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SALA UMBERTO
via della Mercede, 50

ELIO: IL GRIGIO di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

dal 01/11/2019 al 02/11/2019

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ELIO: IL GRIGIO di Giorgio Gaber e Sandro Luporini il 1° e 2 Novembre 2019. Produzione di Teatro Nazionale Genova rielaborazione drammaturgica e regia di GIORGIO GALLIONE Giorgio Gallione adatta il capolavoro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini inserendo alcune celebri canzoni del Signor G. Una versione recital perfetta per il talento di Elio...
maggiori informazioni sull´evento

PREZZI BIGLIETTI
Poltronissima € 37.00       € 26.00
Poltrona € 29.00       € 23.00
I Balconata € 27.00       € 19.50
II Balconata € 22.00       € 15.00


   INFO EVENTO:

ELIO: IL GRIGIO di Giorgio Gaber e Sandro Luporini il 1° e 2 Novembre 2019.
Produzione di Teatro Nazionale Genova
rielaborazione drammaturgica e regia di GIORGIO GALLIONE

Giorgio Gallione adatta il capolavoro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini inserendo alcune celebri canzoni del Signor G. Una versione recital perfetta per il talento di Elio.
IL GRIGIO è la storia di un uomo che a un certo punto della sua vita sente il bisogno di allontanarsi da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira così in una casa di campagna per essere più tranquillo e concentrarsi meglio su sé stesso e sui propri problemi. La sua desiderata solitudine viene però disturbata da un topo che gli gironzola per casa. Il topo, che sarebbe poi “Il Grigio”, rappresenta l´elemento scatenante degli incubi dell´uomo: ha la capacità di tenerlo sveglio sulla poltrona della sopravvivenza, fino a tramutarlo in un individuo pronto a tutto pur di ritrovare la propria serenità. A causa della presenza sgradita del topo, l´uomo sprofonda in una totale depressione che lo costringe a rivedere tutta la sua vita e gli fa mettere in discussione le proprie certezze. Falliti i tentativi di catturare il topo con i metodi tradizionali, comincia un lungo duello con l´invisibile nemico e in questa battaglia si trova a dovere riflettere su tutte le sue scelte affettive e morali. La lotta contro l´occulto roditore provoca nell´uomo una sorta di risveglio dall´anestesia del presente, in un crescendo drammatico dal finale imprevedibile.
IL GRIGIO è il racconto, emblematico più che mai, di un essere che parte dal più cieco egocentrismo per arrivare, attraverso un percorso che lo porterà a divinizzare e demonizzare il topo, a una sorta di pietas laica nella quale ritroverà la capacità di accettare ciò che è diverso da lui. Perciò, il topo, in questo racconto un po´ delirante e un po´ reale, forse esiste e forse no, e la sua tanto agognata fine diventa un rito, un esorcismo per uscire dalla metafora infernale e accettare la propria parte nera, ovvero l´altro. Ne IL GRIGIO il protagonista dichiara spudoratamente la propria pochezza, l´incapacità di amare il prossimo e sé stesso, ed è un bilancio spietato sia nell´ironia sia nell´angoscia. Il topo è chiaramente uno spettro, un simbolo e rappresenta i problemi rimossi che tornano quando si cerca di insabbiarli in una tranquillità fasulla. Il topo è anche un pretesto per portare il protagonista fuori dalla routine, perché solo un imprevisto, una situazione di emergenza, hanno il potere di aprirgli gli occhi.
“Per me, nell´88, il Grigio, dal punto di vista dello spettatore e del giovane regista di allora, fu una esperienza intensissima, fondamentale. Quel mix geniale di astrazione e immedesimazione, quel raccontare teatralissimo e senza didascalismi fu una rivelazione. Così, leggendo all´infinito quel copione negli anni successivi ho sempre pensato al Grigio come ad un “oggetto” teatrale perfetto e immodificabile. Poi… è arrivata la decisione / occasione di metterlo in scena… e le canzoni hanno cominciato ad attirarmi come il canto delle sirene. Mi sono convinto - piano piano ma con sempre maggiore “lucidità” - che i temi, i quadri, i sentimenti, le situazioni presenti nel Grigio del 1988 fossero poi stati rielaborati, perfezionati, e perché no, anche attualizzati da molte canzoni nate dopo quella esperienza. Scrivendo una infinita storia di un signor G in continua crescita e trasformazione, nel privato e nel sociale, Gaber e Luporini hanno continuato a macinare, indulgenti o spietati, sulle contraddizioni dell´essere umano. E il “dopo Grigio” è un contenitore ricchissimo di spunti e illuminazioni, in forma di canzone, che si sovrappongono e amplificano i temi del copione di allora. Ecco il senso di questo adattamento, che mi pare insieme spudorato e “inevitabile”. In più c´è Elio, cantante personalissimo, eretico, eccentrico, che tra le note e le parole di Gaber è di casa, e che si accinge ad abitare con libertà e rispetto questo nuovo copione, interamente gaberiano, ma modellato da una nuova sensibilità e alla luce dell´intero universo creativo e stilistico di una maschera, il Signor G, che sa e può ancora parlare potentemente e spietatamente al nostro oggi”.
Giorgio Gallione
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