I SOTTERRANEI DI SANTA SABINA

I Sotterranei di Santa Sabina

Storia e topografia

La chiesa di S. Sabina si trova sulla pendice nord-occidentale dell’Aventino. I suoi sotterranei, che documentano quasi mille anni di storia, sono testimonianza della vivace attività edilizia che ebbe come scenario proprio l’Aventino. Il colle infatti fu prescelto dalle famiglie dell’aristocrazia romana come sede delle proprie ricche dimore; inoltre la vicinanza con il quartiere commerciale sorto lungo la sponda del Tevere a sostegno dello scalo fluviale, fece sì che sulle sue pendici si impiantassero ben due stabilimenti termali, di non piccole dimensioni, come le Terme Surane e quelle Deciane.Il sotterraneo di S. Sabina rappresenta uno spaccato di tutto questo, ma oltre a ciò conserva il ricordo di una comunità cristiana che qui trovò ospitalità, presso la casa di una matrona romana,  Sabina appunto, con la fondazione di un titulus. Di esso si è conservato soltanto il pavimento di IV secolo, visibile da una grata presso l’ingresso della basilica, ma molte strutture murarie giacciono sotto la navata destra.
Nel V secolo fu costruita la basilica sopra la casa, come avviene di solito per le fondazioni delle chiese più antiche, con lo scopo di sottolineare il legame con la comunità originaria. Per la costruzione della basilica furono utilizzati molti materiali sottratti agli edifici romani, come  le otto colonne ora nell’atrio davanti alla facciata, la splendida cornice marmorea di I secolo sul portale di ingresso con i battenti lignei istoriati, e le colonne utilizzate nell’interno. La basilica originaria prevedeva un quadriportico anteriore ed un battistero ove oggi è il piazzale d’ingresso.
Gli scavi della metà dell’800 misero in luce anche tratti delle più antiche mura di Roma, le Mura Serviane, datate al IV secolo a.C.; nelle vicinanze della cinta sorsero ben presto alcune case, i cui resti (muri in opera incerta e pavimenti a mosaico) ci riportano al II secolo a.C.; in una di queste case si installò quattro secoli più tardi, nel II secolo, una comunità di religione isiaca, che ha lasciato tracce con pitture e graffiti. Infine nel III secolo sorse qui un impianto termale, la cui via continuò per tutto il secolo seguente.
Le pendici dell’Aventino ospitarono anche numerosi templi, dedicati a Minerva, Diana, Giunone Regina, la triade plebea Cerere, Libero e Libera e molti altri. Sotto S. Sabina vi sono infatti i resti di un antichissimo tempietto repubblicano, con le colonne in peperino, risalente al III secolo a.C., murato in età augustea e dimenticato.
Si scende al sotterraneo con una moderna scala in muratura: subito si notano le colonne del tempio inglobate nelle strutture murarie, ed una serie di altri ambienti relativi ad abitazioni imperiali. La circostanza che i vani siano stati in uso per secoli, modificando la situazione originaria della strutture, rende difficile l’interpretazione del sotterraneo, che forse proprio per questa aura di vita vissuta conserva ancor oggi per il visitatore un fascino d’altri tempi.

I sotterranei 1

Sotto la chiesa, vari scavi compiuti negli anni 1855-7 e 1936-9, hanno evidenziato resti delle Mura Serviane, con la chiara sovrapposizione di due fasi: quella arcaica, in cappellaccio, e quella dell'inizio del IV secolo, in tufo di Grotta Oscura. A ridosso delle mura, abitazioni private del II secolo a.C. Assai interessanti gli scavi effettuati all'interno della basilica, dove sono apparse abitazioni dell'età imperiale, ma soprattutto un piccolo tempio, con due colonne di peperino, risalente al III secolo a.C.: si tratta di uno dei tanti santuari della zona, probabilmente quello di Libertas . È notevole il fatto che il santuario sia stato sostituito da una ricca domus del I secolo d.C. All'interno della chiesa, sulla sinistra dell'ingresso principale, si può notare, su un tronco di colonna, una pietra di basalto nero (nella foto a sinistra),  quasi certamente un peso di una bilancia romana. La leggenda vuole che il diavolo, mal tollerando l'intensa pietà con cui S.Domenico pregava sul sepolcro contenente le ossa di alcuni martiri, gli scagliò contro questa pietra, che non colpì il santo ma infranse la lapide che copriva il sepolcro: le spaccature, sia sulla lapide che sulla pietra, sono ancora ben visibili.

Dal Sito Roma Segreta e a cura di Alessandra Pignotti

  Notizie Utili 

ORARIO

A richiesta

MEZZI DI TRASPORTO

dalla stazione Termini: Autobus 170

INDIRIZZO

La chiesa di Santa Sabina si trova in: piazza Pietro d’Illiria 1

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