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SILVANO TOTI GLOBE THEATRE
Largo Aqua Felix (Piazza di Siena) - Villa Borghese

EDMUND KEAN con Gigi Proietti

dal 16/09/2019 al 30/09/2019

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Edmund Kean con Gigi Proietti il 16, 23, 30 settembre ore 21.00 a Roma al Silvano Toti Globe Theatre. Un uomo solo nel suo camerino. Beve, si trucca ma soprattutto interpreta e si interroga sulle parole di Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi...
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PREZZI BIGLIETTI
Palco Gold Livello 1 e 2 € ND
Palco Centrale Livello 1 e 2 € 35.00
Palco Centrale Livello 3 € 29.50
Palco Laterale 1 Livello 1 e 2 € 30.50
Palco Laterale 2 Livello 2 € 22.50
Palco Laterale 3 Livello 1 e 2 € ND
Palco Laterale 1 Livello 3 € 24.50
Parterre € 15.50
N.B. PREZZI COMPRENSIVI DI COMMISSIONE DI AGENZIA


   INFO EVENTO:

Edmund Kean con Gigi Proietti il 16, 23, 30 settembre ore 21.00 a Roma al Silvano Toti Globe Theatre.

Un uomo solo nel suo camerino. Beve, si trucca ma soprattutto interpreta e si interroga sulle parole di Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi. È Edmund Kean, grande attore inglese dell´inizio dell´Ottocento, idolatrato dal pubblico e dalla critica che ne decretarono l´ascesa dal ruolo di Arlecchino ai grandi protagonisti shakespeariani, e poi la rovinosa decadenza. Ad interpretarlo è Gigi Proietti, nel testo scritto da Raymond FitzSimons per Ben Kingsley, già portato in scena a Taormina ventisette anni fa, ripreso nella scorsa stagione come omaggio affettuoso a Shakespeare in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte e riproposto quest´anno per soddisfare la grande richiesta da parte del nostro pubblico. Il copione è più che un testo chiuso: è un´occasione per entrare nel segreto del camerino in cui monologhi, battute, idee prendono e perdono forma, in un processo creativo da laboratorio che smonta e scruta le creazioni di Shakespeare. Mai come in questo caso, celebrare un genio del teatro attraverso la figura di un attore è un gesto dovuto, perché proprio agli attori si deve la sopravvivenza dei testi e la vitalità dei versi che ancora ci emozionano, a loro il merito di averli traghettati fino a noi dall´epoca d´oro Elisabettiana attraverso secoli di buio e disinteresse.

Oggi che le opere del Bardo sono celebrate e diffuse in tutto il mondo, è difficile credere che non sempre sia stato la stella polare che è ora. Ma la sua vera fortuna è iniziata solo nel secondo Settecento, con Goethe e Lessing. Furono loro a farlo uscire da una sorta di letargo, all´epoca dell´invenzione dei teatri pubblici in Germania. Fu una rivoluzione anche se, dopo la condanna dell´Illuminismo, per cominciare ad avere una diffusione massiccia delle opere e dell´identità artistica del poeta di Stratford bisogna aspettare l´inizio dell´Ottocento, quando nel maggio del 1828 da Londra arriva a Parigi Edmund Kean ad interpretare il ruolo di Riccardo III. È famoso. È molto amato dai poeti romantici e Byron lo considera un genio. Il suo merito è quello di aver scardinato la forma classica della recitazione, in contrapposizione alle interpretazioni di un altro grande attore inglese, John Kemble, inventando una recitazione emozionale e moderna. Kean arriva ubriaco a Parigi e le rappresentazioni sono inficiate dal suo stato alterato. Ma è affascinante e maledetto come una rock star degli Anni Settanta e tutta l´intellighenzia europea lo accoglie come una rivelazione. Attraverso lui Victor Hugo vede esaltati i materiali shakespeariani e, nella prefazione al suo Cromwell, dice che Shakespeare sa come comporre un dramma vero che rispecchi gli aspetti contraddittori e opposti della vita, e propone, seguendo il modello del Bardo, di mescolare nell´arte sublime e grottesco, cioè tragico e comico, bello e brutto, bene e male, luce e ombra, realtà e fantasia. L´impatto di Kean con il mondo parigino è così potente che Alexandre Dumas scrive sull´attore inglese un testo: Kean, ou Désordre et Génie. Genio e sregolatezza. un sottotitolo destinato a divenire proverbiale, che nello spettacolo fa da contrappunto a successi e frustrazioni, amori, odi, sconfitte ai quali prestano voce i grandi personaggi shakespeariani che finiscono col confondersi con l´interprete e ne compongono la biografia.

Accade così che un filo intrecciato con le parole di Shylock, Riccardo III, Amleto, Macbeth, Otello, unisca Proietti a Kean, e Kean a Shakespeare, in una celebrazione dell´evocazione e del racconto.

Un passaggio di testimone da un secolo all´altro, che trova la sua collocazione ideale nel vuoto spazio del Globe, nel rapporto ravvicinato con il pubblico, nella forma antica del monologo.
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