo di Carlos de Beistegui a Venezia con gli abiti disegnati da Dalí e realizzati dalla casa Dior   (1951)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí e Gala al ballo di Carlos de Beistegui a Venezia con gli abiti disegnati da Dalí e realizzati dalla casa Dior  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí e Gala all'Hotel St Regis di New York con dedica a Fabrizio Clerici  
Venezia, La Biennale di Venezia, Archivio Storico delle Arti Contemporanee

Salvador Dalí e Gala di fronte al Corpus hipercubicus il giorno della conferenza stampa per la retrospettiva a Palazzo Pallavicini Rospiglioni  
Firenze, Raccolte Museali Fratelli Alinari - Archivio Clerici

Salvador Dalí e Gala in sovrimpressione nella piscina della contessa Anna Laetitia Pecci-Blunt a Marlia   (1933)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí e Gala in visita da papa Giovanni XXIII   (1963)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí e il Rinoceronte  
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí esce da un cubo metafisico alla conferenza stampa presso Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1954)
Roma, Collezione Lorenzo Cantatore

Salvador Dalí nei giardini di Bomarzo   (1949)
Roma, Fondazione “Istituto Gramsci”. Archivio Luchino Visconti

Salvador Dalí, Fulco di Verdura, Corrado Cagli, Jean Rouvier, Peter Watson e Gala nella piscina di Villa Pecci-Blunt a Marlia   (1936)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí, Sophia Loren e Paul Newman   (1961)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí, Walt Disney, Gala e Lillian Disney a Port Lligat   (1947)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalí. The MoMA NY, 1946  
Roma, Archivio Fabrizio Clerici

Salvador Dalì con Fabrizio Clerici, Federico Veneziani, Raffaele Carrieri Venezia   (1951)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Senza titolo. Architettura classica, Villa Giulia e il Corridoio palladiano
  (1937)
inchiostro a china su carta cm 79,3 x 58
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Senza titolo. Da “Il Giorno” di Michelangelo
  (1982)
olio su tela cm 67 x 94,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Senza titolo. Da “La Notte” di Michelangelo
  (1982)
olio su tela cm 67 x 94,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Senza titolo. Porta e corridoio
  (1938 ca.)
matita su carta cm 27,1 x 20,9
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Singolarità
  (1935 ca.)
olio e collage su tavola cm 40,5 x 50
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Studio per “Il miele è più dolce del sangue”
  (1941 ca.)
matita su carta cm 58,8 x 73,4
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Studio per “Leda atomica”
  (1947)
matita e inchiostro di china su carta cm 61 x 45,4
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Studio per “Singolarità”. Mobili surrealisti
  (1934-1935 ca.)
matita su carta cm 25,2 x 37,1
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Salvador Dalì
Studio per cinquanta dipinti astratti che visti a due iarde di distanza si trasformano in tre Lenin travestiti da cinese e che a 6 iarde appaiono come la testa di una tigre reale
  (1962)
tecnica mista su cartone cm 51 x 76
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Studium. Los grandes maestros de la pintura. Miguel Ángel  
Roma-NewYork, Archivio Irene Brin, Courtesy La Centrale dell'Arte

Studium. Los grandes maestros de la pintura. Miguel Ángel   (1970)
china e tempera su carta cm 51 x 36,5
Milano, Fondazione Pirelli

Salvador Dalì
Tavola in fronte al mare. Omaggio a Eric Satie
  (1926)
olio su tela cm 149,5 x 90
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Tavole originali della storia Topolino e il surreale viaggio del Destino pubblicata in Topolino n. 2861   (con dedica di Salvador Dalì a Fabrizio Clerici / with dedication by Salvador Dalì to Fabrizio Clerici)
Doubleday, Doran & Co., Inc Garden City NY, 1944  

Salvador Dalì
Telefono aragosta
  (1938)
materiali vari cm 19 x 31 x 16
The Edward James Trust

Telegramma di Federico Fellini a Salvador Dalí   (1948)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Telegramma di Harbazar Parigi a Dalí   (1945)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Telegramma di Luchino Visconti a Salvador Dalí   (1965)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Telegramma di Salvador Dalí a Fabrizio Clerici   (Roma, 1954)
Roma, collezione privata

Tempo  (1954)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Testa di Zeus  
calco originale da scultura romana del I secolo d.C. 
Otricoli, Antiquarium Comunale

Testa di Zeus  
Otricoli, Antiquarium Comunale

Testo del discorso pronunciato alla conferenza stampa presso Palazzo Pallavicini Rospigliosi   (1938)
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Topolino. Disney incontra Dalí   (Edizione 658/1000)
Collezione Vincenzo Mollica

Salvador Dalì
Tristan und Isolde (Bozzetto per sipario di scena Mad Tristan)
  (1944)
olio su tela cm 26,5 x 48,5
Figueres, Collezione Fundació Gala-Salvador Dalí

Trousse di Irene Brin in argento filettata d'oro  
Collezione privata

Vespa 150  (1962)
Pontedera, Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”

Per prenotazioni / Reservation :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it