Horti Sallustiani
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Gli Horti Sallustiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

In asse con via XX Settembre si incrocia piazza Sallustio, al centro della quale, dalla profondità di 14 metri sorgono i grandiosi resti, molto ben conservati degli “Horti” appartenuti a cesare e a Caio Sallustio Crispo e passati con Tiberio al  demanio imperiale. Le costruzioni in gran parte rifatte sotto Adriano e restaurate da Aureliano furono danneggiate dall'invasione di Alarico. Ne rimangono tracce la sala circolare adibita forse per cene, la cupola interna a spicchi, e l'ambiente interno con tracce di pitture e mosaici. 

I romani erano soliti chiamare horti (al singolare hortus) le abitazioni dotate di un grande giardino (hortus in latino significa proprio "giardino"), costruite entro la cerchia urbana, ma in aree suburbane. Erano un luogo di piacere, in cui era possibile vivere isolati e nella tranquillità, ma senza la necessità di allontanarsi troppo dalla città.
La parte più importante degli horti era senza dubbio la vegetazione, molto spesso foggiata secondo forme geometriche o animali; questa tecnica prende il nome di ars topiaria. Tra il verde si trovavano spesso padiglioni, porticati per passeggiare al riparo dal sole, fontane, terme, tempietti e statue, spesso repliche di originali greche.
Il primo a dare origine a questa moda fu il ricchissimo Lucullo, che si fece costruire una lussuosa dimora sul colle del Pincio, a Roma. Subito dopo seguì il suo esempio Sallustio: i suoi horti, situati tra il Quirinale, il Viminale e il Campo Marzio, in un area precedentemente appartenuta a Cesare, erano i più grandi e ricchi del mondo romano. Testimonianza dell'importanza e della ricchezza degli Horti Sallustiani sono le grandi opere d'arte rinvenute, nonostante le numerose trafugazioni avvenute nel corso dei secoli. Alla morte dello scrittore la residenza passò in propiretà al nipote Quinto e poi divenne definitivamente parte del demanio imperiale. Molti imperatori la scelsero come dimora temporanea, in alternativa alla sede ufficiale sul Palatino. Quando Alarico I nel 410 invase ed occupò l'Urbe, la villa subì gravissimi danni e non fu più ricostruita.

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Gardens of Sallust

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Ludovisi Gaul, now in the Palazzo AltempsThe Gardens of Sallust (Latin: Horti Sallustiani) were Roman gardens developed by the Roman historian Sallust in the 1st century BC using his wealth extorted as governor of the province of Africa Nova (newly conquered Numidia). The landscaped pleasure gardens occupied a large area in the northwestern sector of Rome, in what would become Region VI, between the Pincian and Quirinal hills, near the Via Salaria and later Porta Salaria. This rione is now known as Sallustiano.

The gardens contained many pavilions, a temple to Venus, and monumental sculptures. Items later found in the gardens include:

  • the Obelisco Sallustiano, a Roman copy of an Egyptian obelisk which now stands in front of the Trinità dei Monti church in the Piazza di Spagna at the top of the Spanish Steps
  • the Borghese Vase, discovered there in the 16th century.
  • the sculptures known as the Dying Gaul and the Gaul Killing Himself and His Wife
  • the Ludovisi Throne, found in 1887, and the Boston Throne, found in 1894.

The gardens were acquired by Tiberius and maintained for several centuries by the Roman Emperors as a public amenity. The Emperor Nerva died of a fever in a villa in the gardens in AD 98, and they remained an imperial resort until they were sacked by the Goths in 410 (Procopius). In the early seventeenth century Ludovico Cardinal Ludovisi, nephew of Pope Gregory XV, purchased the site and constructed the Villa Ludovisi, in the course of which several important Roman sculptures were rediscovered. Much of the area occupied by the gardens was divided into building lots and filled following the break-up of Villa Ludovisi after 1894, as Rome expanded as the capital city of Italy after the unification of Italy.

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