Giacometti in mostra a Roma alla Galleria Borghese

Giacometti. La scultura
dal 5 febbraio al 25 maggio 2014
Galleria Borghese, Roma

Mostre a Roma
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Per prenotazioni :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

Giacometti in mostra a RomaLa Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma presenta all’interno delle sale della Galleria Borghese, quindi immersa nelle sue collezioni, la mostra “Giacometti. La Scultura”.
La mostra, organizzata dalla Galleria Borghese, è curata da Anna Coliva, direttrice della Galleria, e da Chistian Klemm, illustre studioso dell’opera di Giacometti e realizzatore delle mostre più importanti sull’artista.
La Villa Pinciana, nobile scenario di sommi capolavori d’arte antica e moderna è, per definizione, soprattutto il luogo della scultura, grazie alla presenza nella collezione di sommi esempi dell’epoca graca e romana, del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo.
In questo iter storico della scultura attraverso i secoli, in cui è fortemente presente la statuaria rappresentativa della figura umana, manca tuttavia un unico esempio: il modo in cui essa è stata concepita e interpretata nel XX secolo.
A questa idea si vuole dedicare la mostra, individuando l’anello mancante del percorso proprio nell’opera di Alberto Giacometti: la sua estetica, rappresentativa della scultura del Novecento, è il continuum attraverso cui si concretizza la rappresentazione della statua come rappresentazione della figura umana.
Tale suggestivo contesto ospiterà dunque la mostra di Alberto Giacometti, scultore e artista svizzero, visionario, onirico e surrealista, che lasciò un segno indelebile nell’arte del XX secolo.
L’esposizione racconterà attraverso 40 opere l’artista e la sua opera in dialogo con i capolavori presenti in Galleria, per fornire un panorama esaustivo dei modi in cui è stato interpretato il concetto di “statua” nelle varie epoche storiche. Tra le opere esposte Femme qui marche II (1936, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia), Buste de Diego (1954, Centre Pompidou, Parigi) e Femme de Venise V (1956, Collezione Privata), e un interessante nucleo di disegni dell’artista.
La mostra è organizzata dalla Galleria Borghese e prodotta da Arthemisia Group.
A CURA DI CHRISTIAN KLEMM

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INFO GENERALI

BIGLIETTI (IL PREZZO INCLUDE L'INGRESSO ALLA GALLERIA BORGHESE. LA PRENOTAZIONE E' OBBLIGATORIA)

Intero (inclusa prenotazione obbligatoria) 16.00 + spese d'agenzia
Ridotto Cittadini UE 18-25 anni e insegnanti (inclusa prenotazione obbligatoria) 11.50 + spese d'agenzia
Gratuito € 2,00 (inclusa prenotazione obbligatoria)
- Visitatori di età inferiore ai 18 anni;
- Cittadini dell'Unione Europea superiore ai 65 anni;
- Studenti e docenti delle Facoltà di Architettura, Lettere (indirizzo Archeologico o Storico Artistico), di Conservazione dei Beni Culturali e di Scienze della Formazione, mediante esibizione di certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
- Docenti e studenti dell'Unione Europea iscritti alle Accademie, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno Accademico in corso;
- Soci ICOM (con tessera);
- Gruppi scolastici non universitari dell'Unione Europea con accompagnatore;
- Giornalisti con tesserini dell'ordine;
- Dipendenti MiBact.
Gratuito € 0,00 (inclusa prenotazione obbligatoria)
- Portatori di handicap dell'Unione Europea e un loro accompagnatore;
- Guide turistiche dell'Unione Europea nell'esercizio della propria attività professionale.

COME ARRIVARE

Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese, 5 - 00197 ROMA
Metropolitana Linea A: fermata Flaminio o Spagna;
Autobus interno a Villa Borghese - linea 116;
Autobus che attraversano la Villa: 88, 95, 490, 495;
Autobus: 52, 53, 63, 86, 92, 116, 217, 360, 491, 630, 910, 926
Tram 19, 3, 2.
Per i taxi: Via Vittorio Veneto (altezza Villa Borghese)
Calcola il percorso

ORARIO

Lunedì chiuso
Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 17.00)

Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Femme de Venise VIII, 1956
Bronze, 6/6, Susse Fondeur
121 x 15,8 x 33,7 cm
Fondation Beyeler, Riehen/Basel
AGD 1143
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
L'Objet invisible (Main tenant le vide)
1934-1935, INV0310
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1964, Susse Fondeur
155 x 32x 29 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1140
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Moi me hâtant dans une rue sous la pluie, vers
1948, inv. 35
Bronzo, 4/6, Alexis Rudier Fondeur
46,5 x 77 x 15 cm
Kunsthaus Zurich
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
AGD 1405
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Grande femme I, 1960, INV0311
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1963, Susse Fondeur
270 x 35 x 53 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1456
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Donna che cammina [II]), (Femme qui marche
[II])
1932 - 1936
Bronzo, sans numéro, fonte de 1969, Stefan
Costi
altezza 144,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
(Fondazione Solomon R. Guggenheim, New
York)
AGD 2802
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Buste d'Annette (dit Venise), 1961
Bronze, 46 x 26,5 x 12 cm
Bündner Kunstmuseum Chur
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Homme qui marche I, 1960, INV0314
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1963, Susse Fondeur
183 x 26 x 95,5 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1448
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
[Buste d'homme (Lotar III)], 1965
Bronzo,
00/8, fonte d'après 1966, Susse Fondeur
65 x 28 x 35 cm
Collection Privée, Suisse
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014

LA MOSTRA

Dal 5 febbraio fino al 25 maggio 2014 la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Daniela Porro, presenta all’interno delle sale della Galleria Borghese, diretta da Anna Coliva, la mostra Giacometti. La Scultura.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, curata da Anna Coliva e da Christian Klemm, illustre studioso dell’opera di Giacometti e realizzatore delle monografie più importanti sull’artista, e organizzata e prodotta da Arthemisia Group.
L’esposizione porterà a Roma l’arte indiscussa e drammatica di uno dei più grandi artisti del ‘900.
La Villa Pinciana, nobile scenario di capolavori è, per definizione, soprattutto il luogo della scultura, grazie alla presenza nella collezione di sommi esempi dell’epoca greca e romana, del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo.
La meta di questo viaggio attraverso i secoli è l’interpretazione statuaria della figura umana nel XX secolo, che si concretizza nell’arte di uno dei più grandi del ‘900: Alberto Giacometti.
Il desiderio di raccontare la tragicità della scultura moderna a confronto con la classicità del passato è stata dettata da una riflessione sulla poetica di Giacometti, fortemente emblematica di un secolo che vede grandi sconvolgimenti politici, storici e culturali. I curatori della mostra hanno voluto raccontare attraverso il percorso come muti la visione degli artisti nel confrontarsi con la raffigurazione dell’essere umano.
La mostra dunque è occasione per raccontare l’artista - visionario, onirico e surrealista, fautore di un segno indelebile nell’arte - e soprattutto far vedere la sua opera in dialogo con i capolavori della Galleria: le forme sinuose e bianche della Femme couchée qui rêve (1929) in cui si scorgono quelle della Paolina di Canova (1805/1808), il cui volto è riflesso, sull’altro lato, nella Tête qui regarde (1928); il passo pesante dell’Homme qui marche (1947), in cui risuona l’eco di quello affaticato di Enea sotto il peso di Anchise (1619); la Femme qui marche (1932/1936), nera e misteriosa come le sfingi di basalto della Sala egizia; l’equilibrio instabile dell’ Homme qui chavire (1950), fuori asse e pronto a perdere l’equilibrio come il David di Bernini (1623/1624).
Tra le 40 opere esposte, bronzi, gessi e disegni innescano nel contesto della Galleria l’energia bruciante dell’arte di Giacometti, che indaga la profondità vitale dei soggetti, scavandone l’anima fino a “ridurre all’osso” la figura umana: questa la tragica modernità trasmessa al visitatore che percepirà che le sculture di Giacometti creano attorno a loro l’alone volumetrico di una drammatica cornice immateriale, invisibile ma sensibile.

Nello spettacolo visivo della Galleria Borghese la rappresentazione dell’umanità di Giacometti risalta l’uomo e il suo fatale fallire che diventa la tragica conquista della modernità.
A contrasto col passato si esalta la grandezza dell’uomo nei secoli e la mostra racconta - anche attraverso la metamorfosi della Galleria - un’inesauribile complessità dell’essere umano.

1. Salone - Le sculture per la Chase Manhattan Plaza
Nel Salone che accoglierà il visitatore in mostra è stata ricostruita la Chase Manhattan Plaza con le opere di Giacometti quali Donna in piedi I (1960), Grande donna II (1960), Uomo che cammina I (1960).
Quest’opera riunisce non solo i tre temi più importanti della sua produzione matura, ma anche i diversi
aspetti delle precedenti composizioni quali La Place e La Foret.
Le figurine minuscole create dallo scultore durante la guerra per rendere l’impressione della persona vista da grande distanza, si trasformano in figure a grandezza maggiore del naturale.
Creare sculture monumentali per uno spazio pubblico è da sempre l’aspirazione di ogni scultore, e anche per Giacometti questo incarico aveva l’aura nostalgica di un’impresa nella quale ripetutamente si era avventurato, anche se nessuno dei suoi progetti venne mai realizzato.
Le opere esposte furono create in seguito all’invito dell’architetto Gordon Bunshaft a realizzare monumenti per la Chase Manhattan Plaza, nello spazio antistante il grattacielo di sessanta piani dell’omonima banca.

2. Sala del Canova - Il sentire plastico
Il grande talento di Alberto Giacometti per la forma si manifestò molto presto e a soli diciassette anni è già autore di disegni magistrali. Diventare uno scultore professionista, tuttavia, non sembra cosa facile. Ma dopo una prima crisi nel 1920/21 e un successivo allontanamento dal figurativismo per recepire la lezione cubista la sua arte svolta verso la scoperta di una forma del tutto personale. Nel 1928 nasce l’opera Testa che osserva (1928), in mostra nella Sala del Canova accanto alla Paolina Borghese. Opera compiuta dal punto di vista formale, caratterizzata da un’estrema essenzialità, la sua pura astrazione evoca la figura e la materialità.
In questa sala anche Donna sdraiata che sogna (1929), Uomo (Apollo) (1929), Donna sdraiata, (1929) che a confronto con il turgore organico, la tensione muscolare e la purezza dei contorni dell’opera del Canova, evidenziano in Giacometti – cosa piuttosto insolita per uno scultore – la tendenza alla leggerezza, alle forme concave e forate.

3. Sala del David - Il vedere
Nella Sala del David, Bernini “insegna” con la propria opera a vedere l'intensità delle sculture di Giacometti: l’energia statica del David si contrappone al movimento oscillante de L’uomo che vacilla. Quello che per l’artista moderno è qualcosa di momentaneo perché in perenne movimento, per Bernini può rimanere nella sua posizione solo per un attimo. Il movimento rotatorio applicato a una situazione altamente drammatica è radicalmente trasformato dallo scultore svizzero e mostrato come condizione universale dell’essere umano. La superficie dell’opera colma di tracce per far muovere l’occhio di colui che osserva, testimonia il lavoro fenomenologico di Giacometti nel suo tentare di rendere percettibile il processo della visione.

4. Sala di Apollo e Dafne - Evocazione del movimento nell'immobilità
Evocare il movimento come emozione fisica e psichica in sculture che rimangono fisse e immobili: questa l’aspirazione fondamentale del Bernini la cui opera più esplicativa in tal senso è Apollo e Dafne. Giacometti è consapevole di questa contraddizione fin da giovane: nel grande autoritratto del 1921 dopo il suo ritorno dall'Italia, suggestionato dall’esempio dei timpani dei templi classici, si rappresenta nella tipica posizione della “corsa in ginocchio” di Medusa, il cui sguardo pietrifica chiunque osi guardarla.
Egli sovverte il problema facendo ricorso alla percezione: sono gli incessanti movimenti dell’occhio che, nell’immaginare le forme, devono rendere viva la creazione originale.
In tal senso, la sua prima opera è Donna in piedi del 1948, realizzata nel dopoguerra quando si moltiplicano le Femmes debouts, tra cui spicca il gruppo delle Femmes de Venise; qui e nelle quattro Grandes Femmes successive Giacometti esplora diverse possibilità di stilizzazione formale della figura femminile.
Alcune opere del 1956 appartenenti al gruppo delle Femmes de Venise (1956) sono nella Sala di Apollo e Dafne. In queste sculture l’artista esplora diverse possibilità di stilizzazione della figura femminile e, come Dafne si trasforma in un albero, così anche nelle donne di Giacometti la metamorfosi è legata a una presenza universale: piedi enormi, simili a radici, ancorano al suolo le forme alte e sottili e le superfici sono screpolate come cortecce. Le piccole teste sono come prospetticamente assorte; un flusso ininterrotto spinge verso l'alto l’intera forma.

5. Sala degli imperatori - Una scultura come frammento
Il fatto che le rappresentazioni di parti del corpo possano essere viste come opere d’arte compiute risale alla riscoperta, tra le rovine di Roma, delle antiche sculture, e più esattamente di un torso che per disposizione di Michelangelo non venne completato bensì lasciato nel cortile del Belvedere in Vaticano, dove divenne l’oggetto di studio prediletto degli scultori in erba.
Più tardi a partire da Rodin, la resa espressiva del busto costituisce una sfida particolare, tanto che anche Giacometti esordisce al Salon des Indépendants del 1925 con un torso, la sua prima scultura per così dire astratta. Poco dopo crea un’altra composizione, che fa pensare al cubismo, chiaramente ispirata al frammento di una scultura sumera con due mani intrecciate. Su questa scia nel 1932
Giacometti esegue Main prise - una mano di legno intrappolata in un ingranaggio - mentre l’opera La Mano in mostra a Roma è del 1947, quando l’artista torna sul tema con una più forte drammaticità espressiva dopo il riavvicinamento all’arte figurativa e l'esperienza della guerra.
Con le sue dita allargate, la mano ricorda all’artista - lo dirà in seguito - un braccio staccato dal corpo che vide nel 1940 durante la fuga da Parigi.
Appaiono qui per la prima volta superfici screpolate e frastagliate che hanno una precisa corrispondenza con la realtà perché rappresentazione di orrende ferite. Questo diviene ben presto un mezzo espressivo, che prende le distanze dal figurativismo.
Anche i busti romani, le cui versioni settecentesche sono esposte in questa sala, devono la loro origine al culto dei morti, e il mito del rapimento della dea della fertilità Proserpina da parte di Plutone raffigurato dal Bernini nel drammatico gruppo scultoreo, è al centro dei misteri eleusini, nei quali l'iniziato può fare esperienza del superamento della morte.
In questa sala, accanto ai busti romani, anche Cubo (1933), Oggetto invisibile (1934 - 35), La gamba (1958).

6. Stanza dell'Ermafrodito - Donna cucchiaio e Donna sgozzata
Figure femminili sembrano essere sempre presenti nel lavoro di Giacometti che nella sua prima grande femme crea una forma femminile diversa e unica, la Donna cucchiaio. In questa sua prima “grande femme”, seguita dalle altre che segneranno uno degli apici del suo lavoro, l’artista unisce le due diverse fonti di ispirazione della sua prima fase, quella dell’avanguardia: il rigore formale del cubismo con la simmetria ieratica e la stilizzazione audace ed espressiva della scultura africana.
In questa opera il ricorso alla forma di un “cucchiaio” serve a evocare in modo efficace l’idea di donna la cui presenza riecheggia solo nel titolo. È proprio il titolo infatti a provocare inizialmente un senso di smarrimento per il suo contrasto con l’oggetto rappresentato, la negazione dei tratti umani trasforma l’essere torturato in strumento di tortura. Un grembo si inarca richiamando quello di un divinità primitiva della fecondità, avvicinandosi e allontanandosi, aprendosi e ritraendosi agli occhi di chi lo guarda. Le forme cristalline della vita, seni e testa, fuggono verso l’alto, fluttuando come un’apparizione. Il vuoto concavo inafferrabile e il motivo ovale dominante che spinge in direzioni opposte sembrano raccontare una frustrazione quasi erotica, non dissimile dall'effetto dell’Ermafrodito.
Tra quell’antica figura sdraiata sul suo materasso di marmo e la non meno insolita Donna sgozzata dello svizzero c’è un fil rouge che le ricongiunge: entrambe contengono un contrasto quasi irritante di forme concave e convesse; le loro membra si muovono in direzioni opposte e - aspetto particolarmente bizzarro - si mostrano in due condizioni contrarie.
L’una giace quasi addormentata mentre l’altra con le sue membra instabili e lontane appare morta e calpestata, ma osservata da lontano sembra una creatura che si affretta minacciosamente.

7. Sala di Enea e Anchise - La condensazione iconica. L’Uomo che cammina
Nata come schizzo per il monumento alla memoria del deputato comunista Gabriel Péri, L’Uomo che cammina è la scultura più celebre di Alberto Giacometti, concepita per far tornare l’anima del defunto e renderla partecipe della luce del giorno. La sua esitazione nel tentare il primo passo trasforma questa figura geroglifica, risalente agli inizi della civiltà, in qualcosa di soggettivo e di precario.
Con le sue creazioni, quasi sfuggenti e senza gravità, Giacometti racconta l'antica tradizione della raffigurazione dell’uomo: l’inquietudine tra l’incedere della figura, la fragilità del suo ergersi e l’umile consistenza della materia somiglia alla condizione stessa della creatura umana. La sua caducità, fatta di dignità e debolezza, è la realtà «insistente» che prosciuga l’uomo, perché non gli concede mai un annullamento definitivo e totale.
Le sue figure sospese, infatti, mantengono sempre un minimo comune denominatore che le lascia riconoscere ancora come sembianza umana. Non rappresentando quasi più niente di fisico, sono in altre parole ridotte a dei “segni”.
La grande opera L’Uomo che cammina del 1947 è rimasta unica: il suo messaggio non era passibile di ulteriori elaborazioni o approfondimenti. Le figure incedenti create nei tre anni successivi hanno tutt’altro carattere.

8. Sala egizia - Origini egizie
Per tutta la vita affascinato dalla perfezione e dal rigore dell'arte egizia incarnazione stessa dello “stile”, Giacometti, già al ginnasio, tiene una conferenza sul tema della superiorità della scultura egizia rispetto a quella greca.
Da quando nel 1920 a Firenze vede per la prima volta alcuni originali egizi copia spesso quelle opere d’arte.
In seguito si reca a Roma per studiarne altri esempi e tornato a casa si raffigura nel grande autoritratto con i tratti stilizzati secondo il modello del volto di Akhenaton.
Nella Sala Egizia della Galleria Borghese è esposta Donna che cammina del 1932, opera eccentrica e priva di legami con le altre opere surrealiste dell’artista. Questa figura caratterizzata da un’estrema compiutezza formale è più vicina agli objets décoratifs che Giacometti aveva realizzato per l’ensemblier Jean-Michel Frank e la sua elegante boutique del Faubourg Saint-Honoré, in parte anch’essi d’ispirazione egizia.
Con il ritorno all'arte figurativa, il confronto con la scultura egizia diviene un tema centrale e nel 1936 realizza il ritratto egizianeggiante della compagna Isabel.

9. Vestibolo
Giacometti ha sempre disegnato, fin dalla sua più tenera età e per tutta la vita, senza nessuna interruzione. Era il mezzo principale per indagare la realtà e catturarne rapidamente l’essenza più vera, prima che l’apparizione scomparisse o si attenuasse in un ricordo vago, oppure si trasformasse in qualcosa di diverso.
In mostra l’acquarello Roma (1921) ci riporta alla gioventù dell’artista e al suo felice soggiorno romano, così ricco di esperienze artistiche. Era stato il padre a insegnargli l’uso della tecnica dell’acquarello, che Alberto seppe utilizzare con fresca inventiva, come in questa ariosa e vivace composizione.
Tuttavia, anche questa nuova visione, differente ma non meno affascinante, meritava di essere indagata fino in fondo e fissata sulla carta in un gioco continuo che trasformava la realtà in un’entità meravigliosa, in quanto impossibile da comprendere pienamente. Un’avventura sempre originale e affascinante che scaturiva sia di fronte a un oggetto a prima vista banale, sia guardando i volti delle persone a lui più vicine, come il fratello Diego o la moglie Annette. Modelli pazienti che hanno posato per lui numerose volte, ma che Giacometti dichiarava di non riconoscere più, alla fine, a furia di osservarli. Così nascono Portrait de Madina Visconti (1932), Testa di Annette (1959) e la Testa del Professore Corbetta (1962) che mostrano allo spettatore sia il suo tratto libero e sciolto sia quello caratterizzato da una struttura più rigida di punti immaginari legati tra loro da linee.

10. Loggia di Lanfranco - Busti
Il percorso espositivo si conclude nella magnifica Sala del Lanfranco, dove le figure mitiche della volta affrescata dialogano con le opere del Bernini e alcuni tra i più noti busti di Giacometti come Lothar III (1965), il Busto d’uomo del 1961, e il bellissimo Busto di Annette (1961).
Se i personaggi vitali ed espansivi del Bernini e le apparizioni ridotte a segni delle figure di Giacometti sembrano segnare due estremi opposti della scultura figurativa europea, i rispettivi busti rivelano una sorprendente, intima affinità. È la vitalità, il movimento, la dimensione momentanea, l'incontro con chi sta di fronte, massimamente espressi nell’acume dello sguardo, che entrambi cercano di cogliere.
Le teste e i busti sono l’alfa e l’omega della scultura di Giacometti. Dopo la fase visionaria delle figure che si ergono incorporee (dal 1947 fino al 1950), l’artista sarà artefice di un nuovo inizio, fondamentale per questo genere. Nei busti di Diego riconquista la massa plastica. Inizia con opere piuttosto realistiche nella tipologia del primo rinascimento, da lui trasformata e originalmente condotta in diverse direzioni attraverso la ricezione della fenomenologia; celebri sono le teste schiacciate a forma di disco. Nei busti in mostra, la tipologia tradizionale viene completamente trasformata da questo nuovo stile che disgrega la compattezza del corpo in un’ineffabile agitazione vitale. Le tracce delle dita e della visione dell'artista mentre è al lavoro davanti al modello sono inscritte nell’opera stessa; nel ripercorrerne successivamente le forme, l'occhio dell’osservatore farà rinascere la sua vitale presenza.

La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e vede il contributo di Enel e il sostegno di Bonelli Erede Pappalardo Studio legale.

Per prenotazioni :

COOP. IL SOGNO
Viale R.Margherita, 192 00198 - Rome (Italy)
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756
Email: service@romeguide.it

Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Donna che cammina [II]), (Femme qui marche
[II])
1932 - 1936
Bronzo, sans numéro, fonte de 1969, Stefan
Costi
altezza 144,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
(Fondazione Solomon R. Guggenheim, New
York)
AGD 2802
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Donna sgozzata (Femme égorgée), 1933
Bronzo, 1/6, fonte de 1940, Alexis Rudier
Fondeur
23,2 x 89 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
(Fondazione Solomon R. Guggenheim, New
York)
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Buste d'Annette (dit Venise), 1961
Bronze, 46 x 26,5 x 12 cm
Bündner Kunstmuseum Chur
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Femme de Venise VIII, 1956
Bronze, 6/6, Susse Fondeur
121 x 15,8 x 33,7 cm
Fondation Beyeler, Riehen/Basel
AGD 1143
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Tête qui regarde, 1929, inv. n. 9772
Gesso, 39,50 x 33,50 x 6,50 cm
Roma, Galleria Nazionale dʼArte Moderna. Su
concessione del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e del Turismo
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Grande femme I, 1960, INV0311
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1963, Susse Fondeur
270 x 35 x 53 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1456
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Homme qui marche I, 1960, INV0314
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1963, Susse Fondeur
183 x 26 x 95,5 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1448
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
L'Objet invisible (Main tenant le vide)
1934-1935, INV0310
Bronze, épreuve de la Fondation Maeght,
fonte de 1964, Susse Fondeur
155 x 32x 29 cm
Collection Fondation Aimé et Marguerite
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
Photos Claude Germain – Archives Fondation
Maeght, Saint-Paul de Vence (France)
AGD 1140
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Femme couchée qui rêve, 1929, inv. 17
Bronzo dipinto, 0/6, fonte de 1959, Susse
Fondeur
24 x 43 x 13,5 cm
Kunsthaus Zurich
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
AGD 1085© Alberto Giacometti Estate / by
SIAE in Italy, 2014
Alberto Giacometti
Femme couchée, 1929, inv.16
Bronzo, 1/6, fonte de 1954, Modern Art
Foundry
27 x 44x 16 cm
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
Dauerleihgabe im Kunstmuseum Winterthur
AGD 1071
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Grande femme II,
1960, inv. 369
Bronzo, E.A. I/III, fonte de 1982, Susse
Fondeur
cm 277,00 x 31,00 x 58,7
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
Geschenk Bruno und Odette Giacometti
AGD 1068
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
Organizzazione e produzione
della mostra a cura di
In collaborazione con Con il sostegno di Special partner Sponsor tecnico Media coverage by
2014
Alberto Giacometti
Moi me hâtant dans une rue sous la pluie, vers
1948, inv. 35
Bronzo, 4/6, Alexis Rudier Fondeur
46,5 x 77 x 15 cm
Kunsthaus Zurich
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
AGD 1405
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Homme qui marche, 1947, inv. 30
Bronzo, 1/6, fonte de 1947, Alexis Rudier
Fondeur
170 x 23 x 53 cm
Kunsthaus Zurich
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
AGD 1090
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
Homme (Apollon), 1929, inv. 18
Bronzo, 2/6, fonte de 1954, Modern Art
Foundry
40 x 30,5 x 8,5 cm
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
Dauerleihgabe im Kunstmuseum Winterthur
AGD 1318
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
La Main, 1947, inv. 29
Bronzo, fonte entre 1947-49, Alexis Rudier
Fondeur
57 x 72 x 3,5 cm
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich
Organizzazione e produzione
della mostra a cura di
In collaborazione con Con il sostegno di Special partner Sponsor tecnico Media coverage by
Dauerleihgabe im Kunstmuseum Winterthur
AGD 1089
© Alberto
Alberto Giacometti
L'homme qui chavire, 1950
Bronzo, 4/6, fonte de 1952 , Alexis Rudier
Fondeur
60 x 14 x 22 cm
Kunsthaus Zürich
Vereinigung Zurcher Kunstfreunde
AGD 1356
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Giacometti alla Galleria Borghese
Alberto Giacometti
Femme de Venise V, 1956
Bronzo, 00/6, fonte de 1977, Susse Fondeur
111 x 14 x 32 cm
Collection Privée, Suisse
AGD 1021
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
[Buste d'homme (Lotar III)], 1965
Bronzo,
00/8, fonte d'après 1966, Susse Fondeur
65 x 28 x 35 cm
Collection Privée, Suisse
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy,
2014
Alberto Giacometti
[Buste d'homme (Lotar II)], vers 1964-1965
Bronze, 58,2 x 37,5 x 25,9 cm
Fonte 1981, épreuve 2/8
Collection Fondation Giacometti, Paris, inv. 1994-0189 (AGD
1765)
Organizzazione e produzione
della mostra a cura di
In collaborazione con Con il sostegno di Special partner Sponsor tecnico Media coverage by
AGD 1765
© Alberto Giacometti Estate / by SIAE in Italy, 2014
 

ELENCO OPERE

01 Antoine-Gillaume Grandjacquet
Osiride (Osiris), XVIII sec.
Basalto, cm 170 x 47 x 34
Museo del Louvre, Parigi
Dipartimento delle sculture

02 Alberto Giacometti,
Donna di Venezia II (Femme de Venise II),
1956
Bronzo, cm 121,5 x 15,5 x 33
Fondation Marguerite et Aimé Maeght, Saint-Paul – Francia

03 Alberto Giacometti,
Donna di Venezia VI (Femme de Venise IV),
1956
Bronzo, cm 116 x 15,5 x 33,5
Fondation Marguerite et Aimé Maeght
Saint-Paul – Francia

04 Alberto Giacometti
Grande donna I (Grande femme I),
1960
Bronzo, cm 270 x 35 x 53
Fondation Marguerite et Aimé Maeght, Saint-Paul – Francia

05 Alberto Giacometti
Uomo che cammina I (Homme qui marche I),
1960
Bronzo, cm 183 x 26 x 95,5
Fondation Marguerite et Aimé Maeght, Saint-Paul – Francia

06 Alberto Giacometti
Lʼoggetto invisibile (Lʼobjet invisible),
1934
Bronzo, cm 153 x 32 x 29
Fondation Marguerite et Aimé Maeght, Saint-Paul – Francia

07 Alberto Giacometti Busto dʼuomo (Lotar II) Buste dʼHomme (Lothar II),
1964 – 65 circa
Bronzo, cm 58,2 x 37,5 x 27,9
Fondation Alberto et Annette Giacometti, Parigi

08 Alberto Giacometti
Busto di Diego (Buste de Diego),
1954
Bronzo, cm 40 x 33,7 x 19
Centre Georges Pompidou, Parigi
Museo Nazionale dʼArte Moderna / Centro creazione industriale

09 Alberto Giacometti
Ritratto dʼAnnette (Portrait dʼAnnette),
1959
matita su carta, cm 50 x 32,8
Collezione Thomas e Gianna Le Claire

10 Alberto Giacometti
Testa del Prof. Corbetta (Tête du p
Corbetta),
1962
Penna a sfera su carta, cm 50 x 32
Collezione privata

Ritratto di Madina Visconti (Portrait de Madina
Visconti),
1932
matita su carta, cm 42,6 x 32,1
Collezione privata, Milano

12 Alberto Giacometti
Testa che osserva (Tête qui regarde),
1928
Gesso, cm 39,5 x 33,5 x 6,5
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

13 Alberto Giacometti
Donna sgozzata (Femme égorgée),
1932
Bronzo, cm 23,2 x 89
Collezione Peggy Guggenheim
Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)

14 Alberto Giacometti
Donna che cammina II (Femme qui marche II),
1932/1936
Bronzo, cm 144,6
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)

15 Alberto Giacometti
Donna di Venezia V (Femme de Venise V),
1956
Bronzo, cm 111 x 14 x 32
Collezione privata, Svizzera

16 Alberto Giacometti
Lotar III
1965
Bronzo, cm 65 x 28 x 35
Collezione privata, Svizzera

17 Alberto Giacometti
Roma (Rome),
1921
acquerello su carta, cm 20,5 x 16
Collezione privata, Svizzera

18 Alberto Giacometti
Busto dʼannette (detto Venezia) Buste dʼAnnette (dit Venise),
1961
Bronzo, cm 46 x 26,5 x 12
Bündner Kunstmuseum, Chur - Svizzera

Busto dʼuomo (Buste dʼhomme),
1961
Bronzo, cm 45,8 x 26,4 x 14,6
Collezione privata

20 Alberto Giacometti
Nellʼatelier (Dans l'atelier),
1949 circa
Matita su carta, cm 49 x 32
Collezione privata

21 Alberto Giacometti
Donna di Venezia VIII (Femme de Venise VI
1956
Bronzo, cm 121 x 15,8 x 33,7
Fondation Beyeler, Riehen/Basel, Collezio
Beyeler

22 Alberto Giacometti
L'uomo che vacilla (L'homme qui chavire),
1950
Bronzo, cm 60 x 14 x 22
Kunsthaus, Zurigo

23 Alberto Giacometti
Donna sdraiata (Femme couchée),
1929
bronzo cm 27 x 44 x 16
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo

24 Alberto Giacometti
Donna sdraiata che sogna (Femme couch qui rêve),
1929
Bronzo dipinto, cm 24 x 43 x 13,5
Kunsthaus, Zurigo,
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo

 

25 Alberto Giacometti
Donna in piedi (Femme debout),
1948
Bronzo, cm 167,5 x 16,5 x 34
Kunsthaus Zurigo,
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo

26 Alberto Giacometti
Donna cucchiaio (Femme cuillère),
1927
Bronzo, cm 144 x 51 x 23
Alberto Giacometti - Stiftung, Zurigo

Grande donna II (Grande femme II),
1960
Bronzo, cm 277 x 31 x 58,7
Kunsthaus, Zurigo
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo
Dono di Bruno e Odette Giacometti

28 Alberto Giacometti
Uomo (Apollo) Homme (Apollon),
1929
Bronzo cm 40 x 30,5 x 8,5
Alberto Giacometti -Stiftung, Zurigo
In deposito al Kunstmuseum di Basilea

29 Alberto Giacometti
Homme qui marche, 1947
Bronzo cm 170,00 x 23,00 x 53,00
Kunsthaus Zurich,
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurich

30 Alberto Giacometti
Uomo che cammina sotto la pioggia (Homme qui marche sous la pluie),
1948
Bronzo, cm 46,5 x 77 x 15
Kunsthaus, Zurigo
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo

31 Alberto Giacometti
La gamba (La jambe),
1958
Bronzo, cm 220 x 30 x 46,5
Alberto Giacometti - Stiftung, Zurigo
In deposito al Kunstmuseum di Basilea

32 Alberto Giacometti
La mano (La main),
1947
Bronzo, cm 57 x 72 x 3,5
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo
In deposito al Kunstmuseum di Winterthur

33 Alberto Giacometti
Cubo (Cube),
1933/1934
Bronzo, cm 95 x 54 x 59
Kunsthaus, Zurigo
Alberto Giacometti-Stiftung, Zurigo

Nudo maschile (Nu dʼhomme),
1921
matita su carta, cm 48,2 x 35
Collezione privata

35 Alberto Giacometti
Grande testa (Grande tête),
1960
Bronzo, cm 95,3 x 30 x 33
The Phillips Collection, Washington D.C.