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MOSTRE
Je suis l’autre: Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento
Terme di Diocleziano
dal 28-09-2018 al 20-01-2019
spazio

ORARIO INGRESSO

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Lunedì - Venerdì: ore 9-19
Sabato ore 10-14
Domenica chiuso


Je suis l’autre: Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento in mostra a Roma alle Terme di Diocleziano dal 28 settembre 2018 al 20 gennaio 2019.

Gli artisti in mostra: Karel Appel, Hans Arp, Kenneth Armitage, Georges Braque, Serge Brignoni, Agustín Cárdenas, Lynn Chadwick, André Derain, Jean Dubuffet, Sonja Ferlov Mancoba, Alberto Giacometti, Julio González, Henry Heerup, Ludwig Ernst Kirchner, Yves Klein, Jacques Lipchitz, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Louise Nevelson, Isamu Noguchi, Pablo Picasso, Germaine Richier, Salvatore Scarpitta, Fritz Wotruba, Enrico Baj, Mirko Basaldella, Adriana Bisi Fabbri, Alik Cavaliere, Pietro Consagra, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Luciano Minguzzi, Costantino Nivola, Arnaldo Pomodoro, Regina [Cassolo Bracchi], Raffaello A. Salimbeni, Gaston Chaïssac, Francesco Toris.

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, allestita nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, presenta al pubblico ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica.

La mostra è concepita come un viaggio all’interno di aree tematiche, che corrispondono ai principali caratteri dell’esplorazione interiore che accomunò gli artisti del Novecento all’arte delle culture da cui presero spunto...

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ORARIO INGRESSO

COSTO D´INGRESSO

 

Dal Martedì alla Domenica: 09.30 - 19.30
La biglietteria chiude un'ora prima


DOVE SI TROVA:
COME ARRIVARE:

 

OPEN (valido per un ingresso alla mostra dal 28 settembre 2018 al 20 gennaio 2019) € 17.50
INTERO € 16.00
RIDOTTO € 14.00

Attenzione: il biglietto mostra non include l’accesso alle Terme de Diocleziano.

N.B.: Gli ingressi alle mostre - per non fare la fila - vanno pagati anticipatamente. Dopo il pagamento, verrà inviato via email biglietto elettronico o voucher

   Info Evento:


Un’arte rivelatrice di tensioni e bisogni profondi dell’individuo, in grado di entrare senza paura nel mondo del mito e nella sfera dell’utopia, anche quella politica. Almeno tre intere generazioni di artisti aderirono al Primitivismo, soprattutto in virtù di un percorso di ricerca personale.

Nel volgere di pochi decenni gli aspetti esteriori delle cose furono così travolti dall’irruzione d’inusitati generi d’arte, che non soltanto schematizzavano o deformavano i corpi, sino a renderli irriconoscibili, ma che – componendo insiemi prima ignoti – andavano in qualche modo autonomamente in cerca del proprio significato. La scultura della prima metà del Novecento dovette combattere tenacemente per affermare che la fedeltà all’apparenza non poteva essere più considerata a priori la misura dell’arte. Sculture che, liberatesi definitivamente da ogni inibizione ideologica, incarnavano entità che cercavano un proprio principio di giustificazione. Fu un tormento che trovò nella materia stessa il suo fondamento primario e, al contempo, fu una liberazione che affrancò per sempre la scultura occidentale dal conformismo della fisionomia.

Il catalogo dell’esposizione edito da Electa, a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, comprende numerosi saggi e una ricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, offrendo un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere in mostra e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del XX secolo.
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