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Apollo suona la lira dopo aver perso Dafne - dipinto di Dosso Dossi In questa sala, che al tempo del cardinale Scipione ospitava un dipinto di Giulio Romano, Davide che uccide Golia, ora è collocata una delle più incredibili sculture di tutti i tempi, Apollo e Dafne, considerata a ragione uno dei capolavori del Bernini. L'opera, ispirata dalle Metamorfosi di Ovidio, rappresenta il momento in cui Apollo cattura la ninfa Dafne, che per sfuggire all'insidia della divinità si trasforma in una pianta di alloro. Con una visione degna di un regista, Bernini conferisce alla scultura il dinamismo di un'azione che si svolge in quattro fasi, che corrispondono ai punti di vista dell'osservatore. Il tema delle metamorfosi, che aveva tanto affascinato il cardinal Borghese, ritorna nel bel dipinto del pittore ferrarese Dosso Dossi, che rappresenta la Maga Circe, capace di tramutare gli uomini in animali. Dello stesso artista è Apollo, che ritrae il dio della luce mentre suona la lira per la disperazione di aver perso Dafne. I due personaggi ritornano anche nella scena centrale della volta: l'autore è Pietro Angeletti, che tra il 1780 e il 1785 ha dipinto anche le allegorie ai lati della volta. Le architetture dipinti ad affresco sono di Giovanni Battista Marchetti.

 

Un particolare di Apollo e Dafne, il gruppo marmoreo di Gian Lorenzo Bernini