Musei Vaticani

 
 

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INFO STORICO ARTISTICHE

I musei vaticani comprendono:
  • Museo Gregoriano Egizio
  • Museo Gregoriano Etrusco
  • Musei di Antichità Classiche
  • Museo Pio Cristiano
  • Pinacoteca
  • Galleria degli Arazzi
  • Museo Missionario-Etnologico
  • Museo Sacro (Biblioteca)
  • Museo Profano
  • Museo Storico Vaticano
Inoltre si possono ammirare:
  • Palazzetto del Belvedere
  • Sala delle Dame
  • Sala dell'Immacolata
  • Stanze di Raffaello
  • Sala dei Chiaroscuri
  • Cappella Niccolina
  • Cappella Sistina
  • Appartamento Borgia
  • Salone Sistino
  • Sala delle Nozze Aldobrandine
Percorsi suggeriti dal Vaticano:
  • Pinacoteca e Cappella Sistina (durata 1h)
  • Museo Gregoriano Egizio (durata 1h)
  • Museo Gregoriano Etrusco (durata 1h)
  • Museo Pio Clementino (durata 1h)
  • Museo Etnologico sez. Cina (durata 1h)
  • Stanze di Raffaello e Cappella Sistina (durata 2h)

 Storia  

Il primo nucleo dei Musei e delle Gallerie Pontificie, questo è oggi il vero nome dei Musei Vaticani, venne costituito da Giulio II (1503-1513) che raccolse nel cortile del Belvedere alcuni capolavori della scultura classica, come: l'Apollo del Belvedere (copia di originale greco di epoca classica, probabilmente opera dello sculture greco Leochares), il Laoconte (copia dell'originale di Rodi creato da Agesandro, Antenodoro e Polidoro) e il Torso (creato dall'artista Apollonio).

I pontefici successivi, Leone X, Clemente VII e Paolo III arricchirono la collezione nel corso del Cinquencento. Sisto V realizzò la sede della Biblioteca Apostolica Vaticana. A Clemente XIV e a Pio VI si deve la realizzazione, nella seconda metà del Settecento, del Museo Pio Clementino. Pio VII fondò il Museo Chiaromonti e Gregorio XIV creò quello Etrusco ed Egizio. Opera di Pio XI è la sistemazione della Pinacoteca e l'istituzione del Museo Etnologico Missionario, mentre fu Giovanni XXIII che decise di trasferire in Vaticano il Museo Gregoriano Sacro e Profano e quello Lapidario, fino ad allora ospitati in Laterano e fece costruire per questi musei una nuova ala all'interno del complesso museale pontificio. Paolo VI fu, invvece, l'artefice della collezione d'Arte Religiosa Moderna.

Negli ultimi anni, per motivi di spazio, il Museo Storico è stato spostato nell'Appartamento papale del Palazzo Lateranense, rimanendo però in Vaticano il Padiglione delle Carozze. I Musei Vaticani sono formati da un insieme di collezioni diverse. Una visita completa dei Musei dura circa cinque ore. L'ingresso si trova nel Viale Vaticano, vicino Piazza Risorgimento.

Tour all'interno dei Musei Vaticani

L'atrio dei Quattro Cancelli è lo snodo principale da cui si possono scegliere gli itinerari da percorrere all'interno dei Musei Vaticani. Sono, tuttavia, segnalati da diversi colori che, con apposite frecce, guidano il turista attraverso un percorso "obbligato". Da qui si può iniziare la visita partendo dal Cortile della Pigna o se si preferisce dall'atrio dei quattro cancelli si può salire la scala Simonetti - una rampa elicoidale a due cordonate - ed accedere al piano che conduce al Museo Gregoriano Egizio e al Museo Gregoriano Etrusco.

Il Museo Gregoriano Egizio, venne inagurato da papa Gregorio XVI nel 1839 e venne allestito da Giuseppe Fabris e dall'egittologo Luigi Maria Ungarelli.

Il Museo è composto da dieci sale, dove si possono ammirare collezioni epigrafiche, documenti del costume funerario, mummie, varie suppellettili, statue egizie trovate a Roma e a Villa Adriana a Tivoli.

Opere egiziane originali sono la statua della Regina Tuia ed il busto del re Menthotep, che rappresenta il più antico ritratto regio del Museo. Inoltre all'interno di questo Museo si possono ammirare anche dei rilievi Assiri.

Il Museo Gregoriano Etrusco, fondato da Gregorio XVI nel 1817. All'interno del quale c'è una raccolta di vasi dipinti con esemplari di grande valore. Nelle sale successive si possono ammirare sarcofagi, immagini fittili, bronzi ed ori. Preziosi sono gli oggetti provenienti dalla Tomba Regolini-Galassi (scoperta a Cerveteri nel 1836-37), splendidi sono soprattutto le molte e varie fibule a navicella. Interessante nella quarta sala la bronzea stauta detta del Marte di Todi.

Il Cortile della Pigna, prende nome dalla colossale pigna di bronzo, posta sopra il ripiano della scalinata all'interno del nicchione (realizzato da Pirro Ligorio nel 1562-65) ed posata su un grande capitello rappresentante l'Incoronazione di un atleta vittorioso (proveniete dalle Terme Neroniane-Alessandrine, III sec. d.C.). La pigna di bronzo, fu trovata presso le terme di Agrippa, e decorava una fontana che gettava acqua con effetti spettacolari. Durante il Medioevo la pigna venne posta nell'ingreso dell'antica basilica di San Pietro. Fincheggiano la pigna due pavoni in bronzo, provenienti dal mausoleo di Andriano e nella parte sottostante due leoni accovacciati in basalto. Al centro del cortile si può ammirare un'opera bronzea moderna realizzata da Arnaldo Pomodoro, denominata Sfera con sfera (1979-1980).

Dal cortile della Pigna si accede al Museo Chiaramonti:

Al Museo Chiaramonti, venne creata da Pio VII (Barnaba Chiaramonti) nel 1808 e si divide in tre parti: il Museo Chiaramonti, propriamente detto, dove si possono ammirare alcune copie romane di alcuni originali greci come, la testa di Meleagro, la statua di Eracle e Telefo, un ollario di Publius Nonius Zethus (un mugnaio vissuto nel I secolo d.C.) e altre opere provenienti da note collezioni private o da scavi eseguiti nel 1800. La disposizione delle statue all'interno della Galleria, eseguita in parte dal Bramante, è stata eseguita da Antonio Canova. La Galleria Lapidaria rappresenta, invece, la più importante collezione del mondo di iscrizioni latine. La visita è concesa solo su richiesta.

Il Braccio Nuovo, venne creato dall'architetto Raffaele Sten, all'interno del quale si possono ammirare alcune opere importanti come: il mosaico proveniente da Tor Marancia, posto a copertura di una parte del pavimento; la statua loricata dell'Augusto di Prima Porta; la statua togata dell'imperatore Tito, la statua di Amazzone ferita e una colossale statua del Nilo, copia romana del I secolo d.C.

 

Dal Museo Chiaramonti si passa al Museo Pio-Clementino.

 

Il Museo Pio-Clementino, venne creato dai pontefici Clemente XIV e dal suo tesoriere Giovan Angelo Braschi (divenuto successivamente Pio VI) nel 1771. L'interno di questo Museo è composto dal cortile del Belvedere e dalle sale create da Michelangelo Simonetti.

Questo Museo ospita una delle più importanti collezioni di sculture greco-romane del mondo. Prima di iniziare a parlare dei capolavori scultori non si può non ammirare il famoso sarcofago di Lucio Cornelio Scipione Barbaro (console dell'anno 298 a.C.), capostipite della famosa famiglia che diede i natali a P. Cornelio Scipiote detto l'Africano.

Il sarcofago fu trovato insieme a molti altri nel Sepolcro degli Scipioni sulla via Appia Antica a Roma. Vicino a questo sarcofago si può osservare all'interno dell'omonimo Gabinetto, la nota statua dell'Apoxymoneos, (copia romana del I secolo d.C., di un originale bronzeo di Lisippo risalente al 320 a.C.). Questa statua rappresenta un atleta che, dopo lo sforzo della gara, si sta detergendo il corpo dal sudore, dalla polvere e dagli olii con lo strigele, uno strumento simile ad un rasaio.

All'interno del Cortile Ottagono o del Belvedere si possono ammirare alcune pregevoli capolavori scultori, custoditi, alcuni, all'interno di alcuni gabinetti, come: l'Apollo del Belvedere (copia romana del II secolo d.C., di un originale greco bronzeo del IV secolo a.C. attribuito a Leochares), rappresenta il dio immortalato nell'atto di intoccare un freccia contro un nemico; il Laocoonte (probabile copia del I secolo d.C. di un originale bronzo del II secolo a.C.), il gruppo attribuito agli scultori rodi Antenodoro, Agesandro e Polidoro, rappresenta l'anziano sacerdote troiano, che era si permesso di contrastare il volere di Giunone opponendosi al cavallo di legno lasciato dai Greci durnate la guerra contro Troia. La dea inferocita contro di lui non aveva esitato ad ucciderlo insieme a i suoi figli inviandogli dei terribili di serpenti che li avrebbero uccisi attorcigliandoli nelle loro spire.

La statua di Hermes (copia romana di età adrianea di un originale di Prassitele), la statua di Venus felix (copia romana del II secolo d.C. dell'Afrodite Cnidia di Prassitele, in questa versione la testa è stata sostituita con quella di Faustina Minore, moglie dell'imperatore Marco Aurelio); Il Perseo trionfante ed i pugilatori Kreugas e Damoxenos, sono, invece, opera dello scultore italiano Antonio Canova che li scolpì nel 1800 circa.

 

Le sale interne vicino al cortile del Belvedere sono:

 

la Sala degli Animali, il nome deriva dalla presenza di statue e gruppi di animali, la maggior parte delle quali sono frammenti di sculture antiche restaurate ed integrate verso la fine del 1700. Tra le opere di maggior pregio si può citare la statua di Melagro (copia romana di età antonina di un originale bronzeo realizzato da Skopas intorno al 340-330 a.C.) e un gruppo di animali in lotta (il cane che attacca il cervo, l'orso in lotta con un toro, e la pantera che azzanna alla gola una capra, opere realizzatte per la maggior parte dal Franzoni (1734-1818).

la Galleria delle statue, in questa galleria si possono ammirare alcune importanti statue romane, per lo più copie di originali greci risalenti al periodo classico, come ad esempio, l'Apollo Sauroktonos "che uccide la lucertola" (copia romana di una famosa statua bronzea di Prassitele risalente al 360 a.C. circa), l'Arianna addormentanta (copia adrianea di un originale pargameno del II secolo a.C.), e l'Amazzone ferita (copia dell'originale bronzeo di Fidia del 430 a.C. circa).

la Galleria dei busti, qui si possono vedere alcuni ritratti di iperatori romani ed inoltre c'è anche la statua di Giove Verospi (risale al III secolo d.C.).

il Gabinetto delle maschere, in questa sala si può ammirare la famosa statua di Venere di Doidalsas (copia romana di un originale bronzeo creato da questo artista ellenistico III secolo a.C.) per il re Nicomede di Bitinia; la Venere Cnidia o pudica ( copia romana in marmo di un originale bronzeo di Prassitele), per la prima volta in questa scultura viene rappresentata la dea nuda nell'atto di deporre l'asciugamano prima di immergersi nel bagno.

la Sale delle muse, qui si possono vedere le sette sculture antiche raffiguranti le Muse, le divinità ispiratrici delle arti, inoltre si può ammirare anche l'Apollo Musagete intento a suonare la cedra. Al centro della sala primeggia il famoso Torso del Belvedere (arte neoattica del I secolo a.C.) ralizzata da Apollonio Ateniese. Questa sala è anche importante per la bellissima volta decorata con affreschi e tele realizzata dall'artista neoclassico Tommaso Conca.

la Sala della rotonda, questa sala è coperta da una cupola, realizzata dall'architetto Michelangelo Simonetti (c. 1782), che si ispirò a quelle degli edifi romani. All'interno di questa sala si possono ammirare alcune statue importanti come quella di Giove di Otricoli (copia del I secolo di un originale greco risalente al IV secolo a.C.); la colossale statua di Ercole, in bronzo dorato. Nel pavimento c'è un mosaico policromo proveninte dalle terme di Otricoli ed è caratterizzato da scene rappresentati lotte di Greci contro centauri e gruppi di divinità marine e fluviali. Al centro della sale si può ammirare una grande tazza monolitica di porfido proveniente dalla Domus Aurea neroniana.

la Sala a croce greca, in questa stanza sono conservati due importanti sarcofagi in porfido uno appartenente a Costantina, figlia dell'imperatore Costantino e l'altro a Sant'Elena, madre di questo stesso imperatore. Si tratta di due notevoli esempi di arte aulica tardo antica (IV secolo d.C.); nel primo sarcofago si possono ammirare figure di amorini vendemmianti tra girali d'acanto o intenti alla pigiatura, mentre nel secodo sono raffigurati una scena di cavalieri trionfanti sopra i barbari sconfitti.

Nel pavimento si può inoltre ammirare un mosaico a colori, proveniente da Tusculum e raffigurante uno scudo con busto di Minerva e le fasi della luna (IV secolo d.C.).

 

L'itinerario all'interno dei Musei Vaticani prosegue con la visita di alcune importanti Gallerie e Stanze, prima di raggiungere le Stanze di Raffaello e la Cappella Sistina.

 

La Galleria dei Candelabri, originalmente la galleria era una loggia aperta, coperta e venne costruita nel 1761 sotto il pontificato di Pio VI (1775-1799). La galleria fu poi murata alla fine del XIX secolo e il soffitto dipinto nel 1883-1887, per volontà del pontefice Leone XII (1878-1903).

Il nome della galleria proviene dalla presenza dei candelabri in marmo di età romana disposti in corrispondenza delle colonne che dividono in sei sezioni la galleria. Tra le opere più importanti che si possono ammirare possiamo ricordare la stauta di Afrodite Efesina e alcune copie romane di originali greci di epoca ellenistica.

la Galleria degli Arazzi, in questa galleria sono esposti alcuni arazzi detti della Scuola Nuova, vennero commissionati da papa Clemente VII (1523-1534) agli aglievi di Raffaello per decorare la Cappella Sistina. Questi arazzi vennero tessuti a Bruxelles dalla manifattura di Pieter van Aelst. Sono stati messi in mostra lungo la parete di sinistra della galleria e rappresentano: l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio, la Strage degli Innocenti, la Resurrezione, Gesù appare alla Madonna e la Cena in Emmanus.

Sulla pareta di destra ci sono, invece, degli arazzi con scene della vita di papa Urbano VIII Barberini (1623-1644). Questi arazzi vennero eseguiti a Roma nel XVII secolo dalla manifattura Barberini.

la Galleria delle Carte Geografiche, questa galleria venne commissionata dal pontefice Gregorio XIII (1580-1585) che chiamò Antonio Danti ad eseguirla. I lavori durarono tre anni, dal 1580 al 1583.

Ingazio Danti per la creazione dettagliata delle carte gegrafice si avvalse della collaborazione del fratello Ignazio Danti, un prete domenicano, considerato uno dei più importanti cosmografi dell'epoca. Nella galleria si possono ammirare quaranta mappe affrescate che mostrano la topografia delle regioni italiane e i possedimenti dello Stato Pontificio.

la Galleria di S. Pio V e le salette di S. Pio V,

la Sala Sobieski, il nome di questa sala deriva dalle presenza di una grande tela (41 metri quadrati di superfici ) realizzata dall'artista polacco Jan Mateiko nel 1800 e rappresentante la vittoria nella battaglia di Vienna riportata dal re polacco Guglielmo Sobieski contro i Turchi. Mateiko decise di donare questa tela al pontefice Leone XIII ( 1878-1903) nel 1883 in occasione del secondo centenario della trionfo polacco a Vienna.

la Sala dell'Immacolata Concezione, questa sala è situata nella Torre Borgia. Venne decorata da Francesco Podesti con edegli afrreschi rappresentanti il Dogma dell'Immacolata Concezione proclamato dal Pio IX (1846-1878), che fu poi lo stesso pontefice che commissionò al Podesti la decorazione della stanza. Al centro si può ammirare un elaborata libreria contenente diversi volumi scritti in diverse lingue contenenti il testo del dogma dell'Immacolata concezione.

la Sala dei Chiaroscuri, questa sala fu decorata dagli allievi di Raffaello e fu utilizzata dal papa come stanza da letto, in seguito divenne la sala dove veniva messo in mostra il corpo del papa prima della sepoltura nelle Grotte Vaticane.

la Cappella di papa Nicola V, questa cappella fu costruita in una delle parti più antiche dei palazzi Vaticani. Probabilmente formava parte della Torre di Innocenzo III (1198-1216) inserita poi nel primo palazzo papale risalente al XIII secolo. Nicola V (1417-1453) decise di trasformarla in cappella privata e chiamò Beato Angelico ad affrescarla. Questo artista toscano decise di decorare le pareti della cappella con le storie di San Lorenzo (nei riquadri inferiori) e le storie di Santo Stefano (nelle lunette), mentre affrescò la volta stellata con i Quattro Evangelisti, mentre realizzò sugli arconi gli otto Dottori della Chiesa.

Le Stanze di Raffaello, così denominate perché contengono al loro interno alcuni importanti affreschi creati da Raffaello sotto il potificato di Giulio II e Leone X.

La decorazione di queste sale risale però a Nicola V, quando chiamò Andrea del Castagno, Benedetto Bonfigli e Piero della Francesca ad affrescare le stanze. Successivamente sotto Giulio II altri artisti lavorarono all'interno di questi ambienti, come Lorenzo Lotto, il Perugino, il Sodoma, Baldassare Peruzzi e Bramantino. Ascoltato, però il consiglio di Bramante che in quegli anni stava ri-costruendo la basilica pietrina, Giulio II chiamò Raffaello Sanzio, già da tempo conosciuto per la sua maestria nel dipingere. Il pittore fu affiancato, nella decorazione delle stanze, da un gruppo di studenti. Le stanze di Raffaello divennero poi gli appartamenti privati di Giulio II.

Cronologicamente la prima stanza che fu affrescata, sarebbe meglio dire la volta, fu quella della Segnatura, così chiamata perché qui si riuniva la corte della Segnatura. Qui Raffaello decise di dipingere alcuni importanti affreschi incentrati sul tema delle Virtù Teologali e Capitali. L'affresco rappresentante la Disputa del Sacramento (correttamente sarebbe meglio dire il Trionfo della Rreligione) è il primo lavoro pittori o eseguito dal maestro a Roma e ha voluto dipingere l'esaltazione della gloria dell'Eucarestia piuttosto che la disputa. Un affresco molto famoso è quello della Scuola di Atene dove è possibile osservare in una stessa opera filosofi e uomini importanti dell'antichità con personaggi, artisti e nobili, contemporanei a rafaello. Al centro della volta compaiono le figure di Platone ed Aristotele. L'affesco del Parnaso, che decora la parete dove si inserisce la finestra che si affaccia sul Belvedere, risale al 1511 (l'anno è contrassegnato con una scritta sulla finestra).

Il soffitto della volta di questa stanza ha quattro medaglioni contenenti le figure simboliche rappresentanti la Filosofia, la Giustizia, la Poesia e la Teologia, inoltre ci sono dei pannelli raffiguranti il Giudizio di Salomone, Apollo e Marsia e l'Astronomia. La stanza successiva che venne decorare fu quella di Eliodoro che costituisce un esempio di quello che può essere chiamato dipinto storico perché Raffaello decise di affrescafla con eventi miracolosi che furono decisivi per la storia della chiesa.

Questi affreschi sono Leone I ferma Attila a Roma, la Messa di Bolsena. L'espunsione di Eliodoro dal tempio e la Liebrazione di San Pietro, risalgono a 1512-1514, mentre la volta venne, probabilmente, decorarta da De Marcillat che continuò a seguire l'idea di Raffaello. La decorazione dell'Incedio di Borgo risale al 1514-1517. Il nome della stanza deriva dall'affresco più importante che ritrae l'incendio di Borgo verificatosi nel 847, incendio che venne domato dalla benedizione del papa Leone IV. Un dettaglio interessante mostra come era la facciata, prima dell'itervento bramantesco, della prima basilica di San Pietro.

L'ultima stanza è quella di Costantino che non venne terminata da Raffaello perché morì prematuramente nel 1520 ma dai soui allievi più validi, come Giulio Romano, Freancesco Penni e Raffaellino del Colle. Questa stanza fu terminata nel 1525. Gli affeschi che vennere realizzati all'interno di questa grande sala, utilizzata dai pontefici come sala di rappresentanza sono incentrati nella figura di Costantino. Il primo affresco che venne eseguito fu L'aparriizone della Croce, quindi la battaglia di Ponte Milvio, il Battesimo di Costanitno e la donazione delle ciavi di san pietro da parte di Costatino al papa.

Il soffito della sala è stato decorato con uno straordinario affresco realizzato da Tommaso Laurenti e rappresenta il Trionfo della religione.

MAGGIORI INFORMAZIONI SULLE STANZE DI RAFFAELLO

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Mappe Musei Vaticani e Cappella Sistina
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Primo Piano
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Piano Terra
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Piano Terreno - Cappella Sistina
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La scala a chiocciola, che collega il Belvedere ai Giardini sottostanti. Concepita forse nel 1511 dal Bramante, fu conclusa da Pirro Ligorio. Museo Egizio 
La maschera per mummia
Il Torso del Belvedere ( I sec. a.C.) è un originale in marmo di Apollonio di Atene La Galleria delle Carte Geografiche, cosidetta per via delle 40 carte topografiche che rapresentano le religioni italiane e i possedimenti della Chiesa. La Scala Simonetti vista dalla Galleria dei Candelabri
braccio_nuovo.jpg (42295 byte) biga.jpg (12718 byte) salla_animali.jpg (55872 byte) pigna.jpg (21565 byte)  
Il Braccio Nuovo 
e le sculture restituite da Parigi (lì deportate da Napoleone) 
La magnifica biga , composta da Francesco Antonio Franzoni, usando marmi antichi, campeggiante al centro dell' omonima sala. Nella sala degli animali sono conservate statue fortemente restaurate nel 1788 da Franceso Franzoni La colossale Pigna bronzea che orna il cortile omonimo
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