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Musei di Roma
Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia
Tel.:
WWW
Come arrivare:
INFORMAZIONI GENERALI:

Museo:Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
Tipologia: ARTISTICI
Indirizzo: Viale Fiorello La Guardia

Ottobre - maggio
Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 (ingresso consentito fino alle 15.30)
Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).

Giugno - settembre
Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 (ingresso fino alle 18.30).
Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).

24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00.

Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

Ingresso ordinario gratuito
In occasione di mostre ed eventi culturali l'ingresso gratuito potrebbe subire variazioni

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
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Il Museo Carlo Bilotti è un museo di arte contemporanea della città di Roma.

Ha sede nell'"Aranciera" di Villa Borghese ed ospita dipinti, sculture e acquerelli della collezione donata dall'imprenditore e collezionista italoamericano Carlo Bilotti, che comprende opere di Giorgio De Chirico, dipinti di Gino Severini, Andy Warhol e Larry Rivers e una scultura di Giacomo Manzù.

L'Aranciera era nota, nel Settecento, come Casino dei Giuochi d'Acqua per la presenza di fontane e ninfei, circondata dal Giardino del Lago con le sue spettacolari sistemazioni.
Nelle sale riccamente decorate e arredate i principi Borghese organizzavano feste ed eventi mondani.
A seguito dei gravissimi danni causati dai cannoneggiamenti del 1849, durante la difesa francese del papato contro la Repubblica Romana, l'edificio fu ricostruito liberamente ed adattato a ricovero invernale degli agrumi, perdendo così tutte le sue preziose decorazioni.

Dopo decenni di degrado ed un uso improprio ad uffici, l'Aranciera torna ad essere luogo di svago e cultura grazie ad un impegnativo restauro che lo ha trasformato in museo per accogliere la donazione permanente di opere d'arte di Carlo Bilotti, imprenditore italoamericano e collezionista di fama internazionale, costituita da dipinti, sculture e disegni.

La collezione permanente del Museo si è costituita in seguito alla donazione dell’imprenditore Carlo Bilotti al Comune di Roma di 23 opere tra dipinti, disegni e sculture.Il nucleo più consistente comprende 18 lavori di Giorgio de Chirico (Volos 1888-Roma 1978), di cui 17 esposti in questa sala e una scultura, Ettore e Andromaca, collocata all'esterno del Museo.Nella collezione anche tre ritratti, quello di Tina e Lisa Bilotti, 1981, di Andy Warhol, di Carlo con Dubuffet sullo sfondo, 1994, di Larry Rivers, e di Carlo e Tina Bilotti, 1968, di Mimmo Rotella.Completano il nucleo originario della collezione L’estate, 1951, di Gino Severini e il Cardinale, 1965, di Giacomo Manzù.A questo primo nucleo si sono aggiunte negli ultimi anni opere di Consagra, Dynys, Greenfield-Sanders e Pucci.

Le opere di de Chirico sono rappresentative dei soggetti più famosi prodotti dall'artista dalla seconda metà degli anni Venti agli anni Settanta.L'invenzione di temi quali gli Archeologi, i Cavalli in Riva al Mare, i Mobili nella Valle o nella Stanza, i Cavalieri o Guerrieri Antichi, risale ad un felice periodo di creatività e riconoscimento internazionale, successivo agli anni della prima Metafisica.Oltre ai soggetti sopra citati, che qui troviamo in opere magistrali quali gli Archeologi Misteriosi del 1926 e i Mobili nella Stanza del 1927, si segnalano la delicata Donna nuda di schiena (1930 circa), un ritorno, influenzato da Renoir, al genere del nudo femminile, l'Interno Metafisico con biscotti e Mistero e malinconia di una strada, repliche queste ultime, eseguite dall'artista negli anni Sessanta, di capolavori della prima Metafisica.Con le opere degli anni Cinquanta, Autoritratto con testa di Minerva, in cui de Chirico indossa un abito da pittore veneziano, e Regate storiche a Venezia, ispirato al Canaletto, l'artista proclama la necessità del recupero della tradizione pittorica italiana.

La neofuturista opera di Severini, L'estate, del 1951, costituisce un altro tassello che testimonia i diversi filoni della collezione Bilotti.La maestosa donna, i cui contorni si perdono nella struttura geometrica quasi astratta, fa parte di una serie di lavori dedicati al tema delle attività umane connesse alle stagioni, che successivamente l'artista rielaborò per il Palazzo dei Congressi all'Eur a Roma.


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