Guttuso. 1912-2012
12 ottobre 2012 / 10 febbraio 2013
PROROGATA FINO AL 17 FEBBRAIO 2013

Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) Roma

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Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
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Guttuso al Complesso del Vittoriano

Condividi Roma, la città nella quale Renato Guttuso visse per oltre cinquant’anni, celebra il grande artista, in occasione del centenario dalla nascita, con una grande mostra: “Guttuso. 1912-2012” ospitata nella prestigiosa cornice del Complesso del Vittoriano dal 12 ottobre 2012 al 10 febbraio 2013. Cento dipinti, scelti in modo da rappresentare l’intero arco creativo dell’attività artistica del maestro siciliano, documentano i diversi momenti espressivi del pittore e costituiscono la prima grande antologica che gli dedica la città.
Guttuso, infatti, è stato, per più di cinquant’anni, uno straordinario testimone del nostro tempo, in grado di rappresentare con le sue opere, ma anche con i suoi scritti, la condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni.

Per capire Guttuso è fondamentale poter approfondire la sua straordinaria capacità di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse.
Scrittori come Moravia, scultori come Moore, Manzù, poeti come Pasolini e Neruda, registi come Visconti, ebbero con lui rapporti di feconda collaborazione da cui sono nate illustrazioni per libri, scenografie, sodalizi talvolta sviluppatisi in movimenti artistici.
Guttuso, stabilì nella capitale il centro nodale delle sue relazioni e la dipinse, rappresentandone l'aspetto più intenso e profondo, sociale, politico, ma anche religioso. Attraverso le sue visioni del Colosseo, dei Tetti di Via Leonina, delle misteriose presenze nei giardini pensili romani, che emergono nella Visita della sera, scopriamo una Roma diversa, vibrante.

Dipinti, disegni, bozzetti e figurini rappresentativi dell’intero arco creativo dell’attività artistica del maestro siciliano documentano i diversi momenti espressivi di Guttuso. Grazie al lungo lavoro di ricerca compiuto dagli Archivi Guttuso, le opere sono state scelte tra quelle presenti nei più importanti musei italiani ed esteri, oltre che nelle collezioni private più rappresentative. Vengono inoltre presentate le opere che il maestro aveva tenute per sé, nella sua collezione privata: dalle piccole tavolette con le quali, precocissimo, muoveva i primi passi nel mondo della pittura, ai grandi quadri come La Fuga dall’Etna, La Crocifissione, I funerali di Togliatti, Il Caffè Greco, La Vucciria e le splendide nature morte che, negli anni Quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe.

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LA MOSTRA

Ripercorrere l’intero arco creativo di Renato Guttuso, documentando i diversi movimenti artistici di cui fu protagonista, spesso scomodo, e le accese polemiche che sempre lo animarono, può offrire ai visitatori l’opportunità di confrontarsi con un artista che aveva un’idea forte della funzione dell’arte nella società, una concezione che oltrepassava le mura dello studio. “Se io potessi, per una attenzione del padreterno, scegliere un momento nella storia e un mestiere” scriveva infatti “sceglierei questo tempo e il mestiere di pittore”.
Per capire Guttuso non basta vedere le sue opere - alcune delle quali divenute vere icone dell’arte europea -, ma è fondamentale poter approfondire la sua straordinaria capacità di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse.
Scrittori come Moravia, Sciascia, scultori come Moore, Manzù, che gli dedicò il monumento funebre dove è sepolto, musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda, registi come Visconti, De Sica, maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di feconda collaborazione artistica da cui sono nate illustrazioni per libri, scenografie, sodalizi talvolta sviluppatisi in movimenti artistici.

Guttuso, che visse tra Palermo, Milano e Roma, svolgendo una fondamentale funzione di raccordo tra gli artisti che vivevano in quelle città, stabilì nella capitale il centro nodale delle sue relazioni. La città lo accolse fin dal 1931, in occasione della prima Quadriennale nella quale, diciannovenne, fu invitato ad esporre due quadri, lo protesse nel difficile momento della Resistenza e gli offrì sempre occasioni di incontri straordinari.
Guttuso la dipinse, rappresentandone l’aspetto più intenso e profondo, sociale, politico, ma anche religioso. Attraverso le sue visioni del Colosseo, dei Tetti di Roma, delle misteriose presenze nei giardini pensili romani, che emergono ne La Visita della sera, scopriamo una Roma diversa, vibrante.
Grazie al lungo lavoro di ricerca compiuto dagli Archivi Guttuso, le opere sono state scelte tra quelle presenti nei più importanti musei italiani ed esteri, oltre che nelle collezioni private più rappresentative.
Saranno inoltre esposte le opere che il maestro aveva tenute per sé, nella sua collezione privata; sarà così possibile ammirare le piccole tavolette con le quali, precocissimo, muoveva i primi passi nel mondo della pittura, i capolavori come La Fuga dall’Etna, La Crocifissione, I funerali di Togliatti, Il Caffè Greco, La Vucciria, La Spiaggia, La Zolfara, alcuni per la prima volta a Roma, e le splendide nature morte che, negli anni Quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe.

Renato Guttuso nasce a Bagheria in provincia di Palermo nel 1912 da Gioacchino, agrimensore con la passione dell’acquerello e Giuseppina d’Amico; bambino, frequenta la bottega di un pittore di carretti siciliani restando fortemente impressionato dalle scene dipinte sui carri: attraverso il loro realismo ingenuo e variopinto queste immagini variopinte e dense di figure si mescolano con la dimensione fantastica delle favole, delle ballate e delle leggende popolari. Guttuso si ricorderà per sempre di queste rappresentazioni. Nel 1931 si trasferisce a Roma, espone alla I Quadriennale ed ha rapporti con i pittori della Scuola Romana da cui assorbe i primi elementi di uno stile tonale e di una reazione anti-Novecento. In mostra sono esposte delle bellissime Nature morte di questo periodo.
Dal 1935 al ’37 soggiorna a Milano dove i contatti con Birolli, Manzù, Persico, Banfi, Joppolo, rafforzano quelle posizioni innestandole su basi politiche antifasciste.
Nel 1937 si trasferisce definitivamente a Roma. Il suo studio diventa uno dei centri intellettuali più vivaci della capitale. Negli anni 1937-1939 stringe importanti amicizie: con Moravia – esposto in mostra il Ritratto di Moravia, olio su tela del 1982 -, con Antonello Trombadori e Mario Alicata, determinanti per la sua adesione al Partito comunista nel 1940.  Tra i dipinti di questo periodo Fucilazione in campagna – dedicata a Federico García Lorca – olio su tela databile al 1938 proveniente dalla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma.
Nel 1940-1941 realizza la Crocifissione, olio su tela celeberrimo che suscita un grande scandalo e viene condannato dal Vaticano, proveniente sempre dalla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma ora esposto nella mostra romana. Tra il 1940 e il 1942 partecipa al movimento milanese di “Corrente”. Nel 1943, a Roma, entra nella resistenza e nel dopoguerra partecipa al “Fronte Nuovo delle Arti” con opere di rottura e di accentuato influsso post-cubista.
“La pittura italiana dopo la guerra, la Resistenza, fino al ’48-’49 fu un tentativo anche linguistico, di aggiornamento, ma non disgiunto dalle nostre premesse ideali… La ripresa si articolava attorno a Picasso e non solo si differenziava nettamente da quella dei picassiani francesi, ma anche dalle nostre stesse esperienze precedenti… Non fummo immuni da un certo formalismo… Da una analisi spesso condotta a freddo, ma c’era a mio parere qualcosa di più. Una tensione che ci eravamo portata dietro da Corrente, moralmente e intellettualmente giusta”. Così scrive Guttuso ricordando gli anni dell’euforia che seguono la liberazione, quel fermento che spinge tanti artisti italiani a confrontarsi con l’Europa, a rompere l’isolamento da cui provengono, a fondare e far naufragare movimenti artistici, alla ricerca di un linguaggio nuovo. Ed è il “Fronte Nuovo delle Arti”, che deve il suo nome proprio a Guttuso, a segnare il fecondo dibattito tra le diverse tendenze artistiche e l’inizio della radicalizzazione delle posizioni. Ricorda sempre Guttuso: “Il Fronte Nuovo era nato sull’onda dell’entusiasmo ma non poteva reggere alla nuova situazione e al modo come essa si evolveva. In Corrente la mia posizione aveva trovato un punto di incontro-scontro, sulle ragioni della pittura, sui contenuti di essa. Ma mentre la contraddizione in Corrente si risolveva in un dibattito fecondo, nel Fronte condusse alla rottura. Un puro e semplice aggiornamento non poteva, a mio avviso, prolungarsi all’infinito, in una serie di successivi aggiornamenti…”.
La rottura del Fronte, nel 1950, addebitata solo alle implicazioni politiche, e in particolare all’infelice intervento di Togliatti  al quale, peraltro, Guttuso reagì rivendicando l’importanza del confronto con le esperienze artistiche europee, apre la fase di “realismo sociale” nella pittura dell’artista. Come sottolinea Fabio Carapezza Guttuso, è un periodo che procede a fasi alterne che oscillano tra la foga narrativa, ma ancora fortemente segnata dal post-Cubismo, al “realismo programmatico” di contenuto sociale. Lo stile di Guttuso si radica nella assoluta coerenza di una scelta di modo espressivo che percorre una rischiosa posizione di avanguardia e vuole testimoniare, secondo le sue stesse parole “un’arte diretta e leggibile, non intellettualistica, un’arte più legata all’uomo, ai suoi sentimenti, alle sue sofferenze, alle sue lotte”. Il movimento realista è stato in Italia, e nel mondo, l’espressione di una tensione ideale che ha coinvolto scrittori, poeti, musicisti, registi, e non solo pittori, nel desiderio di superare la frattura che separava l’arte dall’uomo. Guttuso così spiega la sua adesione al Realismo: “Era per me l’unico modo di non insediarmi in una corrente, lasciandomi trasportare e trascorrendo da Picasso a Wols, da Wols a Pollock, da Pollock a Rothko, a chissà chi. Quello fu il mio modo di affrontare la crisi e ancora ne sto pagando le cambiali… Il movimento realista fu un tentativo di salvezza in una situazione che vedevamo precipitare”. Secondo Enrico Crispolti il “realismo sociale” è una “formulazione che origina dalla messa in crisi della precedente generosa sintesi narrativa, come progressivamente avviene introducendo un ruolo sempre più descrittivamente narrativo entro la sintesi di matrice postcubista”. Precisa Guttuso nel 1953 “Per noi si tratta di riprendere possesso dei mezzi di espressione figurativa più elementari, per rappresentare una realtà riconoscibile e chiara a tutti, e di esprimere tale realtà nel modo più completo. La ideologia comunista non può che portarci al realismo, non solo perché lo studio della realtà consente di conoscere profondamente le forme e gli aspetti più complessi, ma anche perché ogni nuova forma di conoscenza artistica raggiunta si inserisce nel grande processo di trasformazione della realtà, trasformazione che è l’obiettivo della ideologia comunista”.
Nel 1948 Guttuso partecipa alla XXIV Biennale dove è recensito da prestigiosi critici internazionali e italiani e nel decennio successivo torna a prendervi parte con, tra le altre opere, Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio: in mostra esposto uno studio del 1951 della Collezione Archivi Guttuso di Roma. Degli anni 1959 – 1960 è La discussione della Tate. Come scrive Fabio Carapezza Guttuso, dalla metà degli anni Sessanta in Guttuso nasce “una riflessione che, da tempo iniziata, ha progressivamente consentito all’artista di far emergere, dai reconditi anfratti della memoria, il complesso di immagini in grado di conquistarsi il diritto ad esistere nel presente, per la loro capacità di costruirsi in figure universali e di incarnare, mitizzate, forme attuali dell’esistenza”.
Nel 1965 trasferisce la sua definitiva residenza romana a Palazzo del Grillo. Nel 1972 dipinge I funerali di Togliatti, opera prestata dal Museo d’Arte Moderna di Bologna. Un progetto lungamente meditato fin dalla sua celebrazione nel settembre del 1964: “Nei giorni seguenti alla morte del compagno Togliatti [agosto 1964] cominciò a crescere in me l’idea di dipingere un quadro sui suoi funerali. Il mio tavolo da disegno era interamente coperto da un grande foglio di carta, mentre lavoravo ad altro, su altri fogli, andavo continuamente pensando al ‘funerale’ e notavo, in margine del grande foglio, quasi con la coda dell’occhio, distraendo la mano dal foglio cui ero occupato verso il foglio sottostante, accenni di figure piangenti, pugni chiusi nel saluto, bandiere…”
L’anno successivo realizza un ciclo di grandi composizioni commemorative come Omaggio a Picasso morto quell’anno: in mostra esposto Il convivio: Picasso e i suoi personaggi del 1973. Sottolinea sempre Fabio Carapezza Guttuso che “la presenza di Picasso nella vita di Guttuso è come una camera oscura nella quale l’uomo si sovrappone alle immagini più pregnanti delle sue opere”.
Nel 1974 dipinge il grande quadro La Vucciria, eccezionalmente prestato dall’Università degli Studi di Palermo, di cui lo scrittore Goffredo Parise scrive “nessun altro quadro di Guttuso ha mai espresso con tanta intensità il sentimento profondo del nostro paese”.     
Viene eletto senatore della Repubblica nel collegio di Sciacca nel 1976 nella lista del Partito comunista italiano e nello stesso anno dipinge Caffè Greco a Roma ora al Museo Thyssen – Bornemisza di Madrid ed esposto al Vittoriano. “Io di solito aspetto che mi vengano le idee, non le vado mai a cercare, un giorno ero seduto al Caffè Greco, proprio nella sala che ho dipinto, e ho cominciato a pensare che era un tema che mi si addiceva. C’era de Chirico da un lato, seduto. Ho continuato a pensare al progetto e quando si è un po’ maturato ho cominciato a fare qualche disegno […]In questo quadro c’è un elemento catalizzatore, Giorgio de Chirico, anche se il fascino del luogo nasce anche dalla gente che ci è passata, da Buffalo Bill a Gabriele D’Annunzio. […] nel quadro ci sono molti elementi dechirichiani penso a ‘Il sogno del poeta’ a ‘Il ritratto premonitore di Guillaume Apollinaire’ […]. Volevo però dare, sia pure con un solo segno, il senso della storia che è passata”.
Come sottolinea Enrico Crispolti da metà degli anni Sessanta in Guttuso esiste una stagione segnata dalla conquista di uno spazio liberamente di memoria, ove in un nuovo “realismo allegorico” si manifestano presenze dapprima di motivazione memoriale, quindi fantastiche, visionarie, allegoriche, simboliche “in un respiro di partecipata consapevolezza morale e civile dei tempi, alla quale la sua opera ha aspirato fin dagli appassionati anni di formazione”.
Guttuso muore il 18 gennaio 1987. “Chi ripercorre la sua pittura, come le motivazioni che passo passo ne hanno giustificato le ragioni, è di fronte a un grado di passionalità partecipativa, di vitalismo, sorprendenti, e certo di portata tutt’altro che inattuale.” (E. Crispolti).

COME ARRIVARE:
Tutti i bus per il centro storico: 81, 85, 87, 186, 571, 810, 850, fermata Piazza Venezia
Metro B fermata Colosseo
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ORARIO
Aperto tutti i giorni 
dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30;
venerdì e sabato 9.30 – 23.30;
domenica 9.30 – 20.30

BIGLIETTI
Intero € 13,50 + € 2,00 spese d'agenzia
Ridotto € 11,00 + € 2,00 spese d'agenzia

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Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso   Renato Guttuso
Autoritratto
 (1975)
olio su tela cm 73 x 63
Collezione Archivi Guttuso, Roma
Renato Guttuso
Caffè Greco
 (1976)
tecnica mista e collage su carta intelata cm 186 x 243
Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid
Renato Guttuso
Crocifissione
 (1940-1941)
olio su tela cm 198,5 x 198,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma
Renato Guttuso
I funerali di Togliatti,
 (1972)
acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli di compensato cm 340 x 440
MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna
Renato Guttuso, Autoritratto - 1936. Olio su tela, 48x60 cm. Civica galleria d’Arte Moderna “E. Restivo”, Palermo
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso in mostra al Vittoriano, Roma
Renato Guttuso
La discussione
 (1959-1960)
tempera, olio e tecnica mista su tela cm 220 x 248
Tate, acquistato nel 1961
Renato Guttuso
La Vucciria
 (1974)
olio su tela cm 300 x 300
Università degli Studi di Palermo, in esposizione permanente presso il Complesso Monumentale dello Steri
Renato Guttuso
Paesaggio urbano
 (1940)
olio su tela cm 60 x 80
Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo, in deposito temporaneo presso la Presidenza della Regione Siciliana, Palazzo d'Orleans
Renato Guttuso
Ritratto di Moravia
 (1982)
olio su tela cm 122 x 95
Casa Museo Alberto Moravia', Roma
Renato Guttuso
Zolfara
 (1953)
olio su tela cm 201,5 x 311
Museo d'Arte Moderna 'Mario Rimoldi', Regole d'Ampezzo, Cortina d'Ampezzo
Renato Guttuso, Teschio e cravatte - 1979. Olio su tela, cm. 80x95. Collezione privata

Renato Guttuso
Angurie
  (1986)
olio su tela cm 90 x 100
Collezione Giuseppe Merlini, Busto Arsizio

Renato Guttuso
Arance
  (1941)
olio su tela cm 50 x 67,5
MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto,

Renato Guttuso
Autoritratto
  (1936)
olio su tela cm 49 x 60,5
Galleria d'Arte Moderna 'Empedocle Restivo', Palermo

Renato Guttuso
Autoritratto
  (1942-1943)
olio su tela cm 50 x 40,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Autoritratto
  (1975)
olio su tela cm 73 x 63
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Autoritratto con maglione
  (1969)
olio su tela cm 115 x 89
Collezione privata

Renato Guttuso
Autoritratto con sciarpa ed ombrello
  (1936)
olio su tela cm 71 x 55
Collezione privata, Palermo

Renato Guttuso
Bambini in festa
  (1935)
olio su compensato cm 96 x 83
Collezione privata, Palermo

Renato Guttuso
Bottiglia e barattolo
  (1948)
olio su tela cm 35 x 27,5
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Bucranio, mandibola di pescecane e drappo nero contro il cielo
  (1984)
olio su tela cm 75,5 x 109
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Busto di donna
  (1960)
china acquarellata  cm 52 x 30
Collezione eni spa

Renato Guttuso
Caffè Greco
  (1976)
tecnica mista e collage su carta intelata cm 186 x 243
Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Renato Guttuso
Cani nella notte
  (1973)
olio su tela cm 140,5 x 155
Centre national des arts plastiques, Parigi

Renato Guttuso
Cavallo pazzo
  (1930-1931)
olio su tavola cm 48 x 60
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria

Renato Guttuso
Cena di Emmaus (Da Antonello)
  (1981)
olio su tela cm 100 x 120
Collezione privata

Renato Guttuso
Cesto di castagne
  (1968)
olio su tela cm 81 x 81
Collezione privata

Renato Guttuso
Cesto, forbici e limoni
  (1939)
olio su tavoletta cm 30 x 59
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Colosseo
  (1972)
olio su tela cm 130 x 100
Pinacoteca Civica, Jesi

Renato Guttuso
Cranio d'ariete
  (1938)
olio su carta intelata cm 29 x 41,8
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Crocifissione
  (1940-1941)
olio su tela cm 198,5 x 198,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Da 'Aladino': Figurino per Principessa
  (1976)
china e acquerello su cartoncino cm 52 x 35
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Carmen': Bozzetto di scena ato IV
  (1970)
china acquarellata, matita e pastello su cartoncino cm 49,5 x 72,5
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Carmen': Bozzetto di scena per la taverna atto II
  (1970)
China, acquarello, matita e collage su cartoncino cm 62 x 88
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Carmen'; Figurino per Sigaraia
  (1970)
china, acquerello, matita e tempera su carta cm 50 x 35,5
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Chout': Bozzetto di scena, quadro I
  (1950)
tempera, china, acquerello e matita su carta cm 35 x 48
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Chout': Figurino per il Mercante
  (1950)
china e acquerello su carta cm 52,2 x 34,2
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Il tenore sconfitto': Bozzetto di scena
  (1950)
china e acquerello su carta cm 34,2 x 44
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'La Forza del Destino': Bozzetto di scena atto I
  (1978)
china, tempera acquarellata, matita e lumeggiature di acrilico cm 49,8 x 70
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'La Forza del Destino': Figurino per il Marchese di Calatrava
  (1978)
china, tempera, acquarello e matita su carta cm 50 x 35
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Lady Macbeth di Minsk': Bozzetto di scena atto IV
  (1947)
china, acquarello, matita e tempera su carta cm 38 x 56
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da 'Orfeo': Figurino per Baccanti
  (1981)
china, acquerello e acrilico su carta cm 50 x 35,5
Collezione privata, Roma

Renato Guttuso
Da Cézanne (Ritratto di Boyer)
  (1935)
olio su tala cm 50 x 34,5
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Damigiane e bottaccino
  (1959)
olio su tela cm 110 x 140
Collezione Fondazione Sicilia, Palermo

Renato Guttuso
Donna nuda nello studio
  (1959)
olio su tela cm 103 x 119
Museo Revoltella, Galleria d'Arte Moderna, Trieste

Renato Guttuso
Donna sdraiata e tulipano
  (1985)
china e tempera su carboncino cm 73 x 102
Collezione privata

Renato Guttuso
Due donne sdraiate
  (1982)
tempera su carta intelata cm 81,8 x 183,7
Collezione privata

Renato Guttuso
Fichi d'India
  (1959)
acrilici su tela cm 100 x 125
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria

Renato Guttuso
Fucilazione a Roma
  (1942)
china su carta gialla cm 25 x 35
Collezione privata

Renato Guttuso
Fucilazione in campagna
  (1938)
olio su tela cm 97 x 72,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Fuga dall'Etna
  (1938-1939)
olio su tela cm 147,2 x 256,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Gabbia bianca e foglie
  (1940-1941)
olio su tela cm 45 x 55
Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Renato Guttuso
Gente nello studio
  (1938)
olio su tavola cm 63 x 88
Collezione Luisa Laureati Briganti, Roma

Renato Guttuso
Girasoli
  (1971)
olio su tela cm 60 x 73
Collezione Archivi Guttuso, Roma

Renato Guttuso
Gott mit Uns
  (1944)
china e acquarello su carta  cm 46,5 x 33,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Grande nudo trasversale
  (1962)
acrilico e olio su tela cm 174 x 210
Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia

Renato Guttuso
I funerali di Togliatti,
  (1972)
acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli di compensato cm 340 x 440
MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna

Renato Guttuso
I seminatori di scisma
  (1960)
china e acquerello su carboncino cm 73 x 50,5
Collezione privata

Renato Guttuso
Il convivio: Picasso e i suoi personaggi
  (1973)
acrilici su carta intelata cm 15 2x 122
Collezione privata

Renato Guttuso
Il merlo
  (1947)
olio su tela cm 64,5 x 81
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Renato Guttuso
Il racconto del marinaio
  (1933)
olio su tela cm 128 x 92,5
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria

Renato Guttuso
Il sonno
  (1979)
olio su tela cm 104 x 127
Collezione privata

Renato Guttuso
L'eroe morto
  (1953)
olio su tela cm 85 x 110
Estorick Collection, Londra

Renato Guttuso
La bottiglia di Madera
  (1940-1941)
olio su tela cm 55 x 39,5
Collezione privata

Renato Guttuso
La discussione
  (1959-1960)
tempera, olio e tecnica mista su tela cm 220 x 248
Tate, acquistato nel 1961

Renato Guttuso
La donna del marinaio
  (1932)
olio su tavola cm 80 x 65
Collezione privata

Renato Guttuso
La finestra blu
  (1940-1941)
olio su tela cm 45 x 50
Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano
  
Renato Guttuso
La pesca del pesce spada
  (1949)
smalti e tempera su carta intelata cm 150 x 205
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
La spiaggia
  (1955-1956)
olio su tela cm 301 x 452
Galleria Nazionale di Parma
  
Renato Guttuso
La visita della sera
  (1980)
olio su tela cm 159 x 195
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma
  
Renato Guttuso
La Vucciria
  (1974)
olio su tela cm 300 x 300
Università degli Studi di Palermo, in esposizione permanente presso il Complesso Monumentale dello Steri
  
Renato Guttuso
Lotta di minatori francesi
  (1948)
tempera su carta incollata su cartone cm 63,5 x 88
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Mani di Moravia
  (1982)
matita e china su carta cm 35 x 50
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Mano di Mimise con la rondine
  (1938)
olio su tavola cm 27,5 x 36
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Massacro di agnelli
  (1947)
olio su tela cm 95 x 123
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Mele e fiori
  (1938)
olio su cartoncino telato cm 47 x 54
Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano
  
Renato Guttuso
Mimise
  (1937)
china su carta cm 35 x 49,6
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Mucca
  (1938)
china acquarellata su carta cm 22 x 32,2
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Muro di Erice
  (1976)
olio su tela cm 110 x 90
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma
  
Renato Guttuso
Natura morta con cestello e martello
  (1960)
china, carboncino e matita su cartoncino cm 73 x 99,6
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Natura morta con fornello elettrico
  (1961)
olio su tela cm 55 x 46
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Natura morta con lampada
  (1940-1941)
olio su tela cm 55 x 80
Collezione Giuseppe Merlini, Busto Arsizio
  
Renato Guttuso
Natura morta con lume, piatto, bottiglie
  (1931)
olio su tavola cn 45 x 61
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria
  
Renato Guttuso
Natura morta con scarpa e bicchiere
  (1986)
matita, china e acrilico su cartoncino cm 51 x 73,5
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Natura morta con scarpe
  (1935)
olio su compensato cm 40 x 29
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Nudo con cesta
  (1959)
matita, carboncino su carboncino cm 51 x 36
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Nudo di schiena
  (1937)
china su carta cm 31 x 21
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Nudo sdraiato
  (1940)
olio su tela cm 69,5 x 100
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Occupazione delle terre
  (1947)
olio su tela cm 65 x 80
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Paesaggio di Anacapri
  (1954)
pastelli, matita grassa su cartoncino cm 70 x 50
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Paesaggio di Villa Massimo
  (1947)
olio su tela cm 48 x 38
Collezione Battistoni, Roma
  
Renato Guttuso
Paesaggio urbano
  (1940)
olio su tela cm 60 x 80
Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo, in deposito temporaneo presso la Presidenza della Regione Siciliana, Palazzo d'Orleans
  
Renato Guttuso
Prima idea della 'Fucilazione in campagna'
  (1937)
china e acquarello su carta intelata su cartoncino cm 22 x 27,5
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Ragazzi in Vespa
  (1958)
olio su tela cm 65 x 54
Collezione privata
Renato Guttuso
Restano solo i morti
  (1956)
inchiostro e china su carta cm 41,5 x 57
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Retata
  (1946)
olio su tela cm 30 x 40
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Ricci
  (1950 )
olio su tela cm 30 x 40
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto del padre agrimensore Gioacchino Guttuso
  (1966)
olio su tela cm 195 x 126
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria
  
Renato Guttuso
Ritratto del padre, il Cav. Gioacchino Guttuso
  (1930)
olio su tavola cm 65 x 55
Museo Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria
  
Renato Guttuso
Ritratto di Anna Magnani
  (1960)
olio su tela cm 75 x 65
Collezione Luisa Laureati Briganti, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto di Antonino Santangelo
  (1942)
olio su tela cn 100 x 70
Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano
  
Renato Guttuso
Ritratto di Eugenio Montale
  (1938)
olio su tavola cm 60 x 39
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto di Giorgio Amendola
  (1979)
olio su tela cm 110 x 90
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Ritratto di Mario Alicata
  (1955)
olio su tela cm 75 x 77
Museo Villa Guttuso, Villa Cattolica, Bagheria
  
Renato Guttuso
Ritratto di Mario Schifano
  (1966)
olio su tela cm 105 x 144
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto di Mimise
  (1947)
olio su tela cm 61 x 50,5
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto di Mimise con cappello rosso
  (1940)
olio su tela cm 55 x 45,5
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Ritratto di Moravia
  (1982)
olio su tela cm 122 x 95
Casa Museo Alberto Moravia', Roma
  
Renato Guttuso
Sera a Velate
  (1980)
olio su tela cm 110 x 90
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Studio dal Marat di David
  (1962)
china e pennallo su carta intelata cm 100 x 70
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Studio della 'Crocifissione' di Picaasso
  (1938)
china su carta cm 31 x 44
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Studio per i 'Mangiatori di angurie'
  (1946)
pastello, acquarello e china su carta cm 31 x 46
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Studio per la 'Battaglia del Ponte dell'Ammiraglio'
  (1951)
olio su tela cm 38 x 61
Collezione Archivi Guttuso, Roma
  
Renato Guttuso
Studio per “Palinuro”
  (1931)
china su carta cm 41 x 50
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Tetti a Velate d'inverno
  (1957)
olio su tela cm 59 x 72
Collezione privata, Roma
  
Renato Guttuso
Tetti di Roma
  (1957)
olio su tela cm 64 x 79,5
Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale
  
Renato Guttuso
Tetti di Roma
  (1961)
china, carboncino e matita su cartoncino cm 100 x 72
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Trionfo della guerra
  (1966)
olio su tela cm 126 x 186
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Vecchie case a Palermo
  (1978)
olio su tela cm 90 x 115
Collezione privata
  
Renato Guttuso
Zolfara
  (1953)
olio su tela cm 201,5 x 311
Museo d'Arte Moderna 'Mario Rimoldi', Regole d'Ampezzo, Cortina d'Ampezzo
  
Renato Guttuso
Zolfatorello ferito
  (1952)
olio su carta intelata cm 93,5 x 56
Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma