Basilica di San Pietro in Vaticano
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Descrizione della Basilica

Archeologia Paleocristiana e Medioevale della chiesa
Testo e aggiornamento delle ricerche a cura di Alessandra Pignotti

Orario:

Basilica: L'accesso alla Cupola di San Pietro è consentito dalle ore 9 alle 16.30 (ultimo accesso)

Cupola: orari d'ingresso con ascensore e 320 gradini: dal 1° ottobre al 14 marzo dalle 8 alle 17, dal 1° aprile al 30 settembre dalle 8 alle 18. Tariffa € 7. Orari salita a piedi (551 gradini): dal 1° ottobre al 14 marzo dalle 8 alle 16, dal 1° aprile al 30 settembre dalle 8 alle 17. Tariffa € 4
Sacre Grotte Vaticane: dalle 8 alle 17 tutti i giorni da ottobre a marzo, fino alle 18 da aprile a settembre
Museo Storico Artistico: ogni giorno dalle 9 alle 17.15 da ottobre a marzo, fino alle 18.15 da aprile a settembre. Ingresso a pagamento

Per le visite guidate alla chiesa :

Cooperativa IL SOGNO
Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA
Tel. 06/85.30.17.58 - Fax 06/85.30.17.56
Email: service@romeguide.it

Come arrivare:

È raggiungibile dalla stazione di Roma San Pietro ( FR 3 ) e dalla stazione M A D dir. Battistini fermata:  Ottaviano - San Pietro . Oppure Bus 62 da Piazza Barberini, Piazza Venezia, Largo Argentina, Corso Vittorio Emanuele con discesa al capolinea, al Borgo Angelico, a ridosso di Porta Angelica, situata davanti al colonnato destro della basilica

 

1 Descrizione

Conservazione La Basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica che si trova a Roma, nella Città del Vaticano, all'interno dello Stato Pontificio, a coronamento della monumentale Piazza San Pietro. L'immenso edificio è spesso descritto come la più grande chiesa mai costruita e uno dei luoghi più sacri del cattolicesimo.

Tra le chiese cristiane, è la più grande per dimensioni e tra le più mirabili per realizzazione architettonica.

La suggestiva piazza insieme al colonnato del Bernini fanno da cornice alla chiesa più grande della Cristianità, dominata dalla grandiosa cupola del Michelangelo. La costruzione della basilica attuale si estende attraverso il XVI sec. ad opera di Michelangelo, Giacomo della Porta e Domenico Fontana. La basilica sorge sopra le fondamenta di una chiesa paleocristiana, che la tradizione vuole costruita sopra la tomba dell'Apostolo.

Dal 1980 la Basilica di San Pietro è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

 

2 La Piazza Realizzata dal Bernini fra il 1656 e il 1667 sotto papa Alessandro VII (1655-1667), è composta di due parti: un primo spazio trapezoidale, delimitato dai due bracci rettilinei chiusi e convergenti che affiancano il sagrato, ed un secondo spazio di forma ellittica, compreso tra i due emicicli del quadruplice colonnato, perché, come ebbe a dire lo stesso Bernini, "essendo la chiesa di San Pietro quasi matrice di tutte le altre doveva avere un portico che per l'appunto dimostrasse di ricevere a braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gli Heretici per riunirli nella Chiesa e gli Infedeli per illuminarli nella vera fede" .

Il progetto berniniano originario prevedeva un terzo braccio porticato quale elemento di chiusura della piazza, ma la morte di Alessandro VII provocò l'interruzione dei lavori e il terzo braccio fu l'unica parte del progetto a non essere realizzata. Questa soluzione, che avrebbe dovuto chiudere l'intero complesso e separare l'ellisse dal quartiere di Borgo creando l'effetto sorpresa nel pellegrino che si immetteva nella piazza, era in parte recuperata dal tessuto urbano circostante, la cosiddetta "Spina di Borgo", che "chiudeva" la piazza.

Nel 1950, con l'apertura di via della Conciliazione al posto della Spina di Borgo, fu realizzata una nuova, ampia strada di accesso alla Basilica Vaticana che esalta la visuale maestosa della cupola di San Pietro, ma che ha profondamente alterato l'originario progetto berniniano. Le misure della piazza sono straordinarie: è profonda 320 metri con un diametro centrale di 240 metri ed è circondata da 4 file di 284 colonne e 88 pilastri. La balaustra sopra le colonne è coronata da 140 statue di Santi, alte 3,20 metri, realizzate intorno al 1670 da allievi del Bernini. Ai lati dell'obelisco, spostato al centro della piazza da Domenico Fontana nel 1585, le due grandi fontane del Bernini (1675) e del Maderno (1614). In basso, ai piedi della scalinata, le statue di San Pietro e San Paolo sembrano dare il benvenuto ai fedeli.

Di grande interesse la Scala Regia, che collega la piazza ai Palazzi Vaticani, considerata dallo stesso Bernini " la meno cattiva cosa ch'egli avesse fatto" . Realizzata tra il 1662 e il 1666, appare ben più lunga dei circa 60 metri reali, grazie ad alcuni accorgimenti prospettici quali il restringimento progressivo della larghezza e la diminuzione della distanza tra le colonne verso il fondo.

Facciata È opera dell'architetto Carlo Maderno che la portò a termine nel 1614.

Larga 114,69 metri e alta 48 metri, si presenta con un ordine di colonne e lesene corinzie su cui è impostato un imponente cornicione con timpano centrale, coronato da una balaustrata sulla quale si innalzano tredici statue (alte quasi 6 metri) con al centro la statua del Redentore benedicente. Sulla trabeazione una iscrizione ricorda che i lavori furono compiuti sotto papa Paolo V Borghese (1605-1621).

Nell'ordine inferiore si aprono i cinque ingressi all'atrio, sopra i quali sono le nove finestre, tre delle quali con balcone. La finestra centrale è la cosiddetta "Loggia delle Benedizioni", dalla quale si affaccia il Papa per rivolgere il messaggio augurale con la benedizione apostolica urbi et orbi (alla città e al mondo) subito dopo la propria elezione ed in occasione delle festività di Natale e Pasqua.

Il restauro, terminato nel luglio del 1999, ha consentito il recupero di alcune coloriture o "scialbature" volute dal Maderno, nascoste sotto la patina del tempo.

 

L'interno L'atrio (corrispondente all'antico portico delle basiliche paleocristiane) è considerato uno dei lavori più pregevoli di Carlo Maderno e fu realizzato fra il 1608 e il 1612.

Il portale centrale, opera dello scultore fiorentino Antonio Averulino detto il Filarete, è datato 1455 e fu ricollocato qui dall'antica chiesa costantiniana: vi sono rappresentati, tra gli altri, San Pietro e San Paolo, e in basso, i loro martiri.

A destra è la Porta Santa, realizzata in bronzo dallo scultore Vico Consorti nel 1950: essa si apre e si chiude alla presenza del Papa durante ogni Giubileo. Sul fondo nel vestibolo sinistro si trova il monumento equestre di Carlo Magno, opera di Agostino Cornacchini (1725), nel vestibolo destro si trova invece la statua dell'imperatore Costantino a cavallo, eseguita dal Bernini nel 1670.

La struttura a croce latina dell'interno si deve all'intervento del Maderno che a partire dagli inizi del 1600 portò a termine la costruzione della Basilica e realizzò le tre campate della navata centrale e le due navate laterali, formando un insieme unitario con il nucleo michelangiolesco dell'ottagono centrale. È uno spazio grandioso, immenso, decorato con una grande quantità di stucchi, mosaici e statue dall'impronta prettamente barocca, nel quale il visitatore prova quasi un senso di smarrimento; occorre forse fermarsi qualche momento per abituarsi alla sua dimensione che si può focalizzare confrontando l'altezza delle persone con quella delle "acquasantiere" e dei putti che le sostengono.

La chiesa è lunga 187 metri, larga a livello delle navate laterali 58 metri e 140 metri a livello del transetto; l'altezza massima della volta nella navata centrale è di 46 metri (come un palazzo di 15 piani!).

Per la visita si consiglia di percorrere lo spazio centrale fino al punto in cui sul pavimento sono segnate le lunghezze delle più grandi chiese del mondo; poi di tornare alla navata laterale vicino alla porta d'ingresso.

La navata centrale è scandita da poderosi pilastri con alte lesene scanalate e rudentate (=la parte inferiore delle scanalature è piena), entro le quali si aprono nicchie contenenti 39 figure di Santi fondatori degli Ordini e Congregazioni religiose; il soffitto è decorato con stucchi dorati eseguiti nel 1780 sotto Pio VI.

Nella navata di destra, guardando l'altare, numerose sono le opere di grande valore artistico e religioso insieme. Nella prima cappella, protetta da uno spesso cristallo, è la Pietà, capolavoro giovanile di Michelangelo, eseguita nel 1499 quando l'artista aveva appena 24 anni: la Madonna con il volto giovanile e dolcissimo, quasi rassegnata di fronte al destino, tiene in grembo il Cristo morto, dal corpo mollemente abbandonato; l'articolato panneggio della veste e del velo lasciano tuttavia trasparire una straordinaria forza, che è fisica e morale insieme, cui si contrappongono i raffinati lineamenti del volto ancora tutto quattrocentesco; l'opera è l'unica firmata dall'artista sulla cintura.

 

Cupola Fu progettata da Michelangelo, il quale dal 1547 si occupò ininterrottamente della Basilica. Alla fine della sua lunga vita (morì a 89 anni nel 1564) la costruzione era giunta fino al tamburo, caratterizzato da colonne binate, fortemente sporgenti, alternate a finestre timpanate.

Quindi la direzione della fabbrica passò a Giacomo Della Porta, allievo di Michelangelo, che innalzò di circa 7 metri la volta della cupola e portò a termine i lavori in soli 22 mesi, nel 1590, durante il pontificato di papa Sisto V.

A doppia calotta, la cupola ha un diametro interno di 42,56 metri ed un'altezza alla sommità della croce di 136,57 metri; la lanterna è alta 17 metri.

Essa è servita da modello nel mondo occidentale per successive realizzazioni: tra le tante, anche se costruite in modo tecnicamente diverso, la cupola di San Paolo a Londra (1675), quella Les Invalides a Parigi (1680-1691) e la neoclassica copertura del Campidoglio di Washington (1794-1817).

 

3 Definizione S. Pietro non è una cattedrale, ovvero il soglio di un vescovo; il papa è anche il Vescovo di Roma, ma la cattedrale di Roma è la basilica di San Giovanni in Laterano.

La basilica di San Pietro è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico ed è perciò in solenne funzione in occasione delle celebrazioni per il Natale, la Pasqua ed i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei nuovi papi e le esequie di quelli defunti, l'apertura e la chiusura dei giubilei. Sotto i papi Giovanni XXIII e Paolo VI ospitò le sedute del Concilio Vaticano II.

A Roma si trovano tre chiese dedicate a san Pietro. Oltre alla basilica esiste la chiesa di San Pietro in Vincoli, la chiesa di San Pietro in Montorio, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'EUR.

La basilica di San Pietro è stata per secoli la più grande chiesa cattolica; sul pavimento della navata centrale, muovendo dall'ingresso verso l'abside, si vedono inserite nel marmo delle stelle dorate: esse indicano la lunghezza totale (misurata dall'abside di San Pietro) di parecchie grandi chiese cattoliche sparse nel mondo. Il primato apparentemente le è stato tolto nel 1989 dalla basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro,[12] nella Costa d'Avorio, edificio ispirato proprio alle forme della basilica romana. In realtà nel computo della superficie dell'edificio africano vengono considerati anche un rettorato e una villa riservata alle visite papali: così sono solo 7.000 i posti a sedere e 11.000 quelli in piedi, contro i 60.000 stimati per la basilica di San Pietro

 

 

 

Storia e arte

 

4Cenni

Secondo la tradizione, la Basilica di San Pietro sorge sulla tomba dell'apostolo Pietro, crocifisso e giustiziato intorno al 60 d.C., sul luogo che il pontefice Anacleto volle segnare con la costruzione di un "trofeo".

Fu solamente con l'impero di Costantino e il riconoscimento della religione cristiana come culto ufficiale dell'impero romano che si gettarono le fondamenta della basilica paleocristiana di San Pietro.

I lavori, avviati nel 315 d.C., giunsero a compimento circa undici anni più tardi, quando papa Silvestro II consacrò la chiesa con una cerimonia solenne.

Dopo più di un millennio di storia l'edificio, nel quale erano anche ospitati alcuni affreschi di Giotto, era ormai in una condizione di pesante degrado quando Papa Nicola V ne decise un radicale restauro affidato a Leon Battista Alberti e a Bernardo Rossellino.

Dopo la morte del Pontefice, tuttavia, Papa Giulio II decise di interrompere i lavori varando il progetto per la costruzione di una nuova cattedrale. Seguono i lavori nei secoli di età moderna fino all'aspetto attuale.

 

Dettagli

 

Origini Durante la grande persecuzione contro i cristiani di Nerone del 64 d.C., che ebbe come scenario il circo di Caligola, subì il martirio anche San Pietro, crocifisso e deposto, come si legge nel Liber Pontificalis (I,118): via Aurelia [] iuxta palatium Neronianum, in Vaticanum (in Vaticano, sulla via Aurelia di fronte al palazzo di Nerone). Fra le testimonianze che identificano il luogo del martirio, un passo di Eusebio da Cesarea (IV secolo) cita una lettera scritta da Gaio a Proclo in cui il presbitero invita l'amico a venire a Roma : "al Vaticano e sulla via Ostiense, tu troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa" . Proprio per l'importanza di questa testimonianza, l'edicola del II secolo, rinvenuta durante gli scavi nella Necropoli vaticana a protezione della sepoltura di San Pietro, è stata chiamata "Trofeo di Gaio". In seguito al proclama da parte dell'imperatore Costantino dell'Editto di Milano (313 d.C.), i cristiani ebbero la facoltà di costruire i loro edifici di culto: fu proprio Costantino che diede avvio nel 324 alla costruzione della Basilica che doveva inglobare il "Trofeo di Gaio" e fare della tomba di Pietro il fulcro della struttura. Consacrata nel 329, la grande Basilica si presentava come un edificio a pianta longitudinale a cinque navate e transetto. All'esterno una scalinata conduceva al quadriportico antistante la Basilica, noto anche come Paradiso, al cui centro si trovava una fontana per le abluzioni dei catecumeni identificata con la grande pigna di bronzo, ricordata anche da Dante nella Divina Commedia ( "la faccia sua mi parea lunga e grossa / come la pina di San Pietro a Roma" Inf. XXXI 58-60) e oggi collocata nell'omonimo Cortile dei Musei Vaticani.

Medioevo Fu in questa Basilica che, nella notte di Natale dell'anno 800, Carlo Magno, re dei Franchi, fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero; era in questa Basilica che fino agli inizi del 1300 affluivano masse di pellegrini provenienti a piedi da tutta l'Europa per venerare la tomba del "Principe degli Apostoli".

Con l'abbandono di Roma durante lo scisma avignonese (1309-1377), la basilica, che già aveva più di mille anni, cominciò ad avere sempre maggiori problemi statici e di conservazione. Non ci sono molte notizie sull'argomento, ma si è certi che il papa Niccolò V a metà del 1400 aveva fatto redigere all'architetto Bernardo Rossellino un progetto che prevedeva un nuovo coro, al di fuori dell'abside costantiniana: esso venne costruito parzialmente per un'altezza di circa un metro e mezzo.

Età Moderna Agli inizi del 1500 la scelta se restaurare o ricostruire completamente San Pietro si presentava sempre più pressante, tanto che il nuovo papa Giulio II, eletto nell'ottobre del 1503, decise nel 1505 di affidare l'incarico a Donato Bramante, uno dei maggiori architetti del tempo, che si trovava già a Roma: egli sarà soprannominato per questa impresa " Maestro Ruinante ". Molti sono i suoi disegni conservati agli Uffizi di Firenze. Tutti hanno però una caratteristica in comune: quella di proporre una pianta quadrata entro cui è inserita una croce greca con quattro absidi sporgenti; il quadrato che nello spazio diventa un cubo, è coperto al centro da una cupola emisferica. Come è stato osservato (A. Bruschi, 1984), l'insieme si ispira ad una precisa simbologia, "schematizzabile secondo un'antica tradizione viva soprattutto in ambiente bizantino in un cubo (la terra) espanso in quattro braccia (le quattro parti del mondo) e sormontato da una cupola (il cielo)" .

Il 18 aprile del 1506 si diede avvio con una grande cerimonia alla costruzione del primo pilone; l'anno successivo si procedette alla gettata delle fondamenta delle altre tre strutture di sostegno. Ma le morti di Giulio II (1513) e di Bramante (1514) arrestarono la costruzione che era giunta alla sommità dei quattro pilastri.

Altri progetti furono elaborati nel corso dei 40 anni successivi, dibattendosi animatamente se il nuovo San Pietro dovesse avere una pianta centrale, cara non soltanto a Bramante ma in generale a tutti gli architetti del Rinascimento, oppure longitudinale e quindi a croce latina, più rispondente alla tradizione ecclesiastica e allo stesso tempo più idonea a coprire tutta l'area sacra dell'antica Basilica costantiniana. Con il vincolo dei quattro piloni centrali oramai costruiti, Raffaello (1514) e Antonio da Sangallo il Giovane (1538) proposero una pianta longitudinale, Baldassarre Peruzzi (1520) una pianta centrale.

Nel 1547 infine Michelangelo fu incaricato dal papa Paolo III di redigere un nuovo progetto. Egli ritornò alla pianta centrale bramantesca, rendendo però più spessi sia i pilastri che il muro perimetrale, e scavando altresì la muratura per ottenere nicchie e sporgenze. Il suo progetto prevedeva una grande cupola che doveva coprire l'area centrale, nella quale era anche posizionato l'altare papale. La costruzione fu finalmente realizzata, ad eccezione della cupola, e dopo la morte del Maestro, avvenuta nel 1564, toccò al suo allievo Giacomo Della Porta portare a termine la grande impresa, non senza qualche modifica come il rialzo della curvatura della calotta.

Il dilemma della scelta fra pianta centrale e pianta longitudinale non era ancora definitivamente risolto. Il Concilio di Trento, conclusosi nel 1563, raccomandava nelle chiese l'uso della struttura longitudinale. Per questo motivo venne dato incarico all'architetto Carlo Maderno di allungare quanto già realizzato da Michelangelo: egli lo fece aggiungendo due campate e trasformando così San Pietro in chiesa con pianta a croce latina. E Maderno fu anche l'autore della facciata in stile "classico", realizzata dal 1607 al 1612: essa ebbe però il difetto di nascondere e allontanare visivamente la cupola di Michelangelo. L'antistante piazza del Bernini sarà tutta tesa a dare soluzione al problema del riavvicinamento della grande struttura all'osservatore.

 

Il cantiere di San Pietro La scomparsa della Basilica costantiniana fu progressiva. Dalla prima decisione di Niccolò V Parentucelli di ingrandire e restaurare l'antica Basilica, affidandone l'incarico al Rossellino nella seconda metà del Quattrocento, al completamento del nuovo edificio, con lo scoprimento della facciata (1612), trascorsero poco più di 150 anni. Un periodo di tempo certamente assai lungo se si considerano gli anni trascorsi ma assolutamente comprensibile se si pensa all'immensa mole di lavoro e ai continui cambiamenti sopravvenuti in campo progettuale. Studiare la genesi della Basilica di San Pietro equivale a conoscere la storia dell'evoluzione del pensiero e dell'arte nelle diverse epoche storiche.

Negli oltre centocinquanta anni necessari a portare a compimento i lavori della Basilica si alternarono alla direzione della "Fabbrica di San Pietro" i più famosi artisti dell'epoca: da Raffaello Sanzio, che intorno al 1514 scelse di trasformare l'impianto a croce greca dell'edificio bramantesco in una croce latina, ad Antonio da Sangallo il Giovane e a Michelangelo, che, sotto il pontificato di Paolo III, oltre a decidere di recuperare il progetto a croce greca originale, disegnò la cupola di cui seguì personalmente la realizzazione fino alla morte nel 1564.

Nei circa trenta anni che seguirono, la "Fabbrica di San Pietro" venne affidata prima alla direzione del Vignola e poi a quella degli architetti Giacomo Della Porta e Domenico Fontana a cui si deve ascrivere il merito di aver portato a compimento intorno al 1588 il progetto michelangiolesco della cupola.La Basilica di San Pietro raggiunse l'attuale aspetto grazie all'intervento di Carlo Maderno, che ritornò all'impianto basilicale a croce latina e definì l'aspetto scenografico della facciata.

I lavori sulla Basilica si conclusero con la consacrazione solenne sotto il pontificato di Urbano VIII nel 1626, ma solamente fra il 1656 ed il 1667, per volere di Alessandro VII, Bernini progettò e realizzò il grande portico colonnato di piazza San Pietro con al centro l'obelisco del I secolo a.C. Originariamente posto al centro della spina del circo di Caligola dove fu martirizzato San Pietro, fu trasportato nell'attuale posizione nel 1585 da Domenico Fontana per ordine di papa Sisto V.

La Basilica di San Pietro, in grado di accogliere 20.000 fedeli, è lunga circa 190 metri, la larghezza delle tre navate è di 58 metri, la navata centrale è alta sino al culmine della volta 45,50 metri, la cupola raggiunge i 136 metri circa di altezza sino alla croce; gli interni, caratterizzati dalle vastissime decorazioni a mosaico, sono lo scrigno prezioso per alcune delle più celebri opere d'arte al mondo, quali ad esempio il Baldacchino del Bernini e la statua della Pietà di Michelangelo.

La fabbrica di San Pietro Nel 1523 papa Clemente VII nominò una commissione stabile di sessanta periti alle dirette dipendenze della Santa Sede, con il compito di curare la costruzione e l'amministrazione della Basilica.

Nel 1589 papa Sisto V sottomise la commissione alla giurisdizione del Cardinale Arciprete della Basilica e pochi anni dopo, sotto il pontificato di Clemente VIII (1592-1605), venne sostituita con un apposito organo collegiale, denominato Congregazione della Reverenda Fabbrica di San Pietro, alla quale vennero riversate tutte le attribuzioni fino allora proprie della soppressa commissione. Oltre al Prefetto nella persona del Cardinale Arciprete della Basilica, la Congregazione era costituita da un certo numero di cardinali e prelati. Questo dicastero poteva nominare, nelle province dello Stato della Chiesa, propri delegati, in qualità di commissari della Reverenda Fabbrica, che duravano in carica un anno. Essi esercitavano giurisdizione propria ed erano competenti a giudicare in primo grado cause di ogni valore, contro le cui sentenze si poteva ricorrere in appello davanti alla Congregazione.

Nel 1863, durante il pontificato di Pio IX, vennero sottratti alla Congregazione della Reverenda Fabbrica di San Pietro tutti i poteri in materia contenziosa, che furono deferiti alla Congregazione del Concilio.

Con la riforma del 1908 di Pio X la Congregazione venne ridotta ad occuparsi esclusivamente dell'amministrazione della Fabbrica e nel 1967, in seguito alla riforma generale della Curia Romana attuata da papa Paolo VI, la Congregazione cessò di esistere come tale e venne annoverata tra le Amministrazioni Palatine.

Con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus del 1988, papa Giovanni Paolo II stabilì che "la Fabbrica di San Pietro secondo le proprie leggi continuerà ad occuparsi di tutto quanto riguarda la Basilica del Principe degli Apostoli sia per la conservazione e il decoro dell'edificio sia per la disciplina interna dei custodi e dei pellegrini che accedono per visitare il tempio"

 

Note ai testi

Nota 1 Dal sito Roma Viva.

Nota 2 Dal sito dello Stato del Vaticano.

Nota 3 Dal sito Wikipedia neciclopedia libera ion line.

nota 4 Dal sito Roma 2000.


 

 

Bibliografia sulla basilica di San Pietro e sulle sue parti costitutive.

 

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•  M. Birindelli, Piazza San Pietro , Bari, 1981.

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•  T. Verdon, La Basilica di San Pietro. I papi e gli artisti , Milano, 2005.

 

Siti web:

•  Wikipedia enciclopedia libera on line voce la Basilica di San Pietro e Bibliografia

•  Vatican State Basilica di San Pietro e sotto voci

•  Roma Viva

•  Roma 2000.

Le Campane
La Basilica possiede un concerto di 6 campane. Ognuna di loro ha un nome.

La prima, considerata la 'sorella maggiore' del gruppo non per l'età di 'fusione' ma per indubbia visibilità, è il 'Campanone' (quello che si vede da Piazza San Pietro a sinistra della Basilica): fusa nel 1801 pesa 9.000 kg, diametro di 2,30 metri, 2,60 di altezza; la sua nota è il Fa basso.

Segue il 'Campanoncino': fusa nel 1742, pesa 2.600 kg, diametro 1,77 e 1,90 l'altezza; la sua nota è il Si bemolle .

La terza campana è la 'Rota', la decana del gruppo: il suo compito in origine era quello di chiamare a raccolta gli Uditori del tribunale della Rota Romana: il suo peso è di solo (si fa per dire) 1.800 kg, diametro m 1,40, altezza 1,35; la sua nota è il Re.

La segue la 'Predicà: fusa nel 1909, 850 kg di peso, m 1,08 di diametro e 1,17 di altezza; la sua nota è il Fa.

Poi c'è l' 'Ave Maria', rifusa nel 1932, 280 kg di peso, diametro di 0,75, m e 0,80 di altezza; la sua nota è il Si naturale.

Infine, chiude il gruppo la 'Campanella': fusa nel 1841, 260 kg, diametro m 0,73, altezza 0,80; la sua nota è il Do acuto.

Dal Conclave del 2005 le campane di S.Pietro hanno un importante ruolo: il loro suono è il segnale definitivo dell'esito positivo del conclave. Questo provvedimento è stato attuato per fugare ogni dubbio sul colore della fumata che precede l'"Habemus Papam"

Architetti di San Pietro noti
1506 - 1514 Bramante (1444 - 1514) con collaboratori Fra Giocondo e Giuliano da Sangallo
dal 1514 Raffaello (1483 – 1520) con collaboratori fra Giocondo fino 1515 e Antonio da Sangallo il Giovane
dal 1520 Antonio da Sangallo il Giovane (1484 - 1546) con collaboratore Baldassarre Peruzzi
dal 1546 Michelangelo (1475 - 1564)
dal 1564 Vignola (1507 - 1573)
dal 1573 Giacomo della Porta (1533 - 1602)
dal 1603 Carlo Maderno (1556 - 1629)
dal 1629 Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680

Opere (pitture e sculture o omnunnti interni alla basilica)
Sculture della navata mediana e braccio del transetto : da destra, 'S.Teresa' di Filippo Della Valle; 'S.Vincenzo de Paoli' di Pietro Bracci; 'S.Filippo Neri' di Giovan Battista Maini; sull'ultimo pilastro a destra statua marmorea di S.Pietro con attribuzione incerta ad Arnolfo Di Cambio. Da sinistra: 'S.Pietro d'Alcantara' di Francesco Vergara; 'S.Camillo' di Pietro Pacilli; 'S.Ignazio' di Camillo e Giuseppe Rusconi; 'S.Francesco di Paola' del Maini. Sculture nelle nicchie alla base dei pilastri della cupola: 'S.Longino' di Gian Lorenzo Bernini [1639, immagine 6]; 'S.Elena Imperatrice' di Andrea Bolgi [1646,] 'S.Veronica' di Francesco Mochi [1632]; 'S.Andrea' di Francois Duquesnoy. [1640]

Navata destra : nella prima cappella il gruppo scultoreo della Pietà di Michelangelo [1498-99]; nel primo passaggio monumento a Cristina di Svezia di Carlo Fontana; nella seconda cappella detta di S.Sebastiano monumento di Pio XI di Francesco Nagni; nel secondo passaggio il sepolcro di Innocenzo XIII su disegno di Ferdinando Fuga con statua del pontefice di Filippo Della Valle.[1746] A sinistra il monumento a Matilde di Canossa su disegno del Bernini. La terza cappella , detta del Sacramento, è chiusa da un cancello in ferro disegnato dal Borromini. All'interno ricco ciborio di bronzo dorato [Bernini 1674] ispirato al Tempietto del Bramante in S.Pietro in Montorio e fiancheggiato da due angeli adoranti in ginocchio . Dietro è collocata la 'Trinità', pala di Pietro Da Cortona. Nel terzo passaggio monumento di Gregorio XIII di Camillo Rusconi [1720-23] derivato dal precedente monumento di Leone XI di Alessandro Algardi. A sinistra la tomba di Gregorio XIV di Prospero Antichi. Nella successiva cappella , detta Gregoriana, compiuta da Giacomo Della Porta,[1583] immagine della Madonna del Soccorso [XI secolo] collocata sull'altare.

Nel passaggio al transetto tomba di Benedetto XIV ideata da Pietro Bracci.[1759]

Transetto destro : statue di fondatori di ordini religiosi. 'S.Girolamo Emiliani' di Pietro Bracci [1756]; 'S.Giuseppe Calasanzio' di Innocenzo Spinazzi [1755]; 'S.Gaetano' di Carlo Monaldi [1730]; 'S.Brunone' di Michelangelo Slodtz. [1744] Nel passaggio alla cappella di S.Michele il monumento di Clemente XIII realizzato da Antonio Canova. [1784-92, immagine 2] Nel passaggio alla tribuna la tomba di Clemente X disegnata da Mattia De Rossi. [1684]
Abside o tribuna: fra le due grandi lesene è disposta la cattedra di S.Pietro disegnata da Gian Lorenzo Bernini. [1656-65] A destra il monumento di Urbano VIII [Bernini, 1627-47] con gruppi marmorei raffiguranti la Carità e la Giustizia; a sinistra il monumento di Paolo III [Giacomo Della Porta, 1551-75] con le figure marmoree della Giustizia e della Prudenza. A destra della tribuna la cappella della Colonna con la pala marmorea di Alessandro Algardi raffiguranti Leone Magno che incontra Attila e reliquie del pontefice nell'altare. Nel passaggio al transetto sinistro la tomba di Alessandro VII su disegno del Bernini. [1672-78]

Transetto sinistro : nelle nicchie da destra statua di 'S.Norberto' di Bartolomeo Cavaceppi [1757]; 'S.Pietro Nolasco' e 'S.Giuliana Falconieri' di Pietro Paolo Campi; 'S.Giovanni di Dio' di Filippo Della Valle. [1744] Accanto, nella Cappella Clementina [Giacomo Della Porta] resti sotto l'altare di S.Gregorio Magno e tomba di Pio VII, opera neoclassica di Bertel Thorvaldsen. [1823. ]

Navata sinistra: all'altare di testata copia musiva della Trasfigurazione [Pinacoteca Vaticana] di Raffaello; nel passaggio a destra il monumento a Leone XI di Alessandro Algardi [1634-52] con figure allegoriche della Maestà e della Liberalità dovute a Ercole Ferrata e a Giuseppe Peroni. A sinistra il monumento di Innocenzo XI su disegno di Carlo Maratta [1697-1704] con figure allegoriche della Religione e della Giustizia di Pierre Etienne Monnot. Nella successiva cappella del Coro, su disegno di Carlo Maderno, stucchi dorati nella volta dello stesso Maratta. Nel passaggio seguente a destra monumento di Pio X con sculture di Pier Enrico Astorri [1923] mentre a sinistra la tomba di Innocenzo VIII di Antonio del Pollaiolo [1498] in bronzo parzialmente dorato. [immagine 3] Nella successiva cappella della Presentazione monumento di Benedetto XV di Pietro Canonica. Nel passaggio alla prima cappella , a destra il monumento di Maria Clementina Sobieski, moglie di Giacomo III Stuart, eseguito su disegno di Filippo Barigioni. A sinistra il monumento degli ultimi Stuart realizzato da Antonio Canova nel 1817-19 con i ritratti a mezzo busto di Giacomo III e dei figli Carlo Edoardo ed Enrico duca di York.

N.B. Il testo e info si possono dedurre dal sito Romacity .

 

Archeologia peoclristiana e medioevale della basilica

Il sito Su un vasto sepolcreto pagano sorse dapprima la basilica di Costantino, che la tradizione, non senza fondamento, vuole edificata sulla sepoltura dell'apostolo Pietro. Terminata sotto l'imperatore Costante, la basilica originaria venne arricchita e abbellita nei due secoli successivi; sotto papa Damaso venne aggiunto il battistero. Intorno erano edifici minori e il mausoleo imperiale di Valentiniano II. Per tutto il Medioevo l'edificio sacro venne abbellito con mosaici e cicli pittorici in parte conservati, e venne ampliato soprattutto sotto Eugenio III e Niccolò III

 

Il Vaticano La zona del Vaticano era in origine malsana e poco abitata. Le sue condizioni migliorarono agli inizi del I secolo, quando fu bonificata la parte piu' vicina al Tevere. In seguito furono realizzati giardini, vasti parchi, ville ed alcuni edifici di grandi dimensioni, come la Naumachia Vaticana , utilizzata probabilmente per giochi acquatici, il Mausoleo di Adriano , oggi Castel Sant'Angelo , e il circo privato di Caligola . Lungo la via Cornelia sorgevano invece sepolcri, are e cippi funerari, in rispetto di una severa legge romana che voleva tutti i luoghi di sepoltura fuori dai centri abitati.

Realizzato dall'Imperatore Caligola tra il 37 e il 40 d.-C., sorgeva in corrispondenza del fianco sinistro della basilica attuale, nella valle che arrivava al fiume. Il circo sarà il palcoscenico della prima persecuzione cristiana, ad opera di Nerone . Del circo era conosciuta la posizione almeno dal Seicento, anche per il fatto che l' obelisco che vi sorgeva al centro rimase al suo posto orginario fino al 1586, quando fu spostato per volere di Sisto V al centro di piazza San Pietro.

Domenico Fontana, ha raccontato l'evento in un libro, Della Trasportatione dell'Obelisco Vaticano et delle Fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V, Roma 1590 . Servirono 40.000 scudi di spesa, 800 operai, 140 cavalli, 40 argani; Sisto V emanò un editto che puniva con la morte chi avesse ostacolato i lavori, o anche solo fatto rumore: le operazioni di sollevamento, nel silenzio più assoluto, dovevano essere accompagnate dal solo suono di una tromba.  Si narra che il Fontana avesse dato l'ordine di tenere il suo cavallo pronto per la fuga in caso di crollo dell'obelisco. Fontana riuscì nell'intento grazie anche a uno degli operai, il marinaio Bresca, il quale, intuendo che le funi di sostegno stavano per spezzarsi, ruppe il silenzio con un disperato: "acqua alle funi!".

Per assistere alla trasformazione radicale di tutta l'area vaticana bisogna arrivare al IV secolo, quando il Cristianesimo si impose rapidamente sui culti pagani. Dopo l'abdicazione di Diocleziano, autore dell'ultima grande persecuzione, le lotte di successione per la conquista del potere avevano visto nel 307 la nomina a imperatore di Costantino . Figlio di un generale di Diocleziano, Costantino fu definitivamente riconosciuto nella sua carica nel 312, quando vicino Roma, in località Saxa Rubra, il giorno 28 Ottobre sconfisse l'esercito del rivale Massenzio, che affogò nel Tevere. L'anno seguente, con l'editto di Milano l'Imperatore stabilì la liberalizzazione della religione facendo sì che il Cristianesimo non fosse piu' ostacolato e si potesse professare liberamente.

Da allora in poi il potere politico e quello religioso non furono più unificati nella sola persona dell'imperatore, al punto che egli nel 330 trasferì la capitale in Oriente, fondando sul Bosforo una città intitolata a se stesso: Costantinopoli. Di Roma invece egli fece il centro religioso dell'Impero, e a tale scopo diede avvio ad un intenso programma edilizio che doveva fornire di sedi adeguate la Chiesa nascente. Prima fra tutte fu costruita la basilica che celebrasse adeguatamente il principe degli apostoli. Poi quella di San Giovanni in Laterano con la residenza del Pontefice ed il palazzo imperiale; inoltre Santa Croce in Gerusalemme , San Pietro e Marcellino, San Sebastiano, San Lorenzo fuori le mura ed infine Sant'Agnese .

La Basilica di San Pietro crebbe anche grazie a interventi e donazioni di principi e pontefici;nell'800 Carlo Magno vi fu incoronato da Leone III°, e dopo di lui Lotario, Ludovico II° e Federico III°

 

Stratigrafia: La necropoli romana fu completamente ricoperta dal grosso interro che ne lasciò intatte le sepolture, mentre la tomba dell'apostolo Pietro venne inclusa - ad un livello inferiore - al centro dell'abside della Basilica.

 

Planimetria antica: La chiesa era a cinque navate con ampio transetto e preceduta da un ampio atrio porticato a pianta quadrangolare, nel centro del quale era la fontana in bronzo di età romana a forma di pigna.

Testo aggiornato da Alessndra PIgnotti

 

Curiostità archeologiche della zona

Resti vari: 1- Una piramide era in area vaticana all'inizio della Via Trionfale , corrispondente all'inizio della moderna Via della Conciliazione. Doveva somigliare molto alla Piramide Cestia, anche nelle dimensioni: questo spiega perché nel Medioevo erano considerate le tombe di Romolo e Remo (e chiamate meta Romuli  la piramide cestia e meta Remi quella vaticana).  È stata demolita nel 1499, per aprire la (scomparsa) via Alessandrina, ma appare in molte opere d'arte, ad esempio sulla porta in bronzo fatta dal Filarete per la Basilica di San Pietro (1443-1445). La piramide appare anche sull'affresco con "L'apparizione della Croce" dipinto da Giulio Romano nella Sala di Costantino dei Palazzi Vaticani (1520-24): è rappresentata sullo sfondo, accanto al Mausoleo di Adriano e al Ponte Elio, che oggi conosciamo rispettivamente come Castel Sant'Angelo e Ponte degli Angeli (foto a destra ).

Lungo queste arterie si trovavano imponenti monumenti funebri, come la piramide e il terebinto, e numerose tombe pagane, molte delle quali rinvenute durante i lavori per la costruzione del nuovo San Pietro.

2- La zona agli inizi dell'impero era ancora sistemata prevalentemente ad orti e giardini: si ricordano in particolare quelli di Agrippina e quelli di Domizia.

I primi, di Agrippina maggiore , moglie di Germanico, alla sua morte (33 d.C.) furono ereditati dal figlio Caligola, poi da Claudio e da Nerone; si estendevano fra la via Cornelia ed il fiume ed erano stati ricavati dalla bonifica del terreno acquitrinoso. Qui Nerone durante l'incendio della città del 64 ospitò molti plebei rimasti senza tetto, mentre molti altri, cristiani fece qui martirizzare addossando loro la colpa di avere incendiato la città per stornare da sé la stessa terribile accusa. Tra questi martiri, secondo la tradizione, trovò la morte, crocifisso, lo stesso San Pietro, il principe degli apostoli. Sulla sua tomba, accanto al palazzo di Nerone nel Vaticano, vicinissima al luogo del martirio, attorno al quale si fecero seppellire molti dei primi pontefici, Costantino costruì la grande basilica che determinò tutto lo sviluppo successivo della zona.

I giardini di Domizia , zia paterna di Nerone, si estendevano invece a nord e a ovest del fiume, fino all'odierno palazzo di Giustizia e sono ricordati fino al IV secolo nei cataloghi regionari. Sulle pendici dei monti vaticani sorgevano inoltre le ville di privati cittadini.

Nel Vaticano, assegnato da Augusto alla XIV regione Transtyberim , durante l'impero i più importanti monumenti esistenti erano: il circo, la naumachia, il Gaianum , e il mausoleo di Adriano .

Il circo era stato iniziato da Caligola e completato nei giardini di Agrippina in un'insenatura del terreno, subito a sud dell'area poi occupata dalla basilica e nella spina aveva eretto un grande obelisco proveniente da Alessandria in Egitto, spostato nel 1586 per ordine di Sisto V nella piazza antistante San Pietro

Non lontano dal circo si trovavano un luogo di culto in onore della dea frigia Cibele , ancora esistente nel IV secolo, il tempio di Apollo e quello in onore di Serapide, Iside, Osiride.

La naumachia , il cui ricordo si mantenne a lungo nel Medio Evo, era stata eretta da Traiano o Domiziano per giochi navali ed era collegata con il fiume con un canale scoperto.

Al limitare degli orti di Domizia, sulle sponde del Tevere, Adriano fece costruire il ponte Elio e la sua tomba monumentale, nella quale fu sepolto dopo la morte (10 luglio 138). L'imponente edificio subì una prima, significativa trasformazione ad opera dell'imperatore Aureliano che, collegandolo strettamente al ponte Elio, ne fece il principale baluardo del sistema difensivo della zona del Vaticano ed una testa di ponte che avrebbe costituito una grave minaccia per il nemico che avesse assediato Roma.

Il mausoleo fu l'ultimo grande monumento pagano costruito nell' ager vaticanus .

Bisognò aspettare altri duecento anni prima che un altro imperatore, Costantino, costruisse un nuovo grande monumento, questa volta cristiano, la basilica di San Pietro, che fu la conseguenza di un grande evento: l'editto di Milano del 313 che, concedendo libertà di culto ai cittadini dell'impero, impresse alla storia un nuovo corso

 

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Cronologia essenziale

64 a.C . Si ritiene che il primo Papa, Pietro il pescatore, sia stato crocifisso per ordine dell'Imperatore Nerone nei pressi del Circo di Caligola e Nerone. L'obelisco situato al centro dell'antica arena venne posto al centro di Piazza S. Pietro nel 1586.

315 . Costantino, primo Imperatore romano convertito al cristianesimo, ordina la costruzione di una chiesa nel luogo dove si riteneva che Pietro fosse stato sepolto.

XV sec . La Basilica è pericolante.

 

1506 . Papa Giulio II della Rovere pone la prima pietra della nuova chiesa. Nomina, come primo architetto capo di una lunga serie, Bramante (1444-1514), il quale trascorre il resto della sua vita smantellando la vecchia Basilica e guadagnandosi il soprannome di "Distruttore" (ma le funzioni religiose proseguono senza interruzioni). Il progetto sognato dal Bramante consiste nella sovrapposizione di una cupola simile a quella del Pantheon al centro di una chiesa a pianta centrale, con quattro bracci della stessa lunghezza, analoga a una sua opera precedente: il piccolo, ma perfettamente proporzionato, Tempietto nel chiostro di San Pietro in Montorio, l'altro luogo dove si dice che S. Pietro sia stato sepolto. I successori di Giulio II incaricano Peruzzi e Antonio da Sangallo di presentare un progetto ciascuno, che però non viene mai attuato. E' Raffaello a proporre la pianta a forma di Basilica, con una lunga navata centrale tagliata da un transetto a croce latina.

1547 . Papa Paolo III Farnese affida il progetto al settantaduenne Michelangelo, che ha rifiutato l'incarico mezzo secolo prima. Al momento della sua morte, è stata costruita soltanto la base della monumentale cupola da lui disegnata, che viene completata nel 1564 dal suo successore, Giacomo della Porta. Si discute ancora animatamente se la mole della cupola alta come un edificio di 35 piani e larga quasi quanto il Pantheon corrisponda effettivamente al progetto di Michelangelo

1605 . Papa Paolo V Borghese, eletto pontefice (è stato lui, da inquisitore, a censurare Galileo perché insegnava che la terra ruota intorno al sole), incarica Carlo Maderno di costruire una lunga navata, cosicché l'officiante possa predicare al maggior numero possibile di fedeli, conformemente agli obiettivi della Controriforma. Maderno progetta anche il portico e la facciata, che fanno rassomigliare la chiesa a un palazzo barocco. Con l'adozione della croce latina, proposta da Raffaello, il sogno di Michelangelo e di Bramante -- una chiesa a pianta centrale viene sacrificato e con esso la possibilità per i fedeli di vedere la magnifica cupola dai gradini della Basilica.

1626 . Dopo avere permesso che il suo vecchio amico Galileo venisse arrestato e condannato dall'Inquisizione, in quanto "altamente sospettato di eresia", Papa Urbano VIII Barberini consacra la nuova Basilica nel 1300° anniversario dell'antica.

1656 . Bernini, che ha progettato gran parte della scenografica decorazione interna, viene incaricato da Papa Alessandro VII Chigi di incorniciare la Basilica con la monumentale Piazza S. Pietro.

 

Tabella elaborata da Alessandra Pignotti

Per info:

Cooperativa IL SOGNO
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Email: service@romeguide.it

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