Quando lavora al gruppo di Enea e Anchise (1619-1620), ispirato ai versi dell'Eneide che raccontano la fuga del
guerriero da Troia insieme al padre Anchise e al figlioletto Ascanio, Gian Lorenzo Bernini
ha appena 21 anni, il suo
stile risente ancora dell'influenza paterna. Ma nonostante la giovane etā, l'artista dā
prova di notevole talento realistico, che si manifesta soprattutto in alcuni particolari,
come lo sforzo del vecchio Anchise nel portare in salvo le statuette dei Penati (le
divinitā protettrici della famiglia) o lo sguardo atterrito di Ascanio, che tiene in mano
il fuoco sacro della casa abbandonata. Si tratta di un'immagine mitologica della pietas
familiare voluta forse dal cardinale Borghese in omaggio alla sua illustre stirpe. L'altra
scultura del Bernini presente nella sala raffigura la Veritā
scoperta dal Tempo (1645-1652), che rimase a lungo nello
studio dell'artista. Tra le altre opere esposte notare il quadretto di Lavinia
Fontana, una delle poche pittrici del Seicento, che dipinge con delicatezza tutta
femminile la toilette di Minerva, pronta a indossare elmo e corazza.
Per una volta invece la decorazione della volta non č riferita alla scultura di Bernini:
eseguito da Lorenzo Pecheux nel 1783, č un Concilio degli
Dei che si riunisce per decidere la guerra di Troia, con
sostenitori e contrari che si fronteggiano ai lati di Giove. Il tema della lotta era
legato ad una famosa statua romana, il Gladiatore Borghese, che fu venduta a Napoleone nel 1807 ed č al Louvre, sostituita quindi
con il gruppo statuario del Bernini.
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