Palatino e Museo Palatino
Roma, Via di San Gregorio 30

Foro Romano
Roma, Largo della Salara Vecchia 5/6
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CASA DI LIVIA

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Foro Romano
Roma, Largo della Salara Vecchia 5/6

Foro Romano

Regione augustea: IV Templum Pacis / VIII Forum Romanum

Rione: X Campitelli

Circoscrizione: I

Pertinenza: Soprintendenza Archeologica di Roma

Il Foro

Il Foro Romano è il cuore della Roma Imperiale; quello che attualmente si conserva è una parte del centro della Roma Antica. Sono le vestigia monumentali destinate a celebrare la grandezza degli Imperatori e la gloria di Roma. È un enorme area forense che testimonia le varie fasi storiche della città di Roma dalla preistoria a oggi; è qui nella Curia, la sede del senato, che venivano discusse e promulgate le leggi. Abitare al centro di Roma significava davvero abitare al centro di tutto; è qui nella via Sacra che marciavano le legioni di ritorno a Roma che imponevano con le armi le sue leggi e ovunque portavano la sua moneta, i suoi costumi. È questa la piazza della capitale dell'impero con le sue basiliche, per l'amministrazione della giustizia, delle tasse e degli Affari. Sono qui i culti pubblici più importanti della religione romana dal periodo arcaico al medioevo.

Nel corso del periodo Regio intorno al VI secolo si assiste ad una prima progettazione urbanistica di monumentalizzazione e pianificazione della piazza del foro con i suoi edifici e la Cloaca Maxima che inseriscono nella maglia urbana questa zona prima aperta e usata come luogo di sepoltura con rare e lussuose domus, residenze dell'aristocrazia senatoria romana. Il periodo tardo repubblicano offre un'immagine di una piazza preparata e quasi occupata da edifici ulteriormente obliterata nell'età Imperiale, quando gli imperatori alle manutenzioni e ai restauri sommano gli edifici di culto imperiale. L'età imperiale segna serie di interventi per incendi che devastano il foro, eseguiti con materiali e tecniche alla moda pur conservando le planimetrie e le forme del passato. I fori Imperiali, piazze con edifici identici e speculari al foro, si sostituiscono e smaltiscono l'afflusso e il lavoro nel foro romano.

Recenti indagini archeologiche studiano questo foro nel periodo giulio claudio e medioevale; non mancano ricerche legate al Palatino e all'area in generale.

Oggi si vedono i resti del Foro Romano al momento del loro abbandono dopo l'uso bizantino e i saccheggi dei barbari. È un immagine basso imperiale con echi e ricordi del lungo periodo precedente con metamorfosi dovute alle esigenze e alla cristianità.

Il Foro deve la sua forma moderna non tanto ai saccheggi del medioevo, ma a quelli del rinascimento. Infatti nel XVI secolo papa Giulio II diede ordine di utilizzare il foro come cava di marmo, a nulla valsero le proteste (come quelle di Raffaello e Michelangelo). Testimonianze dell'epoca raccontano che templi e palazzi erano, infatti, quasi del tutto integri.(nota 1 )

 

Cenni storici

Origini

La valle del Foro, paludosa e inospitale, venne utilizzata tra X e VII secolo a.C. come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. Solamente verso il 600 a. C., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco , venne bonificata con la costruzione della Cloaca Massima e ricevette una pavimentazione in tufo; la piazza di forma rettangolare nacque come luogo di mercato oltre che per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria, in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade, la più importante delle quali era la Via Sacra , che correva dalle pendici del Campidoglio fino all' Arco di Tito .

Periodo regio

Alla seconda metà del VI secolo a.C. appartengono i monumenti arcaici del Comizio, la più antica sede dell'attività politica di Roma. Il Comizio costituiva uno spazio ritualmente orientato secondo i punti cardinali. Nei pressi di questo complesso, un'area pavimentata in pietra scura, Lapis niger era secondo la leggenda legata al luogo della morte di Romolo : qui è stata rinvenuta la più antica iscrizione latina conosciuta.

Sempre al VI secolo risalirebbero la Regia , il luogo in cui il Rex sacrorum e il pontefice massimo esercitavano la loro funzione sacrale, la Curia detta Hostilia (costruita secondo la tradizione dal re Tullo Ostilio , il tempio di Vesta a pianta circolare ed altri importanti santuari. I resti attualmente visibili di questi edifici, appartengono però tutti a delle ricostruzioni successive.

Archeologia : Rimangono i resti della prima pavimentazione solo in pochi punti; è conservato il Comizio, seppure contaminato dai restauri successivi e il celeberrimo Lapis Vigere come già accennato la Curia Hostilia, il Tempio di Vesta e la c.d. Regia.

 

Periodo repubblicano

Agli inizi del V secolo a.C. sono da ricondurre l'inaugurazione del tempio di Saturno , con l'annessa sede dell'erario (il tesoro di Roma), ed il tempio dei Càstori (484), dedicato ai Dioscuri , figli di Giove e “semidivinità” della religione e cultura romana, Castore e Polluce. Sempre nel V secolo (445) avvenne la consacrazione del Lacus Curtius ad opera del Console Gaio Curzio Filone .

Nel IV secolo a.C. fu costruito, sul lato verso il Campidoglio , il tempio della Concordia , in occasione della riconciliazione delle classi sociali romane creatasi con la promulgazione delle leggi Licinie Sestie nel 367 a . C., e la tribuna del Comizio fu abbellita con i Rostra, veri e propri rostri delle navi catturate alla flotta della città di Anzio (Antium).(nota 2)

Non ci sono notevoli interventi nel periodo medio – repubblicano, ma sono progetti puntiformi cioè di singoli edifici e monumenti vincolati alle conquiste di Roma, prima proiettate nella penisola italiana poi verso il bacino del Mediterraneo; sono singoli personaggi dell'oligarchia romana che bramano il potere di Roma e lo esteriorizzano con edifici e strutture nel foro. Sorgono in quest'epoca le quattro basiliche Porcia, Emilia, Sempronia e Opimia.-

Nella tarda età repubblicana si moltiplicano gli intenti e pochi eletti dell'aristocrazia romana si contendono il potere a colpi di opere edili e urbanistiche infatti, una rinnovata spinta edilizia trasformò il Foro a partire dal II secolo a.C ..

Silla , durante la sua dittatura, realizza una serie di monumenti auto celebrativi nella città e interviene anche sul foro pianificando e riorganizzando la struttura dei servizi e delle infrastrutture dell'area forense; restaura il Tabularium, edificio dell'archivio del senato che oblitera la piazza verso il Campidoglio .

Alle quattro Basiliche medio repubblicane, restaurate si aggiunge o sostituisce quella Giulia , costruita per ordine di Cesare e terminata sotto Augusto . Inoltre sotto Cesare si ebbe un radicale spostamento della Curia Giulia ,che invece di essere orientata secondo la parte augurata cioè seguendo l'orientamento degli astri presi con gli auspici e gli auguri astronomici dei sacerdoti romani, venne orientata seguendo la direttrice degli assi del contiguo e più recente Foro di Cesare . Contemporaneamente la tribuna dei Rostra venne spostata per le nuove esigenze e la chiusura degli edifici della piazza verso il Campidoglio.

Archeologia : Di tutto il periodo rimangono solo delle cortine murarie del periodo medio e tardo repubblicano e le planimetrie conservate dai numerosi e ingenti restauri e rifacimenti imperiali.

Periodo imperiale

La sistemazione definitiva dei Fori, avviata da Cesare , venne completata sotto Augusto : la piazza assunse un aspetto diverso e si configura con una sovrabbondanza di edifici, servizi e infrastrutture. Verso il Campidoglio chiude la piazza il nuovo tempio del Divo Giulio , dedicato nel 29 a.C. da Augusto dopo la morte e la divinizzazione di Cesare. Il lato breve a sud-ovest si trovò ad essere saturato dal tempio dei Divo Giulio incorniciato dall' Arco partico di Augusto e dal portichetto dell' Arco di Gaio e Lucio Cesari , escludendo alla vista i venerandi monumenti della Regia e del tempio di Vesta . Questa scelta va inquadrata nella politica di Cesare proseguita e ampliata da Augusto.

Successori di Augusto, i prescelti del princeps operano una prosecuzione di lavori nel foro restaurando e edificando ex novo: ci sono le ricostruzioni dei templi della Concordia , rifatto da Tiberio nel 10 a.C. quasi a voler cancellare i segni della passata stagione delle guerre civili, e dei Castori ( 7 a.C. ), di dimensioni grandiose e da mettere in relazioni coi fratelli Tiberio e Druso in parallelo coi mitici fratelli Dioscuri. (nota 3)

Alla fine della dinastia(prima di Claudio), la piazza ricostruita traboccava di edifici legati alla Gens Iulia , nel nome o nella simbologia o nella sovvenzione e nell'insistenza dei restauri.

Di epoca Flavia è la costruzione del Tempio di Vespasiano , vicino a quello della Concordia. Al di fuori dell'area del Foro propriamente detta fu contemporaneamente edificato l' arco di Tito , sulla Via Sacra verso la Velia , probabilmente voluto da Domiziano .

Nella stessa area, davanti alla successiva basilica di Massenzio sono gli Horrea Vespasiani , i magazzini voluti dall'imperatore Vespasiano.

Del II secolo sono le costruzioni del Tempio di Antonino e Faustina , poi inglobato dalla chiesa di San Lorenzo in Miranda , del Tempio di Venere e Roma , costruito da Adriano , che si affaccia verso la valle del Colosseo.

Agli inizi del III secolo fu eretto sul percorso della via Sacra l' arco di Settimio Severo.

Sotto Diocleziano ai numerosi monumenti che allora dovevano ingombrare l'area della piazza, si aggiunsero cinque colonne su alti basamenti in muratura, che dovevano celebrare la Tetrarchia .

Nel IV secolo fu costruita la basilica di Massenzio , terminata da Costantino I

Sotto Massenzio è realizzato il tempio del divo Romolo,figlio di Massenzio morto prematuramente contemporaneamente ai restauri nel foro della Pace dell'omonimo tempio con un ingresso rotondo, collegando il foro romano con quello imperiale.

A seguito della sconfitta dell'usurpatore Magnenzio ( 352 ), il praefectus urbi Nerazio Cereale dedicò una statua all'imperatore Costanzo.

Nel V secolo la facciata dei Rostra fu prolungata verso nord-est: la parte nuova venne costruita in mattoni assai rozzamente, ed anche questa ornata di rostra , per fissare i quali furono praticati dei buchi ancora osservabili.

Al 608 risale l'ultimo monumento eretto nei Fori: si tratta della Colonna di Foca , posta per ordine del Senato romano allo scopo di onorare l'imperatore Foca . Questo monumento è l'ultimo della serie delle strutture antiche nel foro Romano.

Archeologia :I monumenti, ormai crollati e abbandonati mostrano più fasi costruttive con le cortine murarie contaminate dai restauri tardo antichi. Ci sono frammenti del periodo imperiale come quelli delle decorazioni marmoree datate

Grazie alla classificazione tipologica e stilistica.

Al 2 d.C. risale l'iscrizione dedicatoria per Lucio Cesare , figlio ed erede designato di Augusto, posta ad una estremità della Basilica Emilia: i portici antistanti la basilica stessa erano infatti stati dedicati a Lucio e al fratello Gaio Cesare .

Si conserva la base della statua onoraria di Costanzo II,ancor oggi visibile a fianco dell'arco di Settimio Severo, in direzione della Curia.

Di epoca flavia, ma restaurato nel 367 , è il portico degli Dei Consenti , a ridosso del Campidoglio, interessante testimonianza dell'ultimo paganesimo insieme all'ultima ricostruzione del tempio di Saturno .

Si preserva una epigrafe(nota 4) ,su di una sola riga, riporta la costruzione da parte del praefectus urbi , Giunio Valentino , sotto gli imperatori Leone I ed Antemio (circa 470), in occasione di una vittoria navale contro i Vandali, da cui la struttura prende il nome di Rostri vandalici.(nota 5)

. Periodo medievale

Durante il Medioevo, benché la memoria del Foro persistesse, i suoi monumenti caddero per lo più in rovina, decretando la cancellazione di ogni esatto ricordo topografico, o riadoperati per nuove costruzioni

Il foro si andò lentamente interrando e durante il Medioevo , utilizzato come pascolo per gli animali domestici e come terreno seminativo, prese il nome di "Campo Vaccino", tra il Campidoglio ed il Colosseo , dove emergevano alcune rovine.

La struttura della Cloaca Maxima si intasò parzialmente, anche a causa della chiusura degli acquedotti eseguita da Vitige il barbaro per mettere ai ferri corti Roma.

I templi con i provvedimenti statali e i divieti papali sono progressivamente chiusi o rifunzionalizzati come chiese;

es. all'interno della cosiddetta Aula B dei complessi residenziali (domus- insulae) vicino al tempio dei Castori è fondata la basilica di Santa Maria Antiqua di culto bizantino.

Archeologia: Si degradano le strutture imperiali del Foro Romano; sono fondate le basiliche di Santa Maria Antiqua, Santi Cosma e Damiano, San Lorenzo in Miranda in luogo di un ambiente residenziale, di parti del foro della Pace dove esisteva il culto di Esculapio e del tempio del divo Romolo.

L' arco di Tito e quello di Settimio Severo sono giunti fino a noi in buone condizioni in quanto furono inglobati in fortificazioni medioevali, benché il primo fu pesantemente ristrutturato nel XIX secolo.

 

Periodo moderno

Durante la visita a Roma di Carlo V , nell'aprile del 1536 , si volle offrire al sovrano un ingresso trionfale, facendo passare lui e il suo seguito attraverso il Foro Romano, in buona parte interrato. Il tracciato reale della via Sacra era tuttavia allora sconosciuto e il percorso scelto per il corteo, un tracciato rettilineo tra l' arco di Tito e l' arco di Settimio Severo , non corrispondeva affatto al percorso antico della via.

Il Foro fu riscoperto a partire dal XVI secolo nell'area, ancora conosciuta a quel tempo come Campo Vaccino. Nei secoli successivi furono intraprese varie campagne di scavo, ma l'area fu completamente scavata agli inizi del XX secolo . ]

Negli anni 1980 , per la prosecuzione delle campagne di scavo, fu eliminata la via della Consolazione, che passava tra le pendici del Campidoglio e il tempio di Saturno .

La pavimentazione

Storia e archeologia La prima pavimentazione del Foro romano risale al primo periodo etrusco, databile verso la fine del VII secolo a.C. In seguito la piazza venne lastricata più volte nell'epoca repubblicana e in più punti sono state trovate tracce di questo stadio.

Il pavimento attualmente visibile risale a una data vicina al 12 a.C. e ciò è stato provato grazie all'iscrizione a grandi caratteri ancora visibile (sebbene in parte frutto di restauri) presso la colonna di Foca e che si leggeva anche in un rilievo oggi ai Musei Capitolini . Vi è citato L. Naevius L. f. Surdinus pr. , un personaggio che era incaricato di dirimere i giudizi tra Romani e stranieri vissuto appunto in tale data. Il significato da dare all'iscrizione è infatti quello di tributare il finanziatore del rifacimento della pavimentazione, come avviene anche in altri casi di colonie romane ( Terracina , Sepino , Veleia , ecc.). La nuova sistemazione dovette essere resa necessaria dopo l'incendio che, sempre nel 12 a.C. , distrusse gran parte del Foro, compresa la basilica Emilia , la basilica Giulia , il tempio di Vesta e quello dei Càstori .

Tra i Rostri e il Lacus Curtius si possono notare ampie tracce della pavimentazione precedente, di epoca cesariana; qui è inoltre possibile vedere dei fori che danno accesso a una serie di gallerie che si estendono sotto tutto il Foro, opera anche questa di epoca cesariana. Poiché durante gli scavi vennero alla luce resti di attrezzature lignee di montacarichi, ciò venne messo in relazione con l'uso del Foro per spettacoli di gladiatori effettuati in epoca repubblicana. Le aperture vennero chiuse dalla pavimentazione di Surdinus e proprio in quegli anni veniva costruito il primo anfiteatro stabile nel Campo Marzio (l' anfiteatro di Statilio Tauro ).

La colonna di Foca , ultimo monumento a venire eretto nella piazza del Foro, ci conferma come nel 608 il livello del calpestio fosse ancora quello dell'età augustea.

Davanti ai Rostri si trova una zona quadrata non pavimentata: qui si trovavano gli alberi simbolici del fico , l' olivo e la vite , ripiantati in epoca recente. Qui poteva trovarsi anche la statua di Marsia , rappresentata al centro del Foro nei rilievi traianei dentro la Curia Iulia .

Un'area trapezoidale vicino all'iscrizione di Surdunus ha una pavimentazione a livello più basso, che corrisponde a quella di epoca cesariana e, in alcuni punti, lascia intravedere quella ancora più antica in blocchi di tufo . Qui, verso est, un dodecagono in cappellaccio (tufo friabile) sorregge un basamento circolare, con un'apertura al centro, che doveva essere un pozzo, molto probabilmente il Lacus Curtius .

 

Bibliografia

•  F. Coarelli, Il Foro romano . 1983-1985.

•  C. Hülsen, Il Foro Romano . 1905

•  J. Losehand, Häuser für die Herrscher Roms und Athens? Überlegungen zu Funktion und Bedeutung von Gebäude F auf der Athener Agora und der Regia auf dem Forum Romanum, 2007.

•  G. Lugli, Il Foro Romano e il Palatino . 1994

•  E. De Ruggiero, Il Foro Romano . 1912

•  P. Zanker, Il Foro Romano . 1972


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Il nome stesso con cui era conosciuta la tribuna, Rostra , derivava dai rostri delle navi anziate catturate nell'anno 338 da Caio Menio il vincitore che aveva fatto affiggere nella parte frontale del suggesto. La tribuna di oratori divenne quindi da allora monumento storico che commemorava l'importante vittoria di Roma sui Latini nel loro processo di espansione nella penisola italica, oltre che un luogo augurato e consacrato alla parola. torna su

A tale riguardo ci resta un esplicito verso di Ovidio in Fast . I, 705 s. torna su

CIL, VI, N °32005 torna su

^ Lawrence Richardson, A New Topographical Dictionary of Ancient Rome , JHU, 1992, p. 336 torna su

 

Palatino e Museo Palatino
Roma, Via di San Gregorio 30

Il Palatino e li museo del Palatino

Regione augustea: X Palatium

Rione: X Campitelli

Circoscrizione: I

Pertinenza: Soprintendenza Archeologica di Roma

Gestione: Pierreci

Cenni storici

Secondo la tradizione antica, su questo colle si trovava il primo insediamento della città di Roma, fondata intorno alla metà dell' VIII secolo a.C. e attribuita a Romolo. Gli scavi hanno riportato alla luce resti di capanne e tombe dell'Età del Ferro e, recentemente, la fortificazione più antica, che risale all' VIII secolo a.C. Il Palatino fu sede di alcuni importanti culti cittadini, come ad esempio quello della Magna Mater (Cibele) e, fra il II e il I secolo a.C., divenne il quartiere residenziale dell'aristocrazia romana. A questo periodo risale la Casa dei Grifi, celebre per le sue pitture, della quale si conservano alcuni ambienti. L'Imperatore Augusto rese il Palatino sede ufficiale del potere e iniziò la costruzione dei palazzi imperiali, ristrutturati ed ampliati in seguito da Nerone, Domiziano, Adriano e Settimio Severo. Nel Palazzo dei Cesari, ha sede il Museo Palatino dove, tra i resti monumentali degli edifici del colle, sono esposti i corredi delle tombe dell'età del Ferro ed opere d'arte provenienti dal complesso augusteo e dalle residenze degli imperatori. Tra queste ultime ricordiamo la decorazione pittorica dell'Aula Isiaca. (nota 6)

Dal 10 marzo 2008 è riaperta al pubblico la Casa di Augusto, la prima vera residenza imperiale sul Palatino, costruita vicino alla capanna del fondatore Romolo. Per motivi di sicurezza e conservazione la visita è consentita a piccoli gruppi e l'accesso all'interno degli ambienti è limitato a 5 persone alla volta.

Topografia : Il colle Palatino è uno dei sette colli di Roma , situato tra il Velabro e il Foro, ed è una delle parti più antiche della città. Il Palatino è alto 70 metri e guarda da un lato sul Foro Romano e dall'altro sul Circo Massimo . Il sito è ora un grande museo all'aperto e può essere visitato durante il giorno. L'ingresso si trova in via di San Gregorio 30, l'antica via Triumphalis verso il circo Massimo. Il nome deriva dal termine Palatium -Palatinum Palatino che in età augustea assunse per la presenza del palazzo di Augusto, la casa che sorgeva nel lato S.O. verso il Velabro per una sup. di 14.000 mq. (170x 40 m).Intorno a questo colle è dislocata la regio amministrativa X , successivamente,nel medioevo, è inserito nel rione Capitelli. 

Fasi sotriche

Origini

La tradizione vuole che Roma ebbe le sue origini sul Palatino. In effetti, scavi recenti hanno mostrato che delle popolazioni vi abitavano già nel 1000 a.C. circa. Si trattava di un villaggio di pochi ettari, circondato da paludi, dal quale era possibile controllare il corso del Tevere . Questo primo agglomerato urbano è la " Roma quadrata ", così chiamata dalla forma approssimativamente romboidale della sommità del colle su cui si trovava.

Secondo la storiografia annalistica romana, il Palatino fu il luogo dove Romolo e Remo vennero trovati dalla Lupa che li tenne in vita allattandoli nella "Grotta del Lupercale ", solo recentemente localizzata. Secondo la variante e la trasmissione dell'episodio storico di fondazione, per gli storici contemporanei vicino ad un evento mitico (nota7)il pastore Faustolo trovò gli infanti e, assieme a sua moglie Acca Larentia , allevò i bambini. Quando Romolo, ormai adulto, decise di fondare una nuova città, scelse questo luogo. (Si veda Fondazione di Roma per un resoconto più dettagliato del mito.)

Periodo repubblicano

Al posto delle successive residenze imperiali in età repubblicana sono edificate le domus dell'aristocrazia senatoria *più antica della società, quelle più vicine e di indiretta discendenza dal fondatore Romolo.

 

 

Periodo Imperiale

(nota 8) Augusto acquistò la casa dell'oratore Ortensio*, situata accanto alla cosiddetta "casa di Romolo" ancora esistente, secondo la tradizione, nel 31 a.C., la ampliò con l'acquisto di case vicine e vi dimorò senza tuttavia farne un palazzo vero e proprio. Una parte della residenza (nota 9)era riservata alla moglie Livia, la cosiddetta "Casa di Livia". Attualmente le due residenze non sono aperte al pubblico. Nell'ambito della residenza, Augusto edificò il tempio di Apollo Palatino , con un ampio portico e biblioteche . Successivi ingrandimenti e edificazioni limitrofe della residenza imperiale si devono a Tiberio e a Caligola . Nerone vi aveva fatto costruire la domus Transitoria e i giardini che collegano il Palatino all' Esquilino .Nel periodo tardo antico le domus imperiali sono unificate da Settimio Severo nell'aggiunta verso il Foro Romano della sua residenza . Il complesso delle domus del Palazzo di Settimio Severo con gli accorpamenti è sfruttato dalla corte di Teodorico e quella Bizantina.

Medioevo

Enorme degrado e impaludamento e saccheggi sono le realtà del Palatino; i Bizantini e Teodorico conquistarono il Palazzo imperiale e lo usarono come sede amministrativa prima dello spostamento della capitale a Milano e Ravenna .

Età moderna

In epoca moderna il colle fu proprietà della famiglia Farnese e fu occupato dagli Horti Palatini Farnesiorum , o Giardini, tuttora in parte conservati al di sopra dei resti della Domus Tiberiana. Alcuni edifici o apprestamenti architettonici sono stati risparmiati dagli scavi, condotti sul colle a partire dal XIX secolo .

Archeologia Gli Imperatori Romani costruirono i loro palazzi sul Palatino. Le rovine dei palazzi di Augusto, Tiberio e Domiziano sono ancora visibili, ma contaminate dall'intervento Severiano con la sua domus.la più suggestiva è quella di Augusto di cui si conservano due oeci decorati policromi con affreschi, la cosiddetta sala delle maschere e lo “Studiolo “.

Le capanne del Palatino

Scavi Gli scavi condotti in profondità sul Palatino hanno reso i migliori reperti dei primi insediamenti di Roma nella prima e seconda età del ferro (dal X secolo a.C. al VII secolo a.C.), rispetto ad altri siti nel Foro Boario e sulle pendici della Velia . Si tratta di una serie di piattaforme per abitazioni di epoca protostorica scavate nel tufo e rinvenute nell'area prospiciente il Tempio della Magna Mater . Grazie a una serie di ampi fori per issare i pali si è potuti risalire alla pianta delle capanne, che doveva essere ovale, con uno o due pali al centro per sostenere la copertura. Erano inoltre dotate di incavature lungo il perimetro per far defluire le acque e, talvolta, di un piccolo portichetto davanti all'ingresso, come fanno pensare i fori per i pali davanti alla porta. Questa conformazione, presente in altri siti dell' Etruria meridionale, è confermata anche dai ritrovamenti, in altre aree, di urne funerarie a capanna (a Vulci , a Tarquinia ...). Al centro dela capanna era situato un focolare, come confermano i resti carboniosi ritrovati. Le capanne furno usate almeno fino alla metà del VII secolo a.C., però, fino alla seconda metà del VI a.C., non possediamo altri reperti di abitazioni romane.

Il Museo del Palatino (nota10)Questa struttura venne allestita negli anni Trenta da Alfonso Bartoli, nel convento edificato nel 1868 dalle monache della Visitazione, sulla sommità del Palatino. Il museo utilizzava allora solo il primo piano per l'esposizione dei materiali più importanti, tra i quali quelli recuperati dal Museo delle Terme di Diocleziano dove i re-perti del Palatino erano stati trasferiti dopo la demolizione del primo Museo Palatino nel 1882. Dopo la guerra, per dare maggiore importanza al Museo Nazionale Romano, si decise che a questo museo venissero riservati gli oggetti di particolare interesse artistico, mentre al Museo Palatino sarebbero spettati i materiali di importanza topografica collegati al colle e ai monumenti presenti . Il museo venne restaurato verso la fine degli anni Sessanta e riorganizzato. Dopo un lungo periodo di chiusura, recuperate le sculture presenti al Museo delle Terme di Diocleziano, il Museo Palatino è stato riaperto al pubblico con un nuovo percorso espositivo che illustra la cultura artistica delle Domus Imperiali da Augusto fino al periodo del Tardo Impero

Piano Terreno del Museo Palatino

Il Palatino dalle origini all'età repubblicana •  SALA I •  La preistoria del colle (da 100.000 anni fa alla fine del secondo millennio a.C.); dal Paleolitico all'età del bronzo •  SALE II - III •  La protostoria del colle (X-VII secolo a.C.); le capanne •  dell'età del ferro e le sepolture •  SALA IV •  L'età arcaica e repubblicana (VI-I secolo a.C.); i complessi culturali e le domus private  

Primo Piano del Museo Palatino Il palatino in età imperiale •  SALA V •  Periodo augusteo (29a.C.-14 d.C.); il santuario di Apollo •  Aziaco e la tematica decorativa a celebrazione del Principato •  SALA VI •  Periodo neroniano (54-68 d.C.); la Domus Transitoria e la •  nuova concezione decorativa. •  SALE VII - VIII •  Dagli imperatori Giulio-Claudii (I secolo d.C.) alla •  Tetrarchia (III-IV secolo d.C.); la ritrattistica ufficiale e la •  decorazione del Palazzo •  SALA IX •  La decorazione scultorea del Palazzo. Originali greci e •  copie romane di opere di età classica ed ellenistica

 

da Pierreci torna su

Roma non ha miti, ma supplisce la mancanza dei miti come storie sacre con i ritti e la storicizzzione della cultura. torna su

A differenza delle altre civiltà i miti a Roma, provenenti dalle altre civiltà che fagocita nelle conquiste, sono una citazione intellettuale eziologica e sono racconti privi del valore fondante e sacro delle altre civiltà antiche. Gli eventi della nascita di Roma e prima dell'annalistica di Quinto Fabio Pittore(oggi nota in frammenti e citazione posteriori in altri testi romani, precedenti il 390 a..C e in alcune parti prima della tarda repubblica sono noti in maniera poco scientifica dal punto di vista storico, spesso ci sono varie versione dei fatti e alcuni episodi sono tradizioni molto simili per forma e valenza ai miti. Perciò oggi alcune tradizioni dell'epopea romana sono interpretate come miti o leggende. Testo e note a cura di Alessandra Pignotti.

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Secondo altri studiosi la casa di Augusto è divisa e si alterna al tempio di Apollo, all'Aula Iliaca e alla casa di Livia. Quindi sarebbero più edifici vicini. Questa tesi sarebbe quella più seguita dagli archeologi degli ultimi anni. torna su

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Casa di Augusto Ingresso del Palatino e Museo Palatino
Roma, Via di San Gregorio 30

Casa di Augusto (nota 11)

Ottaviano Augusto erigendo nell'anno 36 a.C. la sua residenza sul Palatino trasformò la collina da quartiere residenziale abitativo a luogo riservato alla sede ufficiale dell'autorità imperiale; da allora tutti gli imperatori manterranno la sede sul colle che finirà con l'identificarsi con la residenza imperiale stessa. La domus del fondatore dell'Impero venne eretta nel sito più sacro del Palatino, il settore sud-occidentale, legato alla leggenda delle origini romulee della città. Essa era strettamente legata strutturalmente col Tempio  di Apollo Aziaco (celebratissimo dalle fonti antiche e inaugurato nel 28 a.C.) che Augusto costruì per onorare la divinità che lo aveva protetto nella battaglia di Azio del 31 a.C. contro Antonio e Cleopatra. Il complesso delle costruzioni, che in un nesso organico incentrato sull' edificio templare apollineo circondato dal celebre Portico delle Danaidi è costituito dalla Casa dell'imperatore, da biblioteche, sale di riunione e peristili, si estende per circa 12.000 mq(nota12) . nell'area compresa tra le Scalae Caci e le Biblioteche di Domiziano. L'intero complesso venne scoperto e identificato negli anni Sessanta grazie alle sistematiche campagne di scavo che G. Carettoni eseguì in detta area. La Casa, infatti, oltre alla raffinata decorazione pittorica parietale della "stanza delle maschere" e di quella "dei pini" nell'ala privata, esibisce un gioiello del gusto decorativo “proto-augusteo” nel cubicolo superiore situato nel lato orientale del peristilio antistante la Casa, nel quale si è ravvisato "lo studiolo" dell'imperatore, quel particolarissimo locale dove, secondo quanto riferisce Svetonio, Augusto era solito ritirarsi in isolato raccoglimento.

Archeologia : Sono quattro gli ambienti della Domus Augusti o Palatium di Augusto visitabili, hanno splendidi affreschi e si trovano nell'ala est dell'abitazione dell'imperatore romano. Si tratta dello “Studiolo nella parte superiore visibile da un cristallo trasparente per problemi di conservazione delle pitture e 3 nella parte inferiore 2 oeci decorati e la sala delle maschere. Sono sale decorate datate tra il 36 e 12 a..C. circa; sono splendidi affreschi del periodo augusteo pertinenti al periodo di passaggio tra il II e il III stile “pompeiano “ della Pittura Romana.

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Altri testi 14.000. torna su

 

 

Casa di Livia

Tra la Casa di Augusto e la Domus Tiberiana è la ricca domus privata di età repubblicana nella quale Filippo Coarelli riconosce l'appartamento riservato alla sposa di Augusto nell'adiacente residenza di questi.

La casa consta di un atrio quadrangolare su cui si aprono quattro locali, tutti ornati di fini pitture e mosaici (tre sul fondo, convenzionalmente chiamati tablinum, ala destra e ala sinistra, e uno sulla destra, il triclinium), tre cubicoli destinati all'abitazione privata, situati insieme con altrettanti locali di servizio al piano superiore, e di un cortile posteriore.

L'intero sistema decorativo pittorico esibisce gli elementi caratteristici della fase evoluta del c.d. II stile pompeiano e viene collocato intorno al 30 a.C.

Archeologia: La "Casa di Livia" venne scoperta nel 1869 da Pietro Rosa durante gli scavi che questi eseguì nell'area  degli Horti Farnesiani per conto di Napoleone III, nuovo proprietario dei possedimenti di Casa Farnese sul Palatino. Non è ancora parta al pubblico.

 

 

Stato di conservazione

Le prime opere di sistemazione e consolidamento delle strutture del complesso augusteo, e in particolare di quelle di pertinenza della Casa di Augusto, risalgono agli anni Sessanta del '900 quando si avviarono le vaste esplorazioni nell'area compresa tra le Scalae Caci e le Biblioteche di Domiziano.

Limitati fino ad oggi sono stati gli interventi tesi al consolidamento e restauro delle murature, con conseguente graduale e diffuso degrado di esse.

Le strutture murarie pertinenti al grande basamento del Tempio di Apollo come quelle dell'intero piano della Casa "superiore" di Augusto, consistenti in nuclei cementizi e muri in blocchi tufacei, versano in grave stato  di disgregazione.

Degrado di superficie e problematiche di ordine statico interessano anche il settore meridionale della Casa "inferiore" di Augusto, ivi compresi il lungo muro che la delimita a sud e la galleria di collegamento tra il peristilio antistante la Casa e il "cortile delle biblioteche" i cui tratti superstiti di copertura sono impropriamente sostenuti da elementi lignei ormai fatiscenti.

I pregressi interventi di restauro e di distacco delle pitture della Casa di Livia hanno determinato micro -sollevamenti della pellicola pittorica con rischio di perdita della materia.

L'intero ciclo pittorico della Casa, pertanto, che si estende per ca. 365 mq, si trova in stato di grave precarietà.
Ugualmente, un degrado diffuso interessa le superfici affrescate e le decorazioni musive della Casa repubblicana, la più significativa delle domus inglobate da Augusto.

 

Programma di intervento

I lavori, diretti alla conservazione e salvaguardia di tutte le strutture antiche ivi presenti, consistono essenzialmente in opere di consolidamento di nuclei murari disgregati e degli elementi tufacei e interventi di restauro e consolidamento di superfici affrescate e musive.

In particolare nel settore meridionale della Casa di Augusto, dove ricadono  organismi architettonici monumentali, necessitano provvedimenti ad evitare possibili cedimenti e rischi statici. Si prevedono pertanto opere propedeutiche agli interventi di restauro strutturale, quali indagini geo - gnostiche per la definizione della situazione fondale delle strutture e attività di scavo (per consentire di operare in sicurezza ed evitare smottamenti) da svolgersi secondo le modalità dello scavo stratigrafico.

Alla risoluzione delle problematiche di ordine conservativo che investono le decorazioni pittoriche della Casa inferiore di Augusto si provvederà mediante la sostituzione delle attuali strutture di protezione delle stesse con elementi idonei e rispondenti alle esigenze di conservazione delle superfici affrescate.

 

Stato dei lavori

Sul complesso sono attualmente in corso i restauri delle pitture della Casa di Livia e si stanno avviando i consolidamenti delle superfici dipinte e musive della Casa repubblicana e di alcune strutture in tufo lungo le Scalae Caci.

Si sono concluse le opere di restauro del podio del Tempio di Apollo, laddove si eseguono quelle di sistemazione dell'esteso piano superiore della Casa di Augusto del quale sussistono resti a livello pavimentale e fondale.

 

 

Finalità del progetto di restauro

Tutte le scelte operative e gli interventi che si porteranno a compimento col programma di opere previsto, ivi comprese quelle relative alla copertura della Casa "inferiore", sono alla base del progetto di valorizzazione e fruibilità dell'intero complesso augusteo e pertanto tutte funzionali alla sicurezza e agibilità del sito.

L'obiettivo che è intendimento conseguire entro la fine dell'anno in corso è quello di rendere fruibile il settore più rappresentativo del complesso, la maggior parte del quale, se si esclude il settore della Casa "inferiore" colle note stanze "delle maschere" e "dei festoni di pino", è precluso alla frequentazione fino dal tempo della sua scoperta.

Saranno pertanto aperti al pubblico godimento, grazie all'allestimento di un percorso all'interno del peristilio antistante la Casa, i locali che si aprono sul lato orientale di questo: lo"studiolo di Augusto", il cubicolo inferiore, l'oecus e il "locale della rampa".

Col completamento di tutte le opere previste sarà possibile rendere accessibile alla visita l'intero complesso abitativo entro la primavera del 2008.

 

Finanziamenti

1. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2006, stanziati € 470.000,00.

2. Fondi assegnati dal Ministero, programmazione ordinaria annualità 2006, € 600.000,00.

3. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2006, € 800.000,00

4. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2004, € 250.000,00

5. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2007, € 35.000,00.

6. Fondi di Roma Capitale, annualità 2005-2006, € 800.000,00.

 

 

Bibliografia

•  Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L'arte dell'antichità classica, Etruria-Roma , Utet, Torino 1976.

•  Coarelli, Guide Archeologiche – Roma , Roma 2000.

•  EAA voe Foro Romano

•  EAA Suppl. voce Foro Romano

•  EAA voce Palatino

•  EAA suppl. voce Palatino

•  G. Lugli, Il Foro Romano e il Palatino . 1994

Siti:

- MIBAC

 

 

 

 

repubblica_augusto07.jpgPer informazioni e prenotazioni:

Cooperativa IL SOGNO - Viale Regina Margherita, 192 - 00198 ROMA
Tel. 06/85.30.17.58 - Fax 06/85.30.17.56

Email :  service@romeguide.it

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CASA DI AUGUSTO

Roma, Via di San Gregorio 30

Informazioni e prenotazioni +39.06.39967700; prevendita internet con ritiro al Colosseo

Ingresso non più di 5 persone all'internoi delle sale per motivi di conservazione e spaziali

Apertura dal 10 marzo 2008

CASA DI LIVIA

PROSSIMA APRTURA NEL 2009.

 

 

FOTO

FORO ROMANO

colonna di Foca al tramonto

panoramica del foro

colonna di Foca di giorno

Foro Romano

Foro Romano

Pianta del Foro Romano

Foro Romano

Foro Romano

Foro verso il palatino

Ricostruzione foro sud

Ricostruzione della basilica di Massenzio

Ricostruzione della casa delle Vestali

Ricostuzione della basilica Emilia

Ricostruzione del tempio , della Concordia e di Saturno

Ricostruzione del tempio di Vesta e del l'arco di Augusto

Ricostruzione del Tempio di Apollo Sosiano vicino al Colosseo

Ricostruzione del tempio di Cesare e dei Castori

veduta del foro con didascalia monumenti

Nota alle Photo :

Photo dal sito di Wikipedia enciclopedia e in parte realizzate da Alessandra Pignotti

PALATINO

Il Colle

Le Capanne

 

 

veduta del Palatino

 

 

veduta

CASA DI AUGUSTO

 

Pianta della Domus di Augusto
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Casa di Livia Studiolo Oecus
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Oecus Cubicolo inferiore Locale c.d. della rampa

Photo © 2006 MiBAC - Ministry of Cultural Heritage and Activities

Dettagli degli Ambienti
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Photo © La Repubblica

LA CASA DI LIVIA

Pitture

Pitture

Pitture

Pitture

Pianta della Casa

Ricostruzione dell'area e della Casa

 

Nota alle foto:

Le Foto sono tratte dal sito Roma Segreta e dal MIBAC; la grafica delle foto è curata da Alessandra Pignotti .