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Circo Maximo Experience
Circo Massimo
dal 2019-05-23 al 2020-06-30
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Circo Maximo Experience: esperienza immersiva e multisensoriale in realtà aumentata, attraverso dei visori.

L´esperienza è articolata in 8 tappe non ripetibili (non è mai possibile, quindi, rivedere due volte una tappa) e ha la durata di circa 40 minuti; l´esperienza è disponibile in 6 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo.

Rivivi gli antichi fasti del Circo Massimo di età imperiale con la realtà aumentata e virtuale.
Luogo di intrattenimento e indiscusso protagonista della vita della Città, il Circo Massimo torna a vivere grazie a un innovativo progetto di valorizzazione in realtà aumentata (AR) e virtuale (VR).
Monumento tra i più significativi della storia di Roma, il Circo è visibile per la prima volta in tutte le sue fasi storiche grazie a un progetto all´avanguardia che implementa tecnologie interattive di visualizzazione a oggi mai utilizzate in un´area all´aperto di così ampie dimensioni.
I visori in dotazione restituiscono virtualmente l´aspetto del Circo Massimo, sovrapponendosi alla realtà e ricostruendolo in tutta la sua magnificenza: in particolare, l´Arco di Tito ti apparirà nella sua imponente altezza originale.

Con CIRCO MAXIMO EXPERIENCE, in un rimando continuo tra presente e passato, grazie alle ricostruzioni in realtà aumentata e virtuale, vedrai la vita dell´antica valle scorrere davanti ai tuoi occhi, potrai passeggiare tra le botteghe romane e assistere a una corsa di quadrighe tra urla di incitamento e capovolgimento di carri.

Le otto tappe prevedono: la Valle e le origini del Circo, il Circo da Giulio Cesare a Traiano, il Circo in età imperiale, la Cavea, l´Arco di Tito, le Botteghe (tabernae), il Circo in età medievale e moderna e infine “Un giorno al Circo”.

La visita è fruibile con visori immersivi (tecnologia see-through) e sistemi auricolari stereofonici, inclusi nel prezzo del biglietto.

La visita si articola in 8 tappe:
LA VALLE E LE ORIGINI DEL CIRCO
L´esperienza immersiva inizia con la presentazione della Valle Murcia situata tra i colli Palatino e Aventino. Luogo d´incontro e scambio tra popolazioni, nonché sede di moltissimi culti (Murcia, Cerere e Consus) celebrati con feste, gare equestri e riti propiziatori per la fertilità dei campi, fu testimone del leggendario Ratto delle Sabine. In età règia, subì alcune trasformazioni ad opera, soprattutto, dei Tarquini, gli ultimi re di Roma, che fecero costruire le prime file di sedili in legno. Con lo sviluppo della città e la maggiore importanza acquisita dalle manifestazioni pubbliche, lo spazio delle corse si arricchì di elementi funzionali come i Càrceres, ossia gli stalli di partenza dei carri, e gli spalti che si espansero gradualmente fino a dare vita a quello che diventerà il più imponente edificio di spettacoli mai costruito.
IL CIRCO DA GIULIO CESARE A TRAIANO
Il viaggio continua con le trasformazioni del Circo dal I secolo a.C. al I secolo d.C.. I primi interventi furono operati da Giulio Cesare e da Augusto che, per la prima volta, concepirono il Circo come struttura monumentale separata dagli altri edifici della Valle, poi da tutti gli imperatori che si succedettero nel corso del I secolo d.C. Internamente era suddiviso in tre settori: quello inferiore in muratura e gli altri due in legno. La presenza di sedili in legno in gran parte delle gradinate favorì spesso il divampare di incendi devastanti, come quello del 64 d.C. che ebbe origine proprio da uno dei negozi che si trovavano nel Circo. All´inizio del I secolo, Traiano ricostruì l´edificio interamente in muratura. A questa fase appartengono le strutture che oggi sono ancora visibili.
IL CIRCO IN ETÀ IMPERIALE
Si passa poi a vedere il Circo Massimo di età imperiale, quando raggiunse l´apice del suo splendore. L´edificio, infatti, nel corso di un lungo periodo, si arricchì di vari elementi carichi di simbologie e significati religiosi legati alle festività agrarie delle origini e al ciclo delle stagioni. Oltre alle corse dei carri, che erano gli eventi più importanti e più frequenti che si svolgevano nel Circo, era possibile anche assistere ad altri tipi di spettacolo, come le battute di caccia con animali esotici.
LA CAVEA
Il Circo presentava su un lato i Càrceres (gli stalli di partenza dei carri), mentre gli altri tre lati costituivano la Càvea, le gradinate. Gli spettatori prendevano posto in differenti settori in base alla classe sociale di appartenenza. Con la sua struttura articolata, il Circo era certamente un monumento unico nel suo genere, un´immensa macchina scenica creata per stupire.
L´ARCO DI TITO
L´imponente Arco, dedicato nell´81 d.C. dal Senato e dal Popolo romano all´imperatore Flavio per celebrare la conquista di Gerusalemme del 70 d.C., sarà visibile in tutto il suo antico splendore. Il suo attraversamento era parte fondamentale dei cortei trionfali in onore dei generali e degli imperatori vittoriosi. La processione aveva inizio dal Campo Marzio, entrava in parata nel Circo Massimo e, passando sotto l´Arco, si dirigeva al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio. Simbolo di trionfo e vittoria, alto circa 20 metri e a tre fornici, l´Arco era sormontato da una grande quadriga bronzea guidata dall´imperatore.
LE BOTTEGHE (TABERNAE)
Nella fascia esterna del Circo si trovavano diverse botteghe dette tabernae molto frequentate non solo in occasione degli spettacoli. In esse si svolgevano varie attività commerciali ed era possibile trovare le merci più disparate per soddisfare ogni necessità dei visitatori.
IL CIRCO IN ETÀ MEDIEVALE E MODERNA
La penultima tappa del viaggio consentirà allo spettatore di immergersi nelle trasformazioni che interessarono l´area del Circo Massimo dal medioevo alla prima metà del Novecento.
Le ultime gare nel Circo si svolsero infatti nella prima metà del VI secolo d.C., poi l´area si riempì di sedimenti e a partire dall´VIII secolo fu attraversata da diversi corsi d´acqua.
Al XII secolo risale invece la costruzione della Torre della Moletta, edificio difensivo medievale.
Nel ´600, le pendici del colle Aventino furono occupate dal Cimitero degli Ebrei, i cui cipressi, ancor oggi, ne indicano l´antica localizzazione.
Nel 1854, la Compagnia Anglo-Romana dell´Illuminazione a Gas realizzò il primo impianto di produzione del gas per l´illuminazione pubblica. La fabbrica occupava circa due terzi dell´area.
Nei primi decenni del ´900, i Gazometri furono trasferiti e l´intera zona fu bonificata: tra il 1928 e il 1936 furono scavati, e in parte restaurati, alcuni settori dell´antico Circo, ma la presenza dell´acqua di falda non permise il completamento dell´opera.
A partire dal 1936, l´area del Circo Massimo fu concessa al Partito Nazionale Fascista, che iniziò a utilizzarla come spazio espositivo, costruendovi imponenti padiglioni e realizzando anche un vero e proprio stabilimento balneare costituito da tre piscine smantellato nel 1940 a causa dell´inizio della Seconda Guerra Mondiale.
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