Basilica di San Giovanni in Laterano |
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Per informazioni e prenotazioni: Cooperativa IL SOGNO - Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA |
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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La Basilica di San Giovanni in Laterano è la cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, quella dove il papa esercita la funzione di vescovo di Roma. È inoltre la basilica più antica d'Occidente. Attualmente l'arciprete della basilica è il cardinale Camillo Ruini, cardinale vicario generale per la diocesi di Roma. |
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Storia È la più antica e di rango più alto tra le quattro basiliche maggiori ed ha il titolo onorifico di "Omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput", ovvero di "Madre e capo di tutte le chiese della città [di Roma] e del mondo". la Basilica Vaticana che manifesta la Chiesa apostolica fondata sull'apostolo Pietro; La tradizione cristiana aulica vuole che i terreni e la residenza dei Laterani siano stati donati al vescovo di Roma. La data della donazione non è certa ma dovrebbe essere avvenuta durante il papato di papa Milziade, in segno di gratitudine dell'imperatore al Cristo che gli aveva fatto vincere la battaglia preannunciandosi in sogno. |
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La leggenda di papa Silvestro e Costantino Pare che Costantino fosse stato colpito da lebbra, nel 313. Rifiutatosi di sacrificare bambini il cui sangue lo avrebbe guarito, Costantino avrebbe sognato due sconosciuti di nome Pietro e Paolo, che gli dicevano di mandare a cercare un eremita di nome Silvestro, che con i suoi compagni si era sottratto alle persecuzioni anticristiane in una grotta del monte Soratte e avrebbe saputo guarirlo. Costantino li scambiò per dei e mandò a chiamare Silvestro, che, arrivato, gli mostrò due ritratti degli apostoli Pietro e Paolo, nei quali l'imperatore riconobbe i suoi "dei" del sogno. Allora Silvestro impose all'imperatore di liberare i cristiani carcerati e digiunare una settimana, poi lo immerse nel fonte battesimale e l'imperatore ne uscì guarito. Costantino dedicò allora gli otto giorni successivi a fare leggi sulla cristianizzazione di Roma e sullo stabilimento della potestà dei vescovi e della chiesa. L'ottavo giorno, dice la leggenda, l'imperatore andò alla chiesa di san Pietro, dove confessò piangendo le sue colpe. Prese poi il piccone e iniziò personalmente lo scavo per costruire la basilica e portò via sulle sue spalle dodici carichi di terra. |
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Dedicazione La Basilica ed il Palazzo del Laterano sono stati dedicati altre due volte. Papa Sergio III li dedicò a San Giovanni Battista nel X secolo, consacrando il battistero. Nel XII secolo papa Lucio II dedicò il Palazzo del Laterano e la Basilica anche a San Giovanni Evangelista. La chiesa divenne così la più importante in onore dei due santi, che non sono spesso venerati congiuntamente. In seguito nel Palazzo del Laterano fu insediato un monastero di Benedettini. |
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Il Laterano
Accanto alla Basilica è situato il Palazzo del Laterano, il cosiddetto Patriarchìo, cioè la residenza di un Patriarca, in questo caso il Patriarca di Roma. Fino al 1309 il Palazzo del Laterano era la residenza ufficiale dei Papi. Resti del vecchio Palazzo sono ancora visibili nella cappella detta Sancta Sanctorum che si trova in cima alla Scala Santa. Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano. Papa Bonifacio VIII, indisse qui il primo Giubileo del 1300, e diede inizio alle celebrazioni dal loggiato, come ricordato da un frammento d'affresco di Giotto, conservato all'interno della Basilica.
Scala Santa La pia leggenda, di origine medievale, afferma che si tratterebbe della scala stessa salita da Gesù, che sarebbe stata trasportata a Roma da Santa Elena, madre di Costantino, nel 326. Decorazione I cantieri pittorici sistini si distinsero per la celerità di esecuzione ed il gran numero di affrescanti presenti, sotto la guida di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra. Più tardi, sotto Papa Innocenzo VIII, i gradini furono coperti con tavole di noce, per impedirne l’usura. Ad oggi molti fedeli cattolici percorrono in ginocchio tutta la scala pregando e chiedendo grazie. Dall'interno della basilica si accede anche al chiostro (opera dei più celebri Maestri Cosmateschi romani). Nel chiostro, oltre ad alcune testimonianze dell'antico Patriarchìo, sono visibili opere di Arnolfo di Cambio e di altri artisti. |
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La decadenza e la ricostruzione Al ritorno da Avignone i papi scelsero di spostare la loro residenza al Vaticano e il Laterano perse parte della sua importanza. Alla fine del XVI secolo papa Sisto V fece demolire sia il palazzo che la basilica e li fece costruire ex novo. Tra i molti progetti di ricostruzione della basilica, Sisto V scelse quello del suo architetto preferito, Domenico Fontana. Un'ulteriore risistemazione dell'interno ebbe luogo in seguito sotto la direzione di Francesco Borromini, incaricato da papa Innocenzo X. La visione di papa Clemente XII per la ricostruzione fu ambiziosa. Indisse una gara per progettare una nuova facciata. Il vincitore fu Alessandro Galilei. La facciata come appare oggi fu completata nel 1735. La facciata del Galilei ha tuttavia rimosso tutte le vestigia dell'architettura tradizionale dell'antica basilica. |
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Storia architettonica: le origini La chiesa era con la facciata ad occidente e l'altare ad oriente, come consigliava un testo attribuito a Clemente I; ma forse del IV secolo, a proposito della costruzione delle basiliche: "[Preghiamo Dio] che ascese sopra il cielo dei cieli verso oriente, ricordando l'antica passione per il Paradiso, posto a oriente, da dove il primo uomo, disobbedendo a Dio, persuaso dal consiglio del serpente, fu cacciato." Oriente era quindi il luogo dove si trova il Paradiso e dove si trova quindi Cristo, che tornando sulla terra proverrà da tale direzione. Nello stesso testo si recita come il seggio del vescovo debba stare al centro, affiancato dai sacerdoti, e che i diaconi abbiano la cura disporre in zone separate i laici, divisi tra uomini e donne; nel mezzo, in un luogo rialzato, doveva stare il lettore dei testi sacri. San Giovanni in Laterano aveva una forma oblunga e disponeva di cinque navate fortemente digradanti in altezza, divise da colonnati: la navata centrale era la più larga e più alta e si elevava sopra delle altre permettendo di aprire luminose finestre nel cleristorio. Il soffitto era coperto a capriate, che probabilmente dovevano essere a vista. Opposta alla facciata era presente un'unica abside. In fondo alle navate esisteva una navatella trasversale, il primitivo transetto, nella quale prendevano posto durante la celebrazione il vescovo di Roma (al centro, su un seggio rialzato) e i sacerdoti, disposti ai lati. Tra le navate ed il transetto due possenti colonne sostenevano un grande arco detto "arco trionfale". Verso il centro della navata si disponeva il lettore dei testi sacri, che doveva disporre di una struttura rialzata. |
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Storia architettonica: il Medioevo Molte e importanti donazioni da parte dei papi e di altri benefattori alla basilica sono registrate nel Liber Pontificalis: Lo splendore dei primi periodi della Basilica era tale che era conosciuta come "Basilica Aurea". Questo splendore le indirizzò contro l'attacco dei Vandali, che la privarono di tutti i tesori. Papa Leone Magno la restaurò verso il 460 e di nuovo fu restaurata da papa Adriano I, ma nell'896 la basilica per un terremoto "sprofondò dall'altare alle porte" (ab altari usque ad portas cecidit). I danni furono così ampi che era difficile seguire le linee della vecchia costruzione, ma questi furono essenzialmente rispettati e la nuova costruzione era delle stesse dimensioni di quella vecchia. Questa seconda chiesa durò quattrocento anni ed andò distrutta in un incendio nel 1308. Fu ricostruita da papa Clemente V e da papa Giovanni XXII, solo per essere bruciata una volta di più nel 1360, e ricostruita di nuovo da papa Urbano V. Nonostante queste varie vicissitudini la basilica mantenne la sua forma antica, essendo divisa da file delle colonne in navate e presentando nella parte anteriore un peristilio circondato da un colonnato con una fontana nel centro, la disposizione tardo-antica convenzionale che era seguita anche dalla vecchia Basilica di San Pietro. La facciata aveva tre finestre ed era abbellita con un mosaico che rappresentava il Cristo Salvatore. I portici erano affrescati, probabilmente non precedenti al XII secolo, commemoravano la Flotta romana sotto Vespasiano, la presa di Gerusalemme, il battesimo dell'imperatore Costantino e la sua "donazione" alla Chiesa. All'interno della basilica le colonne correvano senza dubbio, come in tutte le altre basiliche dello stesso periodo, per tutta la lunghezza della chiesa da est ad ovest, ma durante una delle ricostruzioni, probabilmente quella effettuata da papa Clemente V, fu introdotta una navata trasversale, imitata senza dubbio da quella aggiunta molto prima alla Basilica di San Paolo fuori le mura. La chiesa fu ingrandita probabilmente in questo momento. Alcune parti delle costruzioni più vecchie ancora sopravvivono. Fra esse la pavimentazione cosmatesca medioevale e le statue di San Pietro e di San Paolo, ora nel chiostro. Il grazioso baldacchino sopra l'altare maggiore, che sembra così fuori posto nell'ambiente attuale, data dal 1369. La "stercoraria", o trono di marmo rosso su cui sedevano i papi, è ora ai Musei Vaticani. Deve il suo nome disgustoso all'antifona cantata durante l'incoronazione papale "De stercore erigens pauperem" ("Sollevando il povero dal letamaio", dal Salmo 112). Dal quinto secolo c'erano sette oratori che circondano la basilica, in seguito parzialmente incorporati nella chiesa. Da questo nacque la tradizione di dotare le chiese di sette altari. |
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Storia architettonica: dal Quattrocento al Novecento Come s'è detto, Innocenzo X fece ricostruire la basilica da Francesco Borromini, che, pur vincolato dalle preesistenze (il soffitto, opera del Manierismo attribuito a Daniele da Volterra o Francois Boulanger, e il pavimento cosmatesco, da lui restaurato e integrato) creò qui uno dei suoi più alti capolavori, specie nella fuga di spazi delle navate minori, caratterizzate da un uso estroso ed intellettuale delle fonti luminose, dette camere di luce, espediente che permette l'illuminazione diffusa degli spazi architettonici e dallo stucco bianco. Francesco Borromini racchiuse le colonne dell'antica navata centrale in nuovi pilastri, alternati ad archi e caratterizzati da un ordine colossale di paraste. Sui pilastri collocò delle nicchie dalla forma di tabernacolo, riutilizzando parte delle splendide colonne in marmo verde antico che sostenevano le volte delle navate laterali. Nel secondo ordine fece in modo di alternare ai finestroni delle cornici ovali adornate dai motivi vegetali della palma, dell'alloro, della quercia e di essenze floreali, al cui interno lasciò visibili, quali reliquie, lacerti dell'antica muratura costantiniana. La ricostruzione dell'interno ebbe fine al principio del XVIII secolo, ad opera di Clemente XI, che dotò le nicchie borrominiane delle monumentali statue degli Apostoli, commissionate agli scultori più in voga del momento (tra cui Pierre Le Gros e Camillo Rusconi su disegni di Carlo Maratta) e fece eseguire una serie di ovali con Profeti a un gruppo di pittori scelti (tra cui Francesco Trevisani, Giovanni Odazzi, Sebastiano Conca, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Benedetto Luti). Più avanti, sempre nel XVIII secolo, si segnalano i progetti monumentali (al limite dell'utopia) di Giovan Battista Piranesi per un nuovo, grandioso presbiterio, eseguiti per conto di Clemente XIII, mai posti in opera. Nei primi del XX secolo dopo che un avveniristico progetto di traslazione non poté esser messo in opera in ragione dei costi elevati che avrebbe comportato, l'abside antica fu abbattuta per volontà di Leone XIII e ricostruita in posizione diversa per ospitare un nuovo coro, turbando così la spazialità della basilica. Il 28 luglio 1993 l'entrata laterale e parte della facciata del palazzo furono danneggiati gravemente da un attentato dinamitardo: esplose un'auto bomba. Anche se la statica della facciata fu danneggiata, fu possibile riparare i danni rapidamente. Questo attentato fu considerato come un avvertimento al papa che poco prima in Sicilia aveva parlato contro la Mafia. Il posto è ora sottoposto a limiti di circolazione. |
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Chiostro Lateranense Il chiostri del monastero, con le decorazioni cosmatesche.Fra la basilica e le mura aureliane ci fu in periodi precedenti un grande monastero, in cui abitava la comunità dei monaci addetti ai servizi nella basilica. È il più grande di Roma, con i suoi 36 metri di lato. L'unica parte che ancora rimane è il chiostro, circondato da graziose colonne di marmo intarsiato. Sono di uno stile intermedio fra il Romanico vero e proprio e quello Gotico, opera di stile cosmatesco dei Vassalletto, famosa famiglia di marmorari romani, databile all'inizio del XIII secolo. |
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Battistero Laterano Il Battistero Laterano, con la sua pianta ottagonale, si leva separato dalla basilica. È stato fondato da papa Sisto III, forse su una struttura precedente, dato che una leggenda dice che Costantino I fosse stato battezzato là ed avesse arricchito la struttura; in realtà fu battezzato in oriente, da un vescovo ariano. Questo Battistero è stato per molte generazioni l'unico Battistero a Roma e la sua struttura ottagonale, concentrata sul grande bacino per le immersioni complete, ha fornito un modello per altri battisteri per tutta l'Italia e perfino il motivo iconico per la cosiddetta "fontana di vita" dei manoscritti alluminati. |
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Liturgie e tradizioni di san Giovanni in Laterano Come sede vescovile di Roma, san Giovanni ospita grandi liturgie, ed era anticamente meta delle principali processioni della Roma papalina. Proprio in funzione di tutto ciò papa Gregorio XIII aprì alla fine del '500 la via Merulana, poi prolungata da Sisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme. Di queste grandi e frequenti processioni sussiste ancora solo quella del Corpus Domini, ripristinata da papa Giovanni Paolo II. La festa popolare di san Giovanni, tuttavia, era quella del 24 giugno, solennità della Natività di S. Giovanni Battista, festa romana, carica di tutte le tradizioni popolari legate al solstizio d'estate: le streghe, che si raccoglievano di notte sui prati davanti alla basilica, lasciavano il posto di giorno a scampagnate, bancarelle, gran bevute e gran mangiate di lumache, stornelli, pacificazioni e risse d'osteria. |
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Piazza San Giovanni Un'abside decorata con mosaici ed aperta all'aria, situata accanto a San Salvatore della Scala Santa, conserva ancora la memoria di una delle più grandi sale del palazzo antico, "il Triclinium" di papa Leone III, che era la sala per i banchetti di stato. La struttura attuale non è antica, ma è possibile che alcune parti dei mosaici originali siano state conservate in un mosaico in tre parti: Nel centro Cristo affida agli Apostoli la loro missione, a sinistra consegna le chiavi a san Silvestro ed il Labaro a Costantino, mentre sulla destra san Pietro dà la stola a Leone III e le insegne a Carlo Magno. Nel 1929 i Patti Lateranensi assicurarono la sovranità alla Città del Vaticano, e, tra le altre cose, lo status extraterritoriale al Laterano ed a Castel Gandolfo, come possedimenti della Santa Sede. Recentemente in piazza San Giovanni è nata una nuova "tradizione" quella del Concerto del Primo Maggio, infatti è ormai da parecchi anni che nella piazza antistante la Basilica il Primo Maggio viene organizzato dai Sindacati CGIL, CISL e UIL un grande concerto, a cui partecipano tutti i più importanti cantanti italiani, in onore della festa dei lavoratori. Questo concerto raccoglie ogni anno centinaia di migliaia di giovani che accorrono da tutta Italia. |
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Arcipreti della Basilica di San Giovanni in Laterano Francesco Saverio de Zelada (1781 – 1801) Leonardo Antonelli, cardinale (1801 – 1811) Bartolomeo Pacca, cardinale (1830 – 1844) Benedetto Colonna Barberini di Sciarra, cardinale (28 aprile 1844 – 10 aprile 1863) Lodovico Altieri, cardinale (1863 – 1867) Costantino Patrizi Naro, cardinale (1867 – 1876) Flavio Chigi, cardinale (24 dicembre 1876 – 1885) Raffaele Monaco La Valletta, cardinale (1885 – 1896) Francesco Satolli, cardinale (16 dicembre 1896 – 8 gennaio 1910) Pietro Respighi, cardinale (10 gennaio 1910 – 22 marzo 1913) Domenico Ferrata, cardinale (7 aprile 1913 – 10 ottobre 1914) Basilio Pompilj, cardinale (28 ottobre 1914 – 5 maggio 1931) Francesco Marchetti Selvaggiani, cardinale (26 agosto 1931 – 13 gennaio 1951) Benedetto Aloisi Masella, cardinale(27 ottobre 1954 – 30 agosto 1970) Angelo Dell'Acqua, cardinale (7 ottobre 1970 – 27 agosto 1972) Ugo Poletti, cardinale (26 marzo 1973 – 17 gennaio 1991) Camillo Ruini, cardinale (17 gennaio 1991 – presente) |
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L'origine del nome Quando l'imperatore fu colto da dolori, che lui credeva dovuti alle doglie del parto, i medici gli somministrarono un potente lassativo affinché Nerone potesse "mettere al mondo" la rana. Tale fu la gioia dell'imperatore a seguito del "parto" che faceva girare la sua rana per Roma su un carro d'oro e d'argento trainato da un cervo, accompagnata dalla nutrice e da vari paggi. Tuttavia, un giorno, mentre il carro attraversava un ponte sul Tevere, la rana spiccò un salto e scomparve nelle acque del fiume. Adirato per questo fatto Nerone fece uccidere la nutrice, i paggi e il cervo, ma i principi romani a seguito di questo ennesimo atto di crudeltà si ribellarono all'imperatore e lo uccisero. Tutta questa storia è nata per dimostrare che il termine "Laterano" derivi da "lata rana", o "latitans rana", che dovrebbe significare "rana partorita" o "rana sparita". La tomba di papa Silvestro II Il secondo sepolcro venne innalzato da Francesco Borromini; la tomba attuale venne eretta nel 1910, a seguito della distruzione di quella borrominiana, su progetto dell'architetto Gzila Nalder. Il processo a papa Formoso Papa Formoso morì nell'896, probabilmente avvelenato. Il suo successore, Stefano VII, fu costretto ad istruire un processo contro Formoso che era ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all'appoggio del partito filogermanico. La mummia fu riesumata dal sepolcro, abbigliata con i paramenti pontifici e collocata su un trono nella sala del concilio, per rispondere a tutte le accuse che erano state avanzate da papa Giovanni VIII. La macabra adunanza si svolse nella Basilica con i cardinali e i vescovi riuniti sotto la presidenza di Stefano VII. Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato. Tutti i suoi atti e le sue misure vennero annullati, e gli ordini da lui conferiti vennero dichiarati non validi. Le vesti papali vennero strappate dal suo corpo, le tre dita della mano destra, usate dal Papa per le consacrazioni, vennero tagliate e il cadavere fu poi trascinato per le vie di Roma e gettato nel Tevere. Preziose reliquie Oltre le teste dei due apostoli un'altra preziosa reliquia conservata nella basilica di San Giovanni è un frammento della tavola dove, secondo una leggenda medievale, Gesù avrebbe consumato assieme agli apostoli l'Ultima Cena. |
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