Piet Mondrian: l'armonia perfetta
8 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012
Complesso del Vittoriano, Roma

Il Complesso del Vittoriano dedica una mostra monografica a Piet Mondrian, il celebre pittore olandese, esponente del movimento artistico De Stijl.

Per prenotazioni / Reservation :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

CondividiPiet Mondrian. L’armonia perfetta: dall’8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012 il Complesso del Vittoriano di Roma ospita una grande retrospettiva che, attraverso circa 70 olii e disegni del pittore olandese e oltre 40 opere di artisti che influenzano la sua evoluzione, ripercorre l’intero cammino artistico di uno dei più importanti Maestri del XX secolo valorizzando la sua coerenza nel perseguire l’obiettivo di un’arte astratta.

L’esposizione presenta capolavori in gran parte concessi eccezionalmente dal Gemeentemuseum dell’Aia e vanta la collaborazione e il supporto di grandi istituzioni museali come il Denver Art Museum, il Philadelphia Art Museum, la National Gallery of Canada di Ottawa, il National Museum of Modern Art di Kyoto.

La mostra “Piet Mondrian. L’armonia perfetta” è a cura di Benno Tempel, Direttore del Gemeentemuseum dell’Aia, e si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Hans Janssen, Gemeentemuseum, L’Aia, Franz W. Kaiser, Gemeentemuseum, L’Aia, Michael White, Università di York.

Nei Paesi Bassi del primo Novecento, Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872 – New York, 31 gennaio 1944) era un paesaggista di successo. Ma era curioso, ossessionato dall'idea di progresso, e riteneva di avere una missione personale – elementi che si riscontrano anche in Kandinskij e che, da Charles Baudelaire in poi, possono essere considerati come caratteristici della modernità.

Negli anni a cavallo tra i due secoli, gli artisti d'avanguardia non si accontentavano più di un'arte deputata a rappresentare l'aspetto esteriore della realtà e ricercavano una verità più profonda, oltre l'esteriorità. Affascinato dalla corrente cubista, Mondrian continuò a lavorare sulle possibilità di strutturazione per riduzione, già contenute nel Cubismo, fino alla pittura astratta e, alcuni anni più tardi, inaugurò quello che definì “Neoplasticismo”.
Come in Kandinskij, agli elementi espressivi della pittura – linea, colore e forma o superficie – veniva attribuito un valore proprio, che non rimandava a qualcos'altro. In più, Mondrian ridusse tali elementi all'essenziale: soltanto linee rette, verticali e orizzontali, mai diagonali; soltanto colori primari – nessun colore composto, come in natura – e i non-colori nero, bianco e grigio.
Ne derivò una delle fasi più affascinanti della storia dell'arte moderna: il gioco di Mondrian con le linee orizzontali e verticali e la ricerca della composizione ideale.

Nei Paesi Bassi del primo Novecento Piet Mondrian (Amesfoort, 1872 – New York, 1944) è un paesaggista di successo. Il passaggio dalla prima maniera naturalistica alla ricerca simbolista avviene con il trasferimento nel 1908 a Domburg in Zelanda e con l’incontro di J. Toorop. Il simbolismo conduce Mondrian a semplificare l’ossatura dell’immagine e, allo stesso tempo, a usare un colore vivo, talora steso a zonature, talora accostato secondo la tecnica divisionista e fauve.
Negli anni a cavallo tra i due secoli, gli artisti d’avanguardia non si accontentano più di un’arte deputata a rappresentare l’aspetto esteriore della realtà, e ricercano una verità più profonda, oltre l’esteriorità. Mondrian crede di poterla trovare nella teosofia di Madame Blavatsky e Rudolf Steiner – dottrina in bilico tra filosofia, religione e scienza. Come sottolinea Benno Tempel “La teosofia parte, tra le altre cose, dalle forze che agiscono tra uomo e donna, che anche Mondrian raffigura nella sua opera. Forse l’osservatore non lo percepisce immediatamente ma, sapendo che l’elemento femminile è reso dalla orizzontale e il maschile dalla verticale, risulta chiaro che Mondrian attribuisce un ruolo importante a questi elementi sin dall’inizio della sua parabola artistica, prima nelle sue figurazioni, poi nelle composizioni astratte… Per Mondrian è infatti importante soprattutto la relazione tra l’orizzontale (femminile) e il verticale (maschile). La ricerca di questa armonia universale mantiene una posizione centrale nell’intero arco della sua produzione. Nella teosofia è importante l’evoluzione dell’uomo, che, da creatura inferiore, materiale, si eleva a una superiore condizione spirituale. Un processo che Mondrian esprime con particolare chiarezza.”
Nel 1911 Toorop e Mondrian organizzano una mostra d’arte moderna ad Amsterdam, e le loro opere vengono esposte tra quelle di Cézanne, Picasso e Braque. Per Mondrian è una rivelazione. E’ la prima volta che vede dei quadri cubisti. Senza pensarci due volte, abbandona la posizione sicura raggiunta nei Paesi Bassi e va a Parigi. Qui la sua evoluzione conosce una fase decisiva. Passando per un breve intermezzo cubista, nel 1914 Mondrian compone i suoi primi quadri astratti. Negli anni parigini la scomposizione della forma organica si attua in composizioni sempre più rigorose nelle quali la superficie è divisa in piccole zone con una sempre più evidente riduzione delle diagonali e delle linee curve. Ma rispetto alla sintassi cubista, la struttura formale dei suoi quadri è ridotta al piano e l’articolazione spaziale viene sin d’ora affidata al colore, dapprima sfumato in tonalità rosa, grigio, azzurro, marrone chiaro, poi con zonature più marcate di blu, rossi e verdi con le quali Mondrian vuole giungere all’essenza formale del soggetto. “Mondrian fece proprio il Cubismo, ponendo l’accento sulla forza analitica di questo nuovo modo di dipingere, con il quale si poteva scomporre la forma esteriore degli oggetti, dispiegarla sul piano, eliminare la tradizionale illusione di profondità e strutturare l’intera superficie della tela. Mondrian continuò a lavorare sulle possibilità di strutturazione per riduzione, già contenute nel cubismo, fino alla pittura astratta.” (B. Tempel).
Dopo il suo rientro in Olanda, dove rimane dal 1914 al 1919, la ricerca di Mondrian si sviluppa verso il rigore astrattista e la totale elementarizzazione delle linee e dei colori. Fonda la rivista d’arte olandese “De Stijl”, uscita per la prima volta nel 1917, e il Neoplasticismo con Theo van Doesburg. Benno Tempel sottolinea che “De Stijl” è stato più di un semplice periodico. Gli artisti che vi scrivono vogliono creare con la loro arte una società nuova. Aspirano a un’opera d’arte totale, in cui pittura, scultura, grafica e architettura formano un insieme unico. Inoltre, credono che non vi sia gerarchia tra le varie forme d’arte. Questa idea modernissima, che ha esercitato una profonda influenza sull’arte moderna, li porta a occuparsi anche di pubblicità e fotografia.
Per questi artisti l’individualismo, nell’arte come nella vita, è causa di ogni rovina e deviazione dal giusto; è necessario opporre a esso la serena chiarezza dello spirito, che sola può creare l’equilibrio tra l’universale e l’individuale.
Come è scritto nella II Prefazione di “De Stijl” nel 1919 “l’artista è maturato per opporsi alla dominazione dell’individuale nelle arti plastiche e cioè alla forma e al colore naturali, alle emozioni” e così “L’arte nuova ha messo in luce il contenuto della nuova coscienza del tempo: proporzioni bilanciate tra l’universale e l’individuale” (Primo Manifesto della rivista “De Stijl”, 1918).
Il Neoplasticismo si propone di trovare una nuova forma di espressione plastica, non soggettiva ma valida per tutti, “nella astrazione di tutte le forme e di tutti i colori primari nettamente definiti” (P. Mondrian).
Sempre Mondrian nel 1914 scrive: “Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, per esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emotivo che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose... Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e create con armonia e ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera.”
Per Mondrian, dunque, la vita è pura attività interiore. Di qui la necessità di eliminare in arte la presenza del mondo oggettivo: distruggendo l’oggetto nell’arte si avvicina sempre di più l’arte alla verità della coscienza interiore. E’ indispensabile abolire tutti i modi in cui più facilmente può manifestarsi il dato soggettivo, passionale, sentimentale, individualistico. La retta verticale e orizzontale devono essere l’unica misura consentita al Neoplasticismo.
Finita la guerra, Mondrian torna a Parigi dal 1919 al 1938 dove il clima artistico è completamente cambiato. L’artista porta avanti la sua ricerca e pur sembrando universali, le sue opere recano una cifra talmente personale che le composizioni neoplasticiste in rosso, blu e giallo diventano dei veri e propri classici. “Agli elementi espressivi della pittura – linea, colore e forma o superficie – veniva attribuito un valore proprio, che non rimandava a qualcos’altro. In più, Mondrian li ridusse all’essenziale: soltanto linee rette, verticali e orizzontali, mai diagonali; soltanto colori primari – nessun colore composto, come in natura – e i non-colori nero, bianco e grigio. Ne derivò una delle fasi più affascinanti della storia dell’arte moderna: il gioco di Mondrian con le linee orizzontali e verticali e la ricerca della composizione ideale.” (B. Tempel). L’opera d’arte non doveva rappresentare alcunché ma costituire un momento di contatto tra l’uomo e l’universo tendente al superamento di ogni naturalismo o accidentalità in funzione di una restaurazione dell’armonia, dell’immobilità e della quiete perdute. Nel mondo futuro di Mondrian, come scrive lui stesso, l’uomo non sarà “nulla in sé, non sarà che parte del tutto, ed è allora che, avendo perduta la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà felice in questo Eden che avrà creato”.
Il misticismo di Mondrian è di natura mentale anzichè emotiva; in Mondrian l’ascetismo tende a superare il fluttuare delle passioni, i turbamenti, mediante un processo di liberazione dagli stimoli individuali. Il modo con cui Mondrian giunge all’astrattismo puro è un modo graduale: egli toglie progressivamente all’oggetto tutte le sue note individuanti, le sue particolarità, sino a ridurlo a scheletro, a stilizzazione, a linea.
Con la minaccia della Germania nazista, Mondrian decide nel 1938 di trasferirsi a Londra e nel 1940 a New York dove vive la sua ultima stagione felice nell’incontro con un mondo nuovo: la patria del jazz lo ispira, la folla e il dinamismo della metropoli portano un rinnovamento nella sua arte.

FILOSOFIA DELLA MOSTRA

Piet Mondrian è uno dei pochi artisti che hanno lasciato una produzione regolare. Pochi come lui hanno saputo rinnovarsi continuamente dall’inizio della loro carriera sino alla morte, mantenendo una tensione costante. In questa produzione, ciò che affascina e desta ammirazione è la ricerca di una pittura armoniosa, dalla quale sarebbe nata l’arte astratta… Per Mondrian l’arte era più che la mera riproduzione della realtà. Con la sua pittura, voleva raggiungere uno scopo più alto. Era alla ricerca dell’armonia, di un’arte universale”. Le parole di Benno Tempel ben esemplificano il titolo della mostra “Mondrian. L’armonia perfetta”.

La mostra

Nei Paesi Bassi del primo Novecento Piet Mondrian (Amesfoort, 1872 – New York, 1944) è un paesaggista di successo. Il passaggio dalla prima maniera naturalistica alla ricerca simbolista avviene con il trasferimento nel 1908 a Domburg in Zelanda e con l’incontro di J. Toorop. Il simbolismo conduce Mondrian a semplificare l’ossatura dell’immagine e, allo stesso tempo, a usare un colore vivo, talora steso a zonature, talora accostato secondo la tecnica divisionista e fauve.

Negli anni a cavallo tra i due secoli, gli artisti d’avanguardia non si accontentano più di un’arte deputata a rappresentare l’aspetto esteriore della realtà, e ricercano una verità più profonda, oltre l’esteriorità. Mondrian crede di poterla trovare nella teosofia di Madame Blavatsky e Rudolf Steiner – dottrina in bilico tra filosofia, religione e scienza. Come sottolinea Benno Tempel “La teosofia parte, tra le altre cose, dalle forze che agiscono tra uomo e donna, che anche Mondrian raffigura nella sua opera. Forse l’osservatore non lo percepisce immediatamente ma, sapendo che l’elemento femminile è reso dalla orizzontale e il maschile dalla verticale, risulta chiaro che Mondrian attribuisce un ruolo importante a questi elementi sin dall’inizio della sua parabola artistica, prima nelle sue figurazioni, poi nelle composizioni astratte… Per Mondrian è infatti importante soprattutto la relazione tra l’orizzontale (femminile) e il verticale (maschile). La ricerca di questa armonia universale mantiene una posizione centrale nell’intero arco della sua produzione. Nella teosofia è importante l’evoluzione dell’uomo, che, da creatura inferiore, materiale, si eleva a una superiore condizione spirituale. Un processo che Mondrian esprime con particolare chiarezza.”

Nel 1911 Toorop e Mondrian organizzano una mostra d’arte moderna ad Amsterdam, e le loro opere vengono esposte tra quelle di Cézanne, Picasso e Braque. Per Mondrian è una rivelazione. E’ la prima volta che vede dei quadri cubisti. Senza pensarci due volte, abbandona la posizione sicura raggiunta nei Paesi Bassi e va a Parigi. Qui la sua evoluzione conosce una fase decisiva. Passando per un breve intermezzo cubista, nel 1914 Mondrian compone i suoi primi quadri astratti. Negli anni parigini la scomposizione della forma organica si attua in composizioni sempre più rigorose nelle quali la superficie è divisa in piccole zone con una sempre più evidente riduzione delle diagonali e delle linee curve. Ma rispetto alla sintassi cubista, la struttura formale dei suoi quadri è ridotta al piano e l’articolazione spaziale viene sin d’ora affidata al colore, dapprima sfumato in tonalità rosa, grigio, azzurro, marrone chiaro, poi con zonature più marcate di blu, rossi e verdi con le quali Mondrian vuole giungere all’essenza formale del soggetto. “Mondrian fece proprio il Cubismo, ponendo l’accento sulla forza analitica di questo nuovo modo di dipingere, con il quale si poteva scomporre la forma esteriore degli oggetti, dispiegarla sul piano, eliminare la tradizionale illusione di profondità e strutturare l’intera superficie della tela. Mondrian continuò a lavorare sulle possibilità di strutturazione per riduzione, già contenute nel cubismo, fino alla pittura astratta.” (B. Tempel).

Dopo il suo rientro in Olanda, dove rimane dal 1914 al 1919, la ricerca di Mondrian si sviluppa verso il rigore astrattista e la totale elementarizzazione delle linee e dei colori. Fonda la rivista d’arte olandese “De Stijl”, uscita per la prima volta nel 1917, e il Neoplasticismo con Theo van Doesburg. Benno Tempel sottolinea che “De Stijl” è stato più di un semplice periodico. Gli artisti che vi scrivono vogliono creare con la loro arte una società nuova. Aspirano a un’opera d’arte totale, in cui pittura, scultura, grafica e architettura formano un insieme unico. Inoltre, credono che non vi sia gerarchia tra le varie forme d’arte. Questa idea modernissima, che ha esercitato una profonda influenza sull’arte moderna, li porta a occuparsi anche di pubblicità e fotografia.

Per questi artisti l’individualismo, nell’arte come nella vita, è causa di ogni rovina e deviazione dal giusto; è necessario opporre a esso la serena chiarezza dello spirito, che sola può creare l’equilibrio tra l’universale e l’individuale.

Come è scritto nella II Prefazionedi “De Stijl” nel 1919 “l’artista è maturato per opporsi alla dominazione dell’individuale nelle arti plastiche e cioè alla forma e al colore naturali, alle emozioni” e così “L’arte nuova ha messo in luce il contenuto della nuova coscienza del tempo: proporzioni bilanciate tra l’universale e l’individuale” (Primo Manifesto della rivista “De Stijl”, 1918).

Il Neoplasticismo si propone di trovare una nuova forma di espressione plastica, non soggettiva ma valida per tutti, “nella astrazione di tutte le forme e di tutti i colori primari nettamente definiti” (P. Mondrian).

Sempre Mondrian nel 1914 scrive: Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, per esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emotivo che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose... Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e create con armonia e ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera.”

Per Mondrian, dunque, la vita è pura attività interiore. Di qui la necessità di eliminare in arte la presenza del mondo oggettivo: distruggendo l’oggetto nell’arte si avvicina sempre di più l’arte alla verità della coscienza interiore. E’ indispensabile abolire tutti i modi in cui più facilmente può manifestarsi il dato soggettivo, passionale, sentimentale, individualistico. La retta verticale e orizzontale devono essere l’unica misura consentita al Neoplasticismo.

Finita la guerra, Mondrian torna a Parigi dal 1919 al 1938 dove il clima artistico è completamente cambiato. L’artista porta avanti la sua ricerca e pur sembrando universali, le sue opere recano una cifra talmente personale che le composizioni neoplasticiste in rosso, blu e giallo diventano dei veri e propri classici. “Agli elementi espressivi della pittura – linea, colore e forma o superficie – veniva attribuito un valore proprio, che non rimandava a qualcos’altro. In più, Mondrian li ridusse all’essenziale: soltanto linee rette, verticali e orizzontali, mai diagonali; soltanto colori primari – nessun colore composto, come in natura – e i non-colori nero, bianco e grigio. Ne derivò una delle fasi più affascinanti della storia dell’arte moderna: il gioco di Mondrian con le linee orizzontali e verticali e la ricerca della composizione ideale.” (B. Tempel). L’opera d’arte non doveva rappresentare alcunché ma costituire un momento di contatto tra l’uomo e l’universo tendente al superamento di ogni naturalismo o accidentalità in funzione di una restaurazione dell’armonia, dell’immobilità e della quiete perdute. Nel mondo futuro di Mondrian, come scrive lui stesso, l’uomo non sarà “nulla in sé, non sarà che parte del tutto, ed è allora che, avendo perduta la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà felice in questo Eden che avrà creato”.

Il misticismo di Mondrian è di natura mentale anzichè emotiva; in Mondrian l’ascetismo tende a superare il fluttuare delle passioni, i turbamenti, mediante un processo di liberazione dagli stimoli individuali. Il modo con cui Mondrian giunge all’astrattismo puro è un modo graduale: egli toglie progressivamente all’oggetto tutte le sue note individuanti, le sue particolarità, sino a ridurlo a scheletro, a stilizzazione, a linea.

Con la minaccia della Germania nazista, Mondrian decide nel 1938 di trasferirsi a Londra e nel 1940 a New York dove vive la sua ultima stagione felice nell’incontro con un mondo nuovo: la patria del jazz lo ispira, la folla e il dinamismo della metropoli portano un rinnovamento nella sua arte.

Per prenotazioni / Reservation :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

ORARI

La mostra è aperta al pubblico con il seguente orario:
da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30
venerdì e sabato 9.30 – 23.30
domenica 9.30 – 20.30

Tutti i giorni festivi seguono l’orario della domenica a esclusione di:
24/12  9.30 – 14.30
25/12  16.30 – 20.30
31/12  9.30 – 14.30
1/01  16.30 – 20.30

La biglietteria chiude un’ora prima rispetto agli orari sopra riportati

 
Mondrian al Complesso del Vittoriano
Piet Mondrian
Composizione con grande piano
rosso, giallo, nero, grigio blu, 1921, olio su tela, 59,5 x 59,5cm Collezione Gemeentemuseum, L’Aia
Foto Gemeentemuseum, L’Aia © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC
Piet Mondrian, Tableau n. 4, 1913, olio su tela, 95 x 80 cm
Collezione Gemeentemuseum, L’Aia
Foto Gemeentemuseum, L’Aia
© 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC
Piet Mondrian, Blu, bianco e giallo, 1932, olio su tela, 45,4 x 45,4 cm Denver Art Museum
Dono in ricordo di Charles Francis Hendrie
Foto courtesy of the
Denver Art Museum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC
Piet Mondrian, Composizione in ovale con piani di colore 2, 1914, olio su tela, 113 x 84,5 cm Collezione Gemeentemuseum, L’Aia
Foto Gemeentemuseum, L’Aia
© 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC
Piet Mondrian
Composizione con bianco e rosso (1936)
olio su tela cm 50x5 x 51,4
Philadelphia, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection
Piet Mondrian
Composizione con giallo, nero, blu e grigio  (1923)
olio su tela cm 54,5 x 53,5
Lisbona, Museu Colecção Berardo
Piet Mondrian, Boschetto di salici con cime potate sul Gein, 1902-1904, olio su tela, 54 x 63 cm Collezione Gemeentemuseum, L’Aia
Foto Gemeentemuseum, L’Aia
© 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC
De Rode Wolk (La nuvola rossa) 1907 Olio su cartone, 64 x 75 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Composition n. 12 (Composizione n. 12 con blu)1936-1942 Olio su tela, 62 x 60,5 cm Ottawa, National Gallery of Canada Acquistato nel 1970 © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy NGC Tableau n. 4 / Composition n. VIII / Compositie 3, 1913 Olio su tela, 95 x 80 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Tableau con giallo, nero, blu, rosso e grigio 1923 Olio su tela, 54,5 x 53,5 cm Lisbona, Museu Colecção Berardo © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Lisbona, Museu Colecção Berardo Composizione Alberi 2 1912-1913 Olio su tela, 98 x 65 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag
Devotie (Devozione) 1908 Olio su tela, 94 x 61 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Huisje bij Zon (Piccola casa al sole) 1909 Olio su tela, 52,5 x 68 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Paesaggio con alberi 1912 Olio su tela, 120 x 100 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Avond (Sera, ovile e cascina) 1906 Carboncino, pastello e acquerello su carta, 74 x 98 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag Metamorfosi, crisantemo morente 1908 Olio su tela, 84,5 x 54 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum © 2011 Mondrian/Holtzman Trust c/o HCR International Washington DC Foto courtesy Gemeentemuseum Den Haag  

Ad Dekkers
Rilievo verticale con rosso
  (1962)
legno, colore cm 138 x 36,2 x 15
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Bart van der Leck
Mattonella deconrata con testa di vitello
  (1946)
terracotta invetriata cm 12 x 12
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Bart van der Leck
Mattonella decorata con alverare
  (1942)
terracotta invetriata cm 12,5 x 12,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Bart van der Leck
Natura morta cubista
  (1926)
olio su tela cm 29 x 36,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Bart van der Leck
Piatto con decorazione geometrica in grigio, blu, rosso e giallo
  (1939)
terracotta invetriata diam. cm 30
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

César Domela
Rilievo neoplastico n. 10
  (1930)
olio su legno, perspex e ottone cm 85 x 85
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Emil Filla
Natura morta cubista
  (1915)
gouache su carta su cartone cm 46.2 x 39,3
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Friederich Vordemberge-Gildewart
Composizione n. 31
  (1927)
olio su tela cm 100 x 132
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Gerrit Rietveld (design), Groenekan, G.v.d. (fabbricazione)Sedia rossa e blu  (1918 ca. (design))
cm 87,5 x 60 x 76
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Gerrit Rietveld
Replica di lampada
  (2011 (design 1929))
vetro e legno cm 110 x 40
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Henri Victor Gabriel
Il falconiere, Abbondanza
  (1910)
olio su tela cm 191,5 x 123
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacob Maris
Mulino di pietra
  (1890 ca.)
olio su tela cm 126 x 93
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Albero
  (1914-1915)
olio su tela cm 105 x 78
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Bosco I
  (1913)
olio su tela cm 81 x 102
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Bosco II
  (1913)
olio su tela cm 80,5 x 100,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Composizione n. 1
  (1911-1913)
olio su tela cm 100,1 x 80,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Composizione n. 2
  (1912-1913)
olio su tela cm 80 x 60,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Due alberi
  (1908-1910)
olio su tela cm 70,5 x 88,2
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Paesaggio montuoso con alberi
  (1912-1913)
olio su tela cm 46 x 38,2
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jacoba van Heemskerck
Pineta spontanea
  (1908-1910)
olio su tela cm 93,6 x 71,3
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jan Hendrik Weissenbruch
Barca con vela bronzea
  (1875)
olio su tela cm 48,3 x 83.4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jan Sluijters
Notte di luna II
  (Laren, 1911)
olio su tela cm 50x5 x 71,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jan Toorop
Diga sul mare a Domburg
  (1908)
olio su cartone cm 26,7 x 31,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jan Toorop
Dune e mare a Zoutelande
  (1907)
olio su cartone cm 47,5 x 61,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jean Albert Gorin
Composizione neolplastica con linee incise n. 29
  (1931)
colore su legno cm 66,7 x 66,7 x 2,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Jean Albert Gorin
Composizione spaiotemporale multivisiva n. 48
  (1968)
colore su legno cm 141 x 14,1 x 13
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Joost Baljeu
Costruzione sintetica HSUP IB 1975
  (1975)
plexiglass e alluminio cm 120 x 120 x 27,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Joost Baljeu
Costruzione W XII-LS III_2
  (1970)
vetro e perspex cm 60 x 90 x 35
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Leo Gestel
Donna tra i fiori
  (1913)
olio su tela cm 115,2 x 100,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Leo Gestel
Peonie
  (1912)
olio su tela cm 100 x 90
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Marlow Moss
Bianco, nero, rosso e grigio
  (1932)
olio su tela cm 54 x 45
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Marlow Moss
Composizione in bianco, blu, giallo e nero
  (1954)
olio su tela cm 76 x 61
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Marlow Moss
Nero e bianco
  (1932)
olio su tela (misure della tela) cm 72,5 x 72,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Matthijs Maris
De Oorsprong, Scena di foresta a Oosterbeek
  (1860 ca.)
olio su tela cm 31,5 x 46,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Matthijs Maris
La sposa
  (1888-1892 ca.)
olio su tela cm 50 x 34,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Matthijs Maris
Ovile vicino a Wolfheze
  (1860)
olio su carta cm 27,8 x 46,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag


Otto van Rees
Testa femminile
  (1911)
gesso, legno (base) h cm 36, diam. cm 25
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Paul Gabriel
Il Kamper Veenderij: Zwijnsleger vicino a Grafhorst
  (1889 ca.)
olio su tela cm 90,4 x 150,4
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondian
Studio per Gli alberi
  (1912)
pastello nero su carta cm 73 x 63
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Alberi lungo il Gein
  (1905)
olio su tela cm 48 x 58
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Albero
  (1908)
olio su tela cm 50 x 35,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Autoritratto
  (1913)
carboncino su carta cm 44,1 x 73,7
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Autoritratto
  (1908)
carboncino su carta cm 30 x 25,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Autoritratto
  (1908)
carboncino su carta cm 28 x 23,3
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Avond (Sera)
  (1906)
carboncino, pastello e acquerello su carta cm 74 x 98
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Blu, bianco e giallo
  (1932)
olio su tela cm 45,4 x 45,4
Denver, Denver Art Museum, Dono in ricordo di Charles Francis Hendrie

Piet Mondrian
Boschetto di salici
  (1902-1904)
olio su tela cm 43,5 x 31
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Boschetto di salici con cime potate sul Gein
  (1902-1904)
olio su tela cm 54 x 63
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Calla, Fiore azzurro
  (1908-1909)
olio su tela cm 46 x 32
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Campanile nello Zeeland
  (1911)
olio su tela cm 114 x 75


Piet Mondrian
Campo con gruppo di alberi al crepuscolo
  (1906)
carboncino su carta cm 95 x 152
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Canale di irrigazione e mucche
  (1900-1901 ca.)
olio su tela cm 20,5 x 38,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Casa al sole
  (1909)
olio su tela cm 52,5 x 68
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Casa colonica con corda del bucato
  (1897 ca.)
olio su cartone cm 31,5 x 37,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Composizione a losanga con linee gialle
  (1933)
olio su tela dimensione tela appesa in diagonale cm 112,9, tela cm 80,2 x 79,9
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Composizione Alberi 1
  (1912)
olio su tela cm 81 x 62


Piet Mondrian
Composizione Alberi 2
  (1912-1913)
olio su tela cm 98 x 65


Piet Mondrian
Composizione con bianco e rosso
  (1936)
olio su tela cm 50x5 x 51,4
Philadelphia, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection

Piet Mondrian
Composizione con doppia linea (incompleta)
  (1934)
carboncino e olio su tela cm 57 x 55
Collezione privata

Piet Mondrian
Composizione con giallo, nero, blu e grigio
  (1923)
olio su tela cm 54,5 x 53,5
Lisbona, Museu Colecção Berardo

Piet Mondrian
Composizione con grande piano rosso, giallo, nero, grigio e blu
  (1921)
olio su tela cm 59,5 x 59,5


Piet Mondrian
Composizione con griglia 8: Composizione a scacchiera con colori scuri
  (1919)
olio su tela cm 84 x 102


Piet Mondrian
Composizione con linee e colore III
  (1937)
olio su tela cm 80 x 77
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Composizione con rosso, nero, giallo, blu e grigio
  (1921)
olio su tela cm 80 x 50


Piet Mondrian
Composizione in ovale con piani di colore 2
  (1914)
olio su tela cm 113 x 84,5


Piet Mondrian
Composizione in ovale, Studio per Tableau n. 3
  (1913)
carboncino su carta cm 85 x 70
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Piet Mondrian
Composizione n. 1 con giallo e blu
  (1929)
olio su tela cm 40,1 x 32,1
Kyoto, The National Museum of Modern Art

Piet Mondrian
Composizione n. 12 con blu
  (1936-1942)
olio su tela cm 62 x 60,3
Ottawa, National Gallery of Canada. Acquistato nel 1970

Piet Mondrian
Contadino nello Zeeland
  (1909)
olio su tela cm 69 x 53

Piet Mondrian
Dennebosch (Bosco di abeti)
  (1906)
pastello su carta cm 111 x 67
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Devozione
  (1908)
olio su tela cm 94 x 61
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Disegno pere composizione con rosso, giallo e blu
  (1930)
gouache su cartone cm 28,6 x 22,9
Paesi Bassi, Collezione Triton Foundation

Piet Mondrian
Donne con bambino davanti a una casa colonica
  (1894 - 1896 ca.)
olio su tela parte destra di due, 33,5 x 22,2 cm
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Donne con bambino davanti a una casa colonica
  (1894 - 1896 ca.)
olio su tela parte sinistra di due, 33,5 x 22,2 cm
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Duna I
  (1909)
olio su cartone cm 30 x 40
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Duna II
  (1909)
olio su tela cm 37,5 x 46,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Duna IV
  (1909)
olio su cartone cm 33 x 46
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Facciata di una chiesa 1, Chiesa a Domburg
  (1914)
carboncino, matita e inchiostro su carta cm 63 x 50
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Faro a Westkapelle
  (1908)
olio su tela cm 71 x 52
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Faro a Wstkapelle
  (1909)
olio su cartone cm 39 x 29,5

  
Piet Mondrian
Fattoria a Landzicht
  (1905)
olio su tela cm 30,5 x 36,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Fiore della passione
  (1901-1908 ca.)
pastello e acquerello su carta cm 72,5 x 47,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Giglio coda di volpe, Studio II
  (1908-1909)
carboncino su carta cm 46 x 69
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Giglio coda di volpe, Studio III
  (1908-1909)
carboncino su carta cm 46 x 69
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Giglio coda di volpe, Studio IV
  (1908-1909)
carboncino su carta cm 46,5 x 69,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Il Gein: alberi lungo la riva
  (1905 ca.)
olio su tela 
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Il grande nudo
  (1912)
olio su tela cm 140 x 98

  
Piet Mondrian
La nuvola rossa
  (1907)
olio su cartone cm 64 x 75
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Metamorfosi
  (1908)
olio su tela cm 84,5 x 54
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Mulino a Domburg
  (1908)
olio su cartone cm 76,5 x 63,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Mulino Oostzijde di sera
  (1907-1908)
olio su tela cm 67,5 x 117,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Notte d'estate
  (1906-1907)
olio su tela cm 71 x 110,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Paesaggio con alberi
  (1912)
olio su tela cm 120 x 100

  
Piet Mondrian
Paesaggio con dune
  (1911)
olio su tela cm 141 x 239

  
Piet Mondrian
Paesaggio serale sul Gein
  (1907)
olio su tela cm 76 x 135,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Pascolo con mucche
  (1902-1905)
olio su carta su cartone cm 25,5 x 32,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Ritratto di ragazza
  (1908)
olio su tela su tavola cm 49 x 41,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Studio di Alberi 1 per Tableau n. 2
  (1912)
pastello nero su carta cm 68 x 88,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Studio di Alberi 2 per Tableau n. 2 / Composizione n. VII
  (1913)
carboncino su carta cm 85 x 70
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Studio per L'albero grigio
  (1911)
pastello nero su carta cm 58,4 x 86,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Sull'Amstel (L'Omval di sera)
  (1906-1907)
olio su tela cm 42 x 75
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Piet Mondrian
Tableau n. 4 (Dipinto n. 4)
  (1913)
olio su tela cm 95 x 80

  
Theo van Doesburg
Casa privata
  (riscotruzione del 1982 dell'originale del 1923)
legno, perspex cm 60x5 x 90 x 90
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Vilmos Huszàr
Coppia che danza
  (1928 ca.)
olio su tavola cm 46,5 x 30,5
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Willem Maris
Mucche tra i giunchi
  (1890 ca.)
olio su tela cm 54,8 x 101,9
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Willem Roelofs
Maggio a Noorden
  (1882 ca. )
olio su tavola cm 20,1 x 42,2
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  
Zwart, Piet, Berlage, Hendrik Petrus, Leerdam, Vetreria
Teiera - parte di un servizio da colazione I. Nederland
  (Leerdam, 1924-1927)
pressato in una forma, vetro, giallo canarino 
L'Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Per prenotazioni / Reservation :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it