I Giorni di Roma: L’età della Conquista - il fascino dell'arte greca a Roma
Roma, Musei capitolini - Palazzo Caffarelli
5 Marzo - 5 Settembre 2010
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COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
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Spinario
bronzo,h 73 cm
Roma, Musei Capitolini

Condividi Il progetto quinquennale “I Giorni di Roma” si apre con una grande mostra di capolavori dell’arte antica provenienti dai maggiori Musei europei, databili nel periodo successivo alle campagne di conquista in Grecia (dalla fine del III secolo alla seconda metà del I secolo a.C.), uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell’età repubblicana.

A partire dal 5 marzo fino al 5 settembre 2010, i Musei Capitolini ospiteranno una importante mostra di capolavori dell’arte antica provenienti dai maggiori Musei europei.
Nella rassegna, primo appuntamento del programma quinquennale I Giorni di Roma, saranno esposte opere di un periodo tra i più innovativi ed originali per l’intero sviluppo dell’arte occidentale: quello successivo alle campagne di conquista in Grecia, dalla fine del III secolo alla seconda metà del I a.C, uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell’età repubblicana.
Attraverso la visione di imponenti statue in marmo, raffinate opere in bronzo e terracotta, interi cicli scultorei, fregi ed elementi di arredo domestico in bronzo e argento, del più alto valore stilistico, verrà narrata un’epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico della Roma antica. Un periodo in cui l’influenza ellenica diventa preponderante fino a coinvolgere completamente il mondo culturale romano.

La mostra L’Età della Conquista, la prima del ciclo “I Giorni di Roma”, offre l’occasione irripetibile di riflettere su un’epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico della Roma antica: uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell’età repubblicana. Sarà rappresentato il periodo seguente le campagne di conquista in Grecia, nei decenni che intercorrono tra la fine del III sec a.C. e la metà del I sec a..C., in cui l’influenza ellenica diviene preponderante fino a coinvolgere tout court il mondo culturale romano. E’ questo il periodo in cui l’élite al potere avverte, con sempre maggior consapevolezza, il consolidarsi del proprio prestigio esprimendolo attraverso l’arte. Il percorso della mostra, attraverso capolavori provenienti dall’intero bacino del Mediterraneo, tra cui imponenti statue in marmo, raffinate opere in bronzo e terracotta, interi cicli scultorei, fregi ed elementi di arredo domestico in bronzo e argento, del più alto valore stilistico, descriverà il periodo che risulterà essere tra i più innovativi ed originali per l’intero sviluppo dell’arte occidentale.

© MondoMostre

L’età della Conquista ‐ Il fascino dell’arte greca a Roma offre l’occasione di riflettere su un’età di profondi cambiamenti. Nei concitati decenni che intercorrono tra la fine il III sec. a.C. (dalla presa di Siracusa e di Taranto) e la seconda metà del II sec. a.C. (presa di Corinto) muta infatti la complessa geografia politica del bacino del Mediterraneo: sono gli anni che vedono il primo affacciarsi su suolo ellenico dei magistrati romani, incaricati dapprima di missioni diplomatiche e in seconda battuta della risoluzione armata delle controversie.
In seguito alla conclusione vittoriosa delle campagne belliche, in Italia meridionale e nella Grecia vera e propria, i generali vincitori (Marcello, Flaminino, Emilio Paolo, Lucio Mummio) fanno il loro ritorno in città esibendo nel corso della processione trionfale opere d’arte, come statue e dipinti, di una qualità formale mai vista prima. Perciò Marcello ottenne maggior fama presso il popolo per avere abbellito la città con opere che procuravano piacere alla vista, ed erano espressione di bellezza e di fascino greco, dirà Plutarco ricordando il trionfo del generale dopo la presa di Siracusa. Al loro seguito si muove inoltre un gran numero di artigiani greci, architetti, precettori, medici e artisti, responsabili materiali di una progressiva ellenizzazione, destinata a mutare per sempre l’immagine stessa della città.
Edifici e statue trasmettono compiutamente il nuovo linguaggio di questi decenni. I modelli architettonici sono del tutto greci, come nel caso dei portici che si affacceranno progressivamente sul lato settentrionale del Circo Flaminio, o del tempio progettato dall’architetto greco Hermodoros di Salamina all’interno del portico di Metello, o mescolano le nuove forme greche con soluzioni tipicamente romane, come nel caso di uno dei templi (B) di largo Argentina: un edificio circolare, tipicamente greco, costruito tuttavia su un alto podio come consuetudine italica. Un discorso analogo vale per le statue: sia che a parlare il linguaggio greco sia l’iscrizione redatta in alfabeto greco al di sotto della statua (come è il
caso della statua bronzea eretta in onore di Flaminino al Circo Massimo) o l’iconografia (come nel caso della statua di Scipione Asiatico in abiti greci eretta sul Campidoglio).
E tuttavia, i processi di acculturazione sono fenomeni molto complessi: basti qui ricordare da un lato l’attività di personaggi come Polibio, Panezio, gli Scipioni ed Emilio Paolo, dall’altro l’accanita resistenza della fazione conservatrice (capeggiata da Catone), che imputava proprio a Marcello l’avvio della decadenza degli austeri costumi degli avi. Gli stessi autori antichi mostrano una piena coscienza della svolta culturale decisiva di questi decenni, scontrandosi con serie difficoltà nel tentativo di compilare una sequenza ordinata del repertorio storico‐artistico di questa fase: Plinio, basandosi su una fonte greca, parla addirittura della “morte” dell’arte negli anni che vanno dal 296 a.C. al 156 a.C., periodo che, invece, risulta essere tra i più innovativi e originali per il futuro sviluppo dell’arte occidentale. Questa data segnerebbe la rinascita del classicismo neoattico, in una fase in cui l’élite romana avverte l’urgenza di un nuovo modello culturale di riferimento più consono ai propri bisogni. Il processo di “acculturazione inversa” ricordato nelle celebri parole di Orazio (Graecia capta ferum victorem cepit et ars intulit agrestis Latio) era ormai compiutamente avviato.

Share The Age of Conquest exhibition is the first of the “The Days of Rome” series and will provide a unique opportunity to reflect on an era of radical changes in the stylistic precepts and aesthetic taste of ancient Rome: an era that was one of the most important times for Rome’s future cultural and artistic identity, and not only in the republican era.
La mostra

L’Età della conquista parte dal momento di formazione dell’Impero romano, quando Roma espande progressivamente il proprio controllo su tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alle coste dell’Asia Minore. In questo periodo si assiste alla formazione di un linguaggio figurativo squisitamente romano, che fa tesoro di tutta la cultura artistica greca, che nel tempo viene recepita, assorbita e modificata. E’ questo il periodo in cui l’élite al potere avverte, con sempre maggior consapevolezza, il consolidarsi del proprio prestigio e lo esprime attraverso l’arte.
Roma tra il III e il I secolo a.C. diventa l’unica potenza egemone sull’intero bacino del Mediterraneo. A conclusione delle vittoriose campagne militari in Grecia e Magna Grecia, le ingenti quantità di denaro e i ricchi bottini di guerra determinarono un mutamento di gusti che si trasformò in rivoluzione culturale. Le opere d’arte greche esibite nel corso della processione trionfale dei generali Marcello, Flaminino, Emilio Paolo, Lucio Mummio e Pompeo erano di una qualità mai ammirata prima, talvolta persino in materiali preziosi fino ad allora sconosciuti in città, come perle o pietre preziose. Al seguito dei condottieri, arrivarono a Roma un gran numero di artigiani greci, architetti, precettori, medici e artisti. Così, nonostante la resistenza della fazione conservatrice di Catone, una rapida ellenizzazione mutò per sempre l’Urbe anche attraverso la commistione di modelli greci e romani, come nel caso di uno dei templi di largo Argentina: un edificio circolare, tipicamente greco, costruito tuttavia su un alto podio come consuetudine italica. Un discorso analogo vale per i monumenti onorari: sul basamento delle statue onorarie dei generali romani compaiono iscrizioni in greco, come per la statua bronzea di Flaminio al Circo Massimo. Spesso gli stessi abiti dei personaggi raffigurati sono di fattura greca, come la statua di Scipione Asiageno sul Campidoglio.

Le sezioni

Nella prima sezione della mostra, dal titolo Dei e santuari, si presentano fregi e frontoni in terracotta provenienti da alcuni templi: dal consesso di divinità, come il Frontone di san Gregorio dei Musei Capitolini, alle concitate sequenze di battaglia come la Galatomachia dal fregio di Civitalba, provenienti dal Museo di Ancona. Per la prima volta, all’interno del medesimo percorso espositivo, si potranno confrontare opere di artisti greci eseguite in Grecia accanto a opere di grandi artisti eseguite a Roma, come statue di culto dei templi eretti per le grandi vittorie su commissione dei generali: ad esempio nel caso dell’Ercole di Polykles, dei Musei Capitolini, o della Diana da Nemi, conservata al Museo di Copenhagen. Chiude la sezione una sequenza dedicata alle statue di Muse: splendidi esemplari in terracotta dal British Museum di Londra.

La seconda sezione è dedicata ai Monumenti onorari, dove veniva dato grande risalto alla figura del generale vincitore, generalmente in abiti militari, corazza, mantello e lungo scettro. Dal II sec. a.C. si diffondono nel mondo italico soluzioni figurative nuove: i corpi sono nudi, in posa autorevole, capaci da soli di esprimere le qualità e il carisma della persona onorata. E’ il caso delle statue, splendide, dei due generali da Formia, da Cassino (al Museo di Napoli) o da Foruli (al Museo di Chieti). Oggi soltanto di pochi tra i più noti condottieri di età repubblicana (Pompeo, Cesare, Ottaviano), esistono ritratti accertati grazie alle riproduzioni sulle monete. In molti casi, le statue onorarie hanno volti la cui precisa identificazione è ancora oggetto di discussione, come i diversi ritratti di Emilio Paolo, esposti qui insieme: un esemplare da Tirana affiancato ad uno esposto a Palazzo Massimo a Roma.

La terza sezione, Vivere alla Greca offre un approfondimento sull’affermazione del gusto greco in ogni ambito del vivere, persino nel settore degli arredi domestici come candelieri, tavoli, crateri, vasellame prezioso e statue provenienti dal Museo di Palestrina e dalla casa di Giulio Polibio a Pompei, al Museo di Napoli. Mescolando elementi greci di vari periodi, gli artisti svilupparono in quel periodo un nuovo linguaggio figurativo, grazie al quale crearono pitture e sculture del tutto nuove.

Infine, una quarta sezione è riservata ai Costumi funerari, in cui i romani appaiono meno influenzati dal fascino ellenico rispetto a tutti gli altri aspetti della vita pubblica e privata. Sembrano rimanere infatti legati alla propria tradizione continuando a mostrarsi ancora orgogliosamente avvinti nelle pieghe delle loro toghe, simbolo stesso della cittadinanza romana, e solo raramente sono rappresentati nei mantelli di tradizione greca o in costume eroico, come nel rilievo funerario dalla via Appia a Roma. E i loro volti, sono rugosi e scavati, sono quelli dei vecchi della Repubblica Romana.

I Giorni di Roma
Cinque grandi mostre ai Musei Capitolini

  • 2010 – L’età della conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma
  • 2011 – Il volto dei potenti. Il ritratto romano tra Repubblica e Impero
  • 2012 – Costruire un Impero. L’architettura come rappresentazione di potere
  • 2013 – L’étà dell’equilibrio. L’arte romana durante il principato di Traiano e di Adriano
  • 2014 – L’Età dell’angoscia. L’arte romana tra Marco Aurelio e Diocleziano

Il progetto I Giorni di Roma vuole offrire, agli studiosi come al grande pubblico, un’idea complessiva sul modo in cui i Romani riuscirono ad elaborare un proprio linguaggio artistico sulla base della gloriosa e straordinariamente ammirata cultura figurativa greca. La scelta dei Capitolini è ideale, in quanto permetterà di affiancare alcune delle più belle opere dell’arte greca e romana custodite nello stesso museo romano, a magnifici esemplari provenienti dai più importanti Musei europei. La novità dell’iniziativa nel suo insieme consiste nel tentativo di fornire al pubblico una chiave di lettura semplice, ma scientificamente rigorosa e aggiornata, sulle principali tappe percorse dall’arte romana per una sua definitiva emancipazione dall’onnipresente modello greco. Non solo esposizione di “gallerie di sculture”, sebbene di qualità eccelsa, ma, attraverso una scelta oculata di opere d’arte, la lettura di fenomeni culturali ed artistici di portata più ampia, che giungeranno ad influenzare potentemente la cultura europea in tutte le sue fasi di sviluppo, dal Medioevo all’Età contemporanea

Il progetto è composto da 5 Mostre, che avranno un ritmo annuale.
Tre di queste mostre presentano un taglio cronologico (L’età della conquista, dalla seconda guerra punica fino a Giulio Cesare; L’età dell’equilibrio, da Traiano fino a Marco Aurelio; L’età dell’angoscia, dalla dinastia dei Severi fino a Diocleziano), intervallate da due con un taglio tematico (Il volto dei potenti, Costruire un Impero), che si presentano come zoom di approfondimento sul complesso fenomeno della cultura artistica romana già impostato con la prima esposizione.
Si parte dunque dal momento di formazione dell’Impero romano: la prima delle cinque rassegne, dal titolo L’età della conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma, permette di avvicinarsi alla cultura artistica dei decenni in cui Roma giunse ad espandere progressivamente il proprio controllo su tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alle coste dell’Asia Minore. In questo periodo si assiste alla formazione di un linguaggio figurativo squisitamente romano, che fa tesoro di tutta la cultura artistica greca, che nel tempo viene recepita, assorbita e modificata secondo le specifiche esigenze della committenza romana.
Seguirà, nel 2011, la Mostra Il volto dei potenti. Si tratta del primo dei due approfondimenti, dedicato al ritratto degli uomini che riuscirono a formare l’Impero e che lo amministrarono per molti secoli. L’idea di presentare un quadro complessivo sui modi in cui i Romani scelsero di presentare ai loro contemporanei la propria immagine è del tutto nuova, mai proposta prima in questi termini. Dai ritratti in terracotta, ad esemplari in bronzo, fino ai capolavori in marmo, per far vedere come i Romani riuscirono ad elaborare, sulla base dell’esperienza figurativa greca, uno stile del tutto originale ed innovativo.
Nel 2012 sarà la volta di Costruire un Impero: ancora un affondo tematico, per avvicinarsi alle scelte architettoniche e alle forme che assunsero progressivamente le città dell’Impero. Si tratta di un’idea ambiziosa: la mostra infatti non vuole offrire un’immagine solo “virtuale” dell’architettura reale negli spazi di una sede museale. Si farà ricorso a materiali architettonici di particolare bellezza, dalla vivace policromia o dalle soluzioni innovative e raffinate, per mostrare come anche in ambito architettonico l’effetto decorativo avesse raggiunto livelli strepitosi. Anche in questo caso l’intento è quello di seguire l’evoluzione del sistema architettonico romano dall’età repubblicana fino all’epoca tardo antica.
Seguirà, nel 2013, la Mostra L’età dell’equilibrio: di nuovo un taglio cronologico, per inquadrare quell’ “età d’oro” (come gli stessi romani la chiamarono) dei regni di Traiano, Adriano, Antonino Pio e, parzialmente, di Marco Aurelio. In questo periodo l’Impero romano è ormai alla sua massima espansione: la cultura greca, del tutto assorbita e rielaborata, è divenuta parte integrante del sistema culturale romano. Dominano concetti di pacatezza, classicità, eleganza formale fino a quando, con Marco Aurelio, cominciano ad avvertirsi i sintomi di una frattura rispetto alla tradizione.
Chiuderà il ciclo, nel 2014, L’età dell’angoscia, dedicata prevalentemente al III secolo d.C., al periodo compreso tra Settimio Severo e Diocleziano: un’età di profonde inquietudini, in cui anche le forme dell’arte cercheranno risposte del tutto nuove all’espressione della crisi dei valori etici ereditati dal passato, in un mondo in piena trasformazione economica e sociale. In questo tempo i volti degli imperatori e, di conseguenza, le immagini di privati, assumono espressioni nuove, a volte malinconiche, a volte potentemente drammatiche, oppure distaccate e assenti, secondo modi mai sperimentati prima con tale evidenza.

Per prenotazioni / Reservation :

COOP. IL SOGNO
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Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
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Come arrivare

Autobus
Via del Teatro di Marcello
44, 63, 81, 95, 160, 170, 175, 204, 628, 715, 716, 780, 781.
Via dei Fori Imperiali
84, 85, 87, 175, 186, 810, 850.
Via del Plebiscito
46, 62, 63, 64, 70, 80, 81, 87, 186, 492, 628, 640, 810.

Metropolitana
Linea B - fermata Colosseo

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44, 63, 81, 95, 160, 170, 175, 204, 628, 715, 716, 780, 781.
Via dei Fori Imperiali
84, 85, 87, 175, 186, 810, 850.
Via del Plebiscito
46, 62, 63, 64, 70, 80, 81, 87, 186, 492, 628, 640, 810.

Underground
Line B - Colosseo stop

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Orari:
tutti i giorni tranne il lunedì 09.00 ‐ 20.00

Visiting hours:
all days except Monday 9.00 a.m. ‐ 8.00 p.m.

Costo del biglietto di ingresso:
Biglietto integrato € 4.50 + spese d'agenzia

Tickets:
€ 4.50 + agency fees

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  • GUIDED TOURS
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    Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
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    Testa colossale maschile
    Marmo, h 64 cm (con base)
    Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo
    Testa fittile
    terracotta, h 25 cm
    Teramo, Museo Museo Civico Archeologico
    Divinità femminile, cd.Giunone Cesi
    marmo, h 228 cm
    Roma, Musei Capitolini
    Spinario
    bronzo,h 73 cm
    Roma, Musei Capitolini
    Ritratto di Emilio Paolo
    marmo, h 27x26,8x21,5 cm
    Tirana, Muzeu Arkeologjik
    Testa di Apollo, I sec. a.C. – Età Augustea
    terracotta, h. 25x23x28 cm
    Roma, Museo Antiquarium del Palatino
    Frontone di Luni (Apollo, Luna e le Muse)
    terracotta, h 122 cm
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale
    Rhyton di Pontios
    Marmo, h 112 cm
    Musei Capitolini, Roma
    Busto cd. di Dioniso dalla Villa dei Papiri di Ercolano
    h 50 cm
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Busto di Cicerone, I sec. a.C. – I d.C.
    marmo bianco, h. 95 cm
    Roma, Musei Capitolini
    Erma di Dioniso
    bronzo, h 103 cm
    Tunisi, Musée National du Bardo
    Zeus di Aigira
    marmo, h. 77 cm
    Atene, National Archaeological Museum (Mouseio Ethnikon Archaiologikon)

    LISTA OPERE
    I Santuari e gli Dei

    • Testa colossale di Ercole
      h.60 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Testa colossale femminile
      h. 97 cm (con la base)
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Corridoio
    • Testa colossale maschile (Apollo)
      h. 80 cm
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Corridoio
    • Testa di Eracle
      h. 61 cm (80 con piede)
      Roma, Musei Capitolini, Sala del Fauno
    • Testa colossale maschile
      h. 64 cm (81 con base)
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo
    • Acroliti
      80 cm x 45 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
      Acroliti
      80 cm x 45 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
    • Acroliti
      80 cm x 45 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
    • Zeus di Aigira, testa
      h. 77 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
    • Divinità Femminile
      h. 135 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
    • Braccio di Zeus
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia
    • Acrolito femminile
      h. 83 cm
      Torino, Museo di Antichità
    • Asclepio
      h. 100 cm circa
      Ostia, Museo Ostiense
    • Statua di Iside in terracotta
      h. 80 cm circa
      Ostia, Museo Ostiense
    • Dea in trono
      h. 87 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Giunone Cesi cd.
      h. 228 cm circa
      Roma, Musei Capitolini
    • Testa colossale di Afrodite
      h. 87cm (con la base)
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo
    • Acrolito di Diana
      h. 54 cm
      Copenhagen, Ny Carlsberg Glyptotek, Danimarca
    • Gruppo dei Dioscuri al Lacus Iuturnae,
      h. 80 cm
      Roma, Antiquarium del Palatino
    • Statue dei Dioscuri al Lacus Iuturnae Cavaliere
      h. 155 cm
      Roma, Antiquarium del Palatino
    • Statue dei Dioscuri al Lacus Iuturnae Cavallo,
      h. 186 cm
      Roma, Antiquarium del Palatino
    • Gruppo dei Dioscuri al Lacus Iuturnae
      h. 122 cm,
      Roma, Antiquarium del Palatino
    • Piede con sandalo femminile
      22 cm x 38 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini, sala macchine
    • Frontone di via San Gregorio
      Roma, Musei Capitolini
    • Frontone di Luni (Apollo, Luna e le Muse)
      122 cm x 165 cm
      Firenze, Museo Archeologico Nazionale
    • Fregio in terracotta Galatomachia
      h. 40 cm
      Ancona, Museo Archeologico Nazionale delle Marche
    • Puteale dei 12 Dei
      h. 83 cm
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Galleria
    • Statua di Musa
      h. 67 cm
      Londra, British Museum, Gran Bretagna
    • Statua di Musa
      h. 67 cm
      Londra, British Museum, Gran Bretagna
    • Statua di Musa
      h. 68 cm
      Londra, British Museum, Gran Bretagna
    • Testa di Musa
      26cm x 13cm,
      Roma, Musei Capitolini
    • Musa con la piccola cetra
      h. 155 cm
      Palestrina (Roma), Museo Archeologico Nazionale
    • Figura femminile velata
      h. 71 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Statuetta di Afrodite
      h. 58 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Testa femminile
      27cm x 24 cm x 23 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Testa di Fantino
      h. 23 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini

    I Monumenti onorari

    • Statua eroica
      h. 202 cm
      Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    • Statua di un personaggio in nudità eroica
      h. 183 cm
      Formia (Latina), Museo Archeologico
    • Statua di un personaggio in nudità eroica
      h. 200 cm
      Formia (Latina), Museo Archeologico
    • Statua di Generale di Foruli
      h. 221 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Torso maschile ‐ Gruppo di cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 62 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Torso maschile ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 61 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Torso maschile ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 63 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Torso maschile ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 60 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Cavallo ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 115 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Cavallo ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 104 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society, Gran Bretagna
    • Cavallo ‐ Gruppo di Cavalieri dal tempio di Giunone Sospita di Lanuvio
      h. 115 cm
      Leeds, Philosophical and Literary Society , Gran Bretagna
    • Testa di Minerva
      h. 25 cm
      Teramo, Museo Civico Archeologico di Teramo
    • Urna
      35 cm x 58, 25 cm
      Volterra (Pisa), Museo Etrusco Guarnacci
    • Urna
      35 cm x 58, 25 cm
      Chiusi (Siena), Museo Archeologico Nazionale
    • Urna
      103 cm x 85, 37 cm
      Chiusi (Siena), Museo Archeologico Nazionale
    • Testa Virile
      h. 37 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Testa di Barbaro
      21 cm x 14, 19 cm
      Bruxelles, Musée du Cinquantenaire, Belgio
    • Ritratto Emilio Paolo cd.
      h. 33 cm
      Roma, Museo Nazionale Romano
    • Ritratto Emilio Paolo
      27 cm x 26,8 cm x 21,5
      Tirana, Muzeu Arkeologjik, Albania
    • Pseudo‐Albino
      h. 37,5 cm
      Parigi, Musée du Louvre, Francia
    • Ritratto
      64 cm x 29, 27 cm
      Terracina, Museo Civico Pio Capponi
    • Ritratto maschile, Virgilio
      25 cm x 17, 20 cm
      Copenhagen, Ny Carlsberg Glyptotek, Danimarca
    • Busto maschile, cd. Ortensio
      h. 68 cm
      Città del Vaticano, Musei Vaticani, Sala dei Busti
    • Ritratto di Cicerone
      h. 95 cm
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Sala dei Filosofi
    • Testa Giovanile
      h. 28 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Testa virile
      h. 34 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Monumento di Bocco
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Monumento di Bocco
      91 cm x 168 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Monumento di Bocco
      91cm x 105 cm,
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Monumento di Bocco
      (1 di 3 frammenti)
      91 cm x 165 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Statua di Aristogitone,
      h. 190 cm circa
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Statua Femminile,
      161 cm x 48 cm
      Palestrina (Roma), Museo Archeologico Nazionale
    • Statua Femminile
      131 cm x 67 cm
      Palestrina (Roma), Museo Archeologico Nazionale
    • Caduto
      h. 93 cm
      Atene, Museo Archeologico Nazionale, Grecia

    Vivere alla greca e l'arredo delle case

    • Busto di Dioniso dalla Villa dei Papiri di Ercolano
      h. 50 cm
      Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    • Auriga dell'Esquilino
      h. 122 cm
      Roma, Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori
    • Testa Bronzea
      h. 33 cm
      Parigi, Musée du Louvre, Francia
    • Statua acefala di Nike arcaistica
      h. 139 cm
      Roma, Musei Capitolini
    • Spinario
      h. 73 cm
      Roma, Musei Capitolini, Sala dei Trionfi
    • Statua di Musa
      h. 64 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Statua di Musa
      h. 63 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Corpo del Ciclope con compagni di Ulisse
      33 cm x 45 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Ulisse che dirige il palo nell’occhio del Ciclope
      51 cm x 36 cm
      Chieti, Museo Archeologico Nazionale
    • Rilievo fittile
      18 cm x 52 cm
      Ceprano (Frosinone), Museo Civico Archeologico di Fregellae
    • Rilievo fittile
      18 cm x 52 cm
      Ceprano (Frosinone), Museo Civico Archeologico di Fregellae
    • Rhyton di Pontios
      h. 112 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Vasca di Fontana
      170 cm x 205 cm diam.
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini, sala Caldaie
    • Cratere di Mitridate
      h. 70 cm (con piede)
      Roma, Musei Capitolini
    • Cratere a calice bronzeo
      62 cm x 35 cm
      Pompei, Antiquarium
    • Base di Candelabro
      81 cm x 52 cm
      Palestrina (Roma), Museo Archeologico Nazionale
    • Mosaico policromo a scena nilotica
      50 cm x 0,5 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Coppa da Civita Castellana
      18 cm diametro
      Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    • Coppa in terracotta
      10 cm x 16 cm
      Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Gregoriano Etrusco

    I costumi funerari

    • Rilievo funerario
      180 cm x 95 cm x 45 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Ritratto di Vecchio
      h. 23 cm
      Osimo (Ancona), Museo Archeologico
    • Ritratto dello pseudo‐Ennio
      h. 30 cm circa
      Città del Vaticano, Musei Vaticani
    • Statua femminile velata con due fanciulli
      h. 165 cm (con base)
      Roma, Musei Capitolini,Centrale Montemartini
    • Testa virile (Gallo)
      h. 31 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Testa femminile
      h. 30 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
    • Statuetta di Orfeo
      h. 98 cm
      Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini

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    COOP. IL SOGNO
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