Il monte, il
ponte, il fonte, il conte
è lo scioglilingua con il quale gli spoletini
raccontano la propria città
L'Umbria è infatti avara di parole quanto
generosa di immagini e Spoleto è la cornice migliore per ammirare scorci e paesaggi
dipinti dalla natura e dalla storia. La sua piramide di case, il
labirinto dei vicoli, le piazze chiare, la solennità del duomo, la rocca trecentesca, le
dodici Vaite che alla fine del 200 dividevano la città. Proprio in una di queste, antiche
vie, Vaita de' Domo, sorge uno tra i migliori esempi di residenza d'epoca restaurata.
All'interno degli appartamenti ogni elemento è fondamentale per mediare la dissonanza tra
passato e presente, in una città capace di conciliare i più differenti dei linguaggi: il
pavimento in cotto, gli arredamenti in legno e ferro battuto, il camino, le pareti chiare,
le grandi finestre. Gli appartamenti sono strutturati in ampie
stanze con vista sulla selvaggia e medievale bellezza dell'Umbria. La residenza è
completamente abitabile e attrezzata con tutti i comfort. Scendendo da Vaita
De' Domo si arriva al borgo medievale di Spoleto: ed è proprio qui che ogni anno, tra la
fine di giugno e la prima metà di luglio, Spoleto diventa un enorme palcoscenico, con
prime di musica, teatro, danza, rassegne cinematografiche e mostre d'arte. "Babylon
or bis universus" (tutto il mondo è una Babilonia), recita un motto latino sulla
finestra di Giancarlo Menotti, il fondatore del "Festival dei Due Mondi":
così è chiamata la manifestazione e nessuna altra frase potrebbe essere più indicata
per descrivere questa pittoresca cittadina dell'Umbria. Ma, spente le luci, un soggiorno a
Spoleto continua sempre ad essere uno spettacolo indimenticabile. "Residenza de'
Domo" rappresenta il palcoscenico migliore per una splendida vacanza. |
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