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| Se al tempo di Scipione Borghese si
potevano ammirare in questa sala due delle Veneri, dipinte da Cranach e Brescianino, che
sono esposte nella sala X, ora l'ambiente è dominato dal David, la statua che fu commissionata dal cardinale Scipione. Eseguito quando
Gian Lorenzo Bernini aveva ventisei anni, cioè intorno al 1624, è un mirabile
esempio di scultura barocca, più dinamica e meno ieratica di quella rinascimentale.
Bernini sceglie di raffigurare il giovane come eroe pagano, nello sforzo di tendere la
fionda per lanciare la pietra verso Golia. |
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| Alle spalle della statua si trova un bel dipinto del caravaggesco napoletano Battistello Caracciolo, che rappresenta invece la conclusione del duello: Davide vittorioso regge per i capelli la testa mozzata di Golia. Alle pareti si notano il Sansone in carcere di Annibale Carracci, importante protagonista del primo seicento romano e Andromeda liberata per mano di Perseo dal mostro marino del senese Rutilio Manetti, che si avvicina al gusto dei colori brillanti tipico dei pittori veneti del Cinquecento. Tra le sculture antiche spicca il sarcofago con le fatiche di Ercole, del 160 dopo Cristo. Un ultimo sguardo al soffitto dove Francesco Caccianiga nel 1777 ha dipinto la Caduta di Fetone. | |