giottotrecento01.jpg
Giotto e il Trecento “Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”
 Roma – Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Venerdì 6 marzo – lunedì 29 giugno 2009
BIGLIETTI
ORARI
IMMAGINI
VISITE GUIDATE
GUIDED TOURS

Per informazioni e prenotazioni visite guidate / Info and reservation guided tours :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

“Giotto e il Trecento.  Il più Sovrano Maestro stato in dipintura: dal 6 marzo al 29 giugno 2009 il Complesso del Vittoriano di Roma ospita un’imponente rassegna dedicata all’artista-simbolo dell’intero Medioevo, il primo vero artista “italiano”, ed all’impatto straordinario che il suo segno ebbe su ogni aspetto del linguaggio artistico in tutto il territorio nazionale.  A oltre settanta anni dall’ultima grande mostra su Giotto e la pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 per celebrare il sesto centenario della morte del maestro fiorentino, oltre 150 opere, tutte di altissimo livello e di qualità indiscussa,  sono raccolte qui per la prima volta per ripercorrere nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, presentando gli ultimi sviluppi della critica storico-artistica in materia.  Maestosi polittici, preziosissime opere su tavola, importanti sculture, rari manoscritti e oreficerie di pregio danno conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo e in tale preziosa selezione spiccano 20 capolavori eseguiti da Giotto, oggi molto difficili da spostare per ragioni di conservazione ed in mostra a Roma per la prima volta, in un’esposizione destinata ad essere un evento unico e irripetibile.

Nell’ultimo decennio, alcune importanti esposizioni hanno affrontato aspetti specifici della vicenda artistica di Giotto, legati a singole opere o a problemi critici di ambito regionale, come nel caso di Bologna, Lombardia e, naturalmente, Firenze; a oltre settanta anni dalla famosa esposizione allestita agli Uffizi e dedicata al grande maestro fiorentino ed alla pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, si è ora avvertita, però, l’esigenza di ripercorrere con strumenti critici moderni e nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, delineando nel contempo le caratteristiche del contesto culturale da cui esso prese le mosse e si sviluppò. 

La mostra, infatti, presenta una ricostruzione analitica della situazione artistica italiana tra l’ultimo decennio del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo, seguendo il tracciato degli spostamenti di Giotto nella Penisola ed analizzando le sue innovative soluzioni figurative.  La novità e l’originalità della mostra consistono essenzialmente nel fatto che per la prima volta si intende documentare con ampiezza inedita e con opere di altissima qualità lo snodo cruciale dell’arte trecentesca, includendo gran parte del territorio italiano e presentando una panoramica mai tentata in precedenza di tutte le declinazioni stilistiche e formali della lezione giottesca.  

Artista-simbolo dell'intero Medioevo, Giotto conobbe particolare e vastissima fama anche presso i propri contemporanei, come testimoniano le numerosissime citazioni e trattazioni che lo riguardano, presenti in fonti letterarie e documentarie sin dai primi decenni del Trecento.  La sua personalità artistica fu unanimemente riconosciuta, già dagli intellettuali del tempo, come momento di snodo della cultura pittorica occidentale, in un'ottica anticipatrice dei valori formali, ma anche ideali, del Rinascimento.  Giotto può essere a tutti gli effetti considerato il primo pittore “italiano”, in parallelo con il ruolo svolto da Dante Alighieri nella formazione della nuova lingua nazionale. 

Il nucleo davvero originale della mostra è anche la dettagliata ricostruzione dei percorsi giotteschi e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi dove il Maestro lasciò le proprie opere; opere, in qualche caso completamente scomparse, ma idealmente ricostruibili non solo attraverso le fonti scritte, ma, soprattutto, grazie agli echi che se ne riscontrano nella pittura dei maestri locali. 

In quest’ottica le regioni italiane interessate saranno, oltre naturalmente alla Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Campania, proprio per testimoniare la dimensione nazionale del fenomeno figurativo giottesco.

In oltre cinquant’anni di attività, infatti, Giotto fornì temi stilistici e, più in generale, argomenti di riflessione sulla funzione e la natura delle arti figurative, agli artisti suoi contemporanei e a quelli delle generazioni successive, tracciando nuovi percorsi i cui effetti saranno alla base, di lì a meno di un secolo, delle opere dei grandi maestri del Rinascimento.  Temi come la rappresentazione tridimensionale dello spazio, il recupero del naturalismo dell’immagine e della figura umana, l’introduzione di una dimensione affettiva della pittura divennero, dopo Giotto, aspetti ineliminabili del dibattito artistico, come venne, con singolare rapidità, compreso anche dai maggiore letterati e poeti del Trecento, da Boccaccio a Petrarca. 

Tra le opere presenti in mostra spiccano veri e propri capolavori di grandi maestri come i pittori Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, gli scultori  Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio, gli orafi Guccio di Mannaia, Andrea Pucci Sardi, tra i miniatori Cristoforo Orimina e il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più raffinati e colti interpreti della lezione giottesca.

L’influsso di Giotto, però, non può essere limitato alla sfera pittorica, ma, come la mostra testimonia in modo davvero innovativo, va esteso a tutte le sfere dell’arte.  L’esposizione, quindi, dà ampio spazio anche al settore delle arti suntuarie (particolarmente oreficerie e manoscritti miniati), che erano all’epoca il più diffuso tramite per la circolazione di temi stilistici e iconografici e sulle quali la pittura giottesca incise in modo diretto e rilevante.  La sezione dedicata alla scultura, poi, documenta sia l’importanza della lezione di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio per la formazione di Giotto, sia la svolta impressa da quest’ultimo anche alla plastica medievale sviluppando i temi spaziali e di naturalismo già presenti nelle opere arnolfiane e poi sviluppate da altri grandissimi maestri, quali Giovanni Pisano, Tino di Camaino,  Giovanni di Balduccio e Andrea Pisano.

La collocazione romana della mostra va anche intesa in funzione esplicativa del ruolo che l’Urbe e i suoi monumenti antichi svolsero nella formazione del linguaggio giottesco, aspetto questo sinora mai compiutamente affrontato in un percorso espositivo, anche se da qualche anno riportato al centro dell’attenzione dalla letteratura specialistica con risultati di grande interesse.   Ma non solo: a Roma Giotto lasciò opere fondamentali, promosse dal cardinale Jacopo Stefaneschi la cui attività di committente sarà rappresenta in mostra dai resti del mosaico della Navicella, da una parte del Trittico per la Basilica, dalle immagini dei S. Pietro e Paolo nel Tesoro di San Pietro e dai manoscritti conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il fatto che la mostra si svolga a Roma è tanto più significativo in quanto i più recenti studi sottolineano l’importanza che il patrimonio figurativo della classicità ebbe nella formazione di Giotto, che vi si recò almeno due volte, realizzando opere di fondamentale importanza, che in questa occasione vengono per la prima volta riunite.
Huge review dedicated to the symbol-artists of all the Middle Age, the very first 'italian' artist, and to the impact of his work on every aspect of the artistic language throughout the national territory.
After more than seventy years since the last great exibition about Giotto and the painting art in Italy between the last part of thirteenth century and the first half of the fourteenth, held at the Galleria degli Uffizi in 1937, for celebrating the sixth anniversary of the florentine artist, more than 150 works, all of highest level and of undisputed quality, are collected here for the first time in order to go along again the Giotto's path in all its entirety, displying the last developments of the historical-artistic criticism regarding such matter.
Precious works, important sculptures, rare manuscripts, and jewellery of highest quality, give an idea of all the different branches of the florentine master on the italian art of his time, and in such precious selection there are 20 masterpieces performed by Giotto, very difficult to move due to conservation reasons, and on display in Rome for the first time, in an exibition destinated to remain an unique and unrepeatable event.

Per informazioni e prenotazioni visite guidate / Info and reservation guided tours :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

Costo del biglietto:

  • € 10,00 intero + spese d'agenzia
  • € 7,50 ridotto + spese d'agenzia

PRENOTAZIONI A PARTIRE DA 12 PERSONE IN SU / RESERVATION FROM 12 PERSON

Orario:

  • dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30
  • venerdì e sabato 9.30 – 23.30
  • domenica 9.30 – 20.30
giottotrecento02.jpg
Giotto di Bondone
Polittico: Madonna col Bambino e i santi Nicola di Bari, Giovanni Evangelista, Pietro e Benedetto;
nel tondo della cuspide centrale: Cristo benedicente; negli altri tondi: quattro angeli (in origine nella chiesa della Badia), 1295 – 1300
Tavola, 142 x 337 cm Firenze, Galleria degli Uffizi
giottotrecento03.jpg
Giotto di Bondone
Polittico, Cristo benedicente fra San Giovanni Evangelista, la Vergine, San Giovanni Battista e
San Francesco d’Assisi, 1310-1315
Tempera e foglia d’oro su tavola, 105,7 x 250,2 cm
Raleigh, North Carolina Museum of Art, dono The Samuel H. Kress Foundation
giottotrecento04.jpg
Giotto di Bondone
Madonna col Bambino in trono e due angeli (in origine nella chiesa di San Giorgio alla Costa)
circa 1295
Tavola, 180 x 90 cm
Firenze, Museo Diocesano
giottotrecento05.jpg
Giotto e bottega
I Santi Apostoli Pietro e Paolo, circa 1325-1335
Tempera trasportata su rame, 130 x 95 cm
Città del Vaticano, Museo del Tesoro di S. Pietro, Basilica Vaticana
giottotrecento06.jpg
Cimabue (Cenni di Pepo, detto)
Madonna col Bambino, circa 1285
Tempera su tavola, 68 x 46,5 cm
Castelfiorentino, Museo di S.Verdiana
giottotrecento07.jpg
Ignoto pittore romano
Croce dipinta
ultimo decennio del sec. XIII
Tempera su tavola, 255 x 160 cm
Roma, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
giottotrecento08.jpg
Taddeo Gaddi
Presepe di Greggio, formella dalle Storie di Cristo e Storie di San Francesco (in origine a Santa
Croce, Firenze), 1335-1340 circa
Tavola, 48,5 x 43,5 cm
Firenze, Galleria dell’Accademia
giottotrecento09.jpg
Giovanni Baronzio
Dossale di Villa Verucchio, pannello sinistro, IV decennio del sec. XIV
Tempera su tavola, 76,6 x 115 cm
Rimini, Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, in deposito presso il
"Museo della Città" di Rimini
giottotrecento10.jpg
Altichiero
Madonna con il Bambino, 1370-1384
Affresco staccato, diametro 55 cm
Padova, Parrocchia degli Eremitani
giottotrecento11.jpg
Puccio Capanna
Crocifissione, metà del quarto decennio del sec. XIV
Tempera su tavola 17,8 x 14 cm
Raleigh, North Carolina Museum of Art, Gift of the Samuel H. Kress Foundation