Castel Sant'Angelo / Mausoleo di Augusto
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Il Mausoleo di Adriano e degli Antonini come si presentava nella Roma imperiale 
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la sezione longitudinale di Castel Sant' Angelo
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La scala del  Apollo  
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Inaugurato nel 134 a.C. il ponte, un tempo chiamato Elio, fu percorso nei secoli dai pellegrini per raggingere la meta del loro viaggo, la Basilica di San Pietro

Castel S. Angelo Nel corso della sua lunga vita, Castel S. Angelo rivestì molteplici ruoli, trasformandosi da mausoleo a fortezza, da famigerato luogo di detenzione a sontuosa residenza papale e vivendo da protagonista alcuni degli eventi più drammatici della storia di Roma..
Nacque come monumentale sepolcro dell'imperatore Adriano (II secolo d. C.), il grande imperatore amante della filosofia e dell'arte le volle realizzare un'opera degna ;r imponenza e ricchezza del solo raggiunto dall'Impero romano, erede del fasto delle monarchie orientali. L'inserimento nelle mura aureliane (403) inaugurò il suo nuovo destino di roccaforte, tanto le potente da essere in grado di resistere agli assalti dei Visigoti i.degli Ostrogoti (537). Oltre alle formidabili potenzialità difensive insite nelle sue strutture, pur pensate  per ben altri scopi, in epoca alto medievale l'importanza del monumento derivò dal fatto di trovarsi sul punto di sutura  della Roma antica e medievale con la nuova Roma  vaticana, cresciuta intorno alla tomba di Pietro. La sua cristianizzazione , anche nel nome, è fissata  all'anno 590  dalla legenda che narra l'apparizione dell' arcangelo Michele annunciate a papa  Gregorio Magno la fine della pestilenza: l'evento0 è evocato dalla grande statua bronzea in cima all'edificio. Dopo essere passato, tra X e XV secolo, nelle mani di varie famiglie patrizie , il complesso architettonico divenne proprietà dei papi, i quali ne potenziarono la funzione militare e sistemarono sontuosamente gli ambienti interni, facendone un emblema di potenza e di rinnovata autorità dopo l'esilio avignonese e lo scisma d'Occidente. Oggi è sede del Museo Nazionale di Castel S. Angelo, che comprende, oltre a una interessante collezione di armi antiche, i fastosi appartamenti papali ornati da stucchi, fregi, affreschi, arazzi e ceramiche. Dalla terrazza, resa celebre dalle melodie della Tosca di Puccini (qui Cavaradossi dà il proprio struggente addio alla vita), si gode uno dei più bei panorami del centro storico.

Architettura

La tomba del primo imperatore di Roma è un edificio coircolare (diametro 87 m) costituito da una serie di muri concentrici in tuffo collegati tra loro da muri radiali. Il basamento esterno in travertino, a faccia vista ( alto m.12) era forse decorato in alto da un fregio dorico a triglife e metope.Dietro ad esso si troca un enorme spessore di muratura ( circa m.14).

Questo grosso muro costruisce la sostruzione di un tamburo, che doveva emergere dal tumulo vero e proprio, probabilmente per sostenere un tempietto funerario andato perduto. La cella è circolare, al centro è un pilastro al cui interno è ricavata una stanzetta quadrata. Qui si trovava la Tomba di Augusto, collocata in significativa corrispodenza con la statua bronzea dell' imperatore, che sorgeva alla sommità del pilastro. Nelle tre nicchie della cella erano le altre tombe dei personaggi della dinastia giulio - claudia. La Porta dell' edificio, che si apriva a sud, era preceduta da due obelischi egiziani.

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Due millenni lungo il Tevere

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Le statue degli angeli disegnate da Bernini arrichiscono ponte  Sant' Angelo
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Nel cortile dell' Angelo si notano alcuni cumuli di palle di cannone

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Sala Paolina 

Foto di Castel Sant Angelo - Pietro Ceschel

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Mausoleo di Adriano
Foto di  Pietro Ceschel - Romeguide.
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Disegno di Caspar Van Wittel 

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Castel Sant'Angelo (o Mole Adriana o "Castellum Crescentii" nel X-XII sec.) è un monumento romano, situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo.

Origini
Iniziato dall'imperatore Adriano nel 135 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all'ormai completo mausoleo di Augusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139. Venne costruito di fronte al Campo Marzio al quale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio. Il mausoleo era composto da una base cubica, rivestita in marmo lunense, avente un fregio decorativo a teste di buoi (Bucrani) e lesene angolari. Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all'interno. Sempre su questo lato si presentava l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il dromos (passaggio d'accesso) era interamente rivestito di giallo antico.

Al di sopra del cubo di base era posato un tamburo realizzato in peperino e in opera cementizia (opus caementicium) tutto rivestito di travertino e lesene scanalate. Al di sopra di esso vi era un tumulo di terra alberato circondato da statue marmoree (ce ne restano frammenti). Il tumulo era, infine, sormontato da una quadriga in bronzo guidata dall'imperatore Adriano raffigurato come il sole. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

All'interno pozzi di luce illuminavano la scala elicoidale in laterizio che collegava il dromos alla cella posta al centro del tumulo. Quest'ultima, quadrata ed interamente rivestita di marmi policromi ed era sormontata da altre due celle sepolcrali.

Il Mausoleo ospitò i resti dell'imperatore Adriano e di sua moglie Sabina, dell'imperatore Antonino Pio, di sua moglie Faustina maggiore e di tre dei loro figli, di Lucio Elio Cesare, di Lucio Vero Commodo, dell'imperatore Marco Aurelio e di altri tre dei suoi figli, dell'imperatore Settimio Severo, di sua moglie Giulia Domna e dei loro figli e imperatori Geta e Caracalla.

Dal medioevo ai giorni nostri

Il Castello e Ponte Vittorio Emanuele IIMolto presto l'edificio, spogliato di decorazioni e rivestimenti, cambiò destinazione d'uso e divenne un fortilizio. Fu integrato nelle Mura aureliane nel 403, in seguito fu fortificato a partire dal XIV secolo dai papi, cui si deve la costruzione del passetto, la passerella sopraelevata che lo collega al Vaticano. Vi fu allo stesso tempo ricavata una prigione, dove tra gli altri fu rinchiuso Benvenuto Cellini nel XVI secolo. Papa Clemente VII, miracolosamente scampato ai Lanzichenecchi di Carlo V, vi si rinchiuse durante il terribile sacco di Roma nel 1527 e il castello resistette ai tentativi di penetrarvi, fino alla capitolazione-accordo intervenuta fra il papa e l'imperatore dopo circa un mese.

Da questo episodio l'utilità del castello balzò agli occhi dei papi, che intraprendono grandiosi lavori di adattamento e vi installarono una vera e propria residenza papale. I maggiori artisti dell'epoca (Antonio da Sangallo il giovane, Raffaello da Montelupo e Michelangelo) vi lavorarono. La grande cinta bastionata pentagonale che lo circonda, ultimo episodio di una lunga storia di fortificazioni, fu iniziata sotto papa Paolo IV (1555 - 1559) e conclusa sotto i suoi successori da Francesco Laparelli.

Il castello ha preso il suo nome attuale nel 590, durante una grande epidemia di peste che colpì Roma. Papa Gregorio I avrebbe visto l'arcangelo Michele rinfoderare la sua spada sulla sommità del castello, significando così la fine dell'epidemia. Per commemorare l'avvenimento, la statua di un angelo corona l'edificio (prima una statua in marmo di Raffaello da Montelupo risalente al XVI secolo, e poi, dal 1753, un bronzo di Pierre van Verschaffelt).

Nella cultura popolare
Sul modello di Castel Sant'Angelo fu edificata nell'Abbazia di Novacella in Alto Adige, nel XV secolo, una singolare chiesa rotonda concepita come una fortezza a difesa contro i Turchi e dedicata all'Arcangelo Michele, detta, proprio per il suo carattere fortificato, "Engelsburg".

Giacomo Puccini ambientò a Castel Sant'Angelo l'ultimo atto della Tosca.

Il castello viene menzionato in Angeli e demoni di Dan Brown.

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