LE FONTANE DI ROMA |
Fontana dell'Acqua Paola - Gianicolo (Via Garibaldi) La maestosa fontana-mostra dell'acqua Paola, nota anche come "fontanone del Gianicolo", fu voluta da papa Paolo V Borghese (1605-1621), progettata da Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio e completata da Carlo Fontana con l'enorme bacino in marmo bianco. Fontana del Tritone - PIAZZA BARBERINI Ritenuta una delle fontane più belle di Roma fu realizzata in travertino da Gian Lorenzo Bernini nel 1643. Fra le code dei delfini che sorreggono la conchiglia sulla quale si accovaccia il tritone, il Bernini ha posizionato due stemmi dei Barberini. Il tritone che soffia con impeto in una conchiglia fa uscire il getto d'acqua che, ricadendo nelle valve e poi dalle scannellature di queste nella vasca sottostante, crea una coreografia di grande effetto. Restaurata nel 1932 e nel 1990.Foto Piazza Campitelli - Fontana della Piazza L'elegante piccola fontana di piazza Campitelli fu ideata dal valente architetto Giacomo della Porta nel 1589 (e realizzata dallo scalpellino Pompilio de Benedetti). In origine la fontana era situata al centro della piazza, ma nel 1679 in seguito all'ampiamento della chiesa di santa Maria in Campitelli venne spostata nella posizione attuale. Piazza Colonna
Il papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585) incaricò Giacomo Della Porta di realizzare il progetto e l'elegante fontana, su esecuzione dello scultore fiesolano Rocco De Rossi, nel 1577 venne collocata nel posto che ancor oggi occupa. Durante il restauro del 1830 vennero aggiunti i due gruppi di delfini con le code intrecciate, opera dello scultore Alessandro Stocchi. In quella occasione venne sostituito in catino superiore consunto, con uno più piccolo e modesto che con uno zampillo centrale fa scendere nella vasca sottostante un elegante velo d'acqua.Foto
Fontana dell'Aracoeli
Verso la fine del Cinquecento, nel 1589, durante il pontificato di Sisto V Peretti (1585-1590), Giacomo della Porta realizzò l'armoniosa fontana di piazza d'Aracoeli, sulla sommità della quale quattro putti, volgendosi le spalle, versano acqua da altrettante anfore che reggono in mano. Fontana dei Quiriti
Nel 1927 nel quartiere Prati veniva realizzata, su progetto dello scultore Attilio Selva, una fontana ispirata nella forma a quelle seicentesche, i cui nudi femminili suscitarono allora scalpore. Fontana della Dea Roma (Piazza del Popolo) E' la fontana collocata nell'emiciclo destro, verso il Pincio, disegnata dal Valadier nel 1823 ed il gruppo scultoreo in marmo, che fu eseguito da Giovanni Ceccarini, rappresenta la Dea Roma armata di lancia e con l'elmo, con ai lati le statue giacenti del Tevere e dell'Aniente e della lupa che allatta i due gemelli. La vasca di travertino a forma di ampia conchiglia raccoglie l'acqua proveniente da una piccola tazza collocata alla base del monumento.Foto Fontana della Dea Roma(Campidoglio)
La fontana del Campidoglio detta anche "della scala Senatoria" e "della Pallade rapita" venne ideata da Michelangelo negli anni attorno al 1536 non come fontana (l'acqua giunse in Campidoglio una cinquantina d'anni più tardi), ma come superbo ornamento della piazza. Nella nicchia al centro della scalinata Michelangelo previde l'inserimento di una colossale statua di Minerva (oggi nel cortile del museo Capitolino) che venne posizionata nel 1583, ma restò in loco solo per un decennio, poi fu sostituita con l'attuale statua, di più modeste dimensioni, della dea Roma triumphans. Alla base della scalinata che conduce alla piazza del Campidoglio nel 1562 vennero posti, su basamenti disegnati dal della Porta, due leoni egizi in basalto nero di Numidia che precedentemente ornavano l'ingresso della chiesa di Santo Stefano del Cacco. La prima fontana costruita da Giacomo Della Porta su commissione del papa Gregorio XIII Boncompagni fu giudicata, anche se bella, non adeguata alla dimensione della piazza da Leone XII Della Genga che incaricò per il rifacimento Giuseppe Valadier, caposcuola del classicismo romano. Questi collocò attorno all'obelisco quattro leoni di stile egizio in marmo bianco che versano acqua a ventaglio in altrettante vasche rotonde di travertino appoggiate su una base quadrata di cinque scalini. Il Valadier progettò inoltre altre due fontane per completare gli emicicli laterali.Foto Fontana del Nettuno
questa fontana sistemata nella parte settentrionale della piazza venne rinnovata dal Bernini ma per trecento anni rimase priva di statue ed ornamenti. Nel 1873 venne bandito un concorso vinto dallo scultore Antonio Della Bitta a cui fu affidata l'esecuzione del Nettuno, mentre lo scultore Gregorio Zappalà eseguì i gruppi attorno al bacino: cavalli marini, sirene e putti che giocano con i delfini. I lavori finirono nel 1878Foto
Fontana dei Navigatori
Nel 1704 papa Clemente XI Albani fece costruire sulla sponda del Tevere, presso il piccolo porto di Ripetta, una fontana a cui potessero dissetarsi i facchini addetti allo scarico di legna da ardere e vino. Fontana di piazza del Quirinale
La fontana di piazza del Quirinale è detta dei Dioscuri perché due gigantesche statue dei Dioscuri con i cavalli si trovano qui sin dal 1588 quando Domenico Fontana per volere di papa Sisto V Peretti (1585-1590) progettò la sua unica fontana pubblica ponendo davanti alle statue una vasca ottagonale al centro della quale su un balaustro sorreggeva un catino. Fu papa Pio VI Braschi (1755-1799) a far trasportare in piazza del Quirinale l'obelisco rinvenuto al Campo Marzio: il trasporto fu opera complessa, portata a termine nel 1786. L'attuale fontana di piazza del Quirinale risale però al 1818 quando Pio VII Chiaramonti (1800-1823) fece sostituire la precedente fontana, di cui si è persa traccia, con la splendida conca di granito sorretta da un balaustro e innalzantesi su un grande bacino circolare. Negli anni Venti l'architetto Pietro Lombardi vinse un concorso indetto dal Comune di Roma per la progettazione di alcune fontane rionali. La sua opera più maestosa è la fontana delle Anfore pensata per il rione Testaccio ove, nel corso dei secoli, con le anfore rotte proveneienti dal vicino porto fluviale di Ripa Grande è stato eretto un piccolo colle. Fontana detta la "Terrina"
Per volere di papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), attorno al 1581 l'architetto Giacomo della Porta progettò una fontana per Campo de'Fiori, che, sita in centro alla popolare piazza (sotto al livello stradale, a causa della scarsa pressione dell'Acqua Vergine), venne rimossa a fine Ottocento quando fu eretto il monumento a Giordano Bruno. E' la più bella tra le fontane moderne di Roma. Costruita nel 1888 su progetto di Alessandro Guerrieri che attorno alla grande vasca circolare pose quattro leoni di gesso. Questi vennero poi sostituiti nel 1901 dai quattro gruppi di bronzo dello scultore Mario Rutelli che rappresentano la Ninfa dei laghi con il cigno, la Ninfa dei Fiumi, su un mostro fluviale, la Ninfa degli oceani, detta "Oceanina", su un cavallo selvaggio simbolo dei marosi, la Ninfa delle acque sotterranee, sdraiata sul dorso del drago. Al centro il gruppo del "Glauco", scolpito dallo stesso Rutelli ed aggiunto nell'anno 1912, sostituì uno precedente, che rappresentava il dominio dell'uomo sulle forze della natura e fu portato nei giardini di piazza Vittorio Emanuele, perché non piacque ai committenti.Foto Nel 1575, Giacomo Della Porta su incarico del Papa Gregorio XIII Boncompagni, progettò con un elegante disegno una fontana da collocare nel centro della piazza. Leonardo Sormani realizzò l'opera composta da una conca mistilinea alzata da tre gradini di travertino ed arricchita da quattro gruppi di delfini e di maschere con al centro una tazza con acqua zampillante. Nel 1711 su ordine del papa Clemente XI Albani, l'architetto Filippo Barigoni sostituì il catino con una scogliera, sulla quale fu posto l'obelisco di Ramesse II alto sei metri e ornato alla base da quattro delfini eseguiti dallo scultore Vincenzo Felici. Nel restauro del 1804 le quattro maschere del cinquecento vennero sostituite da copie eseguite da Luigi Amici E' considerata una delle più felici ideazioni dell'architetto Giacomo della Porta questa fontana, detta anche di piazza Giudia (o Giudea) perché proveniente dalla piazza dell'antico ghetto, demolito nel 1888. Lo scalpellino fu Pietro Gucci. Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo, progettò la caratteristica fontana su commissione del papa Urbano VIII Barberini. La tradizione recita che per il progetto il Bernini si ispirò ad una vecchia barca arenata dalla piena del Tevere nel 1598. L'opera fu costruita al livello del suolo per compensare la poca pressione dell'acquedotto dell'Acqua Vergine che in quel punto era molto bassa. Ornata all'interno da due "bocche di sole" barberiniane che immettono acqua a ventaglio. All'esterno due stemmi di Urbano VIII. Un filo d'ironia si può annotare, sapendo che quel tipo d'imbarcazione era adibita soprattutto al trasporto del vino.Foto La splendida fontana detta "delle Tartarughe" è una creazione magica di Giacomo della Porta che fonde mirabilmente acqua, architettura e scultura; essa risulta inoltre felicemente inserita in un angolo di Roma rimasto piuttosto simile al momento della sua costruzione. Nel 1570 una fontana doveva trovar posto nel vicino ghetto, in piazza Giudia, ma l'intervento della potente famiglia Mattei fece sì che essa venisse costruita qui (1581), mentre il ghetto ebbe la sua fontana, solo nel 1591 (vedi fontana di piazza delle Cinque Scole). Fontana dei Fiumi o dei Quattro Fiumi - PIAZZA NAVONA Per dare una degna sistemazione nella piazza Navona all'obelisco proveniente dal Circo di Massenzio e al progetto del Bernini, il pontefice Innocenzo X Pamphilj autorizzò i lavori e si inaugurò la stupenda opera il 12 giugno 1651. Attorno al monolite furono posizionate quattro statue di marmo bianco alte cnque metri che rappresentano i fiumi. La prima realizzata da Claude Poussin è dedicata al Gange e simboleggia l'Asia; il Nilo per l'Africa è di Giacomo Antonio Fancelli ed ha il capo velato perché all'epoca non si conoscevano le sorgenti; Antonio Raggi ha scolpito il Danubio per l'Europa ed infine il Rio de la Plata, simbolo dell'America, è di Francesco Baratta.Foto Fontana del Moro. PIAZZA NAVONA Eseguita nel 1574 su progetto di Giacomo Della Porta durante il pontificato di Gregorio XIII Boncompagni, fu completamente rinnovata nel 1653, ed il papa Innocenzo X Pamphilj affidò al Bernini l'incarico. Nel restauro del 1874 i quattro tritoni e le quattro maschere vennero sostituite da copie eseguite da Luigi Amici (gli originali si trovano forse in qualche deposito comunale). La scultura centrale disegnata dal Bernini ed eseguita da Giannantonio Mari nel 1655, è erroneamente chiamata il Moro per i suoi tratti somatici, ma in realtà si tratta di un muscoloso tritone che soggioga un delfino. Foto La prima fontana pubblica della Roma moderna, venne costruita (prima delle diciotto volute dopo la riattivazione dell'acquedotto Vergine) nel 1572 in piazza del Popolo su disegno dell'architetto Giacomo della Porta, ma non ebbe vita facile: spostata più volte e rimossa nel 1823, quando il Valadier riprogettando la piazza pose quattro fontane ai piedi dell'obelisco, rimase anche nei magazzini comunali. A metà Novecento la fontana è stata ricostruita in piazza Nicosia, ma di originale conserva solo il grande catino marmoreo ottogonale, mentre balaustro e catino superiore sono recenti. I quattro tritoni accosciati che ornano la fontana del Moro, di piazza Navona, furono in origine scolpiti per questa fontana, ma essendo risultati sproporzionati rispetto alle dimensioni di vasca e catino furono felicemente ricollocati nella attuale posizione.Foto Questa fontana-mostra dell'acqua Felice (acqua così chiamata in onore di papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, che ripristinò l'acquedotto dell'acqua Alessandrina) è opera del 1587 dei fratelli Giovanni e Domenico Fontana. Costruita in travertino essa presenta tre grandi nicchie scandite da quattro colonne ioniche poste in simmetria con quattro leoni egizi, due di marmo bianco e due di marmo scuro. Progettata nel 1927 dall'architetto Pietro Lombardi per il rione Pigna, che anticamente prese nome da una colossale pigna ora custodita in Vaticano, questa fontanella è caratterizzata da una pigna sorretta da un basamento stilizzato; l'acqua si raccoglie a terra in piccole vasche protette da quattro colonnine. Foto Gian Lorenzo Bernini su incarico di Alessandro VII Chigi costruì il famoso colonnato della piazza, spostò la fontana esistente del Maderno, costruita in posizione asimmetrica rispetto sia alla facciata della basilica che dell'obelisco, e per fare pendant ne costruì una seconda che fu inaugurata nel giugno 1677. La più antica reca sui lati maggiori lo stemma di Paolo V Borghese che fece restaurare la fontana, l'altra ha lo stemma con sei stelle di Clemente X, sotto il cui pontificato furono portati a compimento i lavori. Dal catino superiore partono sette zampilli che dovrebbero raggiungere otto metri d'altezza. All'epoca le due fontane consumavano circa sei milioni di litri al giorno, ora sono munite di un dispositivo che permette il riciclo dell'acqua.Foto Fontana di Piazza Sant'Andrea della Valle Voluta da papa Paolo V Borghese (1605-1621) per la piazza della chiesa di Santa Maria in Traspontina, la fontana realizzata su progetto dell'architetto Carlo Maderno riprende motivi classici: è costituita da un'elegante vasca mistilinea, appoggiata su un basamento che ne riprende la forma. Al centro della vasca, sorretto da un basamento decorato con draghi e aquile (simbolo dei Borghese) è un catino circolare, oggi in cemento, che riproduce l'originale in marmo purtroppo perduto. Un getto d'acqua, si innalza sul catino per ricadere nella vasca sottostante ove, dal pelo dell'acqua, si innalzano quattro getti d'acquaFoto Fontana di Piazza Santa Maria in Trastevere Secondo la tradizione questa sarebbe la più antica tra le fontane monumentali di Roma, compare infatti in una pianta della città del 1471 dovuta a Pietro del Massaio. La chiesa di Santa Maria in Trastevere fu detta anticamente Sancta Maria in fontibus e dunque si può pensare che la fontana del 1471 in cui al centro di una vasca poligonale posta su un basamento si ergono su balaustri due catini sovrapposti fosse il rifacimento di una ben più antica. Imponente ed artisticamente notevole è la più scenografica fontana non solo di Roma. Quando nei primi anni del 1730 il papa Clemente XII decise di sostituire la bella fontana disegnata da Leon Battista Alberti del 1453 con una di imponente maestosità, invitò i migliori artisti dell'epoca a presentare i loro progetti. Fu scelto quello di Nicola Salvi, ed i lavori ebbero inizio nel 1735 e si conclusero sotto il pontificato di Clemente VIII Rezzonico; la fontana fu inaugurata il 22 maggio 1761. Essa copre tutto un lato del palazzo Poli ed è larga venti metri ed alta ventisei. In alto lo stemma di Clemente XII scolpito da Paolo Benaglia, nella balaustra le quattro statue simboleggiano le quattro stagioni e sono opera degli scultori Corsini, Ludovisi, Pincellotti e Queirolo. Nel centro, sopra un carro a conchiglia trainato da due cavalli marini guidati da due tritoni, si erge maestosa la statua che rappresenta l'Oceano. Tutto il gruppo fu scolpito nel marmo da Pietro Bracci, di lato alle nicchie si trovano "la Salubrità" a destra e "l'Abbondanza" a sinistra e sono opera di Filippo Valle. Sopra le due sculture i bassorilievi opera di Giovan Battista Grossi e di Andrea Bergondi, ricordano la leggenda di Agrippa che approva il progetto dell'acquedotto e quello della vergine che indica le sorgenti ai soldati assetati. La grande vasca costruita a livello stradale simboleggia il mare ed è qui che i turisti gettano la monetina per augurare un piacevole ritorno nella città eterna. La leggenda dice che per impedire la vista dei lavori ad un barbiere eccessivamente critico, l'architetto Salvi fece posizionare un grande e pesantissimo vaso di travertino, ad ironica imitazione del recipiente per sapone, proprio di fronte al negozio dello stesso. Sul lato sinistro esterno si può vedere "La fontanina degli Innamorati", una semplice vaschetta rettangolare che riceve acqua da una cannetta. Si dice che gli innamorati che qui bevono non tradiranno mai.Foto
Il fontanone di ponte Sisto (fontana-mostra dell'acqua Paola) realizzato in travertino da Giovanni Vasanzio (il fiammingo Van Zanten) nel 1613, per volere di Paolo V Borghese (1605-1621), e originariamente collocato in fondo all'elegante via Giulia, a ridosso dell'Ospizio dei Mendicanti, è oggi in piazza Trilussa, come edificio a sé posto in asse con il ponte Sisto. All'inizio del Seicento (1613) papa Paolo V Borghese (1605-1621) fece costruire una semplice fontana in aperta campagna, lungo la riva destra del Tevere, presso Tor di Quinto nel luogo in cui scaturiva una sorgente di acqua acidulo-ferruginosa ritenuta "salutare per reni, stomaco, fegato, milza, e mille altri mali". Davanti alla sede dell'Acea (Azienda comunale energia e ambiente), si può ammirare, inserita in un ampio spazio verde, una moderna fontana, realizzata nel 1962 su disegni degli architetti Ugo Macrì, Giorgio Quaroni e Americo Romitelli risultati vincitori del concorso appositamente indetto. Sopra un grande bacino oblungo si innalzano strutture verticali, decorate con bassorilievi, dalla cui sommità sgorga l'acqua che ricade a cascata. La fontana acquista particolare rilievo nelle ore notturne quando è sapientemente illuminata. Fu il pontefice Pio IV Medici (1558-1565) a instaurare la consuetudine delle fontane dette "semipubbliche": quando il pontefice concedeva acqua a un privato costui si impegnava a costruire, a proprie spese, una fontana pubblica a ridosso della sua proprietà. Nel rione di Trastevere, all'angolo tra via della Cisterna e via San Francesco a Ripa è stata realizzata, nel 1927, la fontana della Botte, opera dell'architetto Pietro Lombardi ideata per evidenziare la tradizionale presenza in questa zona di osterie e mescite. Sul colle del Celio, davanti alla chiesa di Santa Maria in Domnica detta anche in navicula, restaurata dal cardinale Medici (che fu in seguito papa con il nome di Leone X) e sul cui soffitto compaiono diverse piccole imbarcazioni erranti tra i flutti, è la fontana detta della Navicella, ideata probabilmente dal Sansovino e risalente ai primi anni del Cinquecento (1518-19). La villa Montalto, possedimento di Sisto V Peretti (1585-1590) sito sul colle dell'Esquilino era la più estesa proprietà privata presente entro le mura cittadine, ma a fine Ottocento, precisamente nel 1877, l'intera area venne lottizzata per realizzare la stazione Termini, piazza dei Cinquecento e altri quartieri moderni. Una delle più note "statue parlanti" (suo interlocutore il famoso e mordace Pasquino) detta il Facchino rappresenta un acquaiolo con il caratteristico costume. Secondo altri, invece sarebbe dedicata ai portatori di vino e riprodurrebbe le fattezze di un certo Abbondio Rizzio, celebre per la sua forza e la capacità di bere grandi quantità del vino trasportato. L'opera di origine incerta fu attribuita a Jacopo Del Conte che l'avrebbe realizzata tra il 1587 ed il 1598Foto Fontana del Cortile - Via Margutta 53/A L'anfora di terracotta inclinata, versa acqua in una vasca quadrata di marmo bianco di epoca romana.Foto Fontana degli Artisti - Via Margutta Su progetto dell'architetto Pietro Lombardi fu realizzata nel 1927 e rappresenta un insieme dei simboli degli artisti. Da una originale base triangolare si alzano due cavalletti da pittore sulle cui mensole poggiano i due mascheroni, uno triste l'altro allegro, a sottolineare le alterne fortune della categoria.Foto Fontana dei libri - Via Straderari La Fontanella dei Libri fu eseguita nel 1927 in travertino su progetto di Pietro Lombardi per il rione di S. Eustacchio, ed è per questo che il simbolo rionale della testa di un cervo compare nella nicchia contornato da quattro libri antichi a ricordare forse la vicina Università della Sapienza. All'interno della vasca, la scritta con il nome del rione riporta un errato riferimento numerico: IV invece di VIII.Foto Fontanelle delle Api - Via Vittorio Veneto Subito dopo l'esecuzione della fontana del tritone, al Bernini venne affidata nel 1644 la realizzazione di una fontanella per abbeverare i cavalli, com'era consuetudine costruire accanto alle fontane monumentali. L'opera, geniale saggio del barocco romano, fu nel 1867 smontata e portata in uno dei depositi comunali al Testaccio. Nel gennaio del 1916, su pressione di studiosi, venne ricomposta con i pochi pezzi originali ritrovati e con una esecuzione poco fedele (basta controllare il disegno dell'olandese Lievin Cruyl del 1665).Foto Fontana delle Vittorie Alate - VILLA BORGHESE, via Goethe Costituita da un sarcofago di epoca romana sul quale vengono rappresentate, tra festoni di frutta e maschere, delle Vittorie alate, e da due delfini posti ai lati di un mascherone che versa l'acqua nella vasca sottostante. Il mascherone (del Della Porta) è uno dei quattro della fontana della piazza della Rotonda trasferito qui alla fine dell'ottocento. Gli altri tre sono probabilmente depositati in qualche magazzino comunale.Foto Fonte di Anna Perenna - PARIOLI La fontana di Anna Perenna è stata rinvenuta nel 1999 durante gli scavi per un parcheggio interrato all'angolo tra piazza Euclide e via G. Dal Monte, nel quartiere Parioli a nord di Roma. |