Via Triumphalis |
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Per informazioni e prenotazioni: Cooperativa IL SOGNO - Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA |
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Il nuovo settore della Necropoli romana della Via Triumphalis è stato scoperto nel 2003 durante i lavori per la realizzazione del parcheggio di Santa Rosa all’interno dello Stato della Città del Vaticano. Lo scavo della nuova importante area è stato condotto dagli archeologi dei Musei Vaticani ed ha portato alla luce un cospicuo tratto di necropoli, che risulta essere la prosecuzione di quello scoperto negli anni cinquanta del Novecento, conosciuto come “Necropoli dell’Autoparco” in quanto ritrovato durante i lavori per costruire Autoparco Vaticano. Le due aree cimiteriali – insieme ai vicini Settori detti “della Galea” e “dell’Annona” – costituiscono parte di un grande sepolcreto disposto lungo l’antica Via Triumphalis, che da Roma, conduceva a Veio (Isola Farnese), attraverso Monte Mario. Grazie a quest’ultimo ritrovamento, in Vaticano sono accessibili due delle più complete e documentate necropoli della Roma d’età imperiale: quella lungo la Via Cornelia (visitabile negli scavi sotto la Basilica di San Pietro), dove si trova la tomba del Principe degli Apostoli, e questa della Via Triumphalis. Lo scavo ha portato alla scoperta di circa quaranta edifici sepolcrali – di piccola e media grandezza – e più di duecento sepolture singole disposte su diversi livelli e segnalate da cippi, stele, altari e lastre, spesso dotate di iscrizioni: tale apparato epigrafico risulta di eccezionale interesse storico-sociale. La maggior parte delle tombe si trova in ottimo stato di conservazione ed è databile tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del IV sec. d.C.: all’incirca, dall’epoca di Augusto a quella di Costantino. Alcuni edifici presentano interessanti decorazioni parietali ad affresco e a stucco e pavimenti a mosaico. Inoltre, sono tornati alla luce altari funerari, urne, sarcofagi con soggetti figurati a bassorilievo. Di particolare interesse è il sarcofago del giovane equites (cavaliere) Publius Caesilius Victorinus (270-290 d.C.), che presenta la figura di un’orante accanto ad un albero con sopra un uccello: tale iconografia sembra riportare il defunto in ambito cristiano, in un periodo precedente alla pace costantiniana (Editto di Milano, 313 d. C.). Talvolta, nei testi vengono specificati il mestiere e/o il luogo d’origine di questi personaggi, offrendo un interessantissimo spaccato di vita quotidiana. Il corredo tombale è costituito soprattutto da lucerne e recipienti ancora al loro posto, pronti ad essere utilizzati per le offerte ai defunti; sopra alcuni altari si riconoscono i fori per appendere le ghirlande di fiori. Grazie a una modifica del progetto originario, questa nuova area archeologica è ora inglobata nell’edificio del parcheggio che prende il nome dal preesistente Piazzale di Santa Rosa. © Musei Vaticani |
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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Necropoli di Santa Rosa Ha la particolarità di contenere soprattutto tombe della classe bassa (schiavi e liberti) ed è databile dal 23 a.C. al 337. Si è conservata grazie anche ad una frana della collina sovrastante che l'ha ricoperta. Lo scavo, condotto dagli archeologi dei Musei Vaticani, ha portato alla luce circa quaranta edifici sepolcrali e più di duecento sepolture singole, quasi tutte in ottimo stato di conservazione, tra cui il sarcofago di Publius Caesilius Victorinus (270-290), scolpito a bassorilievo, e la tomba a camera dei Passieni, contenente due are risalenti una all'età di Nerone (54-68) e l'altra alla dinastia dei Flavi (69-96) Di particolare interesse i cippi, le lastre e le steli, spesso dotate di iscrizioni che indicano il mestiere o il luogo d'origine dei personaggi sepolti, e i corredi tombali. |
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