I
sotterranei di S. Crisogno conservano le vestigia di uno dei più antichi tituli
sorti nel quartiere di Trastevere, insieme al titulus Callisti ed al titulus
Ceaciliae. Ma cosa era un titulus? La Chiesa in origine non aveva facoltà
giuridica di possesso, e quindi le riunioni dei primi cristiani si svolgevano in case
private che venivano messe a disposizione dei fedeli da parte dei proprietari, cristiani
anchessi. Queste ecclesiae domesticae erano contrassegnate
allesterno da una tabella, il titulus appunto, che riportava il nome del
proprietario. Da qui il significato passò ad indicare lo stesso luogo di riunione. La
disposizione degli ambienti tipica delle case romane infatti, si adattava perfettamente
allo svolgimento dei riti cristiani, nonché a funzioni di magazzino ed accoglienza dei
fedeli. Il titulus Crisogoni nacque infatti sfruttando ben due (e forse tre) domus
romane di II e III secolo, prima di assumere la consueta pianta basilicale nel V secolo.
Crisogono è da identificare con il martire, originario di Aquileia, portato a Roma in
catene sotto limperatore Diocleziano tra il 304 ed il 305. La prima menzione della
chiesa risale al 499, quando è ricordata in occasione del Concilio indetto da papa
Simmaco. Nel 1123 la costruzione della nuova basilica voluta dal card. Giovanni Crema,
braccio destro di Callisto II, ad un livello superiore, rese necessario
loccultamento dei vani inferiori e labbandono definitivo degli ambienti
antichi.
La scoperta della basilica paleocristiana avvenne nel 1908 durante una campagna di scavi
per conto del Ministero di Belle Arti, sebbene fosse già nota lesistenza di resti
antichi sotto il livello moderno. Con i primi scavi venne alla luce la schola cantorum,
il recinto presbiteriale, la confessione e la cripta semianulare con resti di pitture di
santi. Lo scavo proseguì quindi nellaula basilicale e nei due ambienti laterali
allabside. Purtroppo la presenza delle fondazioni della chiesa superiore, che
occupano ancor oggi parte della superficie della grande aula, impedirono lo sgombero
completo delledificio.
Si scende nei sotterranei dalla sacrestia della chiesa attuale tramite una scala moderna:
già dallalto è possibile avere una visione chiara della curva dellabside. La
pianta delledificio è nota in quasi tutti i suoi particolari: si tratta di una
basilica paleocristiana ad ununica navata (anche se i muri posteriori tagliano in
due laula, sfalsandone la percezione spaziale) dotata di portico che si distingue
dagli altri esempi romani per la presenza, ai lati dellabside, di due ambienti con
funzione di battistero e secretarium. Tre arcate laterali costituivano
lentrata, mentre il lato di fondo era chiuso dalla facciata di una domus
romana di III secolo (ancora in parte ben conservata).
Il presbiterio fu in seguito rialzato con tre gradini per creare la cripta con la
finestrella confessionis (attraverso la quale i fedeli venivano a contatto con le
reliquie), accessibile da un corridoio semianulare che costeggiava la curva
dellabside. Il braccio rettilineo della confessione conserva ancora alcune pitture
relative alle opere di restauro volute da papa Gregorio III (731-741), limmagine a
grandezza quasi naturale dei tre santi Rufo, Crisogono e Anastasia. Il corridoio aveva
soffitto piano con lastre di marmo, ora scomparse, ma le cui tracce sono rimaste sul muro.
La parete superiore dellabside è decorata dallalternanza di dischi imitanti
marmi colorati entro losanghe, dischi su corazze incrociate e dischi a cerchi concentrici,
delletà di Gregorio III.
A destra dellabside è la sacrestia, con pavimento a tessere marmoree con disegno a
fioroni (ne rimangono alcuni lacerti), in seguito utilizzata come luogo di sepoltura:
rimane in situ un bel sarcofago marmoreo di II secolo e varie forme per deposizioni.
Dalla parte opposta dellabside è un altro ambiente, di dimensioni maggiori del
precedente, identificato da alcuni come battistero. In origine questa stanza era
probabilmente una fullonica con ingresso indipendente da via di S. Gallicano, e sulla
parete di fondo è visibile ancora la sagoma ad
arco della porta, chiusa quando si decise di consentire laccesso dallinterno
della chiesa. Al centro del vano era la vasca circolare per le abluzioni: in età
medievale la vasca fu dimezzata con linserimento di un tramezzo al centro di essa,
che sottrasse alluso circa la metà della sala. Sulla parete medievale restano
tracce di stemmi gentilizi dipinti. Tra questa sala e laula principale era un
piccolo corridoio, con una porta che conduceva allesterno: sulle pareti, grandi
dischi dipinti con al centro motivi floreali.
La grande aula basilicale non aveva partizioni interne: sul lato destro si conservano
alcune pitture del X secolo con storie di S. Benedetto e sul lato opposto figure di santi.
La funzione cimiteriale della basilica è testimoniata dal rinvenimento di sarcofagi
marmorei e di terracotta, nonché dalle lastre tombali che rivestivano il pavimento.
La
visita ai sotterranei di S. Crisogono è essenziale per conoscere i tesori della Roma
sotterranea: la stratificazione archeologica e la pratica del riuso di monumenti antichi
per scopi diversi da quelli originari trova qui uno dei migliori esempi, per non parlare
della suggestione che coglie il visitatore che varca la soglia del tempo. |