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La genialità senza tempo dell’opera di Caravaggio incontra l’energia dirompente dei dipinti di Francis Bacon in occasione del quarto dei dieci appuntamenti previsti nella prestigiosa sede della Galleria Borghese dal progetto “Dieci grandi mostre in dieci anni”.
Dopo Raffaello nel 2006, Canova nel 2007 e Correggio nel 2008, il 2009 è l’anno che la Galleria dedica all’appassionante confronto fra due dei più grandi e controversi protagonisti della storia della pittura. Due artisti “maledetti”, due personalità vibranti, che a distanza di quattrocento anni hanno saputo tradurre nel virtuosismo dell’atto pittorico il tormento dell’esistenza con pari intensità ed originalità.
Un’esposizione mai realizzata prima, che vedrà affiancati alcuni tra i più prestigiosi dipinti di Caravaggio ad altrettanti suggestivi capolavori di Francis Bacon, tutti provenienti dai più importanti Musei e collezioni di tutto il mondo. Curata dal Soprintendente Claudio Strinati e da Michael Peppiatt, storico dell’arte di fama mondiale, ma soprattutto amico intimo di Francis Bacon durante la sua folgorante carriera, la mostra permetterà di ammirare per la prima volta a Roma, le opere di uno dei più grandi poeti della seconda metà del XX secolo accanto a quelle del maestro lombardo.
Dal 1° ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 la Galleria Borghese celebra Caravaggio, in occasione del IV centenario dalla morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX secolo, Francis Bacon, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Due personalità estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti “maledetti”, che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza con pari intensità e genialità inventiva.
A distanza di quattrocento anni queste personalità sconvolgenti si incontrano per la prima volta alla Galleria Borghese, arricchita da trenta capolavori dei due maestri, provenienti dai maggiori musei del mondo.
“Caravaggio ‐ Bacon” è curata da Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Roma e da Michael Peppiatt, biografo, amico intimo e massimo conoscitore di Francis Bacon, organizzata da MondoMostre e resa possibile grazie al sostegno di BG Italia, ENEL e Vodafone.
La mostra alla Galleria Borghese offre un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon, proponendo allo spettatore di aderire all’eccezionale esperienza estetica che ne consegue, piuttosto che seguire una consueta ricostruzione storico critica.
Non vuole quindi teorizzare dipendenze di Bacon da Caravaggio, ma provocare le suggestioni visive, evocare corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. Bacon non ha nulla di Caravaggio e non si è ispirato a lui, ma se c’è un artista del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è proprio Bacon.
Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più rivoluzionari e profondi della rappresentazione della figura umana. Entrambi, nelle diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato con sconvolgente originalità il mistero dell’esistenza e dell’arte, rappresentando la verità spirituale nella più traumatica immediatezza della carne.
Il confronto diretto tra le opere, tuttavia, è l’opposto della prassi di Bacon, che ha sempre rifiutato l’accostamento delle sue opere a quelle degli artisti del passato, molti dei quali egli amava con grande competenza. Il suo occhio sui grandi maestri era di stupefacente genialità, così avanzato da non comportare necessariamente l’influenza diretta sulla sua pittura. Le sue innumerevoli fonti figurative, anche quelle di provenienza artistica, sono d’altronde sempre filtrate dalla mediazione fotografica, attraverso cui una esorbitante
quantità di immagini colpisce la sua percezione, senza ordine logico che non sia quello istintivo richiesto dalla nuova opera in via di creazione.
Ma questa mostra non può che prescindere dalla ricostruzione ipotetica delle volontà degli artisti e della loro storia.
Il vero protagonista della mostra è lo spettatore, messo all’interno della scenografia della Galleria Borghese. Il museo è uno spazio della contemplazione, necessariamente impone le proprie condizioni alle opere degli artisti che avevano previsto, nel caso di Caravaggio, condizioni originarie diverse, ad esempio quelle dellʹaltare o della raccolta privata. Le opere assumono nel contesto ambientale del Museo un’esistenza autonoma.
Allora, seguendo la vocazione della Galleria Borghese, è Caravaggio a chiamare Bacon, perché come lui esprime un approccio profondo verso l’esistenza, superando la consapevolezza e la capacità di espressione logica della cultura della sua epoca.
L’accostamento e le corrispondenze emotive che ne derivano esaltano la rappresentazione più diretta e traumatica dei grandi temi dell’esistenza umana, espressi nella verità della carne. Questo ci consente di contemplare quanto di più interiore, sconvolgente e aberrante il pennello di entrambi i pittori abbia incontrato nell’indagine profonda dell’animo umano.
Caravaggio e’ intimamente legato alla storia della Galleria Borghese, luogo privilegiato per celebrare il quarto centenario dalla sua morte. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti che recava con sé al momento della morte, ed è con il Cardinale che egli ebbe il rapporto più intenso e storicamente più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il Fanciullo con canestro di frutta, Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia, San Gerolamo scrivente e San Giovanni Battista, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita.
La collezione permanente della Galleria Borghese verrà arricchita da opere chiave della sua produzione come la Negazione di Pietro dal Metropolitan di New York, la Caduta di Saulo da Santa Maria del Popolo a Roma, il Martirio di Sant’Orsola l’ultimo Caravaggio da Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli o il Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta da Palazzo Pitti.
A queste verranno affiancate le tele di Francis Bacon provenienti dai maggiori musei del mondo, eccezionalmente concesse alla Galleria Borghese dopo la monografica organizzata dalla Tate Modern assieme al Prado e al Metropolitan. Opere in cui l’artista inglese, con maggiore intensità, ha voluto indagare il mistero dell’anima attraverso la rappresentazione ideale del corpo, un corpo che ci appare sconvolto e deformato ma, soprattutto, sofferente.
Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati 20 capolavori di Francis Bacon: i grandi trittici come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’Astrup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa Innocenzo X di Velazquez come Head VI dalla Arts Council Collection di Londra, i ritratti come Study for a portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966 dalla Tate Gallery o Three studies of Lucian Freud.
© MondoMostre |
Share From October 1, 2009 to January 14, 2010, the Galleria Borghese will celebrate the quatercentenary of Caravaggio’s death by displaying his masterpieces together with twenty paintings by one of the great artists of the second half of the twentieth century, Francis Bacon, whose birth centenary of falls this year. These two extreme figures have entered the collective imagination as “accursed” artists, who expressed the torment of existence in their painting with equal intensity and creative brilliance.
Their lives separated by three hundred years, these two disturbing figures will encounter each other for the first time at the Galleria Borghese, which will be enhanced by thirty masterpieces of the two masters from the world’s leading museums.
The curators of “Caravaggio–Bacon” are Anna Coliva, the Director of the Galleria Borghese, Claudio Strinati, Special Superintendent of the PSAE and the Polo Museale of the city of Rome, and Michael Peppiatt, a biographer, intimate friend, and leading connoisseur of Francis Bacon, while the exhibition is organized by MondoMostre and made possible thanks to the support of BG Italia, ENEL and Vodafone.
The exhibition at the Galleria Borghese offers a juxtaposition of Caravaggio’s paintings with those of Bacon, encouraging the visitor to enjoy the consequent exceptional aesthetic experience rather than follow a customary historical and critical reconstruction.
Therefore, it does not intend to theorize an influence of Caravaggio on Bacon, but to provoke visual impressions and evoke spontaneous correspondences through formal juxtapositions. There is nothing of Caravaggio in Bacon, who was not inspired by him, but if there is a contemporary artist who is comparable to Caravaggio it is indeed Bacon.
Caravaggio and Bacon are among the deepest and most revolutionary interpreters of the representation of the human figure. Within the differences of their poetics and times, they both penetrated the mystery of existence and art with devastating originality, representing spiritual truth in the most traumatic immediacy of flesh.
The direct comparison of their works, however, is the opposite of Bacon’s practice. He always rejected the juxtaposition of his works with those of artists of the past, many of whom he loved and knew extremely well. He looked at the work of the great masters with an amazingly brilliant eye, which was so advanced that it did not necessarily entail a direct influence on his painting. In any case, his innumerable figurative sources – even the artistic ones – are always filtered by photographic mediation, through which an exorbitant quantity of images strikes his perception, with no logical order other than the instinctive one required by the new work being created.
But this exhibition leaves aside the hypothetical reconstruction of the intentions of the artists and their history.
The real protagonist of the exhibition is the visitor within the setting of the Galleria Borghese.
The museum is a space of contemplation, and necessarily imposes its conditions on the works of artists, such as Caravaggio, who had foreseen different original conditions: for example, an altar or a private collection. In the environmental context of the museum, the works acquire an autonomous existence.
Therefore, following the vocation of the Galleria Borghese, it is Caravaggio who calls Bacon, because, like himself, the latter expresses a profound approach to existence, surpassing the awareness and the capability of logical expression of the culture of his time.
The juxtaposition and the consequent emotional correspondences heighten the most direct and traumatic representation of the great themes of human existence, which are expressed in the truth of flesh. This allows us to contemplate the most intimate, shocking, and aberrant things encountered by the brush of the two painters in their profound investigation of the human spirit.
Caravaggio is intimately connected with the history of the Galleria Borghese, a privileged place for celebrating the quatercentenary of his death. In effect, the two paintings that he had with him when he died were intended for Scipione Borghese, and it was with the Cardinal that he had his most intense relationship, the one historically most fraught with consequences. The Galleria Borghese keeps the traces of this relationship alive through six masterpieces – Boy with a Basket of Fruit, Sick Bacchus, Madonna dei Palafrenieri (Madonna with the Serpent), David with the Head of Goliath, St. Jerome writing, and St. John the Baptist – through which it is possible to explain his entire life.
The Galleria Borghese’s permanent collection will also be enhanced by key works such as the Denial of St. Peter from the Metropolitan Museum of New York, di New York, The Conversion of St. Peter from Santa Maria del Popolo in Rome, the Martyrdom of St. Ursula, the last Caravaggio from Palazzo Zevallos Stigliano in Naples, and Portrait of Antonio Martelli, Knight of Malta from Palazzo Pitti in Florence..
These will be accompanied by paintings by Francis Bacon, which the world’s leading museums have exceptionally loaned to the Galleria Borghese after the monographic exhibition organized by the Tate Modern together with the Prado and the Metropolitan. These are works in which the English artist is at his most intense in investigating the mystery of the soul through the ideal representation of the body: A body that appears to us devastated and deformed, but above all suffering.
Thus Caravaggio’s works will be displayed side by side with 20 of Bacon’s masterpieces: large triptychs like Triptych‐August 1972 from the Tate Gallery of London and Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus from the Astrup Fearnley Museum of Oslo, studies after Velazquez’s portrait of Pope Innocent X, such as Head VI from the Arts Council Collection of London, and portraits such as Study for a Portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966 from the Tate Gallery, and Three Studies of Lucian Freud.
© MondoMostre
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Caravaggio
Davide con la testa di Golia, 1605-1606
Olio su tela, 125 x 101 cm
Galleria Borghese, Roma
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Caravaggio
Negazione di Pietro, 1609-1610
Olio su tela, 94 x 125,5 cm
Metropolitan Museum of Art, New York
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Francis Bacon
Tryptich August 1972, 1972
Pannello centrale, 198 x 147,5 cm
Tate Gallery, Londra
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Francis Bacon
Triptych inspired by the
Oresteia of Aeschylus_1,
1981
Pannello centrale, Olio su tela, 198 x 147 cm
Astrup Fearnley Museum of Modern Art,
Oslo |
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Caravaggio
Madonna dei Palafrenieri, 1605
Olio su tela, 292 x 211 cm
Galleria Borghese, Roma
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Caravaggio
Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta,
1608-1609
Olio su tela, 118,5 x 95,5 cm
Palazzo Pitti, Firenze
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Francis Bacon
Head VI, 1949
Olio su tela, 93,2 x 76, 5 cm
Arts Council Collection, Londra
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Francis Bacon
Triptych inspired by the
Oresteia of Aeschylus_1,
1981
Pannello destro, Olio su tela, 198 x 147 cm
Astrup Fearnley Museum of Modern Art,
Oslo
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Caravaggio
Conversione di San Paolo, 1600-1601
Olio su tela, 230 x 175 cm
Santa Maria del Popolo, Cappella Cerasi,
Roma
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Francis Bacon
Portrait of Isabel Rawsthorne, 1966
Olio su tela, 81,3 x 68,6 cm
Tate Gallery, Londra
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Francis Bacon
Study for Portrait III
(after the life mask of
William Blake), 1955
Olio su tela, 61 x 51 cm
Collezione privata
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Francis Bacon
Study of a Nude with Figure
in a Mirror, 1969
Olio su tela, 198 x 147,5 cm
Collezione privata, Parigi
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Caravaggio
Martirio di Sant’Orsola, 1610
Olio su tela, 140,5 x 170, 5 cm
Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli
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Francis Bacon
Tryptich August 1972, 1972
Pannello sinistro, 198 x 147,5 cm
Tate Gallery, Londra
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Francis Bacon
Triptych inspired by the
Oresteia of Aeschylus_1,
1981
Pannello sinistro, Olio su tela, 198 x 147 cm
Astrup Fearnley Museum of Modern Art,
Oslo
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Francis Bacon
Study of George Dyer, 1969
Olio su tela, 198 x 147,5 cm
Collezione privata, Roma |
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