Il Rinascimento a Roma: da Michelangelo a Vasari
Il Rinascimento a Roma: nel segno di Michelangelo e di Raffaello
The Renaissance in Rome: a token to Michelangelo and Raphael

Il Rinascimento a Roma: da Michelangelo a Vasari
Fondazione Roma Museo (Museo del Corso - Palazzo Sciarra)
Via Marco Minghetti, 22
dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012
PROROGATA FINO AL 18 MARZO
Continua il successo e l'interesse da parte del pubblico per la mostra Il Rinascimento a Roma che, a grande richiesta, resterà aperta fino al 18 marzo. Una straordinaria occasione per ammirare l’arte rinascimentale della Città eterna, grazie ad una retrospettiva storica che indaga e approfondisce, per la prima volta, tutti gli aspetti artistici, architettonici e urbanistici dell'Urbe nel Cinquecento.
Per motivi conservativi alcune delle opere in catalogo non saranno presenti in mostra. Tra queste, torneranno nelle rispettive sedi museali l'Autoritratto di Raffaello della Galleria degli Uffizi; l’Apollo-Davide di Michelangelo, proveniente dal Bargello e gli Amanti di Giulio Romano della Galleria Nazionale di Budapest. Per il ripristino delle sale espositive la mostrà resterà chiusa da lunedì 13 a giovedì 16 febbraio e riaprirà venerdì 17 febbraio.
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Il Rinascimento a Roma: da Michelangelo a Raffaello  Il Rinascimento a Roma: da Michelangelo a Raffaello
Sebastiano del Piombo, Portrait of a Woman (possibly Vittoria Colonna) 1530 ca, olio su tela, 78,75 x 61,25 cm, By kind permission of the Trustees of the Orme Square Settlement, Reproduced by the kind permission of the Earl and Countess of Harewood and Trustees of the Harewood House Trust Raffaello Sanzio, Putto, 1511-1512, affresco staccato, cm 110,00 x 41,50, Accademia Nazionale di San Luca

Condividi Dopo il successo della grande mostra dedicata al Quattrocento romano, la Fondazione Roma offre al pubblico un’affascinante retrospettiva sulla Roma del Cinquecento. La mostra Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello indaga e approfondisce, per la prima volta, tutti gli aspetti artistici, architettonici e urbanistici del Cinquecento nell’Urbe.

Promossa dalla Fondazione Roma l’esposizione è organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Arthemisia Group e sarà ospitata nelle sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Sciarra dal 25 ottobre al 18 marzo 2012.

La mostra Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello deve considerarsi il seguito di quella dedicata alla rinascita quattrocentesca della città, intitolata Il '400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino tenutasi al Museo Fondazione Roma nel 2008, curata Marco Bussagli e Claudio Strinati, con il coordinamento di Maria Grazia Bernardini.
Questa volta l’esposizione, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, illustra per la prima volta, l’arte a Roma nel Cinquecento, dall’alto Rinascimento della Roma di papa Giulio II e Leone X e dei massimi artisti, Michelangelo e Raffaello, all’arte dei decenni successivi, che si declina nel segno dei due grandi maestri, sostanziata di cultura umanistica, ma verso una astrazione della forma, più elegante e decorativa, fino alla morte di Michelangelo nel 1564, quando prende avvio un’arte profondamente condizionata da una nuova e coinvolgente religiosità.

L’esposizione si articola in sette sezioni in cui saranno esposti capolavori di Raffaello, come "l’Autoritratto" (Galleria degli Uffizi, Firenze) e il "Ritratto di Fedra Inghirami" (Palazzo Pitti, Firenze), e di Michelangelo come il "David-Apollo" (Museo Nazionale del Bargello, Firenze) e la copia del Giudizio Universale di Marcello Venusti  (Museo di Capodimonte, Napoli), oltre a numerose opere d’arte di artisti come Francesco Salviati (Adamo ed Eva della Galleria Colonna, Roma), Perin del Vaga (Madonna con Bambino di Melbourne, Australia), Sebastiano del Piombo, di cui sono esposti in mostra il "Ritratto di Vittoria Colonna" della Harewood House Troust di Leeds e il "Ritratto del cardinale Reginal Pole dell’Ermitage", e Guglielmo della Porta (Spinario, Ermitage).
Di grande interesse è la "Pietà di Vittoria Colonna" di Buffalo di ambito michelangiolesco e attribuita a Michelangelo stesso recentemente, di cui la Fondazione Roma ha adottato il restauro.

Novità assoluta è inoltre la suggestiva ricostruzione virtuale in 3D della meravigliosa "Loggia di Psiche" affrescata da Raffaello e la sua scuola, riprodotta in mostra grazie alla tecnologia ENEA. Il pubblico della mostra potrà così immergersi in uno scenario virtuale di affreschi affascinanti che raccontano mirabili storie e miti antichi nella seducente atmosfera del Cinquecento romano.

IL PERCORSO IN SETTE SEZIONI

PRIMA SEZIONE La Roma di Giulio II e Leone X

Non di rado paragonato all’età di Pericle, che ha assunto nell’immaginario collettivo quasi un valore mitico, il ventennio che vide sul soglio pontificio il succedersi di Giulio II della Rovere (1503-1513) e Leone X de’ Medici (1513-1521) fu caratterizzato da imprese ineguagliate e ineguagliabili per il resto dei secoli a venire; la mente infatti va subito all’impresa della Cappella Sistina, a quella delle Stanze di Raffaello e alla Loggia di Psiche a Villa Farnesina.
La sezione documenta lo sviluppo e lo splendore di Roma con piante, progetti per chiese e palazzi, ma anche scorci della città in momenti ludici − come la gigantesca Naumachia nel Cortile del Belvedere −, nonché la presenza nell’Urbe di grandi artisti come Raffaello con il Ritratto del cardinale Alessandro Farnese (Napoli, Museo di Capodimonte) e Michelangelo con lo Studio per una figura maschile nuda seduta (Firenze, Uffizi) insieme ad altri pittori come Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, Baldassarre Peruzzi, Parmigianino, Polidoro da Caravaggio, Benvenuto Tisi detto il Garofano, Girolamo da Carpi e Perin del Vaga, di cui è esposta la Sacra Famiglia proveniente dalla National Gallery di Victoria (Australia).

SECONDA SEZIONE Il Rinascimento e il rapporto con l’antico
Il rapporto fra Roma e l’antico è consustanziale alla città e in ogni epoca − dal medioevo all’età moderna − ha costituito motivo d’attrazione per artisti, letterati e mercanti. La sezione documenta la triangolazione fra la città, gli artisti e l’ideale del Rinascimento, prendendo in esame i modelli, le collezioni, le imitazioni − come Lo Spinario di Guglielmo della Porta proveniente dall’Hermitage di San Pietroburgo − e le opere che si ispirano a questo tema, come il monumentale affresco staccato dal Casino del Bufalo di Polidoro da Caravaggio che rappresenta Perseo libera Andromeda (Roma, Museo di Roma).

TERZA SEZIONE La Riforma di Lutero e il Sacco di Roma
L’evento tragico della prima metà del Cinquecento romano fu il Sacco che colpì la città, come un fulmine a ciel sereno, il 5 maggio 1527. L’episodio scosse l’Europa e fu la conseguenza della crisi religiosa e politica che aveva investito il Vecchio Continente. Questa sezione ha come protagonisti il Ritratto di Martin Lutero e Caterina Bora dipinto da Lucas Cranach, proveniente dagli Uffizi, e quello già citato di Clemente VII di Sebastiano del Piombo, quali testimoni della nefasta vicenda che ebbe come fulcro la fortezza di Castel Sant’Angelo, teatro dei violentissimi scontri.

QUARTA SEZIONE I fasti farnesiani
L’età di papa Paolo III Farnese (1534-1549) coincise con la rinascita della città dopo la terribile devastazione. La sezione, che si apre con i ritratti del pontefice, documenta lo sviluppo prodotto dall’attività privata − in mostra i disegni di Palazzo Farnese provenienti dall’Archivio di Stato e dal Museo di Roma − e pubblica di Paolo III cui si deve, tra l’altro, il definitivo conferimento dell’incarico a Michelangelo per il Giudizio Universale. La novità presentata in mostra, è costituita dalla presenza di un testo edito a Roma nel 1506, il Iudicium Dei de vivis et mortuis di Giovanni Sulpicio Verolano, restaurato per l'occasione (Roma, Biblioteca Vallicelliana, cod. misc. F. 93), che va considerato la principale fonte letteraria dell'affresco dopo le Sacre Scritture e la Divina Commedia. Il capolavoro esposto in questa sezione, però, è lo splendido Apollo-Davide del Museo del Bargello che Michelangelo scolpì fra il 1530 ed il 1532 per il comandante delle guardie pontificie. La presenza michelangiolesca è centrale nella sezione che espone opere importanti e di recente acquisizione al dibattito critico, come il Crocifisso di Oxford e la Pietà di Buffalo, di ambito michelangiolesco con una recente attribuzione a Michelangelo stesso. Opere inoltre di Daniele da Volterra, Perin del Vaga, Francesco Salviati, Pellegrino Tibaldi, Marco Pino, documentano l’evoluzione del linguaggio rinascimentale verso forme più sofisticate, eleganti, astratte e ornamentali, pur nel segno di Michelangelo e Raffaello, che costituiscono le caratteristiche principali della Maniera romana

QUINTA SEZIONE La Basilica di San Pietro
Nella sezione dedicata alla più grande impresa architettonica della città, il pezzo di maggiore impatto è senz’altro il Modello ligneo dell’abside di San Pietro, già inserito nel grande modello di Antonio da Sangallo il Giovane (Città del Vaticano, Fabbrica di San Pietro). Naturalmente, molte altre sono le opere che documentano questa straordinaria impresa: medaglie, libri a stampa, disegni e piante come quella celeberrima, disegnata e acquerellata da Donato Bramante su pergamena (Firenze, Uffizi), che costituisce l’idea primigenia della Basilica alla cui realizzazione, come architetti della Fabbrica, lavorarono Raffaello, Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo, Pirro Ligorio e il Vignola.

SESTA SEZIONE La maniera a Roma a metà secolo
La penultima sezione, quella che porta a compimento l’assunto critico della mostra, documenta come gli insegnamenti di Michelangelo e Raffaello furono assorbiti e rielaborati da una larga schiera di pittori nella Roma rinascimentale. Lo testimoniano, per esempio, il Torchio mistico dei Musei Vaticani dipinto da Marco Pino ispirato alla Trasfigurazione di Raffaello, le due Pietà di Jacopino del Conte e Taddeo Zuccari che riprendono un tema caro a Michelangelo, e il trittico di Siciolante da Sermoneta Madonna con Bambino e S. Andrea e S. Caterina D'Alessandria, proveniente dalla Galleria Colonna, che è un esplicito recupero del primo Raffaello. Un altro importante capolavoro di questa sezione è il San Francesco in preghiera della Galleria Colonna − restaurato per l’occasione grazie alla Fondazione Roma − dipinto da quel Girolamo Muziano che, insieme a Federico Zuccari, diede vita all’Accademia di San Luca, l’attuale Accademia di Belle Arti di Roma.
La presenza di due dipinti su cuoio (Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, Roma) di Federico Zuccari testimonia come il leit-motiv dei modelli artistici dei due grandi maestri fosse oggetto di riflessione e studio ancora nella metà del secolo: l’opera Taddeo Zuccari copia il Giudizio Universale di Michelangelo è esplicativa nel titolo, e il dipinto Taddeo dipinge al lume della luna mostra il soggetto sotto le volte delle Logge di Raffaello di Villa Chigi. Infine un tavolo a marmi commessi su disegno di Vasari vuole ricordare l’intensa attività dell’artista aretino a Roma.

SETTIMA SEZIONE Gli arredi
L’ultima sezione è dedicata a quella che potremmo definire la vita quotidiana di Roma, e testimonia le esigenze giornaliere degli abitanti della città. Piatti da portata si trasformano in vere e proprie opere d’arte, come la splendida maiolica che rappresenta il Passaggio del Mar Rosso, oppure un calamaio rappresentante La Pietà diventa una scultura monumentale. Non mancano le straordinarie mattonelle pavimentali della Logge Vaticane, disegnate da Raffaello e realizzate da Luca della Robbia provenienti dai Musei Vaticani. 

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Orari:

Orario apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Lunedì chiuso
VISITE GUIDATE

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