Roma. La pittura di un Impero
24 Settembre 2009 - 17 Gennaio 2010
Scuderie del Quirinale, Roma

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COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

Condividi La mostra Pittura Romana vuole illustrare come - a partire dall’arte pittorica romana - vengano stabiliti i canoni della Pittura Occidentale, dal Rinascimento fino all’Ottocento, e dunque stabiliti contestualmente i canoni di genere (la ritrattistica, le nature morte, il paesaggio, la mitologia, la vita quotidiana, le scene erotiche) secondo un’iconografia che è rimasta virtualmente immutata per quasi duemila anni. In mostra una selezione di opere di vario genere del Periodo Imperiale in modo da illustrare il loro impatto sull’arte occidentale: affreschi, mosaici, miniature su vetro, ritratti in encausto su legno e disegni su marmo.
Un progetto estremamente ambizioso con prestiti provenienti dal dal Metropolitan Museum di New York, dal British Museum di Londra, dal Louvre di Parigi, dai più importanti musei romani, dal Museo Archeologico di Napoli e da Pompei.
Dal paesaggio alla natura morta, dalla decorazione scenografica alla pittura popolare, dal ritratto al mito reinterpretato secondo la mentalità romana, la mostra affronta tutti i temi della pittura romana nel periodo storico che va dal I secolo all'età tardo antica in cinque diverse sezioni dai titoli suggestivi: Pareti ingannevoli: la negazione dello spazio - Ombra e luce - Antiche Pinacoteche - La città parla: dagli esterni agli interni - Dalla riscoperta della Domus Aurea alle Grottesche.
Saranno ricostruite intere stanze con i relativi affreschi e un colombario, in modo da rendere pienamente la forza del linguaggio pittorico romano e la sua capacità di rivelare aspetti rilevanti dell'immaginario sociale e della società reale del momento, superando la visione di una pittura romana solo dipendente ed erede passiva del patrimonio classico greco.

Le Scuderie del Quirinale, dal 24 settembre 2009 al 17 gennaio 2010, ospitano Roma. La pittura di un Impero: grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo, per una mostra – per la prima volta - interamente dedicata alla pittura della Roma antica, nell’allestimento di Luca Ronconi e Margherita Palli.
L’esposizione è Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e da MondoMostre, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche di Roma e Napoli, con il supporto di SISAL.
Curata da Eugenio La Rocca con Serena Ensoli, Stefano Tortorella e con Massimiliano Papini, la mostra racconta il ruolo centrale della pittura nella società civile romana, sottolineandone l'originalità e superando il concetto acquisito di una sua dipendenza passiva dall’arte greca. Ne risulta così evidenziata la linea di sorprendente continuità con la cultura figurativa moderna, a partire dal Rinascimento.
Il mondo antico era un mondo colorato, capace di riprodurre eventi storici, mitologici ma anche aspetti della natura e della vita quotidiana, usando realismo e poesia. I monumenti pubblici e le statue erano tutti policromi e i marmi quasi sempre colorati: il bianco era sempre inserito nell’ambito di un complesso gioco cromatico. Sculture e stucchi erano dipinti spesso con incantevole e fresca vivacità: è, invece, diventato un luogo comune identificare il “classico” con la trasparenza dei marmi bianchi.
Il tempo cancella i colori, polverizza il legno, leviga e sottrae, mentre restano la pietra e il marmo sbiancato. Della pittura di decorazione di edifici e ambienti, invece, si è conservato relativamente poco. Così come poco o nulla di quella su legno. E per questo facciamo ancora fatica a pensare il mondo antico come “a colori”.
Nemmeno la scoperta di Pompei e di Ercolano, nella metà del ‘700, ha reso evidente il concetto di colore nell’arte classica. Sotto l’influsso di una lettura “classicistica”, spesso accademica, l’arte antica tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento ha continuato a essere pensata come l’arte delle statue in marmo bianco. Ma quest’idea è lontana dalla realtà storica e, inoltre, per i Romani, come per i Greci, l’arte vera era la pittura, non la scultura: questa esposizione ce lo racconta.
Roma. La pittura di un Impero è una mostra che documenta e disegna lo sviluppo della pittura romana nei secoli: nata all’insegna di un forte elemento di continuità con l’arte greca e diventata, a sua volta, modello ispiratore per i secoli successivi.
Alle Scuderie del Quirinale, il pubblico potrà rendersi conto di quanto fosse alto il livello qualitativo della pittura romana e, nelle numerose analogie come nelle altrettanto numerose divergenze, potrà capire il rapporto tra l’antico e il moderno, a partire dalle tecniche adottate dalla pittura europea: dal Rinascimento in poi, fino a quelle usate dagli Impressionisti: tutte di evidente derivazione antica.
I pittori romani, infatti, come i nostri moderni impressionisti, usavano una pittura rapida, a macchia, giocata su tocchi di colore che sottintendevano una visione ‘distanziata’ perché basata su un’interpretazione soggettiva, e ottica, del vero. Non solo questa tecnica è già presente in epoca romana, ma il livello qualitativo di alcuni affreschi, per la freschezza del loro linguaggio, sembra anticipare soluzioni artistiche del periodo compreso tra il Cinquecento e l’Ottocento.
Sul fronte delle divergenze, invece, si dovrà osservare la diversa concezione spaziale alla base della visione del pittore romano. Scarsamente interessati al sistema di prospettiva lineare a fuoco unico “inventata” dagli architetti italiani nei primi decenni del Quattrocento, i romani distribuivano gli oggetti nello spazio liberamente, senza rigide costrizioni prospettiche. In tal modo non esiste fusione tra spazio e oggetti, che sembrano essere disposti l’uno a fianco dell’altro, o l’uno sopra l’altro, lasciando l’impressione di una certa instabilità dell’immagine.
Scenografie parietali, paesaggi bucolici e agresti, vedute di ville e di santuari rurali popolati da figurine che ricordano i presepi napoletani, vedute di giardini: sono questi i soggetti della prima parte dello mostra, seguiti da una scelta di raffigurazioni pittoriche della mitologia greca. Amore e Psiche, Polifemo e Galatea, Ercole e Telefo, Perseo e Andromeda: alle raffigurazioni di questi personaggi dell’immaginario mitologico greco - che tanta importanza ebbe nella cultura figurativa imperiale romana - si affiancano le bellissime rappresentazioni di aure (le rappresentazioni dei Venti), ninfe, menadi e satiri librati in aria, come sospesi nel vento che muove i loro panneggi, ma anche scene di vita quotidiana, immagini erotiche e nature morte che ne costituiscono la seconda parte.
Un capitolo a parte merita il discorso finale sulla ritrattistica. Per la prima volta in Italia si potranno ammirare, in confronto diretto, alcuni esempi di ritrattistica ad affresco, a mosaico o su vetro, rinvenuti direttamente in Italia, accanto ai più celebrati ritratti a ‘encausto’ (vale a dire a cera fusa su tela di lino o tavola di tiglio) dell’oasi egiziana di El Fayyum. E se l’accostamento è illuminante per documentare la perfetta continuità del genere del ritratto, il visitatore sarà rapito da quegli occhi spalancati, da quella vita profonda e dal senso di enigmaticità che sempre ci tramandano i volti anonimi ritratti di ogni epoca. Questi, ancora più segreti e pieni di mistero perché l’arte romana è un’arte senza nomi.
Era fortissimo, infatti, il disprezzo per coloro che svolgevano attività a base artigianale, e in questa categoria rientravano anche gli scultori e i pittori, dei quali si potevano ammirare le opere ma senza nascondere la scarsa considerazione nei confronti del loro rango sociale. Basti ricordare il caso di quel Gaio Fabio Pittore, nobile di nascita, ricordato da Valerio Massimo per essersi ‘abbassato al ruolo di artista’, uno dei pochissimi nomi a noi pervenuti: buona parte della produzione pittorica romana è composta da capolavori di artisti ignoti.
La mostra delle Scuderie vuole anche ribadire che per “pittura romana” si intende un’arte che va oltre alle testimonianze, sia pure straordinarie, di Pompei ed Ercolano (distrutte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., durante il principato di Tito): è anche l’arte di un Impero fotografata al massimo della sua espansione sotto i regni di Domiziano, Traiano, Adriano e Marco Aurelio. Quando si parla di un’arte dell’impero romano non ci si può limitare al periodo di vita di due città campane: si deve andare fino alle soglie del tardo-antico, all’epoca degli ultimi grandi principi dell’impero romano, Costantino e Teodosio.
Gli oltre cento, straordinari, pezzi di perfetta eleganza e raffinatezza che arrivano dai più importanti siti archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre, il British Museum, gli Staatliche Museen di Berlino, l’Antikensammlung di Monaco, il Liebighaus di Francoforte, il Museo dell’Università di Zurigo, ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano e i Musei Vaticani, intendono dare un quadro il più ampio possibile della “pittura romana” in un’ottica sapiente, capace di aprire lo sguardo ad un modo più intenso, fresco ed emozionante di guardare l’antico.

© MondoMostre

Con la mostra Roma. La pittura di un Impero le Scuderie del Quirinale presentano al pubblico la rappresentazione figurativa di un periodo cruciale della storia di Roma, quello che va dal I secolo a.C. fino al V d.C. Sei secoli che vedono l'Impero Romano nascere e svilupparsi, dall'avvento di Giulio Cesare nel 49 a.C., fino allo straordinario consolidamento di strutture di potere così avanzate da tenere insieme un territorio vastissimo. In questo arco temporale, la progressiva espansione coloniale dà vita a un fermento culturale di rara intensità, tanto che l'arte della Roma imperiale può essere considerata fonte di ispirazione di canoni culturali ed estetici che hanno segnato tutta la pittura e l'arte occidentale successiva. In questa ottica è possibile inquadrare la pittura romana non solo nel suo aspetto formale ma anche come autentico linguaggio per immagini, rivelatore di aspetti dell'immaginario sociale e correlato al più generale sistema di rappresentazione di una società concreta, fondamento di tutta la civiltà successiva.
Approfondire la conoscenza della produzione pittorica, espressione tra le più immediate e autentiche, da un lato può contribuire ad una più articolata comprensione della società romana, dall'altro permette di valorizzare l'originalità di tale produzione, superando la visione di una pittura romana dipendente ed erede passiva del patrimonio classico greco.

Dal paesaggio alla natura morta, dalla decorazione scenografica alla pittura popolare, dal ritratto al mito reinterpretato secondo la tradizione romana, la mostra svela tutti i temi della pittura antica attraverso grandi affreschi, raffinati ritratti su legno, decorazioni, fregi e vedute di grande vitalità, recuperati sia dalle domus patrizie sia dalle abitazioni e botteghe popolari. Circa 100 opere di eccezionale eleganza e raffinatezza organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire, dunque, la complessità di una scuola figurativa da cui deriva lo sviluppo dei generi pittorici moderni a partire da Raffaello, solo per citare un esempio.

Tutti prestiti provenienti dai più importanti siti archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Museo Egizio de Il Cairo, i musei archeologici di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma, musei famosi e molto frequentati in cui a volte, però, le singole opere possono perdersi. Il valore della mostra è infatti anche nel ‘rivelare' pezzi magnifici e famosi, mettendoli sotto una luce di interpretazione del tutto nuova e allestite in una scenografia ideata dal grande regista Luca Ronconi che torna, ancora una volta, a curare l'allestimento di una grande mostra.

  • Da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì e sabato 10.00-22.30. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
  • Intero: € 10 - Ridotto: € 7.50 + spese d'agenzia
  • Ercole e Telefo, IV stile, 50-79 d.C.
    Affresco, 229 x 192 x 22,3 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Ritratto femminile, fine età traianea, 110-130 d.C.
    Tempera su tavola, 42,5 x 23 cm Edimburgo,
    National Museums Scotland
    Le tre Grazie, IV stile
    Affresco, 63 x 60 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Ritratto maschile, 110-140 d.C.
    Encausto su legno, 41 x 20 cm
    Berlino, Staatliche Museen zu Berlin – Antikensammlung
    Ulisse e le sirene, 50-75 d.C.
    Affresco, 34 x 33,5 cm
    Londra, The British Museum
    Triclinio C della Villa della Farnesina (c.d. Stanza Nera)
    Affresco, 210 x 870 x 3 cm
    Roma, Museo Nazionale Romano
    Ambulacro F di Villa della Farnesina (c.d. Galleria Bianca)
    Affresco, 202 x 670 x 3 cm
    Roma, Museo Nazionale Romano
    Grande Colombario di Villa Doria Pamphili
    Affresco, Parete C e, 91,5 x 153,5 cm
    Roma, Museo Nazionale Romano
    Paesaggi con scene dell’Odissea, 40-30 a.C. circa
    Affresco, 176,5 x 421 x 11 cm
    Città del Vaticano, Musei Vaticani
    Natura morta su fondo nero, IV stile
    Affresco, 33,5 x 82 x 6,5 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Scenografia con statue e satiri: giovane con asta
    Affresco, 63,6 x 48,1 x 5,5 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Scenografia con statue e satiri: figura femminile
    Affresco, 45 x 24,7 x 4,8 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Coppia con figura femminile nuda, IV stile, età neroniana
    Affresco, 69,5 x 45,8 x 5,5 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Figura con cornucopia
    Affresco, 73,2 x 67,5 x 5,7 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Ritratto maschile, età adrianea
    Tavola stuccata, 37 x 21,2 x 0,2 cm
    Monaco, Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek
    Ritratto, età neroniana 35,8 x 20,2 cm
    Londra, The British Museum

    Per informazioni e prenotazioni / Info and reservation :

    COOP. IL SOGNO
    Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
    Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
    Email: service@romeguide.it